David Ellis.
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LA LETTERA.
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Titolo originale: Life Sentence.
Traduzione di: Vittorio Curtoni.
2003. SONZOGNO EDITORE, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Jon Soliday  un brillante avvocato e un abile stratega politico. Insieme al veterano Dale Garrison e al giovane e promettente collega Bennett Carey fa parte dello staff di consulenti legali del governatore Grant Tully, uomo di punta del Partito Democratico. Ma, proprio mentre l'uomo politico  impegnato in una delicata campagna elettorale, i tre avvocati si trovano coinvolti in una serie di eventi drammatici e misteriosi. Un intruso penetra in casa di Carey, che lo uccide per legittima difesa. Jon riceve un'enigmatica lettera ricattatoria, della quale discute con Garrison. E quando questi viene trovato ucciso nel proprio ufficio, Jon risulta essere l'ultima persona ad averlo visto vivo.
Accusato dell'omicidio, Jon si trova in una posizione estremamente rischiosa. Perch nel suo passato c' davvero un segreto inconfessabile, che potrebbe giustificare un ricatto e persino un delitto: una vicenda torbida di droga, sesso, violenza e morte, dalla quale  uscito indennesolo per l'intervento della potente famiglia Tully e grazie all'astuzia dell'avvocato Garrison.
Un'ombra oscura che non solo potrebbe rendere Jon ancora pi sospettabile, ma che, di riflesso, comprometterebbe l'intera campagna elettorale del governatore. Sempre che non sia questo il vero obiettivo di chi ha ordito l'intrigo...
Per salvarsi, Jon deve confrontarsi con gli spettri del proprio passato. E sperare che Bennett Carey, suo avvocato difensore, sappia muoversi nei corridoi della politica.
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L'AUTORE.
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Scrittore di romanzi thriller e polizieschi, David Ellis  cresciuto a Downers Grove, Illinois, sobborgo di Chicago. Ha lavorato sia nel settore pubblico sia in quello privato fin dal conseguimento del titolo di avvocato presso la Northwestern Law School nel 1993.
Attualmente vive a Springfield, con sua moglie Susan e sua figlia Abigail; esercita a Chicago, dove  partner di uno studio legale e consulente della Camera dei deputati dell'Illinois.
Amante della corsa, ha gi disputato alcune maratone.
Il suo primo libro, L'uomo nascosto, ha vinto l'Edgar Award, uno dei pi prestigiosi premi del settore, nel 2002 per la categoria "Migliore primo romanzo di un autore statunitense". Le sue opere sono state tradotte in italiano, giapponese, tedesco, olandese, polacco, cecoslovacco, bulgaro e spagnolo.
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David Ellis.
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LA LETTERA.
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Dedica.
A mia madre, Judy Ellis, con tutto il mio amore
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PROLOGO.
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I demoni giungono sempre di notte. Quando gli ultimi residui
di colore lasciano l'interno delle sue palpebre. Quando la sicurezza della luce del giorno evapora, sostituita da ombre e umore cupo. Quando l'accumulo di ansia  vicinissimo al panico,
creando una tale eco di muti scampanii che lui quasi non sente
infrangersi il vetro a pianterreno.
Suoni smorzati ma acuti. Dapprima un colpo, probabilmente
al pannello romboidale inferiore della porta, quello pi vicino
alla maniglia. Poi il grattare di uno strumento che toglie di
mezzo le schegge taglienti. Quattro brevi raschiate su ogni lato
del rombo, eseguite in maniera efficiente per ottenere la massima velocit e il minimo rumore.
Una pausa momentanea. Senza dubbio una mano si sta infilando
attraverso il foro, in cerca della serratura. Il clic del chiavistello si ode poco dopo. La porta si schiude con un lieve
scricchiolio e uno spostamento d'aria che evoca un gemito nella
casa.
Bennett Carey apre gli occhi e scruta la profonda tenebra
della camera da letto al secondo piano. Il suo sguardo si sposta
sulla sveglia sul comodino. Numeri rossi, stilizzati, dicono 1,58.
Poi guarda il pannello dell'impianto d'allarme, accanto alla
porta della stanza. Una spia rossa segnala un'effrazione nella
Zona 1, l'ingresso principale. Ma l'allarme non si  attivato,
nessun suono lacerante accompagna l'intrusione, nessun messaggio
arriver al servizio di sorveglianza o alla polizia.
Passi sulle mattonelle del pianterreno, rapidi e sonori. Un
solo paio di piedi. Un solo intruso. A quanto pare, fare rumore
non lo preoccupa. Logico. L'unico vero fracasso si produce
rompendo il vetro, fuori. Una volta dentro, non c' bisogno di
attutire i movimenti. Soprattutto se si crede che la casa sia deserta.
Bennett fa un calcolo mentale. Sono le prime ore del mattino
di domenica. Ha trascorso tutto il sabato a letto, a parte
una spedizione alla cucina del primo piano a bere un po' di
brodo. Chiunque abbia tenuto il posto sotto controllo sa che
lui vive solo e viaggia molto. E se qualcuno, quel giorno, avesse
sbirciato dalla finestra del garage avrebbe visto che l'automobile
non c', perch  in officina. Se nessuno entra o esce
dalla casa, non ci sono movimenti all'interno, non c' l'automobile,
e lui ha un lavoro che di solito lo porta fuori citt per
un paio di giorni a settimana, la conclusione pi plausibile 
che lui non ci sia.
I tonfi smorzati dei piedi sulla passatoia della scala vengono
sostituiti da passi pesanti sul parquet del primo piano. L c'
molto da rubare. Il lettore DVD da solo potrebbe valere quasi
un migliaio di dollari, anche da un ricettatore. Il computer portatile
nell'ufficio  nuovo di zecca e piccolo, facile da trasportare.
Anche arraffare il videoregistratore e scappare non darebbe
problemi. Cristo, l'intruso potrebbe persino andare in cucina e
prendersi il microonde!
Bennett resta perfettamente immobile, salvo per un braccio
che si sposta verso il comodino. Apre lentamente il cassetto,
attento a non fare rumore. Perch perdere il suo unico vantaggio?
Strascichio di piedi sul parquet del primo piano. Indecisione.
A sinistra si va in soggiorno. A destra ci sono ufficio e cucina.
Oppure si pu tirare diritto: la rampa di scale che porta all'ultimo piano.
La scala soffre sotto il peso dell'intruso. Il suo respiro  percepibile, i movimenti non pi leggeri di quelli sull'altra rampa.
Bennett lo sente strusciare contro la parete e ritrarsi; nel buio,
probabilmente, non si rende conto che quell'ultimo tratto 
una scala a chiocciola. Un tentativo scadente di imitare l'architettura
europea, aveva pensato acquistando la casa, per adesso
serve a frenare la determinazione dell'intruso.
Bennett si rizza a sedere sul letto, affidandosi ai muscoli addominali
pi che alla spinta delle molle del materasso, sempre
per minimizzare la propria presenza. Si asciuga il sudore dagli
occhi, perch avr bisogno di vedere. La luce tenue di un lampione
stradale fornisce l'unica illuminazione nell'oscurit. Una
luce che non piove su di lui, anzi, grazie al contrasto, lo nasconde
ancora di pi.
Tende le braccia, spiana l'arma. Una '38 special, un revolver
Smith & Wesson modello 337PD, a cinque colpi. Arma il cane e
punta la pistola verso la porta. Non vedr l'intruso finch non
avr finito di salire la scala, finch non sar al secondo piano.
Un raggio di luce colpisce la parete esterna, un piccolo cerchio
che svolazza a casaccio. Una torcia elettrica che cerca di
elaborare un contesto. I passi riprendono, pi furiosi di prima,
dopo che l'intruso si  orientato.
Bennett prova a contare gli scalini, ma non ci riesce. Nel
buio scorge la sagoma del ladro, fiuta gli odori combinati di tabacco e aria aperta e sudore.
Il raggio della torcia guizza a sinistra (la destra dell'intruso),
entra in camera da letto. Spazza il pavimento, inquadra i piedi
del letto, ma manca Bennett. Una mano tasta lo stipite. L'intruso fa due passi e si blocca, in preda al panico. La torcia vira in direzione di Bennett, gli illumina il viso.
Bennett preme il grilletto una volta sola. Un'esplosione di luce
rossa, lo sparo, il suono ributtante della carne trafitta. L'intruso schizza all'indietro e urla. Bennett spara di nuovo. Il proiettile scheggia il legno dell'intelaiatura. L'intruso sta gi fuggendo gi per la scala, verso il primo piano, barcollando, agitando le braccia.
Bennett tira fuori i piedi da sotto le lenzuola. Resta seduto
sul letto, accucciato in posizione precaria, con le orecchie che
rimbombano per i colpi, l'intero corpo che vibra, il sudore che
riprende a colargli sugli occhi. La pistola  ancora puntata sulla porta, inutilmente. Il trepestio della ritirata dell'intruso  raggiunge il primo piano.
Bennett pianta sul tappeto della camera da letto, con lentezza,
prima un piede, poi l'altro. Stringe la pistola con entrambe le
mani, tenendola scostata dal corpo. Poi si avvia verso la scala.
Rumori dal primo piano. Un tonfo contro una parete. Un gemito.
Passi incerti risuonano sul parquet.
Bennett inciampa nella torcia elettrica dell'intruso, inerte sul
pianerottolo. Scende la scala buia, col braccio sinistro premuto
contro il muro, la mano destra che punta la pistola verso l'alto.
Cammina sui talloni. Tiene la testa piegata per captare i suoni
emessi dall'intruso, che ancora non scende i gradini che conducono
al pianterreno. Lo sente respirare, tossire. Impossibile sapere
dove sia stato colpito.
Strascichio di piedi sul parquet, un corpo di nuovo in movimento.
Un passo sulla guida della scala, poi un tonfo: una massa
ferita che scivola inciampando fino alle mattonelle del pianterreno.
Con gli occhi ormai quasi abituati all'oscurit, Bennett percorre
in fretta la curva della scala a chiocciola e arriva al primo
piano. Sbircia da dietro l'angolo, intravede la figura dell'intruso
sul pavimento di sotto. Si sta rialzando. Bennett tenta di riflettere
sulle possibili opzioni. Poi decide di non pensare pi.
Divora l'ultima rampa a balzi, due scalini alla volta. Salta dall'ultimo
gradino sul pavimento del pianterreno, va a sbattere
contro il muro dell'atrio. Quando si volta, l'oscurit viene
squarciata da tre lampi di luce. Gli scoppi assordanti di uno,
due, tre colpi di arma da fuoco echeggiano nell'atrio.
...
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...
AGOSTO 2000.
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...
Quando i miei occhi si aprono, appena dopo le quattro, tendo
d'istinto la mano verso il lato destro del letto. Le mie dita incontrano un cuscino freddo, e impiego un secondo a rendermi
conto che era previsto. Il movimento eccita i due cani che dormono sul letto, i miei carlini. La luce  accesa, e uno dei due (Jake, il pi vecchio, nero come l'inchiostro) si siede e mi guarda ansioso.
No, gli dico, negandogli il cibo o una passeggiata cos
presto.
La cucciola, Maggie, si scuote. Ha il pelo fulvo chiaro, il colore
del caff con la panna. Si sposta verso Jake, e lungo la strada
passa sopra un documento che si trova sul letto. La guardo
attraverso la nebbia del sonno. La luminosit della stanza e le
parole del commentatore televisivo sono in netto contrasto con
la tenebra silenziosa all'esterno della finestra.
No, ripeto, e afferro i fogli.  il memorandum che ho letto
pi di una decina di volte da quando  arrivato sulla mia scrivania, due settimane fa. Il documento  aperto sull'ultima pagina, la conclusione dell'analisi legale che ha confermato quello che avevo detto io.
In sostanza, concordo con le conclusioni di Jon Soliday. In base
alle leggi di questo Stato per come le interpreto io, il documento di designazione del procuratore generale Langdon
Trotter non  valido. Di conseguenza, egli non risulta eleggibile per la carica di governatore.  possibile intraprendere  un'azione legale per rimuoverlo dalla lista dei candidati.
Espiro piano. Il nostro avversario per il posto di governatore
non  candidabile.
Dio, ricordo ancora la telefonata di qualche settimana fa alla
commissione elettorale di Stato, gli uffici che abbiamo qui in
citt. Avevo chiamato per prendere accordi: volevo dare un'occhiata
alle petizioni di Trotter con le oltre diecimila firme necessarie
per presentarsi alle primarie dei repubblicani per la carica
di governatore. Volevamo solo spulciare in cerca di firme
fasulle, persone decedute o gente pronta a giurare di non avere
mai firmato. Cercavamo soltanto un po' di pubblicit negativa
per Trotter. E che diavolo, se quello si presentava senza avversari
alle primarie dei repubblicani, qualcuno come minimo doveva
dare uno sguardo alle sue petizioni.
Sar meglio che venga a vedere di persona, mi disse il tizio
della commissione. Era uno dei nostri, un democratico.
Mi basta una copia, ribattei.
Dovrebbe vedere con i suoi occhi, insistette quello.
Cos mi recai sul posto, pi irritato che altro. Il tizio butt
sul tavolo il primo volume delle petizioni e sorrise. Andai alla
prima pagina, convinto di dover proseguire, e mi fermai. Questa
 una copia, dissi. Posso vedere l'originale?
 l'originale, replic quello.
Eh, no. Gli feci cenno d'avvicinarsi e gli indicai la prima
pagina del documento di designazione di Trotter, la dichiarazione
di candidatura.  il documento con il quale il candidato
accetta ufficialmente l'invito dei firmatari delle petizioni a
concorrere per la carica. In realt,  una farsa legale: era stato
Trotter a preparare le petizioni, nessuno doveva invitarlo. Ma
la teoria  che tutti quanti lo implorino di candidarsi e che lui risponda: Va bene, d'accordo. Lo dice firmando la dichiarazione di candidatura.
Guardi, non  scritta a inchiostro. Si tratta di una fotocopia.
S, disse l'uomo, con un gran sorriso. Non c' dubbio.
Diedi una scorsa alle petizioni, ai fogli firmati da tutta quella gente per candidare Trotter. L c'era vero inchiostro. Erano le petizioni originali. Tornai alla prima pagina, ci passai sopra  la mano.
Feci due pi due e saltai su dalla sedia.
Lang Trotter non aveva depositato l'originale della dichiarazione di candidatura. Aveva presentato una fotocopia. Presentare la dichiarazione di candidatura  un obbligo, un prerequisito indispensabile per candidarsi alla carica di governatore cos come a ogni altra. E per quanto non esistano sentenze in merito, e io lo so meglio di chiunque altro, non nutro il minimo dubbio: una copia della dichiarazione di candidatura   insufficiente.
Lo so, e il memorandum che ho qui lo conferma.
Il documento di designazione del procuratore generale Langdon
Trotter non  valido. Di conseguenza, egli non risulta eleggibile per la carica di governatore.
Da come tengo in mano questo memorandum si potrebbe
pensare che sia l'originale della Dichiarazione di Indipendenza.
L'ho persino conservato nella busta marrone usata per recapitarmelo
in ufficio un paio di settimane fa, per corriere. L'involucro
 ai miei piedi, aperto su un lato, con l'etichetta Dale
Garrison & Soci in un angolo. Dale Garrison  l'avvocato del
posto al quale ci siamo rivolti per confermare la mia conclusione
iniziale, e cio che, per quello sbaglio nella dichiarazione di
candidatura, il grande favorito alla carica di governatore, Langdon
Henry Trotter,  spacciato.
Jake, sul punto di riprendere sonno, mi scruta con occhi pesanti.
Mi protendo per carezzargli il muso rincagnato, ma lui
sussulta allo squillo del telefono. Sobbalzo anch'io. Ci fissiamo
per un istante, tutti e tre domandandoci chi diavolo telefoni alle
quattro del mattino.
La mia voce non  all'altezza di una conversazione. Riesco a
esalare un rauco: Pronto?
Bennett Carey parla lento, preciso. Comincia con lo scusarsi
per la telefonata. Faccio per interromperlo con un commento
sarcastico, poi afferro il significato delle sue parole. Gliele faccio
ripetere, nel suo tono calmo. Poi riaggancio e mi dirigo all'armadio.
Mi vesto in maniera adatta all'occasione, cio scelgo un abito
formale per le ore piccole. Camicia da sera col colletto aperto,
calzoni grigi. Mi passo un po' di acqua sui capelli, poi corro alla
porta.
Quando esco un vento umido mi colpisce.  come se qualcuno
mi avesse sbattuto sotto una doccia tiepida contro la mia
volont. Trovo un taxi abbastanza in fretta e do un indirizzo all'altro
capo della citt. Come me, il tassista non sa dove si trovi
esattamente Vine Street. Gli dico di procedere verso sud sulla
Allengheny e di cercare luci rosse lampeggianti.
Le troviamo. Le auto della polizia sono disposte secondo il
solito stereotipo, parcheggiate in diagonale a casaccio lungo la
strada. Le luci blu e rosse continuano a lampeggiare anche se
l'emergenza  passata.
Riconosco la casa di Bennett. Una costruzione a mattoni degli
anni Ottanta, centosettanta metri quadrati sviluppati su tre
piani per sfruttare al massimo il valore del terreno ai tempi dell'invasione
degli yuppie.
Un agente mi ferma all'ingresso. Gli mostro le credenziali
che ho con me, un biglietto da visita del mio studio e il certificato
che la Corte Suprema di Stato concede a ogni avvocato
abilitato alla professione. L'agente accetta i miei documenti ma
mi allontana dalla soglia. Dice che dobbiamo entrare da un'altra
parte, dalla porta a vetri sul retro. Mentre mi fa indietreggiare
sulla veranda, intravedo alle sue spalle il cadavere sul pavimento
a mattonelle bianche e nere.
Lo vedo meglio quando entriamo. Il pianterreno dell'appartamento
ha una grande stanza che qualcuno definirebbe uno
studio, ma evidentemente Bennett la considera una palestra.
Sottile moquette color panna, pareti bianche, un assortimento
di manubri, una panca con una imponente serie di pesi ai lati
di una sbarra metallica e un aggeggio che credo serva per flessioni
e altri esercizi ginnici. In fondo all'atrio a mattonelle si
aprono la porta per il garage e quella per la lavanderia. Se non
andate l, l'unica cosa da fare  prendere la scala per il primo
piano.
Per prima voglio dare un'altra occhiata al corpo. Avanzo in
punta di piedi, con incedere autorevole: un avvocato che compie
la ricognizione ufficiale della scena del crimine. L'agente mi
afferra per un braccio; qualcuno che sta scattando foto del cadavere
mi fulmina con un'occhiata. Mi fermo, ma insisto, devo
guardare. Sono autorizzato a vedere il corpo nella sua posizione
originale. Forse  vero, forse no. Non ho esperienza nel campo.
La semplice verit  che non ho mai visto un morto sulla
scena di un delitto.
La vittima  riversa sul ventre, col viso girato di lato. Un
bianco. Dai trentacinque anni in su, per un occhio non allenato.
Barba di un giorno. La faccia  contorta, a mezza strada tra
una smorfia e un urlo. Le braccia sono spalancate e piegate a
novanta gradi come pali della porta di un campo da football, a
palme in gi. La gamba destra  tirata su, leggermente ripiegata.
Di nuovo, a un occhio non allenato suggerisce l'impressione
che stesse scappando, un'impressione che soffoco. Porta
un berretto di lana e una giacca di pelle nera con tre bei fori
sulla schiena, circondati da sangue rappreso. In effetti, c'
sangue dappertutto: spruzzi sul muro e una grossa pozza sotto
il corpo.
Un uomo di mezza et rimbalza gi per la scala. Ha un cappotto
sporco e un distintivo attaccato al colletto. Guarda me,
poi l'agente alle mie spalle. E questo chi cazzo ? chiede, indicandomi.
Mostro di nuovo le credenziali.
Ehi, no. Fuori. Sventola l'indice. Mi arriva una zaffata del
suo dopobarba.
 casa sua, dico.
La casa  nostra, risponde lui. La scena del crimine.
Idea che mette paura, ma non ha tutti i torti. Ci dirigiamo al
garage, vista la pioggia intermittente. Il poliziotto apre la porta
e io entro. Non si vedono automobili, anche se ricordo che
Bennett guida una macchina straniera, metallizzata. L'unica
traccia del veicolo  una macchia di olio sul pavimento. Il cordone
arancione che si tira per disattivare l'apertura telecomandata
della porta pende inerte dal centro del soffitto, vicino a
una lampadina solitaria. Un robusto pannello di pino  stato
inchiodato in orizzontale sulle due pareti laterali; regge ganci ai
quali sono appesi utensili per il giardinaggio e per spalare la neve.
Nonostante quegli attrezzi e le vecchie zanzariere appoggiate
a un muro assieme a latte di vernice, senza un'automobile il
garage sembra del tutto vuoto.
Sulla porta c' una finestrella quadrata. Dietro il vetro intravedo
un crocchio di vicini. Provo una fitta di rimorso per Bennett.
La porta si apre. Entra un uomo in maniche di camicia, senza
cravatta. Detective Eric Paley, dice.
Gli stringo la mano. Jon Soliday.
Il detective Paley ha un viso lungo, rassicurante. Bei tratti,
occhi espressivi. Ha un'aria paterna. Mi incuriosisce un po'
sapere perch il signor Bennett abbia chiamato un avvocato.
Ha chiamato un amico, ribatto. Lavoriamo assieme.
Paley alza una mano, si concede un sorrisetto. D'accordo,
un amico. Per al momento un amico non  autorizzato a
parlargli.
Allora sono il suo avvocato. E vorrei vederlo subito.
Il detective increspa le labbra, guarda soprappensiero il soffitto.
Pu parlargli, dice, come fosse un atto di generosit.
Lascia il garage senza godere della mia gratitudine.
Bennett entra un attimo dopo.  nudo, a parte i boxer e una
coperta buttata sulle spalle. E un tipo non certo piccolo, alto pi
di un metro e ottanta, collo grosso, spalle ampie, corporatura
atletica.  la prima volta che lo vedo senza camicia. Ha un fisico
che qualunque uomo di mezza et invidierebbe, uno stomaco teso,
dei muscoli sodi e tonici che sembrano pronti a schizzare fuori
dalla pelle. L'unico neo  una cicatrice dai bordi irregolari, lunga
cinque centimetri, sulla parte alta del petto, appena sotto la
spalla, che spunta sotto la coperta.
Gli occhi sono comprensibilmente cupi, l'atteggiamento un
po' moscio. I capelli di un nero corvino gli sono scesi sul viso;
sotto gli occhi si dividono in due come corna d'ariete, gli cadono
sulle guance. Probabilmente non mi sono mai accorto di
quanto siano lunghi perch prima di venire in ufficio li pettina
all'indietro. Nel suo stato attuale, Ben potrebbe passare per un
rocker grunge, anche se forse i suoi ventinove anni sono un po'
troppi. Non  molto portato a socializzare, ma di certo ha l'aspetto
giusto per uno che ha una vita privata intensa. In ogni
caso, la sua stazza e il fisico appaiono incompatibili col profilo
della vittima di un'aggressione.
Alle sue spalle c' qualcuno. Annuisco all'uomo, presumibilmente
un altro detective. Senza rispondere, quello esce e chiude
la porta.
Bennett mi guarda timido, quasi imbarazzato. Ehi, Jon, dice.
La sua voce non ha il consueto tono profondo, risonante; 
lieve e tremolante.
Gli metto una mano sulla spalla. Stai bene, Ben? Ges
Cristo.
Credo di s, risponde. Il suo pomo d'Adamo sobbalza violentemente.
Ho ucciso qualcuno.
Ti sei difeso. Vado in cerca dei suoi occhi finch non prendono
contatto coi miei. Una grossa differenza. Quello si  intrufolato
in casa tua e tu ti sei difeso.
Bennett riflette sul commento, o forse  perso nei propri
pensieri. Si passa una mano sulla bocca, emette un sospiro.
I miei occhi tornano alla cicatrice sotto la spalla. La indico
con un cenno della testa.  successo stanotte?  stato quel tizio?
Bennett guarda gi, poi si stringe nella coperta. Dio, sono
praticamente nudo. Rabbrividisce. No, quella cicatrice ha
vent'anni. Perch?
Chiedevo.
Stai gi preparando la mia difesa? domanda. La legittima
difesa funziona meglio se prima sono stato ferito, giusto?
Il mio viso avvampa. Non cominciare a dire idiozie.
Ho ucciso un uomo, Jon.
Ehi, Bennett, cosa dovevi fare? Si  introdotto in casa tua.
Gi. Lo sguardo di Bennett vaga sul soffitto e si ferma l.
In questo momento sta pensando a qualcosa d'altro. Secondo
te, cosa dir il nostro boss?
Non preoccuparti del nostro boss.
Un'infelice scelta di tempo, eh?
Tu non centri niente.
S, per... A tre mesi dalle elezioni?
Bennett, stammi a sentire. Lascia perdere Tully. Secondo te
avrebbe preferito che quello stronzo ti uccidesse?
Bennett apre la bocca. Appoggia la lingua all'interno della
guancia. Si concede una piccola, nervosa risatina. Mi appello
al quinto emendamento, risponde.
La polizia sceglie la cucina, al primo piano, come punto dove
Bennett pu mettersi comodo ad aspettare mentre gli agenti
fanno il loro lavoro e attendono l'occasione di parlargli. Lo lascio
col consiglio che probabilmente lui ha dato ad alcuni suoi
clienti (non dire niente a nessuno, nemmeno un ciao) e ridiscendo.
Forse i poliziotti dovrebbero tenermi d'occhio un po'
meglio, ma  gi tanto se riescono a non inquinare di loro la
scena del delitto. Nella migliore delle ipotesi, la miriade di tecnici
e sbirri in uniforme e in borghese  un caos organizzato.
Esco sul marciapiede e attivo il cellulare. Nel cuore della
notte, Don Grier non si aspetta una mia telefonata, e di certo
non si aspetter buone notizie quando sentir la mia voce. Don
Grier  l'addetto stampa del senatore Grant Tully, il mio boss.
Il senatore  il candidato democratico alla carica di governatore
e si serve di Don per il suo lavoro politico. Per Grant Tully
 anche il leader della maggioranza al Senato, quindi Don  anche
un dipendente dello Stato.  difficile tenere separati i due
incarichi perch tutto ci che il senatore fa  politico, a volere
andare al sodo.
Devi sapere tutto subito, gli dico. La storia  questa: Bennett
 stato svegliato dal rumore di qualcuno che si stava introducendo
in casa sua. Quando lo ha sentito salire la scala ha preso
la pistola. L'intruso  entrato in camera da letto e Bennett ha
sparato due volte, ferendo l'uomo una volta sola, apparentemente
alla spalla. Poi  andato dietro all'intruso che scendeva
la scala. Si  tenuto a distanza,  rimasto in ascolto, e infine lo
ha seguito fino a pianterreno. L ha intravisto nel buio la sagoma
dell'uomo, ha esploso altri tre colpi e lo ha ucciso.
Per gli ha sparato alla schiena.  quello l'ovvio problema,
se c' un problema. Fare fuori un ladro a mani vuote mentre
fugge puzza di omicidio per vendetta. L'altro guaio  che l'intruso
non aveva un'arma da fuoco. Aveva un piede di porco,
che ha usato per rompere il vetro di una porta ed entrare. Una
pistola contro un pezzo di ferro.
Cristo onnipotente, mormora Don. Lui sta bene?
Sembra a posto.  gi di corda.
Gli ha sparato alla schiena?
Non sapeva che il tizio fosse girato, rispondo. Era buio.
Giusto, me lo hai detto. Dal telefono esce un'altra voce,
pi che altro un gemito.
Hai compagnia, Don? chiedo.  single, come me, adesso.
Maschio o femmina?
Don emette una risatina.
Senti, continuo, chi conosciamo al dipartimento?
Di polizia? Non so. Pezzi grossi?
Cazzo, non so nemmeno io. Grugnisco. Non sono abituato
a trovarmi senza risposte. Come primo consulente legale del
senatore Tully, ho finito per incontrare chiunque abbia un certo
peso in citt. Ma sbirri? Non ricordo nemmeno il nome del
grande boss, il capo della polizia, e comunque non lo conosco.
Dobbiamo stare attenti, dice Don. Una telefonata sbagliata
e ci tiriamo la zappa sui piedi.
Ricomincia a piovere. Probabile. Voglio solo assicurarmi
che lo trattino bene. Tutto qui.
Forse  meglio che non sia tu a fare quella telefonata, taglia
corto Don. Parlo io col senatore, escogiteremo qualcosa.
Tu vai a prenderti cura del nostro ragazzo.
Chiudo la comunicazione, torno in casa. Un agente mi d il
tormento quando rientro, ma sono troppo agitato per fargli caso,
cos quello mi segue su per la scala, strillando, finch il detective
Paley non lo manda a cuccia. Per tutto il tempo, non degno
lo sbirro di un'occhiata, il che gli fa salire il sangue alla testa.
Piccole soddisfazioni.
Bennett  ancora in boxer e coperta. Mi accomodo sull'altra
sedia al piccolo tavolo della cucina. Per stanotte, non parlare con
la polizia, dico. Domani ti troveremo l'avvocato giusto. Paul Riley.
Magari Dale Garrison. Per il momento, bocca cucita.
Il detective Paley si avvicina. Ha portato con s una sedia dal
soggiorno. La seconda occhiata indagatrice che gli rivolgo mi
porta alla stessa conclusione. Ha un'aria paterna, sollecita, paziente.
Ha rimboccato le maniche della camicia. Ha occhi pesanti,
iniettati di sangue. Probabilmente mancavano un paio
d'ore alla fine del suo turno quando  successo tutto. Ormai
non dormir fino al pomeriggio.
Nottata pesante, dice a tutti e due. Bennett continua a non
reagire.
Faccio per tenere il mio discorsetto a Paley - niente interrogatorio
stanotte, ci metteremo in contatto noi - ma decido di
aspettare, di vedere cosa accadr. Se il detective non vuole fare
del male a Ben, ordinargli di levare le tende potrebbe peggiorare
la situazione.
Credo che il mio cliente sia sotto choc, dico.
Ma certo. La voce  sorprendentemente morbida, pi alta
di prima. Probabilmente funziona benissimo nel suo lavoro,
per gli interrogatori, ma non fa lui la parte del duro. Il classico
sbirro buono.
Lei cosa ne pensa, detective? chiedo. Cosa ci faceva qui
quel tizio?
Paley aggrotta la fronte, che  alta, solcata da parecchie rughe.
Un comune ladro, secondo me.
Un ladro prende delle cose, suggerisco. Quell'uomo aveva
parecchio da rubare, ma  andato diritto nella camera da letto
di Ben.
 l che si trova il bottino buono, avvocato. Gli oggetti di
valore. Il detective ha un forte accento cittadino. Se intendeva
uccidere il suo cliente, probabilmente avrebbe portato qualcosa
di pi di un piede di porco.
Basta quello per uccidere.
Rivoglio la mia pistola. Bennett apre bocca per la prima
volta, catturando l'attenzione mia e del detective. Tendo una
mano e gli prendo il braccio appoggiato al tavolo. Lui lo sposta.
Paley scrolla le spalle. Vedremo.
Bennett socchiude gli occhi.  tornato fra noi. Vedrete
cosa?
Forse dovremo trattenere l'arma per un po', dice Paley.
Perch?
Paley apre le mani a ventaglio. Andiamo, signor Carey. Lei
 un avvocato.
Nessuno di noi due reagisce. Ci sta dicendo che si tratta di
una prova.
Teme per la sua vita, signor Carey?
Bennett riflette sulla domanda, batte lentamente le palpebre.
Quasi tutti i suoi movimenti si sono rallentati. Gli occhi sono
infossati per stress e mancanza di sonno. Il viso  pallido, a parte
la spruzzata di rosso sulle guance. Non so cosa temo, risponde.
Direi che ci fermiamo qui, intervengo. Detective, saremo
lieti di fornirle una deposizione, ma penso che prima il mio
cliente abbia bisogno di dormire per qualche ora.
Adesso va benissimo, ribatte Ben, fissando il tavolo.
No, dico al detective. Facciamo un salto da lei, diciamo
verso mezzogiorno...
No. Bennett sospira, si tira su. Se lei vuole sapere dell'altro,
a me sta bene.
No, insisto. Parleremo pi tardi con...
Voglio solo chiarire un paio di punti.
Guardo il mio cliente, poi Paley. Avete gi parlato?
Per Paley  un piacere comunicarmi la notizia. Abbiamo discusso
dell'intero episodio un'ora fa.
Fisso Bennett. Aspetto che anche lui mi guardi per fulminarlo.
Ma lui batte le palpebre e i suoi occhi tornano ad appannarsi.
Se Ben ha chiesto un avvocato, attacco, lei non poteva...
Non aveva chiesto un avvocato, signor Soliday. Il detective
si gode l'idea che l'avvocato non sia riuscito a zittire il cliente.
 vero, Jon. Bennett agita una mano. Mi sono offerto
spontaneamente. Gli ho raccontato le stesse cose che ho detto
a te.
Crollo contro lo schienale della sedia. Se ha preso appunti,
vorrei vederli, dico a Paley.
Non dubito che le piacerebbe, avvocato. Per non li vedr.
Il detective annuisce verso Ben. Solo un paio di chiarimenti.
No, ripeto.
Jon,  tutto a posto. Ben si stringe nella coperta.
Il fatto degli urli, prosegue Paley. Lei non ricorda di avere
detto qualcosa a quell'uomo?
Bennett scuote la testa.
O che lui abbia detto qualcosa a lei?
Mi schiarisco la gola. Almeno mi informi su questo, detective.
Paley mi scruta un istante. Potrebbe mandarmi a farmi friggere.
Per, tutto sommato, pare proprio un tipo paziente. I vicini
hanno sentito urlare, mi spiega.
Bennett intreccia le mani sul tavolo. Come le ho gi detto,
se lei sostiene che l'uomo ha urlato, lo accetto. Per io non l'ho
sentito. Probabilmente mi rimbombavano le orecchie per gli
spari. Di certo so che il mio cuore batteva all'impazzata. Stava
succedendo tutto cos in fretta...
Il punto, intervengo,  che Ben non ha sentito niente.
Il detective squadra per un po' Bennett, quindi annuisce.
Con ogni probabilit  stato lo choc. Chiaramente l'uomo non
si aspettava che lei gli sparasse. Si alza e si avvicina a Bennett.
Gli stringe le spalle. Io avrei fatto lo stesso, aggiunge. Scrolla
leggermente Ben. Solo che lo avrei ucciso in camera da letto.
Com' messa la situazione, detective? domando.
Lui fa una smorfia. Dal vostro punto di vista? Una storia
pulita. Giustificabile. Se uno non pu sparare a chi si introduce
in casa sua, chi pu farlo?
Formulo una preghiera muta. Guardo Ben: sembra che non
abbia sentito Paley. Cosa significa il nostro punto di vista?
Be'... Il poliziotto punta lo sguardo oltre la mia testa. Se
pensassi che qualcuno voleva uccidere il signor Carey, vorrei
scoprire chi, e perch. Ma quello voleva solo rubare. Deve aver
notato che in garage non c'era l'automobile e ha concluso che il
signor Carey fosse fuori citt. Bel quartiere, bella casa. Un sacco
di cose di valore. L'uomo aveva un piede di porco e una borsa
dove mettere la refurtiva. Non aveva intenzioni violente.
Sospiro. Allora  tutto qui.
Lo identificheremo. Faremo tutte le indagini che riterremo
opportune. Paley si china su di me. Ma diciamo che, identit
dell'uomo a parte, non dovreste aspettarvi di risentirmi.
Mi alzo e gli porgo la mano. Grazie.
Bennett scuote lentamente il capo. Adesso siamo soli in cucina.
Il frastuono in casa si  spento. I poliziotti hanno visto tutto
ci che volevano vedere. Se ne stanno andando.
Devi cercare di buttarti tutto alle spalle, Ben, mormoro.
Un brutto sogno.
Mi avrebbe ucciso. Sta fissando il vetro della finestra, anche
se pu vedere solo la propria immagine riflessa. Probabilmente
ha bisogno di crederlo. Non vuole pensare di avere ucciso
qualcuno che voleva soltanto rubargli un Rolex o un diamante
da portare a un ricettatore. Mi volto e vedo Paley che
agita la mano in un silenzioso adios:  l'ultimo del gregge. Poi
mi giro verso Bennett. La sua espressione si  trasformata in
agonia allo stato puro.
Sono in auto, diretto nel West Side. Mi sono fermato con Ben
dopo l'esodo degli sbirri. Non ha nemmeno cercato di dormire;
 rimasto con una tazza di caff stretta tra le mani, a fissare
il vapore. All'alba, abbiamo chiamato un taxi e siamo andati a
casa mia. Ho recuperato la mia macchina e scaricato Ben in palestra.
Non so se abbia voglia di fare ginnastica, ma come minimo
l potr farsi una doccia e cambiarsi.
Oggi il senatore Grant Tully tiene un discorso nella sede di
un'associazione del West Side. Si rivolger a un pubblico afroamericano
che  probabilmente la coalizione pi potente a livello
politico tra le minoranze dello Stato.
Grant Tully  figlio dell'ex senatore Simon Tully, che ha occupato
la carica praticamente all'infinito e ha passato le redini
al figlio dieci anni fa. Grant  stato eletto per il primo mandato
di senatore alla matura et di ventinove anni.  stato rieletto
due volte, a trentatr e trentasette anni, e ora  a met del
suo terzo mandato quadriennale. Il collegio che rappresenta
consiste essenzialmente nella citt, o per meglio dire nella sua
met meridionale, per la gran maggioranza democratica. Il che
significa che potrebbe restare in carica per il resto della sua vita,
senza timori per le primarie e senza nessun vero rischio di
essere sconfitto dai repubblicani.
Ma adesso si presenta come governatore. Ha vinto una contestata
primaria con quasi il settanta per cento dei voti. Il suo
antagonista, il candidato repubblicano,  il procuratore generale
Langdon Trotter. Trotter non ha avuto avversari all'interno
del partito, in omaggio alla prassi repubblicana di stanare e
mettere in fuga gli sfidanti ed evitare le diatribe interne.
Grant Tully  al momento il leader di maggioranza al Senato.
Cio, comanda lui. I democratici hanno diciotto dei ventisette
seggi. Quindi, se vuoi che il Senato approvi un disegno di legge,
devi avere il beneplacito del senatore Tully.
La mia qualifica  Primo consulente legale del leader di
maggioranza, un modo raffinato per dire che sono l'avvocato
del senatore Tully. Gli do consigli sui disegni di legge da discutere,
gli spiego che effetti avranno, su chi incideranno, e lo guido
nei meandri legali connessi alla sua carica. Bennett Carey 
il mio vice, l'unico altro avvocato a tempo pieno dello staff.
Questi sono i nostri ruoli come dipendenti pubblici. Inoltre,
Grant Tully  presidente del partito democratico nel nostro
Stato. Controlla i cordoni della borsa, decide come, quanto e
per chi spendere nei periodi di campagna elettorale. Quindi io
sono anche il consulente del partito democratico. In tale veste,
piloto il senatore e altri funzionari pubblici democratici nel labirinto
delle leggi che regolano candidature, elezioni, gestione
dei fondi per le campagne, e affini. E anche in questo lavoro
politico Bennett Carey  il mio vice.
Detto in sintesi, Grant Tully  il democratico pi potente
dello Stato. Guida il Senato (la Camera dei rappresentanti  repubblicana)
e il partito democratico. Nessun democratico con
un po' di cervello fa una mossa senza l'avallo di Tully e, se lui
vuole candidarsi a governatore, tutti quanti si levano di mezzo.
Di questa stagione, il Senato non  in sessione, quindi io lavoro
quasi a tempo pieno alle elezioni. E la corsa di gran lunga
pi importante di tutte  quella per l'ufficio di governatore. 
la priorit massima, non solo perch il mio boss  in lizza, ma
perch il governatore pu assegnare posti di lavoro a migliaia
di persone. Ecco la vera chiave della politica: i posti di lavoro.
La gente al tuo servizio diventa una forza sempre a tua disposizione,
l'esercito che spedisce le richieste di fondi e raccoglie
soldi tra i vicini e fa telefonate quando non lavora a spese dello
Stato. E si danno tutti da fare, perch, in un modo molto concreto,
i loro impieghi dipendono dal fatto che tu venga rieletto.
Pi grande sar l'esercito, migliore sar la campagna che organizzerai,
e pi facilmente potrai prestare uomini per altre campagne
e poi chiedere la restituzione dei favori quando ne avrai
bisogno.
I repubblicani occupano l'ufficio del governatore da sedici
anni. Il che significa che un'intera generazione di loro funzionari
si  insediata nella capitale dello Stato. Si  instaurata una
meccanica circolare, un ovvio vantaggio per i repubblicani in
termini di mano d'opera. Ma l'attuale governatore non si ricandider,
e il senatore Grant Tully spera di infrangere il monopolio
repubblicano.
Che sia capitato questo incidente a Bennett proprio adesso,
nel pieno della campagna elettorale,  un fatto deleterio. Tully
ama essere informato in fretta delle brutte notizie. Cos vado a
fargli visita di persona.
Arrivo nella sede dell'associazione all'incirca quando il senatore
dovrebbe concludere il discorso. Entrando, odo degli applausi.
Il senatore Grant Tully sta parlando da un podio sopra un
palco, dietro tre leader afroamericani seduti; al loro fianco c' il
capo dello staff del senatore, Jason Tower, anch'egli afroamericano.
Lo striscione appeso in alto reca la scritta Tully 2000 a
lettere rosse e blu.
Il pubblico  composto da membri della Coalizione per il
Progresso Razziale, un gruppo politicamente attivo che nell'ultimo
decennio  diventato sempre pi forte. Ha fatto salire del
venti per cento il numero dei votanti registrati nella comunit
afroamericana e, cosa pi importante, ha aumentato di quasi il
trenta l'affluenza alle urne.
Nominer rappresentanti delle minoranze nella Corte Suprema
di Stato, dice il senatore, battendo il pugno sul podio
tra grandi applausi. Nominer persone delle minoranze per le
cariche pubbliche pi elevate.
Mi sistemo sul fondo della sala. A occhio e croce ci sono pi
di trecento spettatori.
In questo giorno davvero speciale, signore e signori, vi faccio
una promessa. Porter il coinvolgimento degli afroamericani
in questo sistema politico a vette mai viste! 
Il senatore pu fare sfoggio di una retorica del genere come
a nessun altro riuscirebbe in questa citt bianca. Perch parla
sul serio. Il West Side rientra nel suo collegio elettorale e comprende
i quartieri pi poveri. Una vecchia battuta dice che nel
South Side possono ucciderti per un biglietto da venti dollari, e
nel West Side non hanno mai visto un biglietto da venti dollari.
Ma Tully ha provveduto a offrire incentivi fiscali a chi apre
nuove attivit qui e si interessa personalmente al miglioramento
delle scuole. Si  rimboccato le maniche per il West Side, e
questa gente lo sa.
Torniamo agli esami gratuiti per la salute dei bambini,
continua. Esami gratuiti della vista. Esami gratuiti dell'udito.
La folla esplode: l'argomento  gi stato trattato. Perch un
bambino che non vede diventer un bambino che non sa leggere.
E un bambino che non sa leggere... La voce del senatore
sale col crescere dell'applauso, al punto che ormai quasi urla.
...  un bambino che non pu competere. Non giriamo le
spalle a bambini innocenti! 
Il senatore scruta fiducioso la platea. Riconosce molte facce.
Trascorre parecchio tempo in quei quartieri. Il suo pezzo forte
 suonare l'organo in chiesa, una diversa ogni domenica. Penso
che oggi, prima del discorso, abbia fatto sosta in due chiese.
Una sua scelta personale. E, come legislatore,  stato un buon
leader. Non perde mai occasione di ricordarlo.
Lancio un appello ai capigruppo della Camera: approvate la
mia proposta di legge per porre fine allo strozzinaggio! Aiutiamo
i membri pi poveri e pi deboli della nostra societ a non
crollare sotto il peso di tassi d'interesse mostruosi! Qui non si
tratta di bianchi o di neri... Si tratta di cosa sia giusto e cosa no!
Ha toccato il punto debole del pubblico. Nel suo ultimo
mandato, si  fatto promotore di una legge per regolare le prassi
operative delle societ finanziarie che spingono poveri e anziani
- molto spesso membri di minoranze - ad accettare ipoteche
a tassi altissimi sulle case: contratti capestro a lungo termine,
con pesanti penali per i pagamenti anticipati, che di solito si
concludono con la preclusione del diritto di riscatto. La coalizione
alla quale il senatore si rivolge ha svolto un ruolo chiave
in quella lotta, quindi tutti sanno di poter contare su di lui.
Non riportiamo indietro le lancette dell'orologio! Non
chiudiamo i programmi di assistenza sociale! Non tagliamo i
sussidi a quartieri e scuole! Non interrompiamo ci che abbiamo
iniziato! Saliamo al livello successivo! Su quest'ultimo
punto, il senatore batte il pugno sul podio.
La folla si alza. Il discorso  finito. Mi avvio nel corridoio
centrale e trovo il portavoce di Tully, Donald Grier, in piedi in
prima fila. Sta applaudendo. Mi guarda come lo avessi appena
abbordato sotto la doccia. Si china verso di me. Come va quella
cosa?
Piego la testa. In macchina, gli rispondo.
Passano altri venti minuti prima che il senatore finisca di
stringere mani e ricevere abbracci. Nel frattempo, lancio le mie
chiavi a uno dei due assistenti che accompagnano Tully e Don
Grier. Riporter indietro lui la mia auto. Io ho bisogno di parlare
col senatore.
Bene, Jon. La sua voce, quando non sta sul palco,  morbida,
quasi da ragazzo.  seduto sul sedile posteriore di una lussuosa
berlina con Don e con me. Uno dei vantaggi dell'essere il
leader di maggioranza al Senato  l'automobile con autista. Jason
Tower si  fermato a parlare coi membri della coalizione
prima di passare a un altro incontro previsto per oggi.
Grant Tully ha l'aria del senatore. Poco meno di un metro e
ottanta, capelli biondo rossicci, una faccia da pupo a trentotto
anni. Il grigio incipiente delle basette e le zampe di gallina apparse
da poco sotto gli occhi servono solo a smorzare quello
che potrebbe essere un aspetto troppo giovanile. Un uomo in
perfetta forma, bello, fiero.
Raccontami di Bennett, dice.
L'ho appena lasciato in palestra. Potr calmarsi e farsi una
doccia, rispondo. Se la sta cavando bene.
La polizia cosa dice?
Parlano di legittima difesa. Giustificabile, se non ricordo
male. Ben  pulito.
Bene, bene. Il senatore, seduto vicino alla portiera, tamburella
con le dita sul finestrino.
Ben pensa che quel tizio lo volesse uccidere, aggiungo. La
polizia ritiene che si tratti di un semplice tentativo di furto.
Mmm. Tully annuisce soprappensiero. Non  molto interessato
ai dettagli. Guarda gi avanti: le notizie sulla stampa, i
riflessi sulla campagna elettorale.
Don Grier, a sandwich sul sedile di mezzo, si gira verso di
me. Tu cosa ne pensi?
Sospiro. Non lo so. L'uomo aveva un piede di porco per entrare
e una borsa per metterci la refurtiva. A me non pare un
tentativo di omicidio.
In un caso o nell'altro, aggiunge Don, si tratta di qualcuno
che si  introdotto in casa sua.
C' un piccolo particolare, faccio presente. Ben gli ha
sparato alla schiena.
Dimmi dell'intruso, vuole sapere il senatore, ignorando il
mio commento.
Scrollo la testa. Non lo hanno ancora identificato.
Silenzio. A volte non  facile conversare con Grant. Non sente
mai il bisogno di riempire i vuoti, e di rado ha fretta di parlare.
Bianco o nero? chiede Don Grier.
Bianco.
Tully non reagisce. Don Grier si mordicchia il labbro.
Un bel tempismo, comunque, borbotto. Domani, quando
usciranno gli articoli, non sar pi una notizia fresca.
Non sar pi la stessa notizia, nota Grant.
Vero. Domani, l'approccio dei giornalisti sar diverso: non
solo i semplici fatti, ma pi probabilmente una qualche reazione.
Ci sar una reazione?
 probabile che il Watch ne parli nell'edizione on line, risponde
Don. Dobbiamo trovare il giornalista.
Parlagli tu, Jon, suggerisce il senatore. Don non pu sapere
pi di tanto.
Per io sono il suo avvocato.
Il senatore Tully mi guarda. Ben non ha bisogno di un avvocato,
se non lo accusano di niente. Tu sei un amico che si 
trovato sul posto, quindi puoi riferire alla stampa. 
Giusto. Penso che Bennett voglia parlare con lei, senatore.
Di fronte ad altri, lo chiamo sempre senatore.
Ma certo. Benissimo.
Restiamo in silenzio. Guardo fuori dal finestrino. Passiamo
davanti a una scuola, vuota perch  domenica. Un paio di ragazzini
neri in giacche di pelle e bandane avvolte attorno alla
testa siedono sui gradini, ci sbirciano sospettosi.
Non  il migliore dei momenti, dico.
 quello che , risponde il senatore. Lo affronteremo.
Ancora domenica. Torno in ufficio dopo pranzo. Sono un socio
dello studio legale Seaton, Hirsch e Sharpe, duecento avvocati
con sede di fronte al palazzo di giustizia, al centro del quartiere
commerciale. Abbiamo almeno quindici sezioni: diritto societario,
fallimenti, salute, gestioni patrimoniali. Qualunque ramo vi
venga in mente, lo studio ha una sezione apposita. Io lavoricchio
nel settore controversie con Bennett Carey, ma lui e io siamo in
realt una sezione di due soli uomini che si occupa di leggi elettorali.
Svolgiamo il lavoro politico per il partito democratico e le
nostre fatture partono dallo studio. Oltre a fare il senatore, Grant
Tully prende grossi clienti nel ramo commerciale che vogliono legarsi
al suo nome e poi passa il lavoro ad altri avvocati. Procura
discreti guadagni, ma allo studio piace soprattutto avere i due Tully
sulla carta intestata. Dico i due Tully perch il padre di
Grant, l'ex senatore Simon Tully, ogni tanto si fa ancora vivo.
Io lavoro da Seaton, Hirsch perch Grant mi vuole vicino,
che mi debba occupare di lui o di altri democratici. Come consulente
del partito per questo Stato rappresento qualunque deputato
o senatore democratico, per lo meno nel suo ruolo pubblico.
A conti fatti, significa che dedico la maggior parte del
mio tempo a guidare il senatore e il partito sul campo minato
della legislazione relativa a elezioni e campagne elettorali. Ci
sono anche norme che regolano la pubblicit politica, la gestione
finanziaria, le candidature eccetera, e sono diventato un
esperto. Le norme sono molto complicate, ed  proprio cos
che le vuole l'establishment. I pubblici funzionari hanno persone
come me che le informano. Gli esterni, quelli che cercano di
introdursi senza l'appoggio dei democratici o dei repubblicani,
devono recuperare svantaggi enormi.
 un compito che richiederebbe pi di due persone, ma sostanzialmente
Bennett Carey e io ci occupiamo di tutto. Sto col
senatore da quando si  lanciato nella carriera politica, dieci
anni fa, cos ormai conosco gran parte delle leggi a memoria. E
che diavolo, ho scritto io la met di quelle che sono state presentate
al Senato. Il che significa che le mie cognizioni sono un
bene raro e prezioso. Significa anche che una robusta maggioranza
di democratici in questa citt e nel resto dello Stato  in
debito con me. Alcuni pi di altri.
In breve, eccomi qui: conosco la politica e conosco gente.
Entro in Internet per controllare i giornali. Il portavoce del
senatore, Don Grier, aveva ragione: il quotidiano locale, il Daily
Watch, si occupa della storia nell'edizione on line. Non  l'articolo
di fondo, il che mi rincuora. Forse, in una citt dove tutti i
giorni viene ammazzato qualcuno, l'episodio non far sensazione.
 il terzo pezzo di prima pagina, dopo l'articolo su un sottomarino
americano che per sbaglio  entrato in acque cinesi e
quello sul dibattito sugli sgravi fiscali a Washington.
Ma, terzo posto o no, il titolo  sufficiente per aumentare il
tasso di adrenalina. L'articolo  stato messo on line alle 9,15.
CITTADINO AMMAZZA UOMO INTRODOTTOSI IN CASA SUA. Il testo
dice che la polizia sta indagando sulla morte, avvenuta a notte
fonda, di un ladro penetrato in una casa di North Vine Street.
L'intruso si chiamava Brian Denning O'Shea, trentasette anni,
residente nel sudest della citt. William Bennett Carey, ventinove
anni, avvocato, ha sparato a O'Shea alla schiena mentre stava
fuggendo dalla sua abitazione.
Porto la mano alla bocca. Bel taglio hanno dato al pezzo. Chi
se ne frega se in casa c'era buio pesto. Chi se ne frega se quando
Ben si  svegliato ha trovato un uomo in camera da letto.
Chi se ne frega se la polizia lo ha discolpato.
Ruoto la poltroncina. Sulla soglia c' Bennett Carey.
Come va, Ben?
Scrolla le spalle. Porta una camicia bianca senza cravatta,
calzoni blu mare. I capelli sono ancora bagnati. Mocassini e
niente calze, una dimenticanza scusabile.
Ti senti meglio? gli chiedo.
 ancora fermo nel vano della porta, impacciato e inquieto.
Un'aria che gli si addice. Alla prima occhiata, Bennett Carey
sembra uno sciupafemmine, un avvocato di grido affascinante,
ben curato, elegante, pronto a mettere a ferro e fuoco il mondo.
Ti aspetti la voce profonda, la personalit sicura, il fascino
disinvolto. Invece scopri un uomo dalla voce sommessa, molto
timido, con capacit sociali piuttosto limitate. Innanzi tutto, 
privo di umorismo, ragion per cui il mio onnipresente sarcasmo
produce spesso occhiate vacue. Non partecipa ai pettegolezzi
d'ufficio, ignora quasi scopertamente le avance delle donne
dello studio. Veste in modo inappuntabile, camicie bianche
stirate alla perfezione, cravatte discrete impeccabilmente annodate,
ma senza il minimo sfoggio. Gli unici suoi sprazzi di creativit
li mostra sul lavoro, quando deve imbastire una tesi legale.
Ma anche in quel caso trapela la sua personalit: parole semplici,
argomentazioni concise e mirate.
Non so di preciso cosa fare, mi dice. Non voglio stare
qui, non voglio stare a casa.
Puoi fermarti da me. Per tutto il tempo che vuoi.
Oh. Grazie, Jon. Me la caver. Striscia i piedi sul pavimento,
sempre fermo sulla soglia. Hai parlato col senatore?
S.
Oggi verr qui?
Sicuro. Tra un comizio e l'altro.
Bennett si gratta il viso. Lo hai informato?
L'ho informato.
Come ha reagito?
Allargo il braccio verso una poltroncina di fronte alla mia
scrivania. Ehi, sai com' Tully.  quello che , lo affronteremo.
Mi esibisco nella mia migliore imitazione del nostro
boss. Nessuno ti d colpe, Ben. Cristo santo, chi potrebbe incolparti?
Gi. Infatti. Crolla su una sedia. Si  messo della colonia;
nel profumo c' un'ombra di medicinale. Si  scordato di radersi
un punto sotto il mento. Continuo a rivedere la faccia
di quell'uomo. Quando ho acceso la luce e l'ho visto sul pavimento.
Il detective aveva ragione, dico. Il ladro non ti ha lasciato
scelta.
Lo sguardo di Bennett mi oltrepassa, fissandosi sullo schermo
del computer alle mie spalle. Quello cos'?
Prima pagina dell'edizione Internet, rispondo, con un
mezzo sorriso per attutire l'impatto.
Grande. Bennett scuote la testa.
Non preoccuparti, Ben.  una cosa insignificante. Un passaggio
sulla stampa o due, al massimo.
Agita una mano. Non l'ho convinto. Il giornale dice qualcosa
d'interessante?
C' il nome del ladro.
Si tira su. Come si chiamava?
Brian Denning O'Shea.
Gli occhi di Bennett si abbassano. Il suo viso si fa serio, perde
un po' di colore. Ges Cristo, sussurra.
Lo conoscevi?
Inspira profondamente, scrolla il capo. Brian O'Shea, ripete
tra s.
Parlamene.
Brian O'Shea. Una smorfia. Quando lavoravo per la procura
della contea. Uno dei miei ultimi casi, circa cinque anni fa.
Ho fatto mettere dentro il fratello di O'Shea per possesso di
droga a scopo di spaccio. Si chiamava Sean O'Shea. Stavamo
ripulendo il sudest della citt. Abbiamo tagliato le gambe a una
marea di spacciatori. A casa di Sean abbiamo trovato pi di
venti grammi.
Allora hai sbattuto al fresco suo fratello.
C' di pi. Io ero presente sulla scena. Volevano sul posto
gli uomini del procuratore della contea. Entravamo dopo che
la polizia aveva dato l'okay, per era richiesta la presenza degli
avvocati per assicurare la correttezza delle procedure. Controllare
che i mandati di perquisizione fossero eseguiti negli ambiti
previsti, che le prove venissero acquisite nel modo giusto, cose
del genere.
Ricordo il periodo. Eravamo nel pieno del dibattito sulla
proposta che l'acquisizione e la valutazione delle prove rinvenute
sulle scene dei crimini venissero affidate a un organismo
indipendente. Avvocati difensori e attivisti dei diritti civili sostenevano
che la polizia alterava le prove. Il problema aveva
indotto l'ufficio del procuratore della contea a creare un'unit
tecnica, la CAT, che oggi ha autorit in questo campo al posto
della polizia.
Gli avvocati di Sean O'Shea affermavano che nell'appartamento
non c'era coca prima del nostro arrivo, continua.
O'Shea sosteneva che l'aveste messa voi?
Oh, s. Ben ha un sorriso spento. Gli avvocati dell'accusa
hanno messo venti grammi di coca, e una bilancia, e un cercapersone,
e un fascio di banconote. Sventola una mano. Gli avvocati
difensori dicono cose simili di continuo. Dopo avere affrontato
un bel po' di casi analoghi, cominci a sentire in sogno
accuse di manipolazione delle prove. Emette un sospiro. Inchiodiamo
Sean O'Shea per possesso di droga a scopo di spaccio.
Ha gi una fedina penale lunga cos, per cui finisce dentro
per un periodo dai venticinque ai quarant'anni, mi pare.
Ahi!
Gi. Con cose del genere non scherzano. Si ferma per un
attimo. Mi sono sempre chiesto se gli avvocati dell'accusa a volte
non provino rimorsi per quello che fanno. Comunque, il
fratello di Sean si piglia un avvocato, e mi intentano causa per
violazione dei diritti civili. Un'azione in corte federale in base
all'articolo 1983. Dicono che ho violato i diritti civili di Sean
O'Shea e ho piazzato prove false a casa sua. Traccia un piccolo
cerchio con l'indice. La causa risale a tre anni fa circa. Il caso
 stato discusso dalla corte distrettuale. La decisione  stata
confermata in appello. La Corte Suprema ha negato l'esistenza
di prove a mio carico. Caso chiuso.
Bene. Mi appoggio allo schienale. Quindi Brian  incazzato
perch suo fratello  finito in carcere per buona parte della
sua vita adulta e perch tu lo hai sconfitto in aula.
Suppongo di s.
Non lo hai riconosciuto a casa tua?
Brian O'Shea? Bennett si stringe nelle spalle. Se mai l'ho
avuto sotto gli occhi, non me ne sono reso conto. Forse era al
processo del fratello, ma io non l'ho notato. La causa che mi ha
intentato presso la corte federale non ha mai dato vita a un processo.
Io non mi sono presentato in aula. Se n' occupata la sezione
di diritto civile del procuratore della contea.
Per non parlare del fatto che l'uomo  penetrato in casa di
Ben nel cuore della notte, col buio pesto. Non  che i due stessero
amabilmente conversando davanti a una tazza di t. Okay,
allora. Mi protendo, appoggio le mani sulla scrivania. Ti senti
meglio? Quel tizio voleva farti del male. Non avevi scelta.
Ben giocherella un istante coi capelli, scosta le ciocche che
gli sono cadute sugli occhi. Penso che sapere chi era mi possa
aiutare.
Bene. Far una telefonata a quel detective, Paley. Lo scoprir
presto, ma tanto vale risparmiargli le indagini.
D'accordo.
Faccio il giro della scrivania e gli metto le mani sulle spalle.
Adesso forse puoi scordarti tutto quanto.
Gi.
Informer anche il grande uomo, dico. Ben alza gli occhi
al cielo ed esce.
Entrare nell'ufficio di Grant Tully  come varcare la soglia di
un museo. Molto da ammirare, niente da toccare. L'ufficio 
rettangolare; le vetrinette in legno di quercia sulla lunga parete
sotto la finestra sfoggiano fotografie del senatore con varie personalit
politiche dell'ultimo decennio. Due grosse poltrone in
pelle nera stanno accanto a una scrivania notevole pi per le dimensioni
che per la qualit.  un enorme, antico pezzo in noce
americano, con maniglie di ferro ai cassetti. Il senatore, sulla
sua poltrona a schienale alto, sembra pi piccolo.
Tully  al telefono, si gira, alza una mano e annuisce. Per
adesso lasciali dove stanno e fai un altro sondaggio. Se lei  al
di sopra del quaranta per cento, ce li faremo dare da Isaac.
Ascolta la risposta dall'altro capo del filo, fa una smorfia. S,
tutti e tre, ma al quaranta per cento, d'accordo? Non al trentanove.
Riappende e mi guarda.
Buone notizie, gli dico.
Il senatore alza il mento.
Il tizio che si  introdotto in casa di Ben era il fratello di uno
che ha mandato dentro per spaccio di droga. Una vendetta.
Quindi, tutto a posto.
Hai informato la stampa?
Ho parlato con la polizia. Adesso chiamo il giornalista del
Watch.
Molto bene. Grant Tully afferra una matita e ci giocherella,
si appoggia allo schienale. Raycroft potrebbe specularci
sopra.
Potrebbe, ma non lo far, ribatto. Il senatore allude a Elliot
Raycroft, il procuratore della contea, il pi alto magistrato
della citt. Elliot Raycroft, purtroppo,  un repubblicano, il primo
a venire eletto a un ufficio di contea negli ultimi settantanni.
Sei anni fa, quando era morto il titolare della carica, si erano
tenute elezioni non previste. All'epoca, i democratici erano ai
ferri corti con gli afroamericani, che avevano presentato un loro
partito e disperso il voto dei democratici. Cos era accaduto
l'impensabile. Un repubblicano aveva vinto una contesa politica
in citt. Raycroft  riuscito a non fare puttanate e tre anni fa
 stato rieletto, grazie alla forza che gli derivava dall'essere gi
in carica.
Dovendo scegliere un posto che i democratici non vorrebbero
occupato dal partito avversario, sarebbe quello di procuratore
della contea. Nell'ambiente politico cittadino volano parecchi
coltelli dietro la schiena, e l'ultima cosa che i democratici
desiderano  che un pubblico ministero col potere di emettere
mandati di comparizione e convocare gran giur cominci a
ficcare il naso nella pattumiera. Il che  particolarmente vero
perch Raycroft sa che una volta o l'altra non verr rieletto,
quindi ha bisogno di farsi un nome per poter passare a qualche
altra carica, magari a livello statale.
Gi  brutto che Raycroft appartenga al partito sbagliato.
Per di pi,  sotto l'ala protettrice niente meno che del procuratore
generale Langdon Trotter. A questo pensa il senatore
quando dice che Raycroft potrebbe sfruttare la situazione per
trarne un vantaggio politico.
Raycroft non  tanto scemo da prendere le parti del fratello
di uno spacciatore e dare addosso all'ex accusatore che lo ha
spedito in carcere. Alzo una mano. Non funzionerebbe.
Trotter non darebbe mai il suo benestare.
D'accordo, conviene il senatore. Hai ragione. Adesso
parlami dell'altra cosa.
L'Asso, dico.
Il senatore ingoia un sorriso. Non va matto per nomignoli e
affini. Da quando ho scoperto il vizio nella dichiarazione di
candidatura di Lang Trotter, e sono corso a informarlo, chiamo
tutto l'affare il nostro Asso.
Posso capire come si sia verificato l'errore. Probabilmente
Trotter ha firmato con inchiostro nero, e a quel punto  diventato
difficile distinguere l'originale dalla fotocopia. Succede
spesso. In teoria, tutti i documenti presentati a una corte devono
essere in originale, ma a volte arrivano solo le fotocopie.
Nessuno si impunta. Nessun giudice rifiuterebbe un documento
perch non  l'originale. Significherebbe valutare la forma
pi della sostanza. Un avvocato che ne disquisisse in aula farebbe
la figura dell'idiota.
Ma qui non parliamo di tribunali. Parliamo di legge elettorale.
La legge dice che la dichiarazione di candidatura deve essere
firmata, il che significa che deve essere in originale. Una
fotocopia non  un documento firmato;  la fotocopia di un documento
firmato. Io lo spiego cos: la fotocopia di un documento
non  il documento pi di quanto la fotografia di un albero
sia l'albero.
La forma a scapito della sostanza? Senza dubbio. Per diversi
anni fa ho sostenuto la stessa tesi per l'elezione a sceriffo della
contea nel sud dello Stato. Era una sfida particolarmente dura
e il senatore voleva aiutare il candidato democratico. E ho
vinto. Un povero repubblicano non ha potuto candidarsi perch
aveva presentato una fotocopia della dichiarazione di candidatura.
Il tizio e il suo legale sono usciti dall'udienza col comitato
elettorale con l'aria di chi  stato derubato e lasciato in
mutande.
 un punto molto sottile, oscuro, della legge, ma come ho
detto,  la mia specialit. Se sottoponiamo l'argomento al comitato
elettorale, non avranno scelta. In sintesi: la dichiarazione
di candidatura di Langdon Trotter non  valida. Quindi lui non
pu presentarsi alle elezioni.
Quando ho scoperto l'errore, sono tornato in citt di corsa.
Tully era irreperibile, cos mi sono precipitato nell'ufficio di
Bennett e gli ho dato la notizia. Ero sicurissimo di avere ragione,
comunque abbiamo consultato la legge elettorale e letto un
paio di decisioni giudiziarie. Abbiamo provato un palpabile
senso d'urgenza nel momento in cui ci siamo guardati e abbiamo
capito di avere scoperto il tallone d'Achille di Langdon
Trotter.
Dale cosa dice? chiede Grant.
Non nascondo la smorfia. Si riferisce a Dale Garrison, l'autore
del memorandum che conferma le mie conclusioni sulla candidatura
di Trotter. Dale  un avvocato, uno dei vecchi cavalli di razza
della comunit legale.  in attivit da tanto di quel tempo da fare
pensare che abbia cominciato a esercitare durante il proibizionismo.
 amico di lunga data della famiglia Tully; per certe questioni
 il loro avvocato personale. Sfrutta quel rapporto, tra l'altro,
facendo il lobbista nella capitale dello Stato.  una delle pochissime
persone alle quali il senatore d retta.
Non ho problemi con lui. Fa troppo il cordiale con me, ma
devo dargli atto di essere in gamba. Il punto  che non mi eccita
l'idea che il senatore chieda un secondo giudizio su una mia
opinione legale.
Non guardarmi in quel modo, dice Grant, che mi ha letto
nel pensiero. Il citofono interno ronza. La segretaria lo avvisa
che  uno dei suoi uomini, uno dei nostri senatori. Tully solleva
gli occhi al cielo ma accetta la telefonata. Io mi alzo e passeggio.
Mi trovo a guardare un mucchio di biglietti d'auguri sulla
credenza dietro la scrivania del senatore.
Cazzo, me ne sono completamente scordato. Ieri era il compleanno
di Grant. Trentanove anni; ha qualche mese pi di me. 
tipico di lui far sempre passare la cosa sotto silenzio, non permettere
che si dia un party in suo onore. Ma qualcuno si  ricordato:
almeno una ventina di biglietti. Mi fermo e li sfoglio. Il governatore,
un senatore, diversi altri legislatori, un anchorman della televisione,
parecchi avvocati locali, compreso Dale Garrison. Il biglietto
di quest'ultimo  breve: Goditi la giornata scritto a mano,
ed  firmato solo Dale. Come chiunque con un po' di buonsenso
politico, Dale ha raccolto informazioni su Tully, conosce la
data del compleanno suo, della moglie e dei figli. Per il resto, bigliettini
standard: Tanti auguri, Buona fortuna per le elezioni,
Se posso fare qualcosa... Uno  addirittura indirizzato al
governatore Tully.
Grant riaggancia, emette un grugnito. D'Angelo, che testa
di cazzo, borbotta. Il primo sfidante serio che ha in sedici
anni. Otterr il settanta per cento come minimo, e sembra che
sia il grande duello della sua vita.  Mi guarda mentre torno a
sedere. Dove eravamo?
Mi stavi dicendo che vuoi che Dale ti confermi che ho ragione.
Piega la testa. E dai, signor Soliday. Non  vero. Dale...
Agita una mano nell'aria. Dale conosce le corti. Met dei giudici
hanno lavorato per lui. Non mi occorre una seconda opinione
sulle leggi elettorali. Ho bisogno di sapere cosa farebbe
un giudice.
Bene. Tra parentesi, Dale pensa che io abbia ragione. Hai
visto il suo memorandum.
L'ho visto?
Lo ha mandato a me. Ma Bennett doveva fartene avere una
copia.
Il senatore esamina la scrivania. Sar qui da qualche parte,
dice.
Insomma, la copia te la doveva preparare Bennett.
Grant Tully fa una smorfia. Bennett, ripete. Credevo volessimo
tenere la cosa tra noi due.
Apro le mani. Ben  il mio uomo. Gli ho passato l'idea.
Vediamo di tenere la situazione sotto stretto controllo, Jon.
D'accordo? La sua voce contiene una punta di rimprovero.
Ma dove sta il segreto? Quando presenteremo un ricorso al
comitato elettorale tutti quanti sapranno.
Grant si imbroncia ma non ribatte.
Avevi in mente qualcosa d'altro? chiedo.
Lui si mordicchia il labbro inferiore. Allevato com' nel brodo
della politica, ha un'enorme capacit di guardare avanti. A
volte non riesco nemmeno a capire dove sia diretto. Pu darsi,
risponde.
E che altro potremmo fare? Chiediamo in privato a Lang
Trotter di fare il bravo, di ritirarsi dalla corsa alla quale si  preparato
per un'intera vita?
Il mio commento provoca un accenno di sorriso sulle labbra
di Grant. Fuochino.
Spiegami, Grant.
Hai ragione sul lato privato. Sventola la mano. Riassumi
la tua tesi.
La conosci benissimo.
Ma lui muove ancora la mano.
Per concorrere a una carica pubblica bisogna redigere una
dichiarazione di candidatura, comincio. Compili il modulo,
lo firmi, lo presenti con le petizioni dei tuoi sostenitori e tutto
quanto. Lo staff di Trotter ha fatto una stronzata. Ovviamente,
hanno fotocopiato tutto, ma consegnando i documenti hanno
sostituito la fotocopia della dichiarazione di candidatura agli originali
delle petizioni. La fotocopia non  il documento originale.
 come se lui non avesse mai presentato la dichiarazione.
Grande, mormora il senatore. Adesso spiegalo a un elettore.
Sospiro. Per questo abbiamo Don...
Il senatore Tully mette fuori gioco il candidato repubblicano
per un errore tecnico, mi interrompe Grant. Tutti sanno
che Trotter ha firmato una dichiarazione di candidatura, tutti
sanno che vuole entrare in lizza, ma per colpa di un documento
presentato nel modo sbagliato gli elettori non potranno votarlo.
Scuote la testa. Fantastico.
Be'...
E in cambio io cosa ci guadagno? Quando gli elettori sapranno
che ho sfruttato una stronzata legale per fare fuori il
mio avversario? Dopo essere stato lapidato sulla stampa? Te lo
dico io cosa ci guadagno. I repubblicani, in assenza di Trotter,
nominano qualcun altro. Ho ragione?
Be', s. In base alla legge elettorale del nostro Stato, se un
candidato si ritira o viene escluso, il suo partito pu nominare
qualcun altro. Il comitato competente, in questo caso i dirigenti
dei repubblicani nel nostro Stato, vota, e il vincitore diventa
il candidato del partito. Dovrai pur concorrere contro qualcuno,
Grant.
Lui si acciglia. L'esperienza mi insegna che senatori e rappresentanti
trovano enormemente disgustoso essere costretti a
combattere per venire rieletti. Nessuno ha mai sfidato il senatore
Tully. Questa  la sua prima candidatura con un vero avversario.
Non nomineranno qualcuno come Trotter, sospira. Sceglieranno
un moderato. Uno favorevole all'aborto, per prenderci
in contropiede. Qualcuno che non avrebbe mai potuto vincere
le loro primarie ma  un buon candidato per l'elettorato.
Jody Thayer, dico. Jody Thayer al momento  vicegovernatore.
Si  presentata alle primarie repubblicane, ma gli anziani
del partito hanno giudicato Langdon Trotter un candidato
migliore. Cos adesso lei si presenta per l'attuale carica di Trotter,
procuratore generale.  favorevole all'aborto e al controllo
sulle armi; si  sempre dimostrata molto moderata quando era
senatrice. Sarebbe la migliore alternativa a un uomo contrario
all'aborto e conservatore sul piano sociale come Grant Tully.
Gi, fa il senatore. Io scommetterei su Jody.
Sarebbe una bella gatta da pelare.
 meglio di Trotter. Grant scuote la testa, perso nei suoi
pensieri. Non vincer mai una primaria, ma per gli elettori  il
candidato ideale. Io non ci guadagnerei niente. Butto fuori
Trotter e mi trovo con un antagonista ancora pi rognoso.
Avverto una vaga impotenza.  possibile.
Per non parlare del fatto, continua lui, che diventer
l'uomo che si  servito di un cavillo tecnico per mettere fuori
combattimento l'avversario. Che figura ci far?
Anche questo  vero.
Il senatore  meditabondo. Per non d segni di frustrazione
o conflitto interiore. Mi ha illustrato i motivi per i quali non
possiamo usare l'Asso per togliere di mezzo Langdon Trotter.
Ma la conversazione non  conclusa. La sua spiegazione non 
un epilogo.  un prologo. C' un'altra possibilit. Si adagia
contro lo schienale e contempla il soffitto. Andiamo da Trotter
e gli mostriamo le carte che abbiamo in mano. In privato.
Un incontro a tu per tu.
E il nostro scopo sarebbe?
Le dita di Tully si sollevano lente dal tavolo. Lo scopo sarebbe
spiegargli la realt dei fatti e offrirgli qualche opzione.
Magari un baratto.
Un baratto in che senso?
Ho sempre sentito dire che Trotter vorrebbe essere giudice.
Lui riflette sull'idea, annuisce. Sarebbe tutt'altro che assurdo.
Un ex procuratore generale che entra nella Corte Suprema di Stato.
O nella magistratura federale, se la Casa Bianca resta nostra.
Di cosa stiamo parlando, Grant?
Monte va in pensione, mi risponde lui. Allude al senatore
Edward Monte, il quale ha ampiamente lasciato capire che tra
due anni non si ricandider.
Lavoro di mascella per un po', poi mi protendo, come volessi
guardarlo meglio. Stai suggerendo di esibire il nostro Asso a
Trotter e dirgli di togliersi dai piedi di sua spontanea volont?
Il senatore mi studia. C' un certo divertimento nei suoi occhi.
Se Trotter si ritirasse non sarebbe diverso dal toglierlo di
mezzo. Intreccia le mani. No, Jon, non intendevo questo, e
credo che tu lo sappia.
Inspiro. Mostriamo l'Asso a Trotter e gli chiediamo di perdere?
Un sorriso.
Dovrebbe buttare l'elezione alle ortiche? Mi accorgo di
colpo del volume della mia voce. Lo abbasso di un'ottava. Mi
prendi per i fondelli?
Mantieni una prospettiva ampia, Jonny. Grant piega all'indietro
la testa. Di nuovo, i suoi occhi si spostano da me al soffitto.
Trotter preferirebbe perdere piuttosto che essere eliminato
per un dettaglio tecnico. Non potrebbe pi farsi vedere in
pubblico se lo facessimo rimuovere dalle candidature perch i
suoi hanno presentato la fotocopia di un documento cruciale.
Farebbe la figura del dilettante.
Pu essere, concedo.
Quindi... Apre le mani.
Quindi?
Quindi far di tutto purch non si sappia.
Sei cos certo che si arrender senza reagire?
Non  questione di arrendersi. Lo abbiamo in pugno, Jon.
Ha perso questa competizione, in un modo o nell'altro. Grant
agita un indice carico di autorit. Ha perso.
Sediamo in silenzio. Posso solo immaginare la reazione del
procuratore generale quando verr informato.
Continua a concorrere alla carica di governatore, dice il
senatore. Per concorre per perdere.
Per inciso, in che modo dovrebbe farlo? Non nascondo
l'esasperazione. Insomma, Grant, spiegami come fa un politico
a perdere un'elezione senza che qualcuno se ne accorga.
Tully guarda da un'altra parte, disgustato. Andiamo, Jon.
Si schiarisce la gola. Rifiuta il dibattito con me. Coi suoi lo
pu giustificare. Lui  un funzionario dello Stato, io sono pi
una faccia locale. Pu raccontare che non vuole regalarci pubblicit.
Per noi lo crocefiggeremo per quel rifiuto. E anche i
giornali.
D'accordo.
Possiamo controllare le sue mosse pubblicitarie. Gli diamo
addosso e lui non reagisce. Dice che vuole mostrarsi superiore.
 un atteggiamento che porta alla sconfitta, ma perder con dignit.
Lo martelliamo in televisione, lui non apre bocca per replicare,
i giornali lodano l'uomo d'acciaio, per il 7 novembre
gli rompiamo il culo.
 possibile.
Cristo, potrebbe ammalarsi, prosegue il senatore. Ha un
virus o qualche altra cosa, deve limitare gli impegni per la campagna.
La schiena lo tormenta.
Tutto questo pu essere possibile. Fino al 23 settembre,
l'ultimo giorno utile per presentare un reclamo per l'irregolarit
della sua dichiarazione. Dopo di che, non ha alcuna importanza
che esista o no un problema. Non puoi pi toccarlo.
Il 23 settembre, s.
A quel punto, Trotter  libero di rinnegare l'accordo. E tu
hai perso la tua arma di persuasione.
S, pu darsi, ammette Grant. Penso che se Lang concludesse
un accordo con me, lo rispetterebbe. Ma se cos non fosse,
almeno lo avr tenuto tranquillo per le prossime sei settimane.
Posso guadagnare parecchio terreno da qui al 23 settembre.
Punto lo sguardo su Grant. Probabilmente si aspetta che gli
dia man forte. Forse il mio maggiore contributo al partito democratico
negli ultimi anni  consistito nell'eliminare concorrenti
dalle candidature.  il grosso problema di tutti quanti in
politica: accedere alle candidature. Un'impresa che in questo
Stato  solo leggermente pi facile del risolvere un Cubo di Rubik o arrivare fino in fondo all'eptathlon. In teoria, sembra
piuttosto semplice: compila qualche modulo e fai firmare dai
cittadini la tua petizione. In pratica occorrono una montagna
di lavoro e una notevole conoscenza delle complicazioni delle
nostre leggi elettorali. In primo luogo, i moduli: dichiarazioni
di candidatura, dichiarazioni su eventuali conflitti di interessi,
petizioni.  possibile commettere una trentina di errori solo in
questi moduli, molti dei quali fatali per l'ammissione alla candidatura.
Trotter  un esempio perfetto. Le persone che fanno
circolare i fogli delle petizioni devono rispondere a precisi requisiti.
Devono esseri elettori registrati in questo Stato; possono
agire solo per conto dei candidati di un certo partito a ogni
tornata elettorale. Le firme sulle petizioni possono appartenere
soltanto a cittadini che siano elettori registrati in quel certo collegio,
i quali devono vivere all'indirizzo che indicano e devono
firmare, non scrivere il nome in stampatello. Ci sono molte altre
specifiche; se ti occorrono trecento firme per candidarti alle
primarie, ti converr raccoglierne almeno novecento, perch
pi della met verr rifiutata per un motivo o per l'altro. Nell'insieme,
tra compilazione dei moduli e firme e restrizioni per
chi le raccoglie, bisogna fare per bene decine di cose. Cos, se
qualche aspirante riformatore piovuto dal nulla cerca di mettersi
in competizione con uno dei funzionari pubblici del partito
democratico, potete scommetterci che io trover il modo per
sbatterlo fuori quando cerca di candidarsi.
La democrazia in azione. O forse l'antidemocrazia. Ehi, io
sono un semplice avvocato. Non scrivo le regole, mi accerto solo
che gli avversari le rispettino. Se non lo fanno, li punisco, come
farebbe qualunque legale per il bene del cliente.
Per io scrivo le regole. In questo Stato non esiste una sola
norma sulle elezioni che non transiti sulla mia scrivania per venire
approvata. Se non mi piace l'effetto che avr sul partito, lo
dico al senatore, e il disegno di legge non vedr mai la luce del
giorno. I grandi partiti stabiliscono le complesse regole e usano
i loro avvocati per assicurarsi che vengano seguite, e i pesci piccoli
devono vedersela con un codice elettorale a confronto del
quale le norme fiscali sono un libro per l'infanzia.
Sto cercando di dire che forse non sono autorizzato a inalberarmi.
Per un conto  contestare il diritto di Langdon Trotter
a candidarsi sulla base delle leggi vigenti. Servirsi di una minaccia
per costringere il procuratore generale a perdere le elezioni
 tutto un altro paio di maniche.
Non farlo, dico.
Il senatore mi soppesa per un attimo con lo sguardo, poi annuisce
secco. Non vuoi entrarci. Capisco.
Non voglio che nessuno ci entri. Per la miseria, ... Mi fermo,
mi blocco sulla poltrona.
Cos', Jon? Tully pone la domanda senza la minima ironia.
 contrario all'etica? Immorale?
Tutte quelle cose, s. Per io pensavo a illegale.
Un improvviso guizzo di divertimento da parte del senatore.
Si alza, va alla finestra. La sua giacca  sulla poltrona;  in maniche
di camicia e bretelle blu. Guarda fuori, inspira a pieni
polmoni. Jon, tu ritieni che sar un buon governatore?
Certo. Non starei con te se non lo pensassi.
S, ci staresti. Grant parla alla finestra. Perch in primo
luogo sei un amico. Ma dimmi onestamente, credi che io sia
l'uomo giusto per quel posto?
Non ho il minimo dubbio.
Perch? Perch lo pensi? Adesso si gira verso di me. E
no, non dirmi quello che dici ad altra gente. Non farmi discorsi
da campagna elettorale. Dimmi quello che dici a te stesso.
Perch tu ti batti per quello in cui credi, rispondo. Sei un
democratico contrario all'aborto. Sai che per il tuo partito 
una posizione sbagliata, e hai gi ricevuto bacchettate ufficiali,
ma tu credi in quello. Ti opponi alla pena di morte. Sai da
un'intera vita che ti saresti candidato a una carica importante, e
conosci i sondaggi. Circa il settanta per cento del nostro Stato 
favorevole alla pena capitale. Ogni democratico contrario alla
pena di morte che si sia candidato come governatore  stato
crocefisso proprio per quello. Ma tu non te ne curi. Ci credi. Ti
opponi da sei anni ai tagli alle tasse perch li ritieni un atto irresponsabile.
Non  una posizione popolare. Alcuni membri del
nostro partito ti hanno implorato di cambiare musica, per tu
te ne freghi. Sorrido. Sei un politico,  fuori discussione.
Francamente, se non lo fossi sarei un po' preoccupato. Ma sei
l'uomo giusto per guidare lo Stato.
Tully ascolta il monologo con volto inespressivo. Adesso
dimmi la tua onesta opinione su Langdon Trotter.
Penso che Langdon Trotter appoggerebbe la pena di morte
per i taccheggiatori se questo gli procurasse un voto in pi.
Penso che la sua unica convinzione sia dover diventare governatore.
Pura sete di potere.
Okay. Grant torna alla scrivania, si siede sul bordo. Se io
scoprissi qualche brutto segreto sul conto di Trotter e lo rendessi
di pubblico dominio, cosa diresti?
Che fa parte del gioco.
Per in un certo senso sarebbe immorale. Giusto?
Sicuro. Per chi entra in gioco conosce le regole.
E questo giustifica azioni simili?
Le rende accettabili, suppongo, rispondo.
Quello che ho in mente io non  diverso. Il senatore batte
piano un pugno sulla coscia, si dondola sulla scrivania. Non in
modo significativo.
 diverso per me, Grant. Io sono un avvocato. Devo rispettare
le leggi dell'etica. Non posso entrare in... non posso entrare
in questo.
Come ti ho gi detto, non ci entrerai. Il senatore apre le
mani. Mi hai consigliato sull'aspetto legale. Accetto la consulenza.
Mi hai consigliato di non farlo. Il tuo compito  finito.
Sospiro. Allora...
Per fammi un favore, mi interrompe. Parlane con Dale
Garrison. Di tutto. Delle nostre opzioni. Voglio prendere la decisione
giusta.
D'accordo.
Chiedigli e basta. Non... Grant cerca le parole giuste. Lasciagli
tutte le porte aperte. Digli che faremo quello che vuole
lui. Non fare pesare la tua posizione. Digli che faremo quello
che vuole lui.
Va bene.
Diglielo, Jon. Digli che ho detto che faremo quello che vuole
lui.
Ti ho sentito le prime due volte.
Cos sar libero di dare un'opinione obiettiva.
Farai quello che vuole lui.
Bene. Il senatore inspira. E procederemo un passo per
volta.
Buona idea. Mi alzo. Magari avr ancora una possibilit
di convincerti a non farlo. Ma, mentre lo dico, intuisco che
per la mente di Grant  gi cosa fatta. Ho il quadro della situazione:
vuole che io tasti il terreno con Dale Garrison perch
Dale sar il messaggero. Sar lui a incontrarsi con Lang Trotter
e a lasciar cadere la bomba. Dale  una scelta sensata, sempre
che vi sia qualcosa di sensato in questo piano. Quindi dovr
prendermi l'incarico di guidare Dale dalla mia parte. Se no potrei
vedere il mio vecchio amico, il senatore Grant Tully, commettere
il peggiore errore della sua vita.
Ehi, Jon. Grant mi chiama.
S?
Come vanno le cose?
Bene. Ho un po' da fare, per...
Sei ancora gi di corda.
Chiudo gli occhi. Sto benissimo.
Hai parlato con lei di recente?
Uhm, no. Non di recente. Allude a mia moglie, che ha lasciato
la mia vita e la citt una decina di mesi fa. Tracy e io stavamo
assieme da quasi cinque anni, e a met dell'anno scorso
mi ha informato che per lei era giunto il momento di andarsene.
Questo weekend vieni a cena da noi, dice. I bambini vanno
a mangiare la pizza coi genitori di Audrey. Faremo una cenetta
tra adulti.
La moglie di Grant, Audrey,  una cuoca sensazionale, oltre
che una signora coi fiocchi. Grant l'ha conosciuta quando  stato
eletto al Senato per la prima volta e l'ha sposata sette anni fa.
Hanno una bambina di cinque anni, Amy, la mia figlioccia, e
Christopher, di tre.
Ti prego, niente gesti pietosi.
Oh, dai. Lui alza le mani. Audrey mi ha chiesto di te.
Come sta Jon? Imito una voce femminile. Gli  passato
lo choc per essere stato scaricato dalla moglie?
Come succede spesso con le battute, scherzo solo a met. A
Grant non piace il tentativo di umorismo. Non gli piace che mi
denigri da solo e non gli piace il retrogusto di verit.  convinto
di essere il mio fratello maggiore.
Non ti ha scaricato, dice, per informarmi sulla vera natura
del crollo del mio matrimonio. La sua espressione si addolcisce.
E la nostra non  piet. Lo sai che Audrey ha sempre avuto
un debole per te.
E come no, lo so benissimo. Sto al gioco.
Grant sorride. Allora dalle qualche speranza. Non ne pu
pi di un irlandese bruttino come me.
Ci penser su.
Oppure usciamo e festeggiamo come si deve il sabato sera.
Magari. Veleggio verso la porta. Nel frattempo, non farti
venire altre idee stupide per queste elezioni.
Se lavori per il senatore Grant Tully, salti l'articolo di fondo
della prima pagina del Daily Watch, di solito dedicato a qualche
incidente nazionale o internazionale, e vai subito al primo
pezzo della met inferiore del foglio, poi alla cronaca cittadina.
Il Watch ama considerarsi un giornale nazionale e dedica pagine
e pagine a Washington e al resto del mondo, ma le uniche
notizie che interessino il senatore sono quelle sullo Stato e quelle
locali. Non gli importa nulla di chi sia presidente e nemmeno
di chi nel nostro Stato venga eletto senatore degli Stati Uniti.
Oggi affronto il giornale con una certa riluttanza, nel timore
che il pezzo di met pagina parli del triste incontro tra il mio
viceconsulente preferito e l'uomo che si  introdotto a casa sua
nel cuore della notte. Ma cos non . Sfoglio le pagine interne,
2, 3, 4, 5, e ancora niente.
Poi passo alla cronaca cittadina, ai fatti esclusivamente locali.Sta in quarta pagina, che  l'ultima della sezione. Una piccola
colonna a sinistra. LADRO UCCISO DALL'UOMO CHE VOLEVA
DERUBARE. Il giornalista ha recepito le mie informazioni sull'intruso;
parla dei suoi molti precedenti penali, dell'arresto del
fratello e della causa intentata a Bennett. La polizia lo definisce
un atto giustificabile. Articolo positivo.
Bene. Metto gi il giornale e bevo un sorso di caff, scrutando
la gente che fa colazione. Siamo da Langley, un locale da
quattro soldi che ha la fortuna di trovarsi al pianterreno del palazzo
della contea. La cucina  al massimo mediocre; io ho sul
piatto mezza omelette al feta che non ho intenzione di finire.
La clientela  un vero concentrato della nostra comunit legale.
Non puoi muovere le braccia senza sfiorare una mezza dozzina
di giudici o altri funzionari pubblici.
Chiedo il conto alla cameriera e incrocio lo sguardo di
nientepopodimeno che del candidato repubblicano alla carica di
governatore, Langdon Trotter. Lui mi ha visto e io l'ho visto.
Adesso mi tocca salutare lo stronzo.
Lang Trotter sta sminuzzando le sue uova. Lavora di coltello
come avesse davanti il futuro politico di Grant Tully. Jon, intona
mentre mi avvicino, prima di degnarmi di un'occhiata.
Mette gi le posate e tende la mano.
Signor procuratore generale, dico.  un piacere vederla.
Trotter  un duro: bianco di capelli e tarchiato, uno che d
l'impressione di praticare la vita all'aria aperta. Un viso forte,
solcato da rughe. Uno dei pochi uomini di mia conoscenza che
mi facciano sentire piccolo piccolo. Le donne dello staff della
capitale mi dicono di trovarlo attraente non in base a criteri
classici ma per l'aura della sua personalit. Le donne sono fatte
cos. Gli uomini vedono tette e culi, le donne sicurezza di s e
potere.
Trotter indica il suo ospite. Giudice Dixon, Jon Soliday.
Ci stringiamo la mano.
Jon  il primo consulente di Tully, aggiunge il procuratore
generale. Nell'intero Stato non si trova nessuno che ne sappia
pi di lui di legislazione elettorale e finanziamenti delle campagne.
Non fosse un democratico tanto convinto, cercherei di
portarlo dalla mia parte.
Lei mi fa arrossire. Come sempre, mi sento goffo in presenza
di quell'uomo. Anche se tu sei in piedi e lui  seduto,
torreggia. Pare nato con un sigaro in una mano e un fucile nell'altra.
Inarca le sopracciglia, affonda la forchetta nella carne. Non
permetter che un breve scambio di saluti con me interrompa
la sua colazione. Un modo sottile per stabilire le nostre rispettive
levature. Come sta il senatore?
Lavora sodo, rispondo. Come lei, senza dubbio.
 un bell'avversario, non ho problemi ad ammetterlo.
Il sentimento  reciproco.
Come condurremo il gioco? Gli occhi di Trotter si fissano
su di me.
Sarebbe a dire?
Giocare pulito  sempre pi divertente. Il senatore e io abbiamo
ancora molti anni davanti.
Vero, vero.
Lui pi di me. Il procuratore generale strizza l'occhio al
compagno di colazione. Mi tende la mano. Auguro sempre la
miglior fortuna al mio avversario.
Gli stringo la mano per la seconda volta. Buona fortuna anche
a lei, signore.  stato un piacere conoscerla, giudice. Torno
al mio tavolo. Darei l'anima per avere gli occhi sulla nuca.
Mercoled mattina, nemmeno dieci minuti dopo il mio arrivo al
lavoro, Bennett Carey entra nel mio ufficio. Ha in mano dei fogli.
Dai un'occhiata a questi, dice. I D-7. Sono moduli di
dichiarazioni finanziarie che i candidati sono obbligati a compilare
ogni tre mesi. Devono raccontare al mondo quanti soldi
hanno ricevuto e da chi, quanto hanno speso e per cosa. Dato
che Ben e io siamo gli avvocati del partito democratico, dobbiamo
approvarli tutti, non solo quelli del senatore Tully, ma
anche quelli di ogni candidato democratico alle cariche di rappresentante
o senatore dello Stato, e agli uffici costituzionali.
Ben, pensavo di occuparmene io.
Mi guarda con occhi spenti. Ha il viso teso per la mancanza
di sonno, e il suo aspetto generale  piuttosto ammosciato. Ho
detto che ci avrei pensato io. Per Bennett Carey, detto questo
 detto tutto. Ha promesso che ci avrebbe pensato lui, e lo far,
nonostante abbia appena vissuto un'esperienza devastante.
Vai a casa, consiglio, anche se la casa potrebbe non essere
il posto migliore per lui.
Cosa devo fare? Nascondermi?
Magari potresti concederti una pausa. Vai a trovare i... Vai a
fare qualcosa. Stavo quasi per dirgli di andare a trovare i suoi.
Ben  orfano, non ricorda nemmeno i genitori morti in un incidente
stradale quando lui aveva due anni. Me lo ha raccontato
dopo una serata passata a bere. L'unica volta che ne abbiamo
discusso.
Mi ignora. Fa per uscire. Ne ho qualcun altro. Per l'ora di
pranzo avr finito.
Ben, aspetta. Si ferma, si volta. Come te la passi?
Scrolla le spalle. Bene.
Vuoi parlare?
Sto bene, ripete. Poi ci ripensa. Bennett Carey non  esattamente
un libro aperto. Ma, Ges... non gli  successa una cosuccia
da niente. Ho pensato a sua madre che riceveva la notizia.
Va ad aprire la porta e si trova davanti un poliziotto. Ha un
brivido di paura. Sente le gambe cederle quando le danno la
notizia. Oppure  capitato alla moglie di O'Shea.
Tieni presente chi  stato a creare quella situazione.
Oh, lo so. Annuisce, getta un'occhiata in corridoio. Rientra
di un paio di passi nel mio ufficio e chiude la porta. Resta
immobile per un istante, poi tende le mani come stesse lavorando
argilla. So che quell'uomo  entrato in casa mia. So che 
tutto partito da lui... Per io dovevo proprio reagire in quel
modo? Insomma, che cavolo pensavo stesse facendo? Era ovvio
che se ne stava andando.
Ben, porca miseria, tu non potevi saperlo.
Forse non al cento per cento, per non sembrava intenzionato
a provocarmi oltre. Bennett si sgonfia. Stava scappando,
Jon.
Mi alzo e mi avvicino a lui. Ben, queste sono riflessioni a
posteriori. Trovarcisi in mezzo  enormemente diverso. Pi ci
pensi su, pi ti sembrer ovvio cosa stesse facendo O'Shea.
Per parliamo di qualcosa che  successo in... in quanto? Una
trentina di secondi? Non convincerti di sapere cose che al momento
non sapevi. Quell'uomo ti avrebbe fatto del male, e se
fosse riuscito a scappare, sarebbe tornato.
Se anche tu avessi ragione... La voce gli si spezza.
Ho ragione.
Qualcuno  pur sempre morto.
A questo non ho molto da ribattere. Ben non si sta dimostrando
irragionevole. Capisce le circostanze. Credo che pi di
tutto sia un po' spaventato da questa storia.
Come va l'Asso? mi chiede.
Oh, bene, rispondo. Ben sembra lieto di passare a un altro
argomento. Gli do corda, anche se conosco le istruzioni del senatore.
Solo Grant e io sappiamo dei possibili negoziati con
Trotter per l'errore nella sua dichiarazione. Non informer Bennett
per il suo stesso bene. La tesi legale sta prendendo forma.
Il memorandum di Garrison era promettente.
S, certo. Lo vedr domani a pranzo.
Domani a pranzo, ripete Bennett. Vuoi compagnia?
In condizioni normali, s, ma adesso forse  meglio che siamo
solo noi due. Il senatore tiene moltissimo alla discrezione.
D'accordo, non c' problema. Finisco coi D-7 e te li faccio
avere.
Se sei sicuro...
Sono sicuro, Jon. Adios.
Guardo Bennett lasciare l'ufficio, poi mi dedico alla posta in
arrivo. Contemporaneamente, mi collego a Internet per vedere
i risultati dell'odierno sondaggio del Watch. Mi sono gi arrivate
voci ma non l'ho ancora letto.
Se le elezioni si tenessero oggi, il procuratore generale Langdon
Trotter otterrebbe il cinquantaquattro per cento dei voti.
Al leader di maggioranza al Senato Grant Tully andrebbe il
trentanove per cento. Il candidato di un terzo partito, Oliver
Jenson, un tenace conservatore che si presenta per il Partito
della Famiglia, avrebbe il due per cento.
Non mi sorprendo molto. Le cifre che abbiamo noi non sono
troppo diverse. Trotter occupa una carica statale da quasi otto
anni e il suo nome gira dappertutto. Per quanto Grant Tully domini
la scena politica, in definitiva  soltanto un senatore di Stato.
In citt  molto noto, e parecchia gente riconoscerebbe il suo
nome, ma il suo viso non si  ancora stampato nella mente di tutti.
Langdon Trotter  il cowboy che ha fatto causa alle aziende
del tabacco e preso a pugni il monopolio della sanit. Sapevamo
che sarebbe partito avvantaggiato. Tully dovr vivere nelle contee
meridionali tra oggi e il 7 novembre, perch le elezioni si decideranno
l, dove il suo non  un nome popolare.
Sono arrivate quattro lettere. La prima  il ringraziamento di
un consigliere comunale che ho aiutato per un problema finanziario
in campagna elettorale: una correzione che doveva notificare
al comitato. Una lettera degli Amici della Musica Sinfonica
mi invita a reiscrivermi per un anno. Non so perch mi
prenda il disturbo, visto che devo perdere quasi tutti gli spettacoli.
La pubblicit di un'agenzia di ricerche legali telematiche
non la apro nemmeno.
L'ultima busta  indirizzata a me, per non c' l'indirizzo
del mittente. La apro e ne esce un foglio.  un solo paragrafo,
direi battuto a macchina, e non si rivolge a nessuno in particolare:
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che
nessuno conosce. Penso che 250.000 dollari potrebbero bastare.
Un mese dovrebbe essere sufficiente. Non voglio fare
ipotesi sulle tue fonti di reddito, ma immagino che se esiste
qualcuno capace di attingere ai fondi delle campagne elettorali
senza essere scoperto, quello sei tu. Oppure potrei
sempre parlare col senatore.  questo che vuoi? Un mese.
Non cercare di contattarmi. Sar io a iniziare ogni comunicazione.
D'istinto, alzo gli occhi alla porta. Poi guardo di nuovo la lettera.
Che diavolo ?
Il mio citofono interno ronza. Premo il pulsante. S, dico
alla mia segretaria, Cathy.
Jon, l'ufficio di Dale Garrison ha chiamato per confermare
l'appuntamento alle sette di venerd sera.
Il segreto che nessuno conosce.
Scuoto la testa. Cosa hai detto, Cath?
L'ufficio di Dale...
A che ora?
Alle sette di venerd sera.
Che fine ha fatto il pranzo di gioved? chiedo. Ma Cathy
non ne sa niente.
Ho avuto l'impressione che sia stato tu a spostare l'appuntamento,
risponde.
D'accordo. Come vogliono. Va bene. Nel suo ufficio?
S.
Grazie, Cath.
Chi diavolo mi ha mandato questa lettera? La rileggo due,
tre volte. Poi un collega che ha l'ufficio qui accanto entra da
me, e io, in fretta e furia, nascondo la lettera nel cassetto in alto
della scrivania.
Venerd sera, quasi le cinque. Anche in una ribollente fucina
come il nostro studio si verifica un esodo considerevole nell'ultima
ora della settimana lavorativa. Ho quasi finito anch'io. Devo
completare quello che sto scrivendo e fare un salto all'ufficio
di Dale Garrison, poi torner a casa. Tully parte tra un paio
d'ore per le contee del sud, dove trascorrer il weekend, a seminare.
Laggi c' una forte sezione sindacale di operai che 
la chiave delle elezioni. Col senatore fuori citt, spero di potermi
rilassare un po'. Pi ci avviciniamo alle elezioni, meno potr
dormire.
Ho promesso a Grant di farmi vivo con lui non appena avr
sentito l'opinione di Dale Garrison. Ammetto che mi secca un
po' dover chiedere una consulenza a questo avvocato. Dale
Garrison  l'equivalente di un vecchio statista, ha una lunga
storia con i Tully, quindi gli devo una certa deferenza. Per non
 possibile che conosca le leggi elettorali come me. Eppure, eccomi
qui. Sto per dire a un altro avvocato che faremo quello
che vuole lui, parole di Grant, per quanto concerne il nostro
attacco alla dichiarazione di candidatura di Langdon Trotter.
Bennett Carey passa davanti al mio ufficio e si blocca. Ha la
giacca sulla spalla, la ventiquattrore in mano. Ti fermi molto?
chiede.
Resto qui fino alle sette.
Ben punta il pollice alle proprie spalle. Vado a bere una birra
con qualcuno dei nostri. Da Flanagan.
Tu che fai vita sociale?
Tanto peggio per loro. Si stringe nelle spalle.
Be',  comunque bello vederti uscire, Ben.
Vieni anche tu.
Scuoto la testa. Stasera devo vedere Garrison.
Garrison? Credevo vi foste incontrati a pranzo ieri.
No. Ha cambiato idea. Ci incontriamo all'ora di cena. Pensi
che mi offrir una pastasciutta?
Bennett sorride. Il massimo che ci si possa aspettare da lui in
quanto a senso dell'umorismo. Se non altro,  un po' meno depresso.
 il caso di chiedergli per l'ennesima volta come se la
passa? Ma perch riaprire il discorso? Che si scoli qualche birra
e si dimentichi di tutto.
Se ne va. Finisco di lavorare (la bozza della nostra tesi per
l'Asso) alle sei e trenta. Voglio raccogliere un nucleo coerente
di idee prima di vedere Garrison. Nel caso lui pensasse di darmi
una dimostrazione della sua sublime astuzia. S, forse c' un
tarlo che mi rode.
Mi fermo nell'ufficio del senatore.  al telefono, cos gli faccio
un cenno. Lui copre il microfono e dice: Fammi sapere.
Annuisco ed esco.
Mi blocco a poca distanza dalla soglia e quasi torno indietro.
C' un altro argomento che noi due dobbiamo affrontare. La
lettera anonima. Il segreto che nessuno conosce. Per registro
il suo tono di voce:  agitato, sta parlando con Don Grier.
Decido di rimandare. Tanto sar una stronzata. Non pu essere
altrimenti.
Prendo un taxi per la traversata della citt fino all'ufficio di
Garrison. Non frequento Dale in privato, per so che ha guadagnato
parecchio dai suoi rapporti con i Tully. Chi conosce le
persone giuste ha tante occasioni di arrotondare le entrate, in
questo Stato. Esistono numerose commissioni e gruppi di studio
creati per svariati progetti, e gli amici dei legislatori entrano
a farne parte. Non tutte queste cose pagano, ma quelle che rendono
sono galline dalle uova d'oro. In genere comportano una
riunione al mese, magari un rapporto semestrale o qualcosa del
genere.
Dale Garrison ha un paio di questi incarichi.  presidente
della CoSCo, la Commissione salari e indennit che stabilisce le
retribuzioni per tutti i membri degli organi legislativi ed esecutivo
dello Stato. Ogni due anni, la CoSCo presenta un rapporto
che raccomanda un aumento salariale, e il corpo legislativo vota
per il s o per il no. Per questo, Garrison guadagna, penso,
una cifra attorno ai 25.000 dollari l'anno. Fino a cinque anni fa
era anche consigliere del Comitato Pianificazione Assistenza
Sanitaria, che controlla le strutture sanitarie. Naturalmente, dopo
avere lasciato la carica ha preso come clienti diversi ospedali
e cliniche oncologiche e adesso rappresenta i loro interessi di
fronte agli ex colleghi del comitato. Lo si incontra nei centri di
potere a tessere per loro giochi di lobby.
Ma queste sono attivit dietro le quinte. Chiedete a cinquanta
avvocati di qui di descrivere il lavoro di Dale Garrison,
e quarantanove vi diranno che  un penalista. Si occupa sovente
di omicidi, ma  noto soprattutto per la clientela d'alto bordo,
colletti bianchi accusati di reati finanziari. Qualche anno
fa ha rappresentato un consigliere comunale in una storia di
corruzione portata alla luce dai federali. Quattro o cinque
membri del consiglio comunale sono finiti nella spazzatura,
ma Garrison  riuscito a fare assolvere il suo cliente per induzione
al reato.
Faccio un cenno all'agente della sicurezza nel palazzo di
Garrison. Dale lavora nel Merchant's Building, vicino al fiume.
Quindici piani di uffici pieni soprattutto di gente come Garrison,
avvocati indipendenti per clienti di lusso e specialisti in lesioni
personali. L'edificio risale all'inizio del secolo;  quadrato,
affacciato su River Street. L'area occupata da Garrison  sul lato
rivolto alla strada, una L con undici uffici in totale: cinque
per lato con quello di Dale al centro, all'angolo della L. Se ben
ricordo, alcuni uffici sono occupati da legali alle dirette dipendenze
di Dale e gli altri da professionisti indipendenti che ogni
tanto lavorano con lui.
Non voglio che il senatore resti coinvolto in un ricatto a
Langdon Trotter. Perch di questo si tratta: ricatto. Inutile girarci
attorno. Il senatore ha un futuro troppo promettente, vinca
o perda questa competizione, per gettarlo via con una mossa
tanto rischiosa. Il difficile sar convincere lui. E Garrison.
L'ufficio si trova lungo il corridoio del settimo piano. La porta
 un pannello di vetro smerigliato con il suo nome. La apro,
sbuco in un'anticamera, una piccola sala d'attesa. La scrivania
della reception  deserta a quest'ora, cos la supero.
Sento giungere musica dal suo ufficio, una grande orchestra,
Glenn Miller o affini. Il venerd sera, qui non c' nessun altro.
Gli avvocati che lavorano per Dale non guadagnano grandi cifre:
conoscono gente e si fanno una buona esperienza in aula,
ma i loro stipendi non giustificano soste extra in ufficio il venerd
sera. Quindi siamo solo io e Dale. Meglio cos, probabilmente.
Quando entro, Dale  al telefono. La prima sensazione  la
traccia di un odore: menta, pi medicinale che caramella. Busso
discretamente alla porta, ma mi ha gi visto. La schiena curva
 evidente anche se sta seduto. Ha solo pochi ciuffi di capelli
attorno alle orecchie, macchie di vecchiaia sul cuoio capelluto
avvizzito, occhi molto infossati, e un naso a uncino.  in maniche
di camicia; si intuiscono le spalle ossute. Mentre parla nel
ricevitore, si accarezza la fronte.
L'ufficio  il tempio di qualcuno che lavora nelle corti di Stato
e federali da pi di quarant'anni. I pannelli in legno della
stanza sono tappezzati dalle foto di Dale in varie fasi della carriera
con politici, giudici e celebrit. Le finestre panoramiche ai
due angoli mostrano il tribunale e il cuore del quartiere commerciale,
banche e agenzie di Borsa.
Dale riappende come fa tutto quanto: lentamente. Mi guarda
senza un'espressione precisa. Ciao, Jon, dice, e spinge gli
occhiali su per il naso.
Dale. Mi siedo di fronte a lui. Un uomo della tua et non
dovrebbe lavorare fino a quest'ora. Scherzo, ma all'improvviso
mi tornano in mente le voci sul suo cancro, e la battuta mi
sembra fuori luogo.
Lui ride a modo suo, un grugnito e un tremito delle spalle.
Nei suoi occhi azzurri, umidi, c' un barlume di divertimento.
Punta contro di me un indice storto. Gira la poltroncina verso
la radio che sta dietro, uno scassato rettangolo marrone che deve
essere pi vecchio del sottoscritto, e interrompe l'assolo di
tromba. Poi si volta e mi guarda. Appoggia i gomiti su una scrivania
troppo grande, con pile di fogli e un dittafono al centro.
Ha anche un computer, senza dubbio il migliore disponibile,
ma dubito che lo usi.
Allora, dice, abbiamo per le mani una cosa grossa.
Una bomba, s.
Io concordo con la tua opinione sulla faccenda. Un tocco
di classe. Dale non deve rispondere a nessuno, per lisciare il
primo avvocato del senatore Tully non fa mai male.
Penso possiamo concordare sul fatto che la legge sia dalla
nostra parte, ribatto. I documenti di Trotter non sono validi.
Per il senatore vuole sapere da te come reagir un giudice. Il
senatore, non io.
Dale si inumidisce le labbra, mi fissa. Estromettere dalla
corsa alla carica di governatore il principale favorito per una
questione tecnica...
Il giudice non avr scelta, comincio.
Lui alza una mano, mi sorride. Mai dire a un giudice che
non ha scelta. Mi scruta ancora, forse in attesa di una risposta
che non riceve. Non sto dicendo che tu abbia torto, non sto
dicendo che tu abbia torto... La sua voce si spegne. Fissa oltre
la mia testa, a occhi socchiusi. Mettiti nei panni del giudice
per un minuto. Escluderai il primo sulla lista dei candidati.
Quasi tutti i giudici del collegio elettorale sono con noi.
I giudici del collegio non contano, ribatte. La cosa arriver
alla Corte Suprema.
Certo. Dale ha senz'altro ragione: Trotter si appeller alla
Corte Suprema.
I repubblicani staranno con Trotter, continua. Quattro
democratici della corte decidono a sfavore dell'avversario del
senatore... La stampa li far a pezzi. Intreccia le dita. Per cui,
l'interrogativo : vogliamo spingerli a prendere questa decisione
proprio adesso?
Mmm. Non ha tutti i torti. L'anno prossimo ci sar la ridefinizione
dei distretti che si fa ogni dieci anni, dopo il censimento.
In base alle nuove cifre della popolazione si creano nuovi
distretti, per i quali vengono eletti i funzionari. Sar il tema
portante del prossimo congresso. Entrambi i partiti cercano di
manipolare i confini per salvaguardare i propri uomini in carica
e aggiungere nuovi distretti al loro totale. Chi vince ha una
forte probabilit di dominare la legislatura per il decennio successivo.
Il Senato democratico e la Camera dei rappresentanti
repubblicana non si troveranno mai d'accordo su una carta
geografica, e nessun disegno di legge approder alla scrivania
del governatore.
Il che significa che sar la Corte Suprema a disegnare la carta,
e qui scatta l'obiezione di Dale. Al momento, quattro dei sette
membri della Corte Suprema sono democratici. Maggioranza di
un voto. E noi domanderemo alla maggioranza democratica di
vedere le cose a modo nostro. Di solito faccende simili si decidono
in base agli schieramenti di partito, ma, tutto sommato,
non  saggio chiedere troppi favori ai democratici della Corte
Suprema mentre si avvicina la ridefinizione dei distretti. Se uno
di loro si sentisse messo sotto pressione per Trotter, potrebbe
essere riluttante a darci una mano con la carta geografica.
Uno a zero per Dale. Non ci avevo pensato. Il punto : a
Grant Tully interessa di pi la ridefinizione dei distretti o l'elezione
a governatore? Conosciamo entrambi la risposta.
Okay, dico. Poniamo di decidere di non fare ricorso. Conosci
l'altra opzione: presentarci da Trotter con questa carta.
Dale muove le mani nell'aria. Mimica al rallentatore. Trotter
aspetta da dieci anni di candidarsi a governatore... Non 
nemmeno capace di mettere assieme la sua documentazione
senza commettere un errore.
A volte con Dale non basta il primo tentativo. Secondo te 
saggio mostrare a Trotter quello che abbiamo? Parlargli delle
sue opzioni?
Un sorriso affiora sulle sue labbra. Lang Trotter si taglierebbe
l'uccello... prima di perdere per una questione tecnica.
Porta il pugno alla bocca ed emette un brutto colpo di tosse.
Ma non rinuncerebbe mai a una gara elettorale, ribatto.
Dale, ancora scosso dalla tosse, mi tacita con un cenno.
Non ci starebbe mai, insisto. Non accetterebbe di mettersi
a cuccia.
Dale giunge le mani. La scena  sua, e si gode l'attesa.  un
uomo senza opzioni, osserva.
Ha l'opzione di dirci di infilarci la proposta su per il culo.
Potrebbe presentare un rapporto al comitato elettorale.
Intona una risata; le sue spalle sussultano, poi ricomincia a
tossire. Credevo stesse dalla mia parte. Sta dicendo che gli piace
l'idea di Grant, che dovremmo ricattare Trotter.
Jon, Jon. Il sorriso di Dale non  divertito. Le sue mani si
alzano lentamente. E cosa racconta nel rapporto? Che la sua
dichiarazione di candidatura non  valida?
Racconta che...
Allora qualunque idiota potrebbe... presentare un rapporto.
Qualcuno sarebbe anche pronto a farlo. Non ci guadagnerebbe
niente.
Il fatto che possa funzionare non significa che dobbiamo
farlo, Dale.
Adesso mi mostra le palme. E una questione politica. Deve
decidere Grant. Abbassa le mani sulla scrivania. Se mi chiedi
se funzioner, ti rispondo di s.
Io dico di no.
Tu dici di no. Un primo segno di agitazione. Sei un avvocato
molto furbo. Dillo a Grant.
Lo far. Mi alzo e lo ringrazio del tempo che mi ha dedicato.
Lui annuisce lento, solenne. Trovo l'uscita da me.
E me ne vado. Percorro in fretta la sala d'aspetto, sbatto la
porta, tiro un pugno al pulsante dell'ascensore.
Maledizione, dico, a nessuno. In ascensore mi concedo
una lenta decompressione. Dale si sta tirando fuori. Dice che
Trotter non vedrebbe mai il bluff di Grant, e potrebbe anche
avere ragione. Ma non prende posizione su cosa sia giusto e cosa
sbagliato. Dovrebbe chiarire a Grant che ricattare l'avversario
non  etico. E, cosa pi importante,  stupido. Magari disastroso.
Emergo nell'atrio del palazzo, annuisco all'uomo della sicurezza.
Esco nell'aria tiepida e prego in silenzio di riuscire a convincere
il mio amico a non farlo. Arrivo all'angolo quando il
cellulare che ho in tasca suona. Lo pesco fuori, quasi lo lascio
cadere, premo il tasto di risposta. Un'auto fa strepitare il clacson
e per poco non mi investe a lato del marciapiede.
Pronto?
Dale Garrison. Dale si presenta sempre cos al telefono,
anche se ci siamo lasciati cinque minuti fa.
Una pausa. Vuoi salire un attimo?
Vuoi che torni a...
Parliamone.
D'accordo. Una seconda occasione. Ci sta ripensando. Faccio
per rispondere, ma la linea cade. Tipico di lui: riattacca
quando ha finito di dire quello che doveva.
Rientro nel palazzo e saluto di nuovo l'addetto alla sicurezza.
Forse sono stato troppo precipitoso. Devo lavorarmi
Garrison, portarlo dalla mia parte con la dolcezza. Gli lascer
fare quello che  un diritto per un uomo della sua et:
mostrarsi condiscendente, ridermi in faccia. Ma me lo lavorer.
Elaboro il piano mentre esco dall'ascensore e apro la porta
col vetro smerigliato. Devo cominciare scusandomi. Poi, un'implorazione:
Grant  il mio migliore amico, e da amico non lo
voglio vedere incamminarsi su questa strada. Grant ti rispetta,
ti d ascolto.
Entro nell'ufficio di Dale, pronto a mostrarmi contrito. Ma
lui non  pronto per le mie scuse.  riverso sulla scrivania, la testa
poggiata sulle braccia.
Dorme. E che diavolo.
Esco e fingo di parlare al cellulare, a voce molto alta, cos mi
sentir e si sveglier. Ma quando rientro lui  ancora prono. In
cima alla testa spuntano ciuffetti di capelli irti. Mi fermo al centro
della stanza, le mani sui fianchi. Non so di preciso cosa fare.
Dale.
Un rumore da fuori. Ehi!
Non so se devo rispondere. Mi giro e guardo in corridoio.
Un tizio supera la zona della reception e mi scruta. Porta una
giacca verde limetta, pantaloni neri.
Dale, ripeto. Potrebbe essere imbarazzante per Garrison.
Sicurezza, dice l'uomo.  uno da sollevamento pesi: collo
taurino, petto ampio, camminata sicura. Entra in ufficio.
Indico Dale e abbasso la voce.  un uomo anziano, mi scuso
per lui. Deve avere avuto una settimana pesante.
La guardia sbircia Dale, si avvicina di un passo. Signore,
dice in tono autoritario.
Dale! strillo.
Merda. L'uomo raggiunge Dale, si ferma un momento, ci
pensa su, gli posa una mano sulla spalla.
Oh, cazzo! Corro da Dale, sul lato opposto della scrivania
rispetto alla guardia, e lo afferro per l'altra spalla. Dale?
Dale!  Gli appoggio l'indice sul collo per sentire i battiti, per
non so esattamente dove cercare. Cos lo adagio contro lo
schienale della poltrona in pelle. Ha uno sguardo vacuo, la
bocca piegata all'ingi in una brutta smorfia. Gli occhiali gli
cadono dal naso.
Merda,  morto! esclama la guardia. Mi fissa, come fosse
colpa mia.
Sollevo Dale dalla poltrona, lo corico sul pavimento. Conosce
la rianimazione cardiopolmonare? urlo all'uomo, ma non
attendo risposta. Non so quello che faccio ma devo tentare. Alzo
il collo di Dale con una mano, gli chiudo il naso con l'altra, e
gli soffio il mio respiro in bocca. Tre volte, furiosamente. Poi
gli appoggio una palma sul cuore e faccio pressione con l'altra
tre volte, in rapida successione.
Zeke! urla la guardia, penso nella radio. Abbiamo bisogno
di un'ambulanza e della polizia al settimo. Suite settecentoventi.
E manda su tutti!
Accosto l'orecchio alla bocca e al naso di Dale. Niente.
Scariche dalla radio. Vuoi la polizia?
S, la polizia e un'ambulanza. E porta quass le chiappe.
Suite settecentoventi. Lo studio di Garrison!
Forza, Dale. Gli soffio altra aria in bocca. Scruto per un
attimo i suoi occhi spenti, prima di tornare a occuparmi del
cuore. Ripeto l'operazione una terza volta, e alla fine cerco di
nuovo tracce di respiro da bocca e naso. Niente. Continuo ad
agitarmi invano. Le compressioni diventano pi urgenti, il soffiare
del mio fiato violento. Dalla mia fronte cola sudore sul viso
privo di vita di Dale. Lotto con l'indolenzimento delle braccia,
il senso di vuoto alla testa, il panico che cresce dentro. Alla
fine, dopo quelli che devono essere stati cinque minuti di tentativi,
sono senza fiato anch'io. Niente.
Dale Garrison  morto.
Mi metto a sedere sul pavimento. Maledizione, borbotto.
Sposto gli occhi sulla guardia, che pare sentirsi minacciata dal
mio sguardo.
Lei dovr restare qui. Scosta le mani dai fianchi, sposta il
peso del corpo da un piede all'altro, come dovesse affrontarmi
in un match di lotta libera. Non tocchi niente. Non si
muova.
Stia calmo, ribatto. Mi  stato di grande aiuto, tra parentesi.
Rumori dalla reception, poi due tizi arrivano di corsa. Portano
camicie verdi fluorescenti, identiche. All'improvviso, mi trovo
circondato da tre uomini vestiti da ghiaccioli.
Lei resti qui, ripete la prima guardia. Si gira verso gli altri,
che sembrano incerti sui propri ruoli e sul mio. Questo qui lo
ha visto morire, poi mi ha detto che dormiva.
Si rilassi, dico. Mi protendo verso Dale, ignaro dell'etichetta
da seguire, e gli metto una mano sul braccio. Ges Cristo,
Dale, mormoro.
Mi ha mentito. Ha detto che dormiva. Ha mentito...
Un minuto, un minuto. Il detective, ancora in impermeabile,
alza una mano per calmare la guardia, che ondeggia ansiosa
in punta di piedi.
Dale Garrison  morto da mezz'ora. Quando sono arrivati i
paramedici e la polizia, cinque uomini del servizio di sicurezza
del palazzo, tutti in giacca color limetta, erano gi sciamati nella
suite 720. Se ne stavano l impacciati, con una mano sulla pistola,
a squadrare il tizio seduto, cio me.
I paramedici sono arrivati circa un quarto d'ora pi tardi. Si
sono messi all'opera senza fare commenti; hanno esaminato il
corpo di Dale steso sul pavimento, poi lo hanno deposto su una
barella e portato via. I poliziotti si sono materializzati qualche
minuto fa e hanno conferito coi paramedici. L'uomo al comando
era irritato dal fatto che il cadavere fosse stato rimosso dalla
posizione di morte. Dopo un'occhiata preliminare al corpo,
ha passato diversi minuti a cercare di zittire questa guardia della
sicurezza.
Non ho mentito, dico dalla sedia.
Una cosa alla volta, ribatte il detective. Decide di cominciare
con me e, su una vigorosa stretta di mano, si presenta come
Brad Gillis. Ha l'aria dello sbirro di questa citt. Viso con
abbondanti rughe, pallido, carnagione coriacea. I capelli hanno
il colore della brodaglia, folti e diritti, con un taglio che lo fa
somigliare a uno spaventapasseri. Gli occhi sono chiari, vivaci.
Modo di fare e atteggiamento danno l'impressione di una buona
cultura. Anche la voce: forte ma tenuta sotto controllo, pronuncia
meticolosa.
Lo choc iniziale di vedere un morto (il secondo in una settimana,
adesso che ci penso)  passato, e comincio a irritarmi.
Mi alzo, mi metto a passeggiare. Gillis mi ferma con una mano.
Usciamo di qui, mi invita. Mi porta in corridoio. Per ora non
ha estratto un taccuino o nient'altro. Fa cenno alle guardie di
allontanarsi, al punto che tutti quanti decidono di riversarsi
nella zona della reception.
Mi racconti cos' successo, dice Gillis.
Sono venuto qui per incontrarmi con Dale, rispondo.
Dale Garrison, il defunto. Abbiamo parlato per un po', quindi
me ne sono andato. Non ero nemmeno a due isolati di distanza,
quando mi ha chiamato sul cellulare. Mi ha chiesto di
tornare. Sono tornato. Quando sono rientrato qui, era riverso
sulla scrivania. Alzo le mani al cielo. Poi arriva il tizio con
l'uniforme da guardia della sicurezza e dopo un attimo ci rendiamo
conto che Dale non sta dormendo, ma  morto.
Gillis mi segue con gli occhi. Per ora non scrive niente. Tiene
le mani dietro la schiena. L'uomo della sicurezza che dice
che lei gli ha mentito?
Scuoto la testa, faccio una smorfia. Dale aveva quasi settantanni.
Ho pensato che si fosse addormentato.  quello che
ho detto alla guardia. Mi sbagliavo.
Va bene. Gillis spazza con gli occhi il corridoio, dove stavano
le guardie prima di entrare nella zona della reception. Poi
mi domanda: Perch si  visto con quell'uomo?
Siamo avvocati, rispondo. Abbiamo discusso la situazione
di un cliente comune.
Mi scruta un istante, come se non capisse. Forse pensa che,
continuando a fissarmi, io andr avanti a parlare. Si sbaglia. Alla
fine, inarca un sopracciglio. Chi  il cliente?
Temo si tratti di un'informazione protetta dal segreto professionale.
Il nome del cliente  protetto dal segreto? Le sue labbra
accennano un sorrisino. Non pu dirmi nemmeno quello?
Mi spiace. Sono le regole. Non credo sia troppo vero, ma
perch fare il nome di Grant Tully se non ci sono costretto?
Gillis si mordicchia il labbro. Il suo viso  ancora privo d'espressione.
L'ha chiamata sul cellulare?
Esatto.
Un mezzo cenno della testa. Mi d il suo numero?
Certo. Gli porgo il cellulare. Dietro c' scritto il numero.
Lui estrae un taccuino dalla tasca della giacca, prende una penna
dalla tasca dei calzoni, e annota il numero.
Lei se n' andato, ha fatto un po' di strada, ha ricevuto la
telefonata, ed  tornato.
Gi.
Quindi non pu essere stato fuori di qui pi di cinque minuti.
Direi proprio di s. Forse anche un po' meno.
Mmm, mmm. Il detective muove la mascella, rumina.
Sono rientrato nell'ufficio e ho visto Dale riverso. L'ho
chiamato un paio di volte per svegliarlo. Poi  arrivato quel
buffone.
Gillis sorride, annuisce, si guarda attorno, mi restituisce il
cellulare. Infila la testa in ufficio per un attimo. Okay, dice,
girato di schiena. Poi si volta, si passa una mano sulla bocca.
Posso andare?
Ha lasciato i suoi dati a un agente?
Sicuro. Per buona misura, gli porgo un biglietto da visita.
Il detective resta immobile per un attimo, le mani sui fianchi.
Alla fine emette un sospiro. S, vada pure.
Esco e mi incammino su River Street. Arrivo all'angolo tra la
Fourth e la River e mi fermo vicino a un idrante. Al momento,
l'incrocio  deserto. Passa soltanto qualche taxi. Lascio trascorrere
cinque minuti, per scrollarmi di dosso l'orribile sensazione
di quello che  appena successo. Poi torno a piedi verso il mio
ufficio.
Prendo il cellulare e chiamo il numero del senatore in ufficio.
Non c', cos gli lascio un messaggio. Poi provo a contattarlo
sul telefono che ha in auto.
Grant Tully.
Sono lieto che tu sia seduto, gli dico. Gli riferisco l'essenziale.
Il senatore non fa commenti durante il mio riassunto, e
impiega un po' a reagire.
Dale  morto?
Si  schiantato sulla scrivania. La cosa pi raccapricciante
che io abbia mai visto.
Ges. Sento un clacson strillare in sottofondo. Girava voce
che fosse molto malato.
Probabile.
Silenzio. Suoni smorzati di automobili che passano, una musica
soft dallo stereo del senatore.
Immagino che Grant voglia chiedermi quale fosse l'opinione
di Dale circa l'utilizzo dell'Asso. Glielo impedisce il decoro,
per non parlare del fatto che la regola aurea dell'ascensore
(mai parlare in un ascensore affollato) ormai si applica anche ai
cellulari. Non si sa chi potrebbe essere in ascolto.
Cristo santissimo, mormora. Dale  morto.
Sar una faccenda grossa. La morte di Dale Garrison non si
ridurr alla semplice scomparsa di un uomo. Dale rappresentava
la vecchia scuola degli avvocati penalisti, gli uomini che hanno
dedicato i primi anni delle loro carriere a fare da pubblici
accusatori o difensori, ma comunque lavorando in aula, senza
vendersi alle grandi aziende o diventare semplici passacarte. Se
mi dessero dieci cent per ogni storia di vecchie guerre che nella
prossima settimana o gi di l sgorgher dalle labbra degli avvocati
di questa citt, potrei andare in pensione alle Bermuda.
Tu hai percorso molta strada con lui, dico.
Be', certo. Una pausa. Cazzo.
Okay. Adesso vado a casa.
Va bene. Ehi, Jon?
S?
Com' che di colpo ti trovi in mezzo a tanti cadaveri?
Chiudo la comunicazione e metto il cellulare in tasca. Decido
di non andare in ufficio. Fermo un taxi, e poco dopo le nove
sono a casa. I miei cani, Jake e Maggie, letteralmente mi assediano
quando entro. Vogliono mangiare e uscire nel cortile
sul retro. In questo fine settimana mi aspetta parecchio lavoro:
controllare le dichiarazioni finanziarie per le campagne elettorali,
gli annunci pubblicitari di Lang Trotter, e domattina devo
incontrarmi con lo staff di secondo piano della campagna del
senatore. Penso che avr un sabato e una domenica pieni, e dovrei
cominciare stasera. Invece, emetto un sospiro e lascio crollare
la testa sul cuscino del divano. Chiudo gli occhi per scacciare
l'immagine di un avvocato morto che mi guarda diritto in
faccia.
La morte di Dale Garrison ha ricevuto dal Daily Watch un trattamento
migliore di quella dell'uomo che si  introdotto in casa
di Bennett Carey. Comunque non ha avuto titoloni in prima pagina,
perch il nome di Dale non era noto a gente estranea alla
cerchia degli avvocati. Faceva parte di un ristretto gruppo di
manipolatori che stanno dietro le quinte, non di rado pi potenti
dei politici stessi.  la coda a scuotere il cane pi spesso di
quanto si pensi. Ed  un'ottima situazione. Un enorme prestigio
all'interno del loro ambiente, molti pi soldi dei funzionari
pubblici, e anonimato virtuale agli occhi del pubblico.
Nella comunit legale, dove Dale era un gigante, la sua morte
 stata simile a quella del sindaco, dodici anni fa. Oggi, marted,
il quotidiano legale pubblicato in citt dedica a Dale un'edizione
speciale. Una sua fotografia di, direi, una quindicina di
anni fa occupa l'intera prima pagina. L'interno contiene articoli
di un giudice della Corte Suprema di Stato, di Tully Grant, di
Langdon Trotter (che non ha vissuto in citt nemmeno per un
giorno), e del sindaco. Sono state esaltate le considerevoli imprese
di Dale. Ha condotto azioni legali contro produttori di
amianto, contro la catena di drogherie che vendeva latte con
tracce di salmonella. Ha difeso con successo uomini d'affari accusati
di insider trading, il consigliere comunale imputato di
corruzione dai federali, un ex membro del Congresso per uno
scandalo sessuale (in quel caso, non con tanto successo).
Il servizio funebre in memoria di Dale Garrison si tiene oggi.
Ci sar anche una cerimonia privata per la famiglia, ma quella
di oggi  per gli altri, e intendo tutti. Verr celebrata nella spaziosa
cattedrale in centro. La polizia regoler il traffico e la
stampa se ne occuper. Succede la stessa cosa ogni volta che
muore un politico o qualcuno coi soldi. I riti, il funerale e le visite
di condoglianze assumono una vita propria. Le persone si
presentano per rendere omaggio a qualcuno che  appena morto,
ma ben presto il loro interesse si concentra sui vivi. Dedicano
molto meno tempo a piangere il defunto che a sbirciare i
presenti.
Io siedo accanto al senatore Grant Tully e a sua moglie Audrey
in seconda fila, dietro la famiglia. Audrey stringe la mia
mano tra le sue e mi riempie di attenzioni prima che inizi la funzione:
quanto sono dimagrito, come stanno i cani, terribile che
io sia stato presente alla morte di Dale. All'incirca l'unico argomento
al quale non accenna  la fonte della sua sollecitudine, il
mio divorzio. Tutti si sentono tristi per te quando il tuo matrimonio
finisce.
Nella seconda fila al lato opposto del corridoio centrale c'
il procuratore capo della contea, Elliot Raycroft, un uomo serio
con capelli sale e pepe e occhiali con la montatura in acciaio.
Conosceva Dale, ovviamente, ma era tutt'altro che un
amico intimo. Al suo fianco c' Lang Trotter, composto come
richiedono le circostanze ma pronto a strizzare l'occhio a chi
incroci il suo sguardo, che rientra nella stessa categoria. Un
buon lobbista come Dale poteva trattare con entrambi gli
schieramenti politici quando necessario, ma nessuno lo ha mai
preso per un amico dei repubblicani. Perch quei tizi siedano
nelle primissime file mi  incomprensibile. Non dovrebbe esserci
una gerarchia per questo tipo di cose. Nemmeno io, suppongo,
avrei diritto a un posto d'onore, per i Tully s, e io sono
con loro.
Il padre di Grant, l'ex senatore Simon Tully, tiene l'elogio funebre.
Vestito di nero, colmo di tristezza genuina, fa uno di
quei discorsi che non ama per niente. Parla dei casi pi noti di
Dale ma mette in risalto quelli che non sono finiti in prima pagina.
Molti non sanno quanto lavoro di assistenza legale gratuita
abbia fatto Dale, dice. Per lui non si trattava di soldi o
prestigio. Voleva fare in modo che le garanzie della legge...
Il mio cercapersone strilla. Mi ero dimenticato di spegnerlo.
Abbasso la mano alla cintura e lo zittisco.
...Si estendessero anche a chi non poteva permettersi avvocati
come Dale Garrison. Aveva a cuore la legge nella sua forma
pi pura. Giustizia uguale per tutti.
Simon Tully non  mai stato un oratore eccezionale.  cresciuto
in un'epoca in cui le telecamere non erano onnipresenti,
e le trattative di corridoio erano ancora pi frequenti di oggi.
Conclude e si siede vicino al figlio, Grant. Il sacerdote riprende
il rito.
Usciamo. I giornalisti fermano Grant Tully. Suo padre viene
assediato da gente che gli fa i complimenti per l'elogio funebre.
Fermo un taxi e torno in ufficio.
Scendo dall'ascensore al mio piano di Seaton, Hirsch, e una
segretaria di passaggio mi guarda come se avesse visto uno spettro.
Le sorrido ma lei abbassa gli occhi. Mi dirigo al mio ufficio.
Tutti gli avvocati, tutti quanti, sono nell'atrio. La mia segretaria,
Cathy,  pi gi, davanti al mio ufficio. Quando mi vede
mi corre incontro. Ha un fisico robusto,  insolito vederla
muoversi tanto veloce.
Jon, ho cercato di rintracciarti col cercapersone. Ho provato
a fermarli ma hanno un mandato. Lo ha guardato Bennett.
Tutto a posto, rispondo automaticamente, e procedo verso
il mio ufficio. Dentro ci sono tre persone, due uomini e una
donna, che stanno frugando nelle mie cose. Due sono in uniforme.
Il terzo  Brad Gillis, il detective. Mi mostra al volo un documento.
Il mandato di perquisizione, dice.
Che diavolo fate? Il mio sdegno  sincero ma anche opportuno,
visto che sono circondato da una quantit di persone
dello studio. Bennett Carey mi raggiunge.
Dovremo perquisire anche casa sua, dice Gillis. La folla
non lo intimidisce per nulla. Probabilmente gli piace esporre le
vite altrui agli occhi del pubblico.
Siete venuti sapendo che io sarei stato al funerale, osservo.
Qui abbiamo quasi finito, ribatte il detective. Non  affatto
una risposta, e in questo sta il senso della frase: comanda lui,
anche all'interno dello studio legale dove lavoro.
Esamino il mandato, il primo che vedo in vita mia. Il detective
riprende il discorso.
Abbiamo bisogno di parlare ancora con lei, signor Soliday.
Se vuole seguirmi.
Prenderemo la nostra macchina, interviene Bennett. Vi
veniamo dietro.
 scandaloso, protesto. Elliot Raycroft sta cercando di
mettere in cattiva luce me e il senatore. Giusto, detective?
Lui sorride. Non saprei. No, signor Soliday, non si tratta di
mettere qualcuno in cattiva luce.  che Dale Garrison  stato assassinato.
Non ha avuto un infarto cardiaco come lei ha raccontato
a tutti.  stato strangolato nel suo ufficio quando lei era l'unica
altra persona presente.
Mi sento avvampare. Ridicolo, commento. Bennett mi
prende per il braccio e mi zittisce.
 ridicolo, dico all'uomo che varca la soglia. Mi trovo in una
stazione di polizia del North Side, in una stanza anonima, con
Bennett Carey seduto al mio fianco. Siamo parcheggiati qui da
quarantacinque minuti buoni. Ben e io abbiamo discusso e ridiscusso
per decidere se io debba dire qualcosa, ma insisto sulla
mia posizione. Non ho niente da nascondere, quindi non mi
chiuder a ostrica. Gli ricordo che circa una settimana fa lui ha
assunto la stessa posizione nei miei confronti.
Viceprocuratore di contea Daniel Morphew, si presenta
l'uomo, tendendo una mano sul tavolo. Ha la mascella quadrata,
una ruvida faccia da irlandese, i baffetti di rito, folti capelli
grigi. Sembra perfettamente calmo, padrone della situazione, e
piuttosto contento di esserlo.
Jon Soliday. Gli stringo la mano. Bennett si presenta a sua
volta, come mio avvocato, ma ho l'impressione che si conoscano
gi, forse dai tempi in cui Ben lavorava per la pubblica accusa.
Lei lavora per Raycroft, dico.
Morphew mi scruta un istante. Esatto.
Dica una cosa a Elliot da parte mia. Bennett mi mette la
destra sul braccio, ma io la scrollo via bruscamente. Gli riferisca
che se crede di potermi screditare agli occhi del pubblico,
per poi rilasciarmi zitto zitto quando si vedr che non ci sono
prove a sostenere le accuse, avr una brutta sorpresa. Spiegher
a tutti che un pubblico ministero della contea sta facendo il lavoro
sporco per Lang Trotter.
Jon, mi riprende Ben. Basta.
Daniel Morphew non pare affatto turbato dal mio sfogo. Ha
con s una cartelletta, che coccola affettuosamente.  disposto
a parlare con me, signor Soliday?
Sospiro e cerco di calmare i nervi. Certo.
Bene. Morphew allunga le dita sul registratore al centro
del tavolo. Devo registrare il colloquio.  d'accordo?
Come vuole.
Morphew preme un pulsante, scandisce il proprio nome, il
mio, la data e l'ora. E presente anche il legale del signor Soliday...
Guarda il biglietto da visita che Bennett gli ha appena
passato. William Bennett Carey.
Non ho bisogno di un legale, intervengo. Tutta questa
faccenda  ridicola. Meglio iniziare la conversazione con il tono
giusto.
Morphew lancia un'occhiata a Ben. Sta chiedendo al signor
Carey di andarsene?
No, pu restare. Inspiro profondamente. Non devo perdere
la calma. Prima di tutto, siamo sicuri che Dale Garrison
non abbia avuto un semplice infarto o un ictus o qualcosa del
genere? Era quasi sui settantanni, e aveva un tumore.
Morphew si inumidisce le labbra. Sta decidendo cosa rivelarmi.
Socchiude gli occhi. Aveva sessantotto anni. Aveva il
cancro. Ed  stato strangolato.
 stata eseguita l'autopsia? chiede Ben.
Gi. Causa della morte... Morphew apre la cartella, estrae
un documento. Asfissia per strangolamento.
Impossibile, dico.
Quello piega la testa. Perch  impossibile?
Perch io ero... Mi blocco.
Perch lei era l'unica persona presente con la vittima nella
suite di uffici. Mi soppesa un istante. Esatto, signor Soliday?
Ben mi sfiora, ma io rispondo lo stesso. Per quanto ne so.
Era nel suo ufficio per discutere di questioni legali, dice
Morphew.
Infatti.
Che riguardavano?
Riguardavano un comune cliente.
Il senatore Grant Tully, specifica Morphew.
L'informazione  coperta dal segreto professionale.
Oh. Il viceprocuratore sorride. La sentenza mi deve essere
sfuggita. Signor Soliday, visto che qui siamo tutti avvocati,
mi permetta di dirle che l'informazione non  coperta dal segreto.
Si trattava del senatore Tully, giusto?
Argomento successivo, risponde Bennett. Di questo non
discuter.
Morphew non ha molto spazio di manovra. Segreto professionale
o no, il quinto emendamento mi garantisce il diritto al
silenzio. Potrei smettere di parlare in questo preciso momento.
Cos Garrison  crollato sotto i suoi occhi?
Mi schiarisco la gola. Morphew sa cosa ho riferito al detective
Gillis: ho lasciato l'ufficio e sono tornato dopo che Dale mi
ha chiamato sul cellulare. Vista con gli occhi dell'accusa,  una
storia debole. Io ero in ufficio, sono uscito, qualcuno  entrato
a strangolare Dale, poi io sono tornato. Lo stomaco mi lancia
segnali. Comincio a riflettere sul consiglio di Ben. Morphew
pu incastrarmi comunque. Se cambio versione, o la prima volta
o adesso avr mentito. Se confermo, lui avr inciso su nastro
un resoconto che pi ci penso e pi mi appare debole.
Lei sa che non  andata cos, dico. Ero nel suo ufficio e
me ne sono andato. Dale mi ha chiamato sul cellulare e sono
rientrato. Sono tornato e l'ho trovato morto.
Morphew non apre bocca. Il suo obiettivo  farmi parlare.
Senta, pu verificare tutto. La telefonata sul cellulare  confermabile.
La guardia a pianterreno mi ha visto uscire e rientrare.
Mi spieghi lei come avrei fatto a ucciderlo in quella minuscola
finestra di tempo.
Sono certo che il signor Morphew ha gi controllato le telefonate
partite dall'ufficio di Dale Garrison, interviene Bennett,
in teoria per me, ma in realt a beneficio di Morphew.
Sono certo che ha controllato anche i tabulati relativi al tuo
cellulare, Jon. Ben si gira verso l'altro. Allora?
Morphew ha qualche anno pi di Bennett. Probabilmente
nell'ufficio del procuratore della contea occupava una posizione
superiore a quella di Ben, che all'epoca in cui lavorava l era
assegnato ai reati pi gravi. Morphew deve avere tutta l'esperienza
necessaria per sapere cosa pu svelare e cosa no in questa
fase. Il suo sguardo si sposta da Bennett a me. Mi racconti
cosa le ha detto Garrison.
No. Bennett batte la mano sul tavolo. Adesso tocca a lei.
Morphew inarca le sopracciglia, come se un'inversione di
ruoli sia un'idea che nemmeno lo sfiora. Voglio sapere cosa le
ha detto Garrison quando le ha telefonato.
Mi ha detto di tornare al suo ufficio, rispondo, sottraendo
il braccio alla stretta di Ben. Tutto qui.
Bizzarro. Morphew si tira su. Sembra pronto ad affondare
i denti. Perch i tabulati telefonici indicano che il signor Garrison
non l'ha mai chiamata. Non risultano telefonate in partenza
dal suo ufficio a quell'ora, o all'incirca nello stesso arco
di tempo.
Guardo Bennett, che riesce a ostentare una faccia da poker.
Trattengo il respiro un momento, poi comincia a scorrere l'adrenalina.
 sbagliato. Non ha senso. Deglutisco.
Chi ha chiamato il cellulare di Jon? chiede Ben.
Bella domanda, avvocato. Speravo che la risposta ce la potesse
dare il signor Soliday.
Mi ha chiamato Dale, ribatto.
Jon... Bennett mi stringe forte il braccio. Sta' zitto un attimo.
Poi si rivolge a Morphew. Cosa dicono i tabulati telefonici?
Lo sguardo di Morphew sobbalza. Lui lascia passare un secondo
prima di rispondere. La chiamata  stata fatta dal cellulare
di una donna, una certa Joanne Souter. Lei la conosce, signor
Soliday?
No.
Infatti. Perch il cellulare era stato rubato ore prima dalla
borsetta della signora.
Alzo le mani. Mi arrendo.
Secondo lei, Dale Garrison ha rubato il telefono della signora
e lo ha usato per chiamarla? chiede lui. Le pare sensato?
No. Ovvio che non ha senso. Porto al viso una mano tremante.
Per me  chiaro che lei non ha agito da solo, continua il viceprocuratore
della contea. Le sue mani sono posate sul tavolo,
quasi con fare cordiale. La persona che le ha telefonato faceva
parte del piano.  quella persona che voglio. Perch non chiudiamo
i giochi direttamente qui? Mi dica chi l'ha chiamata, e il
suo avvocato e io potremo raggiungere un accordo. Qualcosa
che le risparmi la sedia elettrica.
Balzo su dalla sedia. Non ho niente da dire. Non ho ucciso
Dale. Mi stanno incastrando, non lo capisce?
Morphew punta l'indice sul tavolo. Si sieda.
Guardo Bennett, che annuisce solenne. Mi rimetto a sedere,
ancora furibondo, ma sull'orlo del panico.
Il signor Soliday  il primo consulente legale del senatore
Tully, dice Bennett, un collega di Dale Garrison. La tua storia
non regge, Dan. Non  un assassino. E nessuno crederebbe
che lo sia.
Morphew scruta Ben, poi i suoi occhi si spostano su di me.
Nella sua espressione c' qualcosa del predatore, dell'animale
in caccia. La stavano ricattando, signor Soliday?
Chiudo gli occhi. La lettera. La stramaledetta lettera.
Noi abbiamo finito, annuncia Ben.
Morphew mi fa scivolare davanti una copia della lettera.
Questa si trovava nel cassetto in alto della sua scrivania, signor
Soliday?
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che
nessuno conosce. Penso che 250.000 dollari potrebbero
bastare. Un mese dovrebbe essere sufficiente. Non voglio
fare ipotesi stille tue fonti di reddito, ma immagino che se
esiste qualcuno capace di attingere ai fondi delle campagne
elettorali senza essere scoperto, quello sei tu. Oppure
potrei sempre parlare col senatore.  questo che vuoi?
Un mese. Non cercare di contattarmi. Sar io a iniziare
ogni comunicazione.
Lei  il vicetesoriere dei Cittadini per Grant Tully, dice
Morphew. Ha accesso ai fondi delle campagne elettorali. Resta
in attesa di una risposta. Era Dale Garrison a ricattarla?
Guardo Bennett, che non ha bisogno di sollecitazioni.
Chiudiamo qui questo colloquio.
Perch se non era Garrison, continua Morphew, la aiuterebbe
parecchio confessarmi adesso chi la ricattava.
Ben mi tiene per il braccio. Di colpo, mi sento svuotato.
Sono stato nell'ufficio di Dale, ripeto. E lui  morto mentre
io ero fuori. Sono rientrato all'incirca nel momento in cui la
guardia stava facendo il suo giro e...
Non stava facendo il suo solito giro, dice Morphew. 
stato chiamato al settimo piano. Qualcuno lo ha avvertito che
stava accadendo qualcosa negli uffici di Dale.
Avverto un bruciore alla gola che mi scende nello stomaco.
Qual  questo segreto, signor Soliday? chiede lui. Il segreto
che nessuno conosce, signor Soliday.
Bennett si alza e mi costringe a imitarlo. Ce ne andiamo.
Ogni futuro contatto...
Di' al tuo cliente che se  in grado di dimostrarci che questo
messaggio non veniva da Dale Garrison, forse potr evitare
l'arresto.
Ci rifletteremo su, replica Ben. Adesso ce ne possiamo
andare?
Anche Morphew si alza. Tu te ne puoi andare, Bennett, se
vuoi. La porta si apre, e nella stanza entra Brad Gillis. Ha le
manette appese alla cintura.
Sul viso di Ben si diffonde il panico. Non parlate con lui,
dice a Morphew e Gillis. Poi, a me: Tieni la bocca chiusa, Jon.
Ti tireremo fuori appena possibile.
Muto, ascolto il detective Gillis che mi legge i miei diritti prima
di mettermi le manette.
Qual  il segreto che nessuno conosce? insiste Morphew.
Ignoro la domanda e mi avvicino all'orecchio di Ben. Sar
meglio che tu chiami il senatore, gli dico.
...
.
...
La spider nuova di Grant Tully scivola sull'autostrada interstatale.
Lui tamburella sul volante a tempo con la musica che esce
dalla radio, canta senza pudore mentre il vento della sera di
mezza estate gli carezza i capelli. Mi viene da pensare a Shakespeare,
e al fatto che non dovr pi leggerlo.
Non esagerare, Tru, lo ammonisco. Guarda che le multe
le possono dare anche a te. Lo dico perch Grant Truman Tully,
Tru per chiunque lo conosca,  figlio del senatore Simon Tully,
un pezzo grosso della politica, un gigante nel nostro Stato.
Tru ha sfruttato pi di una volta il peso della sua famiglia, ma
sull'interstatale c' la polizia di Stato, non quella locale, e se la
pu prendere anche con lui. Il che non ha mai fermato Tru;
oserei dire che niente lo ha mai fermato. Il tipico teenager impavido
che ha tutte le risposte ma nessuna domanda.
Spiegami un'altra volta dove cavolo stiamo andando, borbotto.
Lui e io ci siamo appena diplomati. Abbiamo tre mesi prima
di andare al college: l'Ivy League per Tru, l'universit statale
per me. La maggiore responsabilit di ogni neodiplomato 
partecipare a tutte le feste possibili. Stasera ce n' una molto
grossa in citt, ma Tru mi ha convinto a superare il confine, correre
per tre quarti d'ora in auto e andare a un party nella contea
di Summit. La terra delle ciminiere, una citt industriale
che si pu scorgere dai grattacieli del nostro centro ma che non
ho mai visitato.
Presumo che l'idea sia allontanarmi dalle mie tristezze. La
ragazza che ho avuto per due anni, Vivian, mi ha appena liquidato.
Deve andare a studiare a ovest, che senso avrebbe, eccetera.
Cos Tru, che del resto ha sempre voluto che mi liberassi
dalle catene, si  assunto il compito di farmi divertire, quest'estate.
E penso di essere d'accordo.
Rutta dopo un lungo sorso di birra, risistema la bottiglia tra
le gambe. Indossa una camicia di cotone a scacchi, calzoncini
corti, mocassini, niente calze. Il party di Rick, dice. Cio,
non  il suo party, ma lui ci sar.
Rick chi? chiedo. Lo conosco?
Il nome  all'incirca l'unica cosa che so. Lo chiamano Ricochet.
Lo guardo. Un tuo ottimo amico, vedo.
Rick  un bravo ragazzo, fa lui. Non conosco la storia della
sua vita, okay? Datti una calmata, Jonathan.
Ci saranno belle gnocche? Uso la terminologia di Tru. 
notoriamente single. Non  un dongiovanni, per ci sa fare, ha
tattica e sicurezza. Quasi tutte le sue relazioni durano meno di
una doccia.
Mi scocca un sorriso. Affermativo. Della deliziosa variet
che non va troppo per il sottile.
Imbocca un'uscita. Adesso siamo sulle strade della contea di
Summit. Tru pigia sull'acceleratore. Attraversiamo quello che
sembra un minuscolo centro citt. Negozi scalcinati, una lavanderia,
un paio di ristoranti e bar, una lercia rivendita di cibi da
asporto con l'obbligatoria insegna arrugginita, e buche grandi
come crateri.
Tru svolta sulla destra a razzo, mi scaraventa contro il sedile.
Percorriamo una via residenziale. Non c' una sola casa a pi
di un piano finch in fondo all'isolato non appare un palazzo.
All'isolato successivo, automobili parcheggiate a fianco dei
marciapiedi. Siamo arrivati.
Tru accosta alla bell'e meglio e si ferma di botto. Prende un
altro paio di bottiglie di birra da sotto il sedile. Deve averci sistemato
una confezione da sei.
La casa  la terza dall'angolo. Due piani, rivestimenti esterni
in alluminio, persiane nere alle finestre. Quattro auto sul vialetto
d'accesso. Il casino di uno stereo e una moltitudine di voci ci
danno il benvenuto.
Tru si avvia sicuro alla porta. Fa tutto con sicurezza. Io per
lui sono una buona spalla. Ho i miei lati positivi ma nemmeno
un'ombra del suo carisma. Prendo buoni voti a scuola, pratico
gli sport giusti, e vado in giro con lui. Tanto basta.
Grant Truman Tully non suona il campanello; entra direttamente.
La stanza  piena di gente che si mescola, parla e ride.
Lo stereo  a tutto volume, spara musica dominata dalle chitarre.
Una foschia di fumo  sospesa sopra le teste. Qualcuno festeggia
la fine dell'anno scolastico. Per lo meno,  questa la scusa
per il party. Ma a giudicare dalle et, per la maggior parte a
cavallo dei vent'anni, immagino che molte di queste persone
non abbiano pi il problema della scuola. Non  esattamente
un gruppo differenziato nel senso convenzionale del termine:
una festa per soli bianchi. Questo all'abbigliamento, predominano
magliette e jeans. Questi ragazzi vivono in una comunit
medioborghese non diversa dalla mia, solo che io abito nella
metropoli e loro in una citt industriale i cui giorni di gloria appartengono
al passato.
Attiriamo una discreta attenzione. Di certo siamo i primi
rappresentanti della cerchia dei ragazzi della citt chic, e ho la
piacevole sensazione che saremo gli unici. Ovviamente, Tru resta
imperturbabile. Lo seguo tra la folla. Superiamo un gruppetto
che si passa uno spinello su un divano, un paio di tizi che
stanno saldando i conti in un angolo, e passiamo in cucina. Diamo
l'assalto al frigorifero in cerca di birra, ma non troviamo
niente di meglio delle bottiglie tiepide della marca estera che
abbiamo portato noi. Anche questo ci divide dal resto del branco.
Tru attacca col primo sorso, poi fa un verso e stacca la bottiglia
dalle labbra. Eccolo l, dice.
Il suo amico Rick, immagino. Deve essere sulla nostra et,
diciassette o diciotto anni. Un groviglio di sporchi capelli biondi,
folte sopracciglia scure, spalle strette coperte da una T-shirt
nera heavy metal. Una sigaretta gli penzola dalle labbra. Con
un sorriso acido tende la mano a Tru.
Ciao, Truman, lo saluta. Facciamo dei danni.
Ci guida nel party. Procedo a occhi socchiusi, nell'aria densa
che sa di tabacco e marijuana. Raggiungiamo una coppia in un
angolo. Una ragazza col suo boyfriend. Lui  completamente
calvo, una testa a uovo con un collo taurino, una sigaretta infilata
dietro l'orecchio. Porta una maglietta senza maniche; le
braccia cosparse di lentiggini sono robuste e armoniose. Una
mano  parcheggiata nella tasca posteriore dei jeans della ragazza,
tagliati alle cosce; l'altra  appoggiata alla parete. Stanno
ridendo di qualcosa.
Lyle, dice Rick.
Lyle e Rick. A me interessa pi il nome della ragazza.
Lei  Gina.
Si girano verso di noi. Lyle ci scruta sospettoso.
Il mio amico Tru, li informa Rick.
Jon, dice Tru, annuendo nella mia direzione.
Ci salutiamo con cenni della testa. Dedico un'attenzione particolare
a Gina.  la ragazza pi bella nella stanza, anche se
questo pu non significare molto. Capelli biondi con le meche
che le arrivano alle spalle, occhi perfettamente rotondi con lunghe
ciglia ma troppo mascara scuro. Labbra piene. Gambe lunghe,
snelle, abbronzate, e un'aderente canottiera bianca che
mette in risalto un seno notevole. Con due birre gi in corpo, i
miei ormoni sono in sovraccarico.
Lei porta una sigaretta alle labbra e soffia il fumo in alto.
Piacere di conoscervi, ragazzi, dice. Ci soppesa mentre Rick
e Lyle parlano.
Andiamo di sopra, propone Rick.
Prima prendiamo qualcosa di fresco, ribatte Lyle.
Seguo tutti in cucina, a far provvista di birra, poi arriviamo
alla scala. Tru prende Rick per il braccio e gli sussurra all'orecchio.
Rick si volta e dice: Naa, uomo, pi tardi. Tru tende le
braccia e chiede: Che diavolo ci faccio qui? Rick lo spinge
dolcemente e si avvia sulla scala. Io non faccio domande; l'incontro
con Gina mi ha un po' sbalestrato.
Entriamo in una camera da letto che deve essere quella del
padrone di casa. Nell'angolo c' uno stereo, con album sparsi
in giro. Le pareti sono tappezzate da poster di gruppi rock o
ragazze in bikini. L'armadio trasuda abiti sporchi.
Lyle va allo stereo a scegliere un disco. Rick entra per ultimo,
con un paio di sedie prese in un'altra stanza. Tru e io ci accomodiamo
su quelle, Rick si mette sul letto vicino a Gina. La camera
ha lo stesso odore della mia: panni sporchi, un vago sentore
di muffa. L'illuminazione  scarsa, un lampadario a tre
bracci al centro del soffitto con una sola lampadina funzionante,
chiusa in un globo incrostato di sporcizia.
Rick si fruga in tasca e tira fuori un accendino. Poi fruga di
nuovo e pesca uno spinello. Lo infila in bocca e annuisce a Lyle,
accanto allo stereo. Niente di tranquillo, ordina. Lo spinello
gli ballonzola tra le labbra.
Gina apre la bottiglia di birra e beve. I suoi occhi mi guardano.
Sento qualcosa muoversi dentro di me.
Rick accende la sigaretta alla marijuana e inala. Stringe lo
spinello tra le dita, trattiene il fiato. Espira e allunga lo spino a
Tru. Tru fa le stesse cose, poi passa a me.
Non  la prima volta che fumo erba, per non ci sono abituato.
Non vado matto per il fumo; non ho mai provato nemmeno
una sigaretta normale. Ma Gina mi guarda, e poi, che
diavolo, sono in vacanza.
Inalo profondamente. L'accendino brucia la sigaretta alla
marijuana. Il fumo  amaro e caldo in fondo alla gola. Faccio
una smorfia ma lo trattengo il pi a lungo possibile. Pi che
espirare, tossisco. La gola  in fiamme, gli occhi lacrimano.
Tru mi passa una bottiglia aperta. Un goccio, amico mio.
Offro lo spinello a Gina, che sorride e sussurra Grazie in
un tono che probabilmente non  nulla pi che cortese, ma che
per me contiene un'inflessione pi provocatoria. Mi piace l'idea
che le sue labbra tocchino la sigaretta dopo le mie.
Inspira, mi dice. Poi deglutisci, come se non avessi niente
in bocca. Accende lo spino e inala. Con fare lento, soffia il fumo
sopra la mia testa. Mi ripassa la sigaretta. Poi espira.
Non sono esattamente pronto al secondo tentativo, ma non
mi tirerei indietro per tutto l'oro del mondo. Accendo, inspiro
e deglutisco, come ha detto lei, e trattengo il fumo in gola.
Facile, no? chiede lei. I suoi occhi sono leggermente iniettati
di sangue per l'alcool. Sorride.
Le restituisco il sorriso mentre soffio fuori il fumo. Mi cade
lo sguardo sulle sue gambe accavallate. I jeans tagliati lasciano
ben poco all'immaginazione, ma io ho parecchio da fantasticare.
Facile, le rispondo.
Lyle ha scelto dell'heavy metal che non riconosco. Alza a tutto
volume, ma abbassa dopo le proteste del gruppo. Si tira su
dal tappeto con la spinta delle braccia muscolose e siede vicino
a Gina. La sua presenza  una doccia fredda, ma si pu sempre
lavorare di fantasia, no?
Allora, cosa porta qui due ragazzi di citt? mi domanda Gina.
Scappare dalla citt, risponde Tru. Abbastanza vero. Tru 
un grande frequentatore di feste, ma quando c' da fare uso di
droghe preferisce tenere un profilo basso. La gente pu parlare,
e a certe cose lui sta attento. Il che mi fa pensare che il mio
amico, lontano dalle chiacchiere, sia pronto per una notte brava.
Mi viene anche in mente che al termine della notte ci aspettano
una trentina di chilometri di strada. Ma ha ragione quando
dice che io mi preoccupo troppo.  cos. Ho poco da lamentarmi
della mia vita, per non viaggio sulla sua stessa rotta.
Lui prende tutto con disinvoltura, non sta a rompersi l'anima
sui dettagli, e riesce ad attirare le persone popolari. Diavolo, lui
 una persona popolare. Non  di una bellezza spettacolare, ha
modeste doti atletiche, per trasuda sicurezza, una certa aria
spericolata che affascina. Io godo di voti al di sopra della media
e di un discreto buonsenso, ma non sono destinato alla grandezza.
Non sono uno di quelli da prima fila. Posso entrare in
una stanza senza che qualcuno se ne accorga. Non so raccontare
storie. Non faccio girare le teste. Sto nel mezzo in ogni senso,
e non  poi cos facile guardare Tru navigare a vele spiegate nella vita.
Per ha ragione lui. Non mi preoccuper. Guardo Gina afferrare
il bicipite di Lyle, sussurrargli qualcosa ma scoccare
un'occhiata nella mia direzione. Ho catturato il suo sguardo. In
definitiva, la cosa non avr alcuna importanza, per lei ha notato
me, non Tru. Accetto lo spinello e tiro la terza boccata. Per
una volta in vita mia, non mi preoccuper.
Siamo tutti e cinque sul letto. Rick sta appoggiato al muro, seduto
alla pellerossa, e fa eco a una canzone incazzata. Musica
punk, credo. Io sto nel mezzo, tra Rick da un lato e Tru dall'altro.
Lyle e Gina sono sdraiati. I loro piedi penzolano in fuori.
Lyle ci guarda e dice qualcosa come: I ragazzi fichi sono quasi
fatti. Rido sorprendentemente forte. Tru chiama Lyle testa
d'uovo e ridiamo tutti. Gina mi chiede se soffro il solletico e
io mento, rispondo di no. Mi gratta il piede e non sento solletico.
Allora forse non mentivo. Rick annuncia che il terzo spinello  defunto, lo lancia sul pavimento facendolo volare sopra
Gina e Lyle. Cerco di seguire la traiettoria ma non ce la faccio.
Non ce la faccio. Forse era il quarto spino. Lyle annuncia che
deve pisciare e si alza. Rick gli dice di prendere altra birra. Non
so se l'altro gli risponde. Pu darsi, ma io non l'ho sentito. Gina
mi sta guardando di nuovo. I suoi occhi sono proprio rotondi.
Ha un corpo incredibile. Scopro di avere un'erezione, ma
non mi sento imbarazzato. Ridacchio. Anche Gina ride, e la sua
canottiera bianca scivola un po' in su. Riesco quasi a vederle
l'ombelico. Vorrei tanto vederlo, ma non ci riesco. Gina si alza
e va allo stereo. L c' una birra. Non lo sapevo. Per lei si alza
e io osservo il suo culo muoversi sotto gli short di jeans, e secondo
me lei sa che la sto guardando. Stiamo tutti guardando.
Tru si china su di me e bisbiglia: Dobbiamo sbarazzarci di Lyle,
il che mi fa ridere. Tru continua: Lei ti vuole, Jonathan.
Immagino parli di Gina. Gli dico: Vero,  vero. Poi indico
Tru e blatero: Questo  Tru. Rido, e Tru ride. Penso rida di
me. Rick chiede a Tru: In cosa ti specializzerai all'universit?
e ride. Tru: Inglese. E io: Non hai ancora imparato l'inglese?
Tutti ridono. Cos vado avanti. Adesso cosa parli? Russo?
Rick dice: Tedesco? Poi: Come va, Adolf? Gina ride
con tanta energia che le cola la birra dalle labbra.  ancora in
piedi davanti al letto, e si copre la bocca con una mano, ma un
po' di birra le scende sulla canottiera. Rick accende un altro
spinello.
Io sto ridendo forte, ma riesco a tirare una boccata di fumo.
 facile. Basta aspirare e deglutire, come non ci fosse fumo.
Poi restare cos per un po' e soffiare. Lo faccio e regalo un inchino
a Gina, perch  stata lei la mia maestra. Ma quando rialzo
la testa la sento parecchio leggera, e non riesco a vedere bene
Gina.
Che ore sono? Gina  seduta vicino a me. Ha una gamba raggomitolata
sotto di s. Siamo noi due soli. Chiedo: Dove sono
andati tutti? Lei ride, dolcemente. Sono andati a caccia. E
io: A caccia di cosa? Lei ride ancora e mi d una gomitata.
Di roba per farci. E poi: Qual  il tuo nome per intero? Le
rispondo: Jon Soliday. Lei: Lieta di conoscerti, Jon Soliday.
Io sono Gina Mason. Io dico: Parlami di te. Gina scrolla le
spalle e l'orlo della canottiera si alza. Dice: Faccio la cameriera.
Vivo col mio fratellino e con mia madre. Io domando: Tua
madre cosa fa? E lei: Beve. Rido, ma Gina no, e continua:
Fa la cameriera come me. Nel turno di sera. Beve di giorno.
Chiedo: Quanti anni ha tuo fratello? Gina fa: Otto. Dico:
Adesso  a casa da solo? E lei: No, c' la baby-sitter. Rester
finch non torno io. Mi allarmo: Non te ne andrai, eh? No.
La baby-sitter si fermer per la notte se faccio tardi. Sospiro
un Oh, perch non mi viene in mente niente di meglio. Gina
chiede: Vuoi che me ne vada? Io: No, voglio che resti. Lei
sorride, poi: Parlami di te. Le rispondo: Niente da raccontare.
Quest'autunno andr all'universit statale. Lei dice: In
cosa ti laurei? Scienze politiche. E Gina: Cosa sarebbe?
Borbotto: Mi venga un colpo se lo so. Ridiamo tutti e due.
Poi cerco di spiegare: Roba di politica. E lei: Farai il politico?
Sicuro, perch no? Lei mi si avvicina un po'. Perch
cazzo non potrei essere un politico o un qualche altro pezzo
grosso? Tru non  l'unico furbo. Posso cavarmela anch'io. Gina
sussurra: Voterei per te. Mi mette la mano sul piede. Ho
la bocca completamente secca. Tento di deglutire ma non c'
saliva. Dico: Anch'io voterei per te. Lei fa una smorfia: E
per cosa cavolo dovrei candidarmi? E io: Puoi candidarti per
tutto quello che vuoi. Questo  un Paese libero. Gina borbotta:
Gi, giusto, e tira una boccata dallo spinello. Allora Lyle
 il tuo ragazzo, eh? le domando. Lei mi scruta. Dalla sua bocca
esce uno sbuffo. Forma con le labbra un cerchio perfetto e
soffia il fumo. Dopo che si  dissolto, mi chiede: Perch? E
io: Non so. Se non lo fosse, una volta o l'altra potrei chiederti
di uscire con me. Gina sorride: Questo  un Paese libero.
Mi tiene lo sguardo puntato addosso. Poi salta gi dal letto e
raggiunge lo stereo. Odio questa musica. Toglie l'album dal
piatto. Ho una mezza idea di alzarmi ma non ci riesco; non 
molto facile. Poi rientrano tutti e tre nella stanza, Lyle, Rick e
Truman. Lyle mi lancia una birra e io bevo una lunga sorsata
perch ho la gola calda e secca. Lyle si mette a parlare con Gina.
Scienze politiche  un buon punto di partenza, ha detto mio
padre. Ha detto che un corso di materie umanistiche  un background
solido. Forse cercava solo di essere gentile, perch non
sono riuscito a farmi ammettere alla facolt d'economia, cos
ho optato per gli studi umanistici. Scienze politiche mi  parsa
una scelta buona come un'altra. Tru dice: Ecco qui il pupazzo
di neve. Rido senza motivo. Rick mette uno specchio sul pavimento
e allora capisco. Ecco perch Tru ha voluto fare tutta la
strada fin qui: per la coca. Rick  il suo fornitore. Tru non vuole
prenderla in citt, dove la gente mormora. Poi Tru, Rick, Lyle
e Gina si siedono sul pavimento attorno allo specchio. Rick
mi invita: Vieni qua, Jonny. Tru dice: Soltanto se vuole.
Poi rivolto a me: Non sei obbligato, Jon. Guardo Gina. Lei
batte con la mano sul pavimento al suo fianco. Cos mi alzo e
vado a sedermi accanto a lei. Gina osserva il suo boyfriend, Lyle,
che  tutto preso ad aprire il pacchettino della cocaina. Lei
mi mette la mano su una gamba per un secondo. Pare quasi che
voglia farla scorrere pi su, invece la toglie quando Lyle gira la
testa.
Che ore sono? Lyle annuncia che le piste sono finite. Ci
siamo fatti due volte. Lyle chiede se ce n' dell'altra. Tru risponde:
Assolutamente no, uomo. Adesso sono pi sveglio.
 uno stato balordo, molto balordo. Ho il cervello tutto
annebbiato per sono perfettamente sveglio. Tru  sul letto, sta
parlando con Lyle. Bisbigliano. Non riesco a sentire le parole.
Gina se n' andata un minuto fa. O meglio, io penso sia stato
un minuto. Potrebbe essere stata mezz'ora. Quando  uscita
mi ha sorriso. Adesso sono in piedi. Rick sorregge Tru, lo aiuta
a uscire dalla stanza. Lyle ci lascia e scende la scala. Rick
dice: La notte  giovane, Jonathan, e mi afferra una spalla e
la scuote. Non me ne frega niente di cosa faremo perch sono
perfettamente sveglio.  una situazione balorda perch sono
completamente sveglio, ma confuso. Per spero che il programma
comprenda Gina. Adesso scendiamo la scala. Devo
tenermi attaccato alla ringhiera. I gradini si muovono, un po'
sono a fuoco, un po' no. Le gambe non sembrano pi collegate
al corpo. Quando arrivo gi, Gina non c'. Non c' pi
tanta gente. Forse una decina di persone. Forse venti. Non
so. Il pavimento  appiccicoso e puzza di alcool. Mi viene in
mente la notte che Tru e io abbiamo passato al college di suo
fratello, alla sua associazione studentesca, prima che lui morisse.
La stanza non  ben illuminata, c' come una foschia luminescente.
Mi giro e continuo a girarmi finch non ho ruotato
su me stesso in cerchio. Rick mi mette una mano sulla
spalla e ride. Mi d una pacca sulla schiena. Tru dice: Andiamo!
Ci incamminiamo verso l'automobile. Ci dividiamo. Tru va
verso un'altra vettura; qualcuno lo sostiene. Gli strillo: Cosa
succede, Tru? Lui risponde che torna a casa ma io devo divertirmi.
Gli dico di venire con me ma lui fa segno di no. Qualcuno
mi afferra la maglietta da dietro e per poco non cado, ma
riesco a mantenere l'equilibrio. Salgo su un'automobile. Non 
quella di Tru.
Dove diavolo siamo? Scendo dalla macchina e mi avvio sul
prato. Ma non  casa mia. No, Jonny, fai il giro. Che cazzo ti
ho detto? Giusto. Devo andare alla finestra di lato. Busso sul
vetro come fosse una porta. Faccio per andarmene, poi mi
metto a camminare in tondo, infine torno alla finestra e guardo
dentro. C' Gina. Sta dormendo nel suo letto. Busso di
nuovo e lei solleva la testa dal cuscino e mi guarda. Le faccio
un cenno con la mano. Mi fissa per un po' poi raggiunge la finestra.
Alza il telaio e dice: Jon? E io: S. Mi aiuta a scavalcare
ed entrare nella sua stanza. Non  un'impresa facile,
per poco non precipito all'indietro nel giardino, poi quasi cado
in avanti sul pavimento. Dentro fa buio, ma la luce  sufficiente
per permettermi di vedere il suo volto. Lei dice: Certo
che tu sai far sentire a una ragazza quanto la desideri. Cerco
di dirle qualcosa, di spiegarle che la desidero moltissimo, ma
non trovo le parole, cos porto la mano al suo viso, poi ai capelli,
e le do una dimostrazione pratica.
La luce del sole pu essere il tuo peggiore nemico quando lavori
su un tetto, a spalmare catrame. A mezzogiorno sono a pi di
met di una giornata lavorativa che  iniziata alle cinque. Il sole
 a picco, innaffia di calore un corpo disfatto.
Ieri ho trascorso quasi tutto il giorno a letto, dopo la nottata
nella contea di Summit. Buona parte di quella notte  nebbia.
Ho passato la domenica a vomitare e a cercare di convincere i
miei, senza successo, che non mi sono dato ai bagordi. Cristo,
non ricordo nemmeno come siamo arrivati a casa. Letteralmente.
L'ultima cosa che rammento in maniera vivida  di essere ridisceso
dalla finestra di Gina Mason dopo essermi fermato per
pi di qualche minuto. Poi sono crollato in automobile. Mi sono
svegliato al mattino con l'aroma del profumo di Gina sulla
maglietta, che non mi ero tolto. Per quanto fulgido fosse il profumo,
affogava negli odori di fumo e di alcool che infestavano i
miei vestiti. La prima cosa che ho fatto, dolorosissima,  stata
spogliarmi e ficcarmi sotto la doccia. L'acqua mi  piovuta addosso
come acido, specialmente sul ginocchio dove avevo una
sbucciatura piuttosto brutta, d'origine ignota.
Pausa per il pranzo. Ho un bisogno enorme di liquidi.  la
prima volta che mi occorrono pi di ventiquattro ore per riprendermi
da un party. Scendo a terra sulla scala a pioli e trovo
due uomini. Uno sta uscendo dalla scuola elementare dove lavoro.
L'altro  fermo ad attendermi. Sono poliziotti in uniformi
marroni, quindi non del posto: i nostri sono vestiti di blu.
Jonathan Soliday? Ha parlato il pi alto dei due. Sembra
scoppiare nell'uniforme: bicipiti grossi cos, mani sulla cintura,
occhiali da sole a specchio. L'altro  nero, pi basso, un po' di
pancia, braccia conserte.
S, rispondo. Guardo l'auto nel parcheggio. Una berlina
bianca con scritte in oro.
Siamo vicesceriffi, signor Soliday, dice l'uomo pi alto.
Nella contea di Summit c' qualcuno che vuole parlarle.
Di cosa? Socchiudo gli occhi nella luce del sole, tento di
dare l'impressione di non avere la pi pallida idea.
Quanti anni ha, figliolo?
Diciassette.
Il vicesceriffo fa una smorfia. Sembra deluso. Mi punta contro
l'indice. Si giri, figliolo. La prendiamo in custodia. La trasportiamo
alla contea di Summit.
Perch? imploro, senza muovermi. Qual  l'accusa?
Adesso si volti, signor Soliday, e tenda le mani all'infuori.
Obbedisco. Il vicesceriffo mi afferra una mano e mi mette le
manette ai polsi. L'accusa  omicidio, figliolo, dice.
Si-gnor Soliday. Tru canta le parole al telefono.
Grant...
Non so come te la sia cavata, fratello mio...
Stammi a sentire.
... Ma spero ne sia valsa la pena.
Grant, chiudi il becco e stammi a sentire. Mi hanno arrestato.
Cosa?
Sta' zitto e ascolta... Abbasso la voce di un'ottava. Sto
usando il telefono a gettoni di una camera di detenzione dello
sceriffo di contea. Gina Mason, quella ragazza...
Silenzio, dapprima. A Grant non pu certo far piacere apprendere
che esiste qualche rapporto tra le forze dell'ordine e
Gina. La ragazza dell'altra sera, dice cauto.
Giusto.  morta. Defunta.
 morta e pensano che tu abbia qualcosa a che fare...
Pensano che io l'abbia uccisa.
Grant esplode in una risata. Poi fa una pausa. Mi stai prendendo
per il culo?
No, ti giuro...
Dove ti trovi, Jon?
Sono nell'ufficio dello sceriffo, Grant. Mi spediscono alla
contea di Summit per interrogarmi.
Cazzo... Un pesante respiro dall'altro capo del filo. Non
stai scherzando, eh?
 una cosa maledettamente seria.
L'altra notte sei riuscito ad arrivare a casa di Gina?
S. Ci sono stato. Mi sono...
Fermo, Jon. Non dire altro. Aspetta. Aspetta un secondo.
Lasciami riflettere.
Mi giro e guardo uno degli agenti, che probabilmente sta
ascoltando quello che dico.
Bene. Ecco cosa facciamo. Ti procuriamo un avvocato. Subito.
Un avvocato.
Ma io non conosco nessun...
Per la miseria, Jon, chiudi il becco un secondo. Mio padre
ne conosce un centinaio. Ne mandiamo uno l immediatamente.
Emetto un gemito. I miei moriranno.
Non c' bisogno di mettere in mezzo i tuoi. Se hai un avvocato,
non credo ti servano i tuoi.
Sei sicuro?
Al momento non sono sicuro di niente, Jon. Mandiamo subito
un avvocato da te.
Me ne sto il pi tranquillo possibile per un paio d'ore, in attesa
dell'avvocato che i Tully mi manderanno. Mi sforzo di ricomporre
il puzzle, il mormorio dei ricordi di due notti fa.
Probabilmente non dovresti essere qui, ha detto Gina.
Vuoi che me ne vada?
Puoi restare per un po'.
Cosa penser il tuo ragazzo?
Non  proprio il mio ragazzo. E io non sono di sua propriet.
Il resto sono frammenti. Ci spogliamo, ci buttiamo prima sul
letto, poi cadiamo sul pavimento. Il tempo , era, indecifrabile,
ma credo di avere tenuto duro parecchio, nello stato in cui mi
trovavo. Non  andata come le altre volte, una cosa goffa e incerta.
 andata a tutto gas, fremiti, capelli stretti tra le dita, unghie
che correvano sulla schiena. Dopo essere venuto le sono
crollato addosso. Penso che ci siamo addormentati l, sul pavimento.
 l'ultima cosa che ricordo, a parte l'essere piombato
gi dalla finestra a un certo punto, sull'erba davanti alla camera
da letto.
Per lei non dormiva. Era morta.
Rabbrividisco all'idea, ma nello stesso identico modo di chi
vede una scena grottesca in un film. Non ho reazioni. Non sapevo
che fosse morta. Non ho rapporti con quella realt. Il che
non ferma le lacrime; non le ha fermate nelle ultime due ore.
Per credo che siano per me, non per Gina.
Passi. Un uomo si avvicina alla cella. Ti facciamo uscire,
mi comunica con scarso entusiasmo.
Sono stupefatto, ma resto muto mentre il vicesceriffo apre la
porta e mi guida in un'altra stanza. C' un uomo, in piedi.
Jon Soliday? chiede. Jeremiah Erwin. Sono il suo avvocato.
Il signor Erwin  alto, grave; un viso solcato da rughe, capelli
sale e pepe. Porta un completo nero a righe, camicia bianca,
cravatta rosso acceso.
Gli stringo la mano. L'hanno chiamata i Tully?
S, infatti. La riporto a casa.
Indietreggio di un passo, mi godo un attimo di ebbrezza.
Sono libero di andarmene? Credevo di essere in arresto.
Erwin scuote la testa. No. L'hanno solo presa in custodia
per trasferirla alla contea di Summit. Al momento, non  accusato
di niente. Vogliono soltanto interrogarla.
Allora devo andare l?
Per prima cosa usciamo di qui. Erwin mi mette una mano
sulla spalla e mi scorta fuori dagli uffici dello sceriffo. Mi giro a
dare un'occhiata agli uomini che mi hanno catturato, ma nessuno
mi guarda uscire.
Ho parlato con le autorit della contea di Summit, dice
Erwin mentre ci incamminiamo all'esterno. Il sole mi picchia in
faccia. Le ho informate che per oggi lei non fornir alcuna testimonianza.
Magari accetteremo un incontro pi avanti.
Cosa dicono? chiedo.
Erwin non mi guarda, tiene gli occhi puntati a terra. Una
giovane donna, Gina Mason,  stata trovata morta in casa sua.
Dicono che lei le abbia fatto visita la notte prima del rinvenimento
del cadavere. Pensano che lei l'abbia violentata e assassinata.
Si gira verso di me. Il fatto che lo dicano non significa
che sia vero.
Lotto con la nausea e cerco di recuperare tutto il possibile
da quella notte. Il resto del breve tragitto all'automobile  muto.
Erwin guida una Chevrolet, un modello di lusso, e i sedili in
pelle sono un bel sollievo dopo il cemento della cella.
Dove andiamo? domando, una volta in viaggio.
Dai Tully. Dobbiamo parlare. Si volta a guardarmi. Anche
lei e Grant dovete parlarvi.
Grant mi aspetta a casa, sulla soglia. Veste in maniera pi
formale del solito, da festa grande: camicia color panna slacciata
al colletto, bei calzoni. Ha gli occhi orribilmente iniettati di
sangue, i capelli in disordine, il viso segnato dalle stesse lacrime
che sono colate sul mio. Si fa avanti, mi accoglie mettendomi
un braccio attorno alle spalle. Gli tremano le labbra. Soffoco
l'ondata di emozioni e mantengo un'espressione solenne.
La residenza dei Tully non  esattamente ci che ci si aspetterebbe
dalla dimora di una famiglia potente come quella del
senatore Simon Tully. Una villetta anonima a due piani, circondata
da un mezzo acro di prato; sul davanti, un verde modesto,
arbusti piantati in un letto di trucioli di legno. Il che dice parecchio
sulla famiglia Tully, o almeno sul senatore Simon. Non
ama esagerazioni e strilli;  un uomo tranquillo, mortalmente
serio, un uomo che ha elevato la rettitudine allo stesso livello
degli affetti famigliali.
Entro con Grant, ma non vedo il senatore o la moglie. Io
sar l, dice Erwin a Grant, indicando lo studio a fianco della
porta d'ingresso.
Grant mi d una pacca sulla schiena. Rilassiamoci un minuto
e parliamone, propone.
Il soggiorno  aperto. Mi siedo sul divano. Grant prende un
bicchiere di una bibita gassata e si accomoda al mio fianco.
Si schiarisce la gola, tiene gli occhi fissi sul pavimento. Sfrega
le mani. Il signor Erwin vuole sentire la tua storia, attacca.
Quindi dobbiamo chiarirci le idee.
Io non ho nessuna storia, ribatto. Non c' molto da dire
quando i ricordi sono un buco nero.
Grant sospira. Si agita un attimo, apre le mani a ventaglio.
Dimmi cosa ricordi, Jon.
Chiudo gli occhi. Sono andato l. Con uno di quei due.
Lyle o Rick.
Lyle, dice Grant. Dev'essere stato lui. Rick ha portato a
casa me.
D'accordo. Allora Lyle. Sono entrato in casa di Gina. Dalla
finestra.
Lei ti ha lasciato entrare?
S. E poi... Insomma, hai capito. Muovo l'indice in cerchio.
Grant fa una smorfia. Davvero? Fino in fondo?
Be', s.
Lui afferra un cuscino dal divano. Ha l'aria di chi vorrebbe
scaraventarlo via.
Ho lasciato prove, mormoro.  questo che ti preoccupa.
Potranno dimostrare che sei stato tu. Rimette il cuscino
sul divano.
Per il sesso, s, sono stato io.
Lyle dov'era?
In macchina, rispondo. Grant sembra confuso. Cio,
suppongo fosse in macchina. Ma adesso che ci penso, come
mai Lyle mi ha portato l per farmi fare l'amore con la sua ragazza?
Grant sottolinea la contraddizione con un cenno della testa.
Penso che ragazza sia un termine un po' forte. Comunque, 
colpa mia, Jon. Quella sera, ho pagato io la... la roba, e Lyle mi
doveva un favore. Gli ho chiesto cosa pensasse di Gina, non mi
 sembrato che ci tenesse poi molto, cos gli ho domandato se
poteva andargli bene che una volta o l'altra tu uscissi con lei.
Un sorriso di scusa. Non intendevo quella stessa notte.
Quindi Lyle mi porta a casa di Gina per saldare il debito
della coca con te. Ges!
E poi, Jon? Dopo che avete fatto l'amore?
Non so. Alla fine le sono cascato addosso. Credo di essere
svenuto. Poi mi sono svegliato e me ne sono andato, immagino.
Per non lo ricordi.
No, ammetto.
E lei? Gina?
Non lo so. Non lo so!  Mi mordo il labbro. Guarda, quando
me ne sono andato lei era fuori combattimento. Dormiva.
Non l'ho svegliata, non ho fatto niente. L'ho lasciata e basta.
Scoppio un'altra volta in lacrime. Mi si chiude la gola. Di
nuovo, non riesco a capire il perch: paura o rimorso?
Grant mi studia. Vedermi crollare lo ha imbaldanzito.
Okay. La sua voce  sorprendentemente forte. Cosa hai detto
a Lyle?
Non ne ho idea, Grant. Ricordo a stento di essere uscito
dalla finestra. Credo che Lyle mi abbia aiutato. Forse.
Lyle, borbotta Grant tra s. Lyle, Lyle, Lyle. Si passa una
mano sul viso. Chiss cosa ha da dire lui.
Chiedo a Grant se Lyle sia stato arrestato o interrogato. Lui
scrolla le spalle. A questo punto, non pu saperne pi di me.
Per dobbiamo scoprire cosa racconta Lyle, aggiunge.
Be'... Torco il collo. Ho le spalle rigide come non mai.
Possiamo dargli un colpo di telefono.
Tu non puoi, Jon. Tu devi tenere la bocca chiusa.
Ha ragione. Probabilmente sono l'ultima persona al mondo
che dovrebbe mettersi in contatto con quel tipo. Ma nemmeno
Grant dovrebbe farlo. D'altronde, chi dice che noi lo conosciamo?
 probabile che uno come Lyle possa raccontare qualunque
cosa per tenersi fuori, osserva Grant.
Non so. Abbasso la testa. Non so proprio cosa fare.
Sento una mano sulla spalla. A Lyle ci penso io, promette
Grant. Tu devi pensare ad altro. O meglio, ricordare altro.
Cio?
Sistema una gamba sotto l'altra, si accoccola contro lo schienale
del divano. Le sue mani sono giunte in preghiera. Cio,
Jon, non puoi raccontare alla polizia che non rammenti nulla di
quello che  successo. Se gli sbirri dicono che l'hai violentata e
uccisa, non puoi rispondere che avete fatto sesso ma non ricordi
i particolari. E non puoi raccontare di non sapere se fosse viva
o morta quando l'hai lasciata. Si china, mi prende un braccio.
Devi dire che avete fatto sesso ma lei era consenziente. E
che era decisamente viva quando tu sei uscito.
Ges Cristo. Quelle parole, per quanto giochino a mio favore,
scatenano una crisi nelle mie viscere. Divento di colpo
claustrofobico. Il mio sguardo guizza nella stanza. L'ho costretta?
Ho... ho stuprato...
No. La voce di Grant  calma ma ferma. Non  da te,
sbronzo o no. La ragazza era d'accordo. Ti ha lasciato entrare,
no?
S. Quello lo ricordo.
Perfetto. Grant agita una mano. Impossibile che tu l'abbia
violentata.
Allora com' morta?
Un'alzata di spalle. Non lo sappiamo. Gli sbirri ti hanno
detto qualcosa?
No.
Allora dovremo scoprire anche quello.
Dicono... I miei occhi si puntano sul soffitto. Dicono che
l'ho costretta. Lei ha fatto resistenza e io l'ho uccisa. Dev'essere
questo che dicono.
Succederanno parecchie cose prima che arrivino ad affermarlo,
mi fa presente Grant. Dovranno fare l'autopsia, no?
Dovranno avere un testimone.
Lyle, bofonchio.
Di Lyle mi occupo io. Grant emette un lento sospiro. E
per l'autopsia, provvederemo.
E cio? chiedo. In che modo... Mi blocco. Grant non
reagisce, non mi guarda. Questa  una cosa, capisco all'improvviso,
che non mi verr mai completamente spiegata.
Tuo padre, aggiungo.
Grant annuisce con aria solenne.
Tuo padre conosce qualcuno nella contea di Summit?
Mio padre conosce tutti. Grant non lo dice con affetto.
Non so. Sospiro. Non voglio finire in un tribunale minorile.
Ma perch non mi limito a raccontare quello che  successo
e poi vediamo come va? Dir che non avrei mai costretto
Gina con la forza. Mi piaceva. Ed  escluso che possa averla
uccisa.
Lo sguardo di Grant potrebbe gelare il sole. Diventa tutto
rosso in faccia. Si inumidisce le labbra prima di parlare. In primo
luogo, comincia piano, con voce tremante, se si tratta di
omicidio ti processeranno come se fossi maggiorenne. Potresti
prendere chiss quanti anni di penitenziario. In secondo luogo,
amico mio, se affermi di non ricordare, non puoi escludere la
possibilit di averla violentata e uccisa. Raccontare che non 
da te non basta, come difesa. Soprattutto perch eri pi fatto di
quanto io ti abbia mai visto.
Si batte le mani sul petto. I suoi occhi sono colmi di lacrime,
non di rabbia, ma di rimpianto.  colpa mia, Jon. Ha un'espressione
stravolta; cadono altre lacrime. Ma non si ferma, nonostante
il dolore. Ti ho presentato io a quella gente. Ti ho
fatto provare io droghe che non avevi mai usato. E poi ti ho abbandonato.
 colpa mia, e rimedier. Non permetter che ti
accada qualcosa. Non perder anche te... Ritrova un minimo
di controllo. Non lascer che accada.
Sta pensando al fratello maggiore, Clayton Tully. Clay  morto
in una collisione frontale tre anni fa. Era a met strada dalla
laurea, un ragazzo di vent'anni intelligente, colto, ambizioso,
bello nel senso pi classico del termine. Grant lo idolatrava.
Per molti versi, Clay metteva totalmente in ombra Grant. Voti
di gran lunga migliori, pi dotato come atleta, pi addentro alla
cerchia della politica.
Faceva moltissimo per il suo fratellino. In parte si trattava
delle cose pi ovvie, consigli e incoraggiamenti. Ma c'era molto
di pi. Clay proteggeva Grant dal peso delle attese del padre.
Una volta, Grant mi ha confessato che suo padre pensava di
passare il proprio seggio al Senato a Clay, quando fosse giunto
il momento. Era una cosa che il suo primogenito voleva. Grant
non la vuole. Lui  pi uno spirito libero, un ribelle, qualcuno
che ha tratto vantaggio dalla situazione rosea nella quale  nato
ma non intende sfruttarla fino in fondo. Non so cosa abbia in
mente per il futuro, per qualche anno fa immaginavo che non
sarebbe mai stato, nella realt dei fatti, niente pi del fratello
del senatore Clayton Tully e del figlio dell'ex senatore Simon
Tully. Con ogni probabilit, gli sarebbe bastato per avere una
bella vita. Se la sarebbe cavata senza infamia e senza lode all'universit,
si sarebbe laureato in legge, sarebbe entrato in uno
studio prestigioso, e avrebbe avuto una marea di clienti ansiosi
di entrare nelle grazie di Clayton. La sua sarebbe stata un'esistenza
facile.
Ma, dopo la morte di Clay, Grant  stato elevato al rango del
fratello. Suo padre non glielo ha mai detto, per Grant pensa
che adesso desideri che sia lui a succedergli al Senato. E Grant
non lo ha mai ammesso, ma io so che la prospettiva lo terrorizza.
In quell'incidente d'auto ha perso pi di un fratello maggiore.
Ha perso la vita che voleva.
Ricordo quell'anno, dopo che Clay mor. Grant divent un
frequentatore ancora pi assiduo di party, cominci a fare uso
di cocaina. Con me, l'amico pi posato, negava, ma a mio giudizio
era quasi alla tossicodipendenza. I suoi voti a scuola, che
gi non erano spettacolari, presero a peggiorare, e lasci perdere
il baseball, per il quale aveva un certo talento.  riuscito a rimettersi
in carreggiata solo nell'ultimo anno. Credo che l'idea
di lasciare casa per andare al college gli abbia dato energia: la
sensazione inconscia che, lontano dal padre, la sua vita possa
tornare a essere davvero sua.
Il suo viso in questo momento mi ricorda l'espressione che
aveva al funerale di Clay. Un insieme di dolore e incredulit e
avvilimento.
Per devi fare la tua parte anche tu, aggiunge. Devi
spiegare che Gina voleva fare sesso con te, e devi spiegare
che quando te ne sei andato ti ha salutato col sorriso in volto.
Si ricompone. Scarica il fardello dell'emozione e si concentra
su ci che lo attende. E lascia che sia io a pensare al
resto.
L'ufficio della procura della contea di Summit si trova in un
edificio a tre piani, nuovo di zecca, che sorge in un viale affollato
per il resto di edifici scalcinati. Il simbolo della giustizia in
una comunit modesta.
Salgo i dodici scalini in marmo a braccetto di Grant. Ai nostri
lati ci sono il padre di Grant, il senatore, e il signor Erwin, il nostro
avvocato. L'imponente ingresso colonnato, le bandiere dello Stato e della contea, i corridoi piastrellati riescono a intimidirmi.
Adesso sediamo nella sala d'attesa di un grande ufficio. Uomini
in camicia e cravatta entrano ed escono con borse e cartelle.
Non hanno tra le mani semplici carte. Maneggiano le vite di
altre persone. Cerco di calmare il cuore giocherellando con la
cravatta. Grant e io siamo in camicia, cravatta e pantaloni eleganti,
per ordine di Erwin. Il nostro avvocato  in tenuta da
combattimento, completo nero a righe e cravatta rosso acceso.
Il senatore Tully porta una camicia di flanella e calzoni cachi.
Grant sta seduto rigido, sull'attenti. Non c' contatto tra suo
padre e lui. Simon Tully tiene le gambe accavallate e le mani
placidamente appoggiate in grembo. Non ho idea di quali conversazioni
siano intercorse tra padre e figlio su questo incidente.
Immagino che molti pensieri si agitino nella testa del senatore,
come quelli sulla pessima pubblicit per se stesso e per il figlio
che un giorno prender il suo posto nell'assemblea legislativa.
Non credo che nella sua mente danzino sentimenti calorosi
nei miei confronti.
Un uomo esce e ci guarda. Signor Erwin? chiede.
Il nostro avvocato si alza. Jeremiah Erwin, risponde. Legale
del signor Tully e del signor Soliday.
Il funzionario della procura  alto e snello, capelli scuri con
spruzzi di grigio, occhi stanchi, mento robusto. Gary Degnan,
si presenta. Al nostro confronto, veste parecchio casual:
camicia di cotone con la cravatta allentata, colletto slacciato.
Provo un certo sollievo.
Prima il signor Tully, dice Degnan.
Grant mi stringe un istante il braccio prima di alzarsi. Jeremiah
Erwin segue lui e il signor Degnan fuori della stanza.
Grant  un testimone perch era con me al party. Non pu raccontare
niente dello stupro e dell'omicidio, per pu parlare
degli eventi prima che ci dividessimo. Il che, in sostanza, significa
che dir come Gina Mason fosse notevolmente sbronza e
molto affettuosa nei miei confronti.
Restiamo il senatore Simon Tully e io. Fissiamo il vuoto. Dopo
l'incidente, non ci siamo mai parlati a tu per tu. Il suo silenzio,
l'assoluta indifferenza che mi dimostra, sono pi che sufficienti
come rimprovero. Non  tipo da scenate. Non si arrabbia
facilmente, e quando accade non alza la voce, non agita le braccia.
Ti fissa con quel certo sguardo. Anche quando non  sotto
la luce dei riflettori,  un uomo pacato. Ha un senso dell'umorismo
caustico: una battuta pungente pronunciata con faccia
seria, solo di rado con un sorriso. D l'impressione di stare
sempre a calcolare, di pianificare in anticipo. Nella sua vita, tutti
si genuflettono, tutti lo chiamano senatore. Persino Grant
lo chiama signore pi spesso che pap.
Vedere Grant e suo padre assieme  sempre stato un po'
strano, e ancora pi dopo che il fratello maggiore di Grant 
morto. Grant non  pi il ragazzino che alla fine viene a miti
consigli, seguendo le orme di Clayton. Adesso  l'erede al trono,
e dopo un periodo di tregua per piangere la morte del fratello,
il senatore Tully  diventato ancora pi esigente con lui.
Grant  stato coinvolto maggiormente nella politica, ha lavorato
alle campagne elettorali, ha fatto di tutto, dal distribuire
volantini porta a porta all'organizzare i gruppi di sostenitori
che devono fare telefonate. Non importa in cosa credano le
singole persone o da dove vengano, l'importante  che siano
democratici. Adesso, Grant sa snocciolare il nome di un capitano
di distretto o di un funzionario della contea pi in fretta
di quanto a me riesca recitare la formazione della nostra squadra
di basket.
Guardo l'orologio appeso alla parete, chiedo conferma a
quello che porto al polso. Grant  via da ventotto minuti.
I tuoi sono brave persone, Jon. Mi giro verso Simon Tully,
che ha spezzato il silenzio. Sta ancora guardando davanti a s,
una gamba sull'altra. Meritano qualcosa di meglio.
S, signore. Ieri sera sono crollato e ho raccontato tutto ai
miei. Non potevo andare avanti a forza di bugie. Ci siamo seduti
in soggiorno, e loro aspettavano ansiosi, dopo che avevo
annunciato di avere qualcosa da dire. Il mio piano prevedeva di
non dare tutte le informazioni, di limitare la confessione a
un'ebbrezza da alcool. Nessun genitore si sorprende se un figlio
sperimenta i liquori. Invece ho vuotato il sacco, solo che
ho lasciato Grant fuori dalla storia della cocaina. Ho proceduto
in ordine cronologico; e, sullo slancio, ho avuto il coraggio
di andare fino in fondo. Ho ammesso di essere sospettato della
morte di Gina Mason.
Non esiste una reazione giusta a cose simili. I miei all'inizio
hanno risposto con l'ira, poi hanno visto le mie lacrime, e allora
hanno ascoltato con disperata intensit, chiedendosi perch
stessi facendo quella confessione. Alla fine, mio padre  crollato;
mia madre  corsa ad abbracciarmi. Abbiamo parlato per
un'altra ora prima che pap chiamasse il padre di Grant. Al
principio, il suo tono era surriscaldato, senz'altro perch la
complicit del senatore nel coprirmi in questi giorni lo imbestialiva,
ma si  calmato quando Tully gli ha spiegato il come e il
perch di ci che sarebbe successo. Alla fine, ne sono certo,
mio padre  stato felice di avere un alleato tanto potente.
Hai parlato per bene con Jeremy? mi chiede il senatore.
Suppongo intenda il signor Erwin. Abbiamo passato in rassegna
la mia storia per ore. Be', pi o meno. Per quanto concerne
gli eventi a casa di Gina ci siamo tenuti sulle generali. Credo
fosse informato del mio vuoto di memoria, e non sembrava
molto contento. Cos ci abbiamo girato attorno, parlando per
ipotesi. Ha detto che potremo definire i dettagli in seguito.
S, signore, rispondo.
Il padre di Grant inspira lentamente. Hai capito tutto?
S, signore.
 un buon avvocato. Si prender cura di te.
Grazie, signore.
Ho promesso a tuo padre che me ne sarei occupato io, e lo
far.
Non so dirle quanto le sono grato.
Il senatore Tully annuisce vigorosamente. Fine della discussione.
Senatore?
S Jon?
Mi spiace moltissimo.
Lui riflette su ci che ho detto. Si inumidisce le labbra e lascia
passare un secondo. Non scusarti con me, Jon. Dovresti
scusarti con tua madre e tuo padre. E non dovresti limitarti alle
parole. Si volta verso di me per la prima volta. Fai in modo
che i tuoi siano orgogliosi di te. Lavora sodo al college e non
cacciarti mai pi in guai del genere. Hai capito?
Sto piangendo. Giro la testa per stemperare l'emozione. S,
signore.
Sento i suoi occhi ancora su di me. Ma lui non dice pi
niente.
Grant torna col signor Erwin.  terreo, ma cammina a testa
alta. Evita il mio sguardo e si siede tra me e il padre.
Jeremiah Erwin mi fa un cenno con la mano. Jon.
Percorriamo un corridoio a pareti bianche e mattonelle, un
ambiente sterile. Sto sognando. Una sera mi azzardo a provare
degli stupefacenti, incontro una magnifica ragazza, e subito dopo
la mia vita si riduce a percorrere un corridoio con un avvocato
difensore. Una notte, e una giovane donna  morta.
Oggi non parlare, mi ammonisce Erwin. Non aprire la
bocca.
D'accordo. Superiamo un paio di uomini eleganti che
camminano a passo deciso. Grant ha parlato?
Grant ha fatto la sua parte, mi risponde. Ma la tua situazione
 diversa. Rilascerai una deposizione pi avanti. Fa' parlare
me.
Ci fermiamo in una sala riunioni dove il signor Degnan siede
con davanti un taccuino giallo, aperto. Ci fa un cenno quando
entriamo. Accomodatevi, dice. Mi porge la mano. Mi chiamo
Gary Degnan, signor Soliday.
Gli stringo la mano e dico: Lieto di conoscerla, signore.
Sono un investigatore dell'Unit Crimini Violenti e Sessuali
dell'ufficio della procura distrettuale della contea di Summit.
Le  chiaro?
Guardo Erwin, che annuisce. S, signore, rispondo.
Stiamo indagando sullo stupro e sull'omicidio di una giovane
donna di nome Gina Mason. Le  chiaro?
S, signore.
Erwin alza una mano. Il mio cliente comprende la natura
delle indagini. Al momento non risponder ad alcuna domanda.
Degnan fa una smorfia. I suoi occhi si spostano lenti da me
al mio avvocato. Qualcuno taglier la corda, dice. O lei, o il
signor Cosgrove.
Allude a Lyle. Al party non ho mai sentito il cognome.
Erwin fa una pausa. Ho parlato con l'avvocato del signor
Cosgrove. Non vedo prove valide d'accusa. Contro nessuno dei
due ragazzi.
Allora suppongo che correrete i vostri rischi.
Mi pare lei volesse prendere qualche campione, dice
Erwin.
Degnan ha ancora l'espressione acida, ma si  un po' sgonfiato.
Si gira verso di me. Preleveremo campioni del suo sangue,
dei capelli, della pelle e dell'urina. Adesso. Il suo avvocato
glielo ha spiegato?
S, signore.
Bene. Degnan chiude il taccuino e si alza. Verr subito
qualcuno. Si dirige alla porta, poi si gira. Mi permetta di dare
un consiglio a lei e al suo avvocato, signor Soliday. Non arrivate
per ultimi a concludere un accordo. L'ultimo perde sempre.
Aspetta una risposta per un istante, ma nessuno di noi
due parla.
Ceno in silenzio coi miei. Sposto pollo e patate da un lato del
piatto all'altro. Non c' conversazione. Aspettiamo la telefonata.
Che arriva puntuale, alle sei e trenta.
Vado da solo, dico. Ne abbiamo discusso. Mio padre vorrebbe
accompagnarmi, ma per qualche motivo mi ha permesso
di gestire la cosa direttamente coi Tully e con Erwin. Di certo
rispetta ci che il senatore ci offre, per potrebbe insistere per
venire con me. La sua acquiescenza ha introdotto una nuova
sfaccettatura nel nostro rapporto. Grazie a una logica distorta,
questa crisi ha permesso a mio padre di vedere in me, per la
prima volta, un adulto. Il che, unito alla miriade di rassicurazioni
di Simon Tully, lo ha indotto a tirarsi indietro. Mia madre
 un'altra storia. Mi presta attenzioni come non ha pi fatto da
quando ero bambino. Praticamente mi segue per tutta la casa;
cerca di darmi spazio ma vuole disperatamente circondarmi di
uno scudo protettivo.
La mia famiglia ha ricevuto una doccia fredda di realt,
ognuno di noi a modo suo. Io sono diventato adulto non perch
ho iniziato l'universit o mi sono trovato un lavoro o una
moglie, ma perch sono stato accusato di omicidio. I miei mi
trattano da adulto perch la legge mi tratter da adulto.
Un misto, ma nell'insieme buone notizie, mi annuncia
Grant quando viene ad aprirmi. Mi stringe il braccio e indica
con la sinistra lo studio. Vai a parlare.
Jeremiah Erwin si alza dal divano. Indossa come sempre un
completo scuro, non ha nemmeno la cravatta allentata. Il vestito
 grigio, lucido; camicia azzurra e cravatta giallo acceso. Di
certo mi d l'impressione di essere in mani capaci.
Ci stringiamo la mano. Mi accomodo in poltrona. Scambiamo
banalit con l'impaccio delle comunicazioni tra adulti e teenager.
Meglio venire al punto, fa lui. Ha diversi documenti sistemati
sul tavolo in vetro. Il test del seme  positivo. Il DNA del
sangue corrisponde.
Okay. Cerco di apparire imperturbabile. Non  una sorpresa.
Per suppongo non sia nemmeno una buona notizia.
L'autopsia  stata piuttosto inconcludente. Erwin legge dal
referto. La ragazza  morta per emorragia interna. Alza la testa
dai fogli. Un modo per dire che  stata soffocata dal proprio
vomito. Una reazione comune a un'overdose.
Un'overdose.
Chiamala come preferisci. Aveva nel sangue tassi elevati di
marijuana, cocaina e alcool.  svenuta e ha vomitato. Era
sdraiata sulla schiena ed  rimasta soffocata.
Quindi... Apro le mani. Non c' omicidio.
 questa la nostra posizione. Per c' dell'altro.
Ah...
Contusioni sulla nuca e sul retro del collo.  possibile che
sia stata aggredita e abbia vomitato mentre lottava.
Ricordo di essere caduto dal letto con Gina. L'immagine 
vivida. Per pensavo di avere subito io il grosso dell'impatto.
Non ricordo proprio. Comunque, in quello stato, la mia sensibilit
fisica era minima.
Quindi sarebbe omicidio, sussurro.
Pu darsi. Lui mette gi il referto. Per, perch la storia
regga, prima ci vuole uno stupro. E tu non l'hai stuprata.
Vorrei avere lo stesso livello di certezza dell'uomo che mi difende.
Ammetto che le sue parole danno una certa sicurezza.
L'altro ragazzo conferma la tua versione, aggiunge.
Lyle?
Esatto. Lyle Cosgrove. Afferma di averti scaricato a casa della
ragazza.  rimasto ad aspettare in auto, tu sei entrato e hai
fatto quello che hai fatto. Del rapporto sessuale non sa niente di
preciso, per dice che dopo un po' ti ha raggiunto alla finestra e
tu stavi salutando Gina. Lei ti ha dato il bacio dell'arrivederci.
Merda santissima, mormoro. Mi sento attraversare da una
sensazione non familiare, qualcosa di vicino a un senso di salvezza.
Salvezza in senso legale, per lo meno. Non ci sono prove
a mio carico. Ne posso uscire. Ma qualcosa dentro di me smorza
le fiamme dell'euforia. Non ho idea di quali corde abbia tirato
Grant per fare dire a Lyle ci che ha detto. Forse racconta
la verit. Voglio crederlo con tanta forza da soffrirne. Ma non
posso scartare la possibilit che mi stia coprendo, in cambio di
qualcosa d'ignoto offerto dalla famiglia Tully.
Nella contea di Summit, continua l'avvocato, tengono
quella che definiscono informativa per i casi minorili che potrebbero
portare a imputazioni da maggiore et.  come un'udienza
preliminare nel nostro Stato, per non presiede un giudice.
Viene gestita dall'ufficio della pubblica accusa. Mi guarda.
Mi segui?
Pi o meno.
Perfetto. Si sposta sul divano. Prima di perseguire un minorenne
come fosse maggiorenne, l'accusa tiene l'informativa
per decidere se procedere. Ascolta tutte le prove e prende una
decisione.
Mi processeranno come fossi maggiorenne? Conosco gi
la risposta. Ma chiederlo mi riporta a diverse settimane fa,
quando ignoravo la risposta, quando ero innocente. Voglio tornare
all'innocenza.
S, risponde Erwin. Per omicidio? Senza dubbio. Ti manca
solo un anno alla maggiore et.  una cosa semplice. Soppesa
la mia reazione, la forza delle proprie parole. Ma questa 
la nostra occasione di stroncare tutto sul nascere. Non hanno
ancora deciso di incriminarti.  la nostra occasione di convincerli
a non farlo. E quest'udienza  confidenziale, a porte chiuse.
Se riusciamo a convincerli a non procedere, la vicenda non
diventer mai di dominio pubblico.
Il mio ottimismo  tiepido. Che possibilit abbiamo?
Buone, forse eccellenti. Erwin si china in avanti. Il coroner
ha fatto la sua parte. L'altro ragazzo ci d una mano. Non
hanno testimoni. C' un solo testimone che ti possa spedire in
carcere. Mi punta addosso lo sguardo.
Messaggio ricevuto.
Sei pronto a dare la tua testimonianza, Jon?
Stringo forte le mani. Sono pronto.
Mi aspettavo un'aula di tribunale e invece siamo in una sala riunioni.
Il mio avvocato e io sediamo a un'estremit di un lungo
tavolo. Al capo opposto, due persone conferiscono pacatamente.
Uno  Gary Degnan. L'altro  un certo Raymond Vega. Conosce
il mio avvocato, Jeremiah Erwin; l'ho capito da come si
sono salutati quando siamo entrati.
Accanto a Vega siede una donna con una piccola macchina
per scrivere. Trascriver tutto ci che verr detto. Vega le fa un
cenno, e la donna comincia a battere sui tasti.
Raymond Vega, viceprocuratore della contea di Summit, e
con me c' Gary Degnan, investigatore dell'Unit Crimini Violenti
e Sessuali. Ci troviamo qui oggi per il caso numero 79-JV-1024.
La pubblica accusa della contea di Summit condurr
un'informativa su un crimine nel quale  coinvolto un minore,
in base all'articolo 24B-18 del codice penale. Il nostro scopo
oggi  appurare se esistano prove sufficienti a carico di Jonathan
Soliday, minorenne, per le possibili accuse di violenza
sessuale e omicidio. Il minorenne, il signor Soliday,  presente
col suo difensore, il signor Jeremiah Erwin.
Resto muto, ovviamente, ma una lama di terrore mi trafigge
quando il viceprocuratore si schiarisce la gola. Cominciamo
col rapporto del coroner della contea, Vincent Cross. Guarda
la dattilografa. Chiamiamolo reperto uno. Signor Erwin, lei ne
ha una copia?
S, grazie, avvocato.
Abbiamo concordato che non sia necessario chiamare a testimoniare
il coroner, dice Vega. La causa del decesso indicata
nel reperto uno  asfissia provocata da un'emorragia interna.
Il rapporto conclude che la defunta  soffocata dopo
aver vomitato mentre era coricata sulla schiena. I suoi occhi
scorrono il documento. Il rapporto registra livelli molto elevati
di alcool, cannabis e cocaina nell'organismo della defunta.
Il rapporto nota che sono state rinvenute contusioni sul collo e
alla base del cranio della defunta. Comunque, il coroner non
sa stabilire se queste contusioni abbiano qualche legame con
la morte.
Volta pagina e legge. Ci sono prove di un rapporto sessuale
prima della morte. Nel canale vaginale  stato rinvenuto seme
che conteneva sangue 0 negativo. Non si riscontrano prove
esterne o interne che indichino uso della forza nel corso del
rapporto sessuale. Alza gli occhi dal foglio. Nessuna prova di
stupro.
Il mio cuore ha un sussulto.
Il viceprocuratore sospira, torna al referto. In breve, il coroner
ritiene molto probabile che il vomito che ha portato all'asfissia
sia stato provocato dalla combinazione di sostanze intossicanti
nell'organismo della defunta, piuttosto che da violenze
che possano eventualmente essersi verificate nel corso del rapporto
sessuale.
Vega mette gi il referto e ne passa una copia alla dattilografa.
Prego la stenografa della corte di contraddistinguere il referto
del coroner come reperto uno.
L'investigatore, Gary Degnan, mi scruta con occhi freddi.
Distolgo lo sguardo e mi concentro sul viceprocuratore, Raymond
Vega.
Per il capo di violenza sessuale, abbiamo dichiarazioni giurate
presentate dal difensore del minorenne, signor Erwin, il
quale ha prodotto cinque dichiarazioni giurate di uomini che
asseriscono di avere avuto rapporti sessuali con la defunta.
Chiameremo queste dichiarazioni reperto cumulativo due.
Degnan si china su Vega e gli sussurra qualcosa. Oh, s, dice
Vega. Sappiamo tutti che non stiamo applicando le consuete
norme sulle prove. Al processo, se ci sar, il Popolo si opporr
all'ammissione di queste testimonianze come prove, di
certo in forma di dichiarazioni giurate, ma anche se fossero presentate
da testi in aula. D'altro canto, sappiamo che in base a
precedenti stabiliti in questo Stato le prove sulla vita sessuale
della defunta sono rilevanti ai fini di stabilire se sia stata consenziente
o no in questa particolare occasione. Dato che uno dei
capi d'accusa da appurare  la violenza carnale, queste prove
verranno ammesse per la nostra informativa. Sfoglia i documenti.
Per gli atti, le dichiarazioni giurate del reperto cumulativo
due sono di Steven Connor, Henry Coder, Harold Jackson,
Blair Thompson e Jason Taggert. Non le legger per intero perch
verranno allegate agli atti. Ne riferir in sommario.
Si schiarisce la gola. Il signor Connor dichiara di avere avuto
il primo rapporto sessuale con la defunta quando lei aveva
sedici anni. Riferisce di avere avuto rapporti con lei in oltre una
dozzina di occasioni su un arco di tre settimane. Il signor Coder
dichiara di avere praticato sesso orale e vaginale con la defunta
in cinque diverse occasioni, mentre la defunta usciva...
dice esattamente cos... mentre la defunta usciva con un'altra
persona, il signor Harold Jackson. Il viceprocuratore fa una
smorfia e gira pagina. Il signor Jackson conferma questa infedelt
e dichiara di avere avuto oltre quaranta rapporti sessuali
con la defunta su un periodo tra i quattro e i cinque mesi, e che
per loro non era insolito praticare sesso dopo avere assunto assieme
marijuana. Il signor Thompson asserisce di avere praticato
sesso con la defunta circa due dozzine di volte, a casa di entrambi,
sul posto di lavoro di lei, e sull'automobile di lui. Aggrotta
la fronte. Bene. E il signor Taggert dichiara di essersi
impegnato in... atti sessuali con la defunta dal novembre dell'anno
scorso a oggi in pi di cinque occasioni. Alza gli occhi.
Prego di notare che la defunta aveva solo diciannove anni al
momento della morte.
Vega guarda il mio avvocato. Penso che adesso possiamo
chiamare il signor Cosgrove, dice.
Gary Degnan lascia la sala. Guardo Erwin, che non parla,
ma fa un cenno rapido con la testa. Io, pi che altro, soffoco
emozioni contrastanti. Quello che ho sentito sinora  positivo.
I risultati dell'autopsia non giustificano un'accusa di stupro od
omicidio. E non pare nemmeno che Gina Mason fosse riluttante
ai rapporti sessuali. E c' dell'altro: il ritmo della procedura.
Vega sta presentando le prove con estrema efficienza, quasi abbia
fretta di concludere.
Lyle viene scortato in sala riunioni.  rapato a zero. Indossa
una polo rossa e jeans. I suoi occhi incrociano i miei e si staccano
subito. Rivederlo per la prima volta da quella sera mi smuove
qualcosa dentro, una reazione che non so identificare, un
prurito che non posso grattare. Annuisce al viceprocuratore
senza entusiasmo, senza mostrarsi intimidito.  una figura minacciosa:
braccia robuste, espressione decisa. Un tipo duro,
molto duro, anche in questo ambiente. Tiene il viso rivolto verso
gli accusatori; il mio avvocato e io lo vediamo di profilo.
La stenografa di corte faccia giurare il testimone.
La donna si alza e fa giurare Lyle Cosgrove.
Dica il suo nome per intero.
Lyle Alan Cosgrove.
Domicilio?
Benjamin quattrocentootto.
Qui a Lansing?
S.
Nella contea di Summit?
Esatto.
Quanti anni ha?
Diciassette.
Frequenta le scuole superiori?
No. Ho smesso di studiare. Lavoro nell'edilizia-
Bene. Adesso veniamo ai dettagli.
Cosgrove racconta di essere andato a quel party con Gina
Mason. Dice che non era la sua ragazza, per aveva combinato
qualcosa con lei (poi specifica che si  trattato di rapporti
sessuali) diverse volte negli ultimi mesi. Schiocca le nocche e si
agita sulla sedia, ma d risposte molto dirette.
Arriva al party nel party che ha avuto luogo al primo piano.
Ci siamo fatti un po' di erba, riferisce. Io, Grant, Jon e
Gina abbiamo fumato erba. Non fa il nome di Rick. Meno testimoni
ci sono, meglio , ho saputo dal mio avvocato, specialmente
se il testimone  uno spacciatore. Abbiamo bevuto birra,
fumato quattro o cinque spinelli. Poi salta fuori che qualcuno
ha della cocaina. Cos ce ne facciamo un po'. La coca l'abbiamo
presa solo io, Jon e Gina.
Grant  stato lasciato fuori dalla storia della cocaina. Un regalino
che si  concesso. Sono pi che disposto a dargli corda:
un piccolo favore, a paragone di ci che ha fatto per me. Prevedibile.
Non potr mai ammettere con suo padre di avere sniffato
coca. Gi  brutta la marijuana, ma la cocaina... Grant proprio
non potrebbe. Se siamo andati alla contea di Summit, ormai
mi  chiaro,  perch Grant voleva un posto dove fare quello che preferiva in assoluto anonimato.
E recepisco anche un'altra informazione che cerco di rimuovere
dalla mente, almeno per ora, e forse per sempre. Lyle sta
raccontando una storia fittizia. Ha gi mentito, il che significa
che tutto o quasi nella sua deposizione potrebbe essere falso. E
se deve mentire sulla verit, allora qual  la verit?
Quanta cocaina? chiede Vega.
Lyle scrolla le spalle. Non so. Forse qualche grammo. Eravamo
tutti piuttosto fatti.
Approfondiscono la questione. Lyle passa in rassegna tutte
le persone presenti nella stanza, meno Rick e Grant, e stima
quante piste di cocaina abbiano risucchiato nelle narici. Vega
procede nello stesso modo con birra e marijuana. Poi passano
alla fine del festino.
Ci siamo divisi, dice Lyle. Gina  uscita per prima ed 
tornata a casa. Grant se n' andato quando siamo usciti noi.
Jon e io abbiamo fatto un salto a casa di Gina.
Perch?
Gina aveva detto a Jon di farsi vivo pi tardi. Lui non conosceva
la strada, cos l'ho accompagnato io.
E perch mai doveva portare Jon a trovare la persona che
lei aveva accompagnato al party, signor Cosgrove?
Perch era in debito con Grant per la cocaina, e di Gina Mason
non gli fregava un cazzo. Non mi aspetto di sentire questa
risposta.
Un'altra alzata di spalle. Non saprei.
Non sa? incalza Vega. Non sa perch ha accompagnato il
signor Soliday a casa della ragazza che era con lei? Apre le mani
a ventaglio. Ha detto che non era la sua ragazza, esatto?
Naa. Non lo era. Non mi importava niente di lei.
Il viceprocuratore non sembra molto colpito. E poi?
Jon  entrato a casa di Gina.  rimasto dentro circa mezz'ora.
E intanto lei cosa ha fatto?
Be'... Lyle scrolla le spalle. Un paio di sigarette, una birra.
Ho ascoltato sullo stereo una cassetta che avevo appena
comperato. Per un po' potrei anche essermi addormentato.
Cos' successo dopo questa mezz'ora circa?
Mi sono stufato di aspettare, cos sono andato alla finestra
della camera di Gina, su un lato della casa. Volevo bussare, ma
Jon stava per uscire. Stava salutando Gina. Con un bacio.
Dava il bacio dell'arrivederci alla defunta.
S.
E poi?
Poi niente. L'ho riportato a casa. Quindi sono andato a casa
anch'io.
Il viceprocuratore annuisce, scrive qualche appunto. Signor
Erwin, domande?
Solo un paio, signor Vega, se permette.
Prego.
Signor Cosgrove, comincia il mio avvocato, mentre eravate
nella stanza al primo piano a quel party, Gina ha per caso
mostrato di trovare attraente il signor Soliday?
Lyle fissa per un minuto Jeremiah Erwin. Lo toccava un
po'. A un certo punto gli ha messo una mano sull'uccello.
Guarda Vega. Scusi.
Gli ha posato una mano sull'inguine?
S, giusto. Lyle punta l'indice su Erwin.
Pu riferirci le esatte parole di Gina quando le ha detto che
desiderava rivedere il signor Soliday?
All'incirca, digli di fare un salto da me. Digli che lo aspetto.
Nient'altro. Grazie.
Grazie, signor Cosgrove, dice Vega, poi, rivolto al mio avvocato:
Pensavamo di convocare come secondo testimone il
fratello di Gina Mason, Billy. Ha otto anni.  stato lui a chiamare
la polizia per riferire la morte della sorella. Lo dice il rapporto
della polizia, che... Lo presento come reperto tre, visto
che ci siamo arrivati. Lo porge alla dattilografa. E contrassegniamo
come reperto quattro il suo colloquio con la polizia.
Alza una mano quando il mio avvocato fa per parlare. Con
l'ovvio sottinteso del problema della diceria.
Doppia diceria. Sia messo agli atti, ribatte Erwin. L'investigatore,
Degnan, digrigna i denti.
Erwin, per seguire la tesi dell'accusa, si  portato un raccoglitore
di documenti. Lo apre e va al colloquio della polizia con
Billy Mason. Non  un gran che. Billy ha otto anni. Ha chiamato
il pronto soccorso di un ospedale locale alle 5,22 del mattino,
dicendo che sua sorella non respirava. La polizia ha cercato
di parlare con lui pi tardi, quel mattino stesso, a casa sua. Vega
legge il contenuto del breve rapporto, che seguo sul foglio di
Erwin.
Billy era inerte, al massimo incoerente. Non era in grado di discutere
gli eventi della notte precedente. Sua madre, Virginia Mason,
ci ha proibito di proseguire con le domande dopo quindici minuti.
24/6/79.
...
.
...
Billy non appariva in buona salute. Aveva perso peso, come ci ha
confermato la madre. Non  rimasto del tutto inerte alle nostre domande
ma non  riuscito a fornire alcun dettaglio sull'episodio. Ha
riferito di avere trovato la sorella morta il mattino in questione ma
di essere stato immerso nel sonno nel momento in cui si svolgevano
gli eventi, alle prime ore del mattino. La madre ha dichiarato
che Billy non sarebbe stato disponibile per venire interrogato nel
corso delle indagini e ci ha chiesto di non porgli altre domande.
Billy aveva sul corpo diversi tagli provocati da quello che doveva
essere un coltello a lama non seghettata: due sul braccio sinistro,
uno sotto la clavicola, lunghi all'incirca tra i cinque e i sette centimetri,
ma non ha saputo spiegarcene l'origine. Le ferite erano recenti
e probabilmente autoinflitte. La signora Mason ha confermato
di avere trovato il figlio intento a infliggersi le ferite ieri. Ha detto
che Billy sta ricevendo supporto psicologico e che nell'immediato
futuro non verr lasciato solo in casa.
Cristo onnipotente, borbotto, anche se non  la prima volta
che vedo quel rapporto. Cercava di suicidarsi? O voleva solo
punirsi? Io sono parte di ci che gli  accaduto?
La signora Virginia Mason, madre della defunta e del bambino,
ci ha detto che Billy non testimonier. Il viceprocuratore
Vega appoggia le mani di fronte a s. Abbiamo il potere di
imporre la presenza di testimoni a nostra discrezione. Sceglieremo
di non farlo nei confronti di un bambino, viste le obiezioni
della madre e soprattutto considerate le circostanze. Non
trarremo alcuna conclusione, favorevole o sfavorevole, dal rifiuto
a testimoniare. Non ci abbandoneremo a ipotesi. Ci che
possiamo mettere agli atti  che Billy Mason  stato ricoverato
in ospedale per cure e terapia psicologica intensiva. Sospira.
Procediamo.
Conferisce brevemente con Degnan. Mentre Vega dimostra
scarse reazioni emotive, l'investigatore appare piuttosto scontento
della situazione. E tetro, come soleva dire uno dei miei
insegnanti.
Il viceprocuratore si gira verso il mio legale. Avvocato, abbiamo
terminato?
Erwin si schiarisce la gola. Vorrei chiamare a testimoniare il
mio cliente, Jonathan Soliday.
Molto bene. Signor Soliday, per favore, si accomodi al banco
dei testimoni. Signor Erwin? Vega indica una sedia vicino a
s. Suppongo per averci vicino alla stenografa.
Mi alzo su gambe incerte e, mesto, mi sistemo sulla sedia dove
poco fa c'era Lyle Cosgrove. Sono relativamente calmo mentre
attendo le domande del mio avvocato.
La stenografa mi guarda. Giura di dire la verit, tutta la verit,
e nient'altro che la verit?
Lo giuro, dico. Dio, aiutami.
A questo punto potrei sostenere l'interrogatorio senza la presenza
dell'avvocato, tanto lo abbiamo provato. Gina ha flirtato
con me al party. Mi ha stretto l'inguine sotto gli occhi di tutti.
Ha detto che ci saremmo rivisti pi tardi. Cos Lyle e io siamo
andati a casa sua. Lei mi ha invitato a entrare e abbiamo fatto
sesso. A un certo punto, siamo caduti dal letto, lei ha battuto la
testa, il che spiega le contusioni. Pi tardi ci siamo salutati. L'ho
baciata, con Lyle fuori dalla finestra, poi Lyle e io siamo ripartiti
assieme.
E la signorina Mason ha mai stabilito un contatto fisico con
lei, a quel party?
S. Mi ha passato una mano sulla gamba.
Dove si  fermata?
All'inguine.
Nel testimoniare, tengo lo sguardo puntato oltre la finestra,
dietro Vega e Degnan. Non riesco a guardare il mio difensore e
nemmeno l'accusa. Mi concentro sul parco pi gi, dove una
giovane donna fa dondolare il figlio su un'altalena. Il bimbo 
piccolo, e a quanto capisco implora la madre di spingere pi
forte, proiettarlo in alto. Scalcia per darsi pi slancio.
Ho la voce piatta, priva d'inflessioni. Mi limito a raccontare
nudi fatti che onestamente non posso dire di ricordare.
Quindi,  nella camera da letto della signorina Mason. Pu
dirci chi ha iniziato l'attivit sessuale?
Lei.
Ci spiega meglio?
Si  tolta la camicia da notte. Sotto era nuda. Mi ha slacciato
i pantaloni e me li ha levati.
E poi cosa ha fatto?
Ha cominciato a... ha cominciato con la bocca...
Ha praticato sesso orale su di lei, Jon?
S.
Non sapr mai cosa sia successo tra Gina e me. Non sapr
mai cosa ho fatto. So che se ho fatto qualcosa, ed  persino difficile
pensarlo, se ho provocato la sua morte, non ho mai creduto
di poterne essere capace. Debbo presumere che si sia trattato
di un evento del tutto involontario, un incidente da attribuire
ad atti sessuali sotto l'influsso di alcool e droga o a un'esplosione
d'ira nata da uno stato d'intossicazione totale. Non
sono io. Non sono quella persona.
Mi ha dato l'arrivederci con un bacio e mi ha chiesto di rifarmi
vivo, una volta o l'altra.
Era in piedi? O seduta? O coricata?
In piedi. Mi ha baciato.
 successo nient'altro?
Le ho chiesto se voleva che restassi, per parlare, fare qualcosa.
Lei cosa ha detto?
Ha detto che aveva bisogno di dormire. Ha detto che avvertiva
un senso di nausea. Come stesse per vomitare.
Aveva la nausea? Pensava di poter vomitare? 
E poi lei se n' andato?
Esatto.
Adesso tocca a Vega interrogarmi, e non cerca di farmi lo
sgambetto. Probabilmente non potrebbe nemmeno se volesse,
ma mi  chiaro che non ci prover. Conferma il mio racconto,
getta le basi per l'inevitabile conclusione: la procura della contea
di Summit non processer Jonathan Soliday per la morte di
Gina Mason. L'inchiesta verr chiusa.
Una parte di me disapprova quello che Grant ha fatto, con
l'aiuto del potere politico di suo padre.  arrivato al procuratore.
 arrivato al coroner.  arrivato a Lyle Cosgrove. Forse  arrivato
al fratello di Gina, Billy. Per non posso sfuggire alla
realt: io accetto il suo aiuto. Non voglio andare in galera. Non
voglio rovinarmi la vita. Ho diciassette anni. Potrei anche aver
commesso qualcosa di orribile, ma non ne sono certo, e voglio
concedermi il beneficio del dubbio.
Jeremiah Erwin mi scorta fuori dall'edificio. Solo quando
siamo all'esterno d voce al proprio ottimismo. Ce la faremo.
Sono giovane ma non stupido. Era una conclusione prevista dal
momento in cui siamo entrati. Gina Mason era solo una giovane
nullit, e io ho amici nelle alte sfere.
Decideranno entro la prossima settimana, dice il mio avvocato.
Dopo di che, si spera che tu possa lasciarti tutto questo
alle spalle.
Lo far. Il tempo porter tante cose. Porter un manto, un
dolce smorzarsi di paura e dolore e senso di colpa. Porter anche
lo svanire dei pochi ricordi che posseggo, e con quello l'inevitabile
revisionismo. Tra un anno, ricorder questo episodio
come un errore infantile che forse, solo forse, ha provocato
una cosa davvero brutta. Tra cinque anni mi racconter che
ero completamente fatto e non realmente responsabile delle
mie azioni, e poi, chi pu dire cosa sia effettivamente successo?
Tra vent'anni sar la storia avuta subito dopo il diploma
con la pollastra facile che portava short e tacchi alti, che mi ha
preso l'uccello ed  soffocata dopo un'overdose, morte di cui
per poco non davano la colpa a me.  questo che mi spaventa.
Non voglio dimenticare. Non voglio fare revisioni. Voglio
ricordare come ricordo ora. Sapere che sono stato parte di una
cosa brutta. E che, a prescindere da ogni disputa legale, prove
o no, non sapr mai sul serio se sono responsabile della morte
di Gina Mason.
Arriviamo all'auto, nel parcheggio. Getto un'ultima occhiata
alle mie spalle e vedo un ragazzino sul marciapiede, sullo sfondo
del massiccio palazzo, dei gradini in pietra.  troppo piccolo per starsene l da solo, con la maglietta spiegazzata e i calzoncini
troppo grandi. Non reagisce al mio sguardo, resta completamente
immobile, le mani lungo i fianchi. Mi guarda con la
goffaggine della preadolescenza. C' poco da capire dalla sua
espressione. N odio, n ira. Curiosit, forse. Erwin segue la direzione
del mio sguardo e nota il bambino. Si gira verso di me,
ma non diciamo niente. Faccio per porgli la domanda, ma sono
sicuro che il mio avvocato non ha mai visto il fratellino di Gina
Mason, Billy.
Mi chiedo se sia il caso di fargli un gesto, un saluto con la
mano, un cenno solenne della testa. Ma cosa posso dirgli? Sua
sorella non c' pi, forse perch qualcuno ha fatto una cosa
brutta, ma nessuno sar punito. Lui non sa chi, non sa perch,
per sa che  sbagliato. Tra me, giuro al ragazzino che non dimenticher.
Non mi permetter di scordare questo evento. Mi
dar da solo il castigo che merito. Far l'unica cosa che mi sia
possibile: condurr una vita buona e mi pentir e chieder perdono
a Dio.
E, soprattutto, ricorder i miei debiti.
...
.
...
Sono stato arrestato per l'omicidio di Dale Garrison quel marted,
alla stazione di polizia. La stampa lo ha saputo immediatamente
e ne hanno parlato i telegiornali della sera. All'inizio, il
senatore Tully non ha commentato. Bennett Carey, mio avvocato
pr tempore, ha rabbiosamente denunciato i moventi politici
dell'arresto. Le acque si sono agitate ancora di pi, e per
quanto l'impeto di Bennett abbia aiutato la mia causa, pi di
tutto ha stuzzicato l'interesse dei media.
La stampa non conosceva, e ancora non conosce, l'intera storia.
Ha in mano solo i fatti nudi e crudi del supposto crimine.
Sono l'ultima persona, a quanto si sa, ad avere visto Garrison
vivo. Ho dichiarato di essere uscito dal suo ufficio e di avervi
poi fatto ritorno, e l'autopsia indica morte per strangolamento.
Quello che non risulta chiaro da alcun articolo  il movente.
Non hanno idea del perch l'avvocato del senatore Tully dovesse
voler uccidere Dale Garrison. Non lo sanno nemmeno gli
uomini della procura della contea, per hanno in mano una lettera
ricattatoria che deve significare qualcosa. Non l'hanno ancora
divulgata alla stampa. Immagino vogliano capire cosa significhi
prima di renderla di pubblico dominio.
Il gioved c' stata la lettura dei capi di imputazione. Sono
accusato di omicidio di primo grado. Bennett mi ha detto che
era possibile mi fosse concessa una cauzione, ma non probabile.
Cos non nutrivo troppe speranze. Senza che io ne fossi
informato, penso perch non avrei approvato, Grant Tully si 
presentato in aula e ha detto al giudice che avrebbe pagato qualunque
cauzione, che avrebbe garantito di persona che non sarei
fuggito, e che avrei continuato a lavorare per lui. Il giudice,
Aidan Riordan, un uomo anziano che non sarebbe mai arrivato
a occupare quella carica senza l'aiuto del padre di Grant una
ventina di anni prima,  stato colto alla sprovvista, poi ha fissato
la cauzione a mezzo milione di dollari. Grant ne ha versati
cinquantamila, il dieci per cento richiesto dalla legge, e quel
mattino stesso sono uscito.
Il che ha fatto notizia. Il senatore Tully ha tenuto banco coi
reporter di fronte al tribunale, protestando rabbioso la mia innocenza
e dichiarando: Non  il momento di abbandonare un
amico, un amico del tutto innocente. Come sempre,  riuscito
a trasformare una notizia potenzialmente esplosiva in qualcosa
di semipositivo.
Dico semipositivo perch non sono tutte rose e fiori per
Grant Tully, in questa situazione. Al di l dei miei legami con
lui, la lettera di ricatto lo cita espressamente:
Oppure potrei sempre parlare col senatore.  questo che vuoi?
La polizia ha cercato di rivalersi sul senatore Tully. Gli hanno
chiesto perch io fossi nell'ufficio di Dale e quale segreto
potrei tenergli nascosto. Grant si  preso un avvocato e si  incontrato
con l'accusa. In buona sostanza, non ha detto niente.
Si  rifiutato di svelare la natura del colloquio tra Dale e me sulla
base del rapporto privilegiato tra avvocato e cliente. E, giustamente,
ha fatto presente che se io gli tenessi nascosto qualcosa,
lui cosa potrebbe saperne?
Gli avvocati di Seaton, Hirsch mi hanno mandato un biglietto
d'auguri gigante con parole rassicuranti. Crediamo in te. Sappiamo
che ne uscirai vincitore. Frasi del genere. Per me hanno
significato molto, pi di quanto riesca a esprimere. Bennett dice
che i colleghi dello studio si sentono oltraggiati, che sono
certi si tratti di una persecuzione pi che di un'azione legale,
uno slogan che lui ha imparato a memoria. Mi fa piacere. All'interno
dello studio, io sono una specie di isola, l'uomo del
senatore Tully e poco pi; ho rapporti cordiali ma non molto
intimi con i colleghi.  bello sapere che sono con me.
Oggi  venerd. Ho potuto trascorrere la notte nel mio letto,
con i miei cani, e mi sento molto meglio. La sensazione di base
 rimasta la stessa: sono incazzato. Per, nell'ultimo giorno o
due, la rabbia  sbollita un po', e una paura strisciante ne ha
preso il posto. Non terrore, non panico, ma un nervosismo onnipresente.
Ho tentato di rimuovere tutti gli elementi di distrazione,
compresi gli effetti di questo arresto sulla campagna elettorale
di Grant Tully e sulla mia carriera, per concentrarmi sul
chi, cosa e perch della morte di Dale Garrison.  ci che sto
facendo in questo momento con Bennett Carey, mentre pranziamo
in una pizzeria del centro scarsamente frequentata che
offre un fantastico sandwich di pollo al parmigiano.
Bennett si  tolto la giacca. Sotto, la solita camicia bianca stirata
alla perfezione e una cravatta gialla. Stiamo controllando
tutti i vecchi clienti di Garrison, dice. Gente uscita da poco
dal carcere che potrebbe avere motivi di risentimento.
Qualcuno che avrebbe ucciso il suo difensore perch al
processo non ha fatto il massimo?
Bennett lascia ciondolare la testa. D'accordo, un luogo comune,
ma tutte le volte che muoiono un poliziotto o un pubblico
ministero si fanno indagini in quel senso. Perch dovrebbe
essere diverso per un avvocato difensore?
Male non pu fare. Stai usando Cal Reedy?
Gi. Cal Reedy svolge ricerche sui repubblicani per conto
del partito democratico. Non sono cose delle quali si discuta ai
cocktail party. Conosco solo una manciata di funzionari di partito
che hanno il numero di Reedy, e ho fatto il suo nome molto
di rado. Niente di illegale, ovvio. Non mettiamo telefoni sotto
controllo e roba del genere. Per possiamo passare al setaccio
la vita di qualcuno in tempi brevissimi.
Che altro?
La telefonata, continua Ben. Parleremo con la donna alla
quale hanno rubato il cellulare. Vediamo se riusciamo a scoprire
chi lo ha usato per chiamarti.
Giusto. Scuoto la testa. Ma  cos strano. Mi ha chiamato
Dale: conosco la sua voce... mi ha chiamato lui.
Arriva la cameriera col nostro pranzo. Pollo al parmigiano
per me, petto di pollo al limone per Bennett.
Ben armeggia col tovagliolo. Gli tenevano una pistola puntata
alla testa? Lo hanno costretto a chiamarti, poi lo hanno ucciso
per incastrarti?
Rido, e non per divertimento. Difficile a credersi.
Per questo  perfetto. La tua storia qual ? Sei uscito dal
palazzo per cinque o dieci minuti, sei rientrato e hai trovato
Dale strangolato. Ridicolo.
Deglutisco.  ridicolo. Devo ammetterlo.
A volte la verit  bizzarra, osserva Ben, cercando di smorzare
l'impatto.
Quindi stiamo dicendo che mi hanno incastrato. Alzo gli
occhi al cielo. Dio, suona cos patetico.
Ma plausibile, Jon. Se si tratta di un piano,  stato preparato
alla perfezione. Qualcuno si nasconde negli uffici di Dale,
aspetta che tu esca, va da lui e lo uccide, poi ti riporta sulla scena
del delitto con una telefonata da un cellulare che non ha pi
un proprietario.
Patetico, ripeto. Io non me la berrei mai.
Dissento. Devi accettare la premessa che esista un piano, una
trappola. Posto questo, tutto il resto ha perfettamente senso.
Perch non passiamo ad altro? Cerca di tirarmi su il morale.
Ben attacca il petto di pollo. Causa della morte. Ci opponiamo
ai risultati dell'autopsia.
Abbiamo qualche elemento?
Conosco un tizio, mi risponde. Me ne sono servito un
paio di volte quando ero alla procura. Un medico legale del sud
dello Stato. Se c' qualcosa a cui opporsi, la trover.
Ci sar qualcosa?
Pu darsi. Ben mastica il cibo, mi punta contro la forchetta.
Ho letto referti d'autopsia migliori di questo.
Lo scruto. Ha un fisico massiccio, una presenza imponente.
L'ho visto prendere in giro la pubblica accusa in televisione.
Una vivacit che non gli conoscevo. E, da ci che  successo
quando qualcuno si  introdotto in casa sua, so come reagisce
se si trova chiuso in angolo. Mi schiarisco la gola. Ben, voglio
essere molto franco con te.
Spara.
Sei in grado di occuparti di questo caso? Sei un ragazzo.
Si concede un sorriso. Ha ventinove anni; io trentotto. Sono
stato pubblico accusatore per quattro anni, Jon. Mi hanno
affidato i reati gravi dopo sei mesi, molto prima del previsto.
Mi sono occupato di dieci casi di omicidio. Dieci condanne.
Nell'insieme, ho sostenuto pi di cinquanta processi. Ne ho
perso uno solo.
Parlami di quello che hai perso.
Un caso di frode postale, risponde immediatamente. 
probabile che un buon avvocato penalista ricordi le sconfitte
meglio delle vittorie. Doveva essere una causa federale, ma
hanno passato la mano a noi a livello locale. Una signora con
quattro figli e nessun marito aveva messo in piedi una truffa a
mezzo posta. Vendeva foto di s nuda e prometteva di incontrarsi
coi tizi che pagavano, ma non si presentava mai. Si pulisce
la bocca col tovagliolo. L'avvocato della difesa ha giocato
sul tasto dei quattro bambini senza padre. La giuria non voleva
farli finire in un orfanotrofio. Caso chiuso. Scrolla le spalle.
E come mai la difesa ha potuto parlare dei bambini in aula?
chiedo.
Ben alza una mano. Ha fatto domande sui figli all'imputata,
e lei ha risposto.
E tu non hai obiettato?
Non mi  venuto in mente. Ben torna al pollo con un sorriso
storto.
Sorrido anch'io, ma ridivento subito serio. Non stiamo a
cazzeggiare. Situazioni di merda ne hai vissute anche tu, Ben.
E questa sar una faccenda da palle d'acciaio. Ti senti all'altezza?
Bennett allontana il cibo, posa le mani sul tavolo. Io non
cazzeggio, Jon. Sono un tipo tranquillo, lo so, e non vado molto
in giro, ma quello  il mio io privato. Tu non mi hai mai visto
in aula. Se vuoi uno come Paul Riley, non c' problema, di certo
non mi offender. Ti coster duecentomila bigliettoni, ma
vale qualunque cifra. Parlo sul serio. Fallo. Per, se non pensassi
di essere l'uomo migliore per questo lavoro, te lo direi.
Gli credo. Credo che sia un avvocato fantastico in aula perch
l'ho sentito dire da tutti quando ho controllato le sue credenziali,
prima di assumerlo. Anzi, all'epoca mi sono chiesto
perch diavolo volesse venire a lavorare con me, occuparsi di
leggi elettorali. Uno che gode a dare spettacolo in aula passa a
studiare statuti elettorali e norme sui finanziamenti?
Ancora di pi, sono convinto che se Ben ritenesse qualcuno
pi adatto a difendermi me lo direbbe. Per quanto mi risulta,
non possiede tracce evidenti di egocentrismo.
E poi sono gratis, aggiunge.
Sei assunto. Gli tendo la mano. Lui la stringe d'impeto, e
ci godiamo un breve momento di ottimismo. Poi torna serio,
posa gli occhi sul piatto.
Jon, dobbiamo parlare del ricatto.
Non ho la pi pallida idea, ribatto. Non ho niente da nascondere.
Specialmente al senatore.
Pensaci bene. Mi fissa duro. Perch la polizia sta indagando.
Lo so.
Tu conosci il senatore da una vita, vero?
S.
Proprio niente in trentotto anni? Niente che il senatore non
sappia?
Qualcosa che valga duecentocinquantamila dollari? Cazzo,
no.
Bene. Il tono di Ben  cauto. Fra parentesi, ti ho mai spiegato
qual  la prima regola di una buona difesa?
No.
Di' tutto al tuo avvocato. Appoggia la punta dell'indice
sul tavolo. Tutto.
Te lo giuro su Dio, Ben. Ci penser, ma non mi viene in
mente niente.
Il mio avvocato indugia un attimo prima di accettare la mia
risposta e tornare al suo pranzo. Io cerco di concentrarmi sul
sandwich, e lotto con un ricordo di tanti anni fa.
La vita, per molti versi,  tornata a uno stato di quasi normalit
nonostante il mio arresto.  sorprendente, in un certo senso,
che l'esistenza quotidiana continui come prima. Le bollette da
pagare occhieggiano ancora al centro del bancone della cucina,
un piano da prima colazione di dimensioni abnormi. I cani
hanno ancora bisogno di mangiare, passeggiare e ricevere attenzioni.
Continuo a fare la doccia, radermi, leggere il giornale
e seguire la Borsa.
E la casa, sostanzialmente,  ancora vuota. Avevo pensato di
lasciarla quando Tracy se n' andata. Credo che prima o poi lo
far. L'idea ha qualcosa di vacuo, perch presuppone che in un
punto del futuro io sia in grado di traslocare. Comunque, non 
il momento giusto per pensarci. Ho troppo da fare. Sono occupato.
Sempre troppo occupato.
Troppo occupato, immagino, potrebbe essere il riassunto in
due parole del deterioramento del mio matrimonio. Il lavoro
mi porta nel sud dello Stato, alla capitale, per quasi tutta la settimana,
nei sei mesi circa in cui l'assemblea legislativa  in sessione.
Probabilmente una brutta base di partenza per un matrimonio.
Ero troppo preso dal lavoro. Non egoista. Lei non mi
ha mai chiamato egoista. Mi definiva assorbito da me stesso.
Pensavo che tutto ci che facevo fosse pi importante di ci
che faceva lei. Pi importante di noi.
Non l'ho mai pensato, in realt. Mai. Ma la voce delle mie
azioni doveva essere pi alta di quella dei pensieri. Tracy era risentita
con me, e io con lei perch non mi accettava (dopotutto,
avevo gi questo lavoro quando ci siamo conosciuti). Eravamo
risentiti a vicenda. Lei si  tuffata nel lavoro, un'agenzia di
pubbliche relazioni, al punto di restare fuori citt o essere
impegnata di continuo nei mesi in cui io ero qui. La sua vendetta
per il tempo che trascorrevo nella capitale. Io la vedevo cos.
Dal suo punto di vista, era giusto che io lasciassi dominare il
mio tempo dal lavoro mentre per lei era ingiusto?
Non aveva tutti i torti. Mi sarebbe piaciuto che sapesse cosa
provavo. Non quando stavamo assieme, ai rispettivi angoli dopo
esserci tolti i guantoni, ma quando ero solo in una stanza
d'hotel della capitale. Purtroppo, erano quelli i miei momenti
pi intimi con Tracy. Le dicevo quanto la rispettassi, quanto la
ammirassi, che terribile paura di perderla avessi.
Il baratro divent troppo ampio. L'ho capito circa un paio di
anni fa.  stato il nostro punto pi basso. Tutti pensano che la
parte pi dura di un divorzio sia il momento in cui si dicono le
cose mai dette, il momento della decisione. Sbagliato. Il punto
pi basso  quando capisci, negli abissi dell'anima, in un istante
di brutale onest con te stesso, che nessuno dei due ricaver
mai felicit dal matrimonio. Allora diventi un sonnambulo,
aspetti il precipitare degli eventi, anticipi il momento in cui uno
dei due avr il coraggio di aprire la bocca.
Il che non significa che i particolari della separazione siano
una passeggiata. All'inizio, non ci si stacca fisicamente, o almeno
noi non lo abbiamo fatto. Si coesiste. Fai progetti, li discuti
con delicatezza, fai quasi l'impossibile per evitare l'altro. C'
un'immediata distanza, forse la stessa che c'era gi, ma ora 
pi palpabile. Sono stato io ad affrontare il discorso della casa:
chi doveva lasciarla? O dovevamo lasciarla tutti e due?  stato
allora, il giorno dopo la decisione di dividerci, che lei mi ha detto
di avere accettato un lavoro sulla costa orientale. Un vero
passo in avanti, ha detto, una promozione, un'opportunit molto
eccitante per lei, e io ho cercato di darle il mio appoggio
mentre continuavo a pensare: ha accettato il lavoro quando stavamo
ancora assieme.
Alla fine, abbiamo scelto la soluzione pacifica. Ci siamo
guardati e abbiamo deciso che non ci saremmo odiati. Le ho
detto che ero felice del suo avanzamento di carriera, visto che
lei ne sembrava tanto esaltata. Immagino fosse vero solo in parte;
probabilmente aveva accettato quel posto pi per la posizione
geografica che per i meriti intrinseci. Credo sia meglio non
vivere nella stessa citt. Per Tracy pi che per me. Il nome del
senatore Tully compare nei giornali tutte le settimane, e a seguire
le notizie c' un addetto alle relazioni pubbliche. Per
Tracy sarebbe un continuo memento della mia presenza, dei
motivi per cui ci siamo lasciati.
Mi fermo al centro della cucina. Non so di preciso perch ci
sono entrato. Comincio a capire come si sentano i miei cani.
Dir una cosa: non c' niente come essere imputati di un
crimine per distogliere la mente dalla ex moglie. Stranamente,
rende le cose pi facili. Non ho sensi di colpa perch non ho
fatto niente. Posso continuare a cavalcare il mio destriero
bianco. Sono un innocente sotto accusa. Non posso dire lo
stesso per il mio matrimonio. Le colpe vanno divise, la vita 
troppo complessa per ridurre tutto a un singolo atto o momento,
ma alla fine della giornata attribuisco a me stesso la responsabilit
del crollo.
Bussano alla porta. D'istinto guardo la finestra, ma ho chiuso
le tende. Mettiamola cos: i media sono stati meno che rispettosi
della mia privacy. Per non sono pi la grande notizia
del giorno, grazie a una crisi nucleare nell'ex Unione Sovietica.
E poi, chiunque volesse una mia foto ormai l'ha scattata.
Chi ?
Grant.
Apro la porta. Sbircio oltre le sue spalle. La sua macchina 
ferma sul vialetto. Non c' segno di giornalisti. Jason Tower, il
capo dello staff del senatore, sta parlando con un uomo sul sedile
posteriore.
Grant entra, tende la mano, ci ripensa e mi stringe in un abbraccio.
Poi mi scosta, mi studia. Come ti gira, Jonny? Un
brusco ritorno alla giovent, al tipo di linguaggio cos facile da
assorbire e difficile da scrollarsi di dosso, un ricordo della nostra
storia comune. Il senatore si china a salutare i carlini, Jake
e Maggie. Si lascia mordere le dita da Maggie com' tipico dei
cuccioli, con un pizzico di forza di troppo, prima di rialzarsi.
Avrai cose migliori da fare, suggerisco.
Ah! Una smorfia. Troppo presto per partire a pieno regime.
Ehi, sono in svantaggio solo di diciotto punti. Mi sono
giunte voci sul sondaggio commissionato dai nostri. Le percentuali
stanno scendendo.  ancora troppo presto, i numeri devono
stabilizzarsi, ma in ogni caso sar una corsa in salita.
Gli offro un drink, ma rifiuta. Sceglie la poltrona, io mi metto
sul divano. Il mio soggiorno  quello che ci si pu aspettare:
parquet, semplici mobili marroni, televisore gigante, caminetto.
L'ex casa di un uomo sposato che  stata scapolizzata,
stando alla moglie di Grant, Audrey.
Ti avevo detto di stare alla larga, dico, tentando di apparire
corrucciato. Non dovresti venire qui di continuo.
Mi ignora. I suoi occhi corrono alla mensola del caminetto,
alle fotografie. In una c' anche lui, con Audrey. Tracy e io siamo
sul pontile dopo un giro in barca sul lago, quattro estati fa.
Una foto di Tracy sola, un ritratto da studio, occupa la posizione
centrale. L'espressione di Grant gronda disapprovazione:
non dovrei tenere in giro Tracy, restare attaccato al passato. Del
resto, lei non gli  mai piaciuta troppo.
Dimmi cosa devo fare, Jon, replica, di cosa hai bisogno.
Lo avrai.
Volevo andarmene il pi lontano possibile, rispondo. Ma
tu hai mandato il mio piano a puttane.
Lui ride. Aidan non poteva guardarmi in faccia e dire che la
mia garanzia non era sufficiente, ribatte, alludendo al giudice
che mi ha concesso la cauzione. Torna serio. Lavorerai quanto
vuoi. Annuisce con lentezza, il massimo di enfasi che gli riesca.
Sei sempre il primo consulente. Sei ancora il mio numero
uno per questa campagna.
Senti, io direi di no, ma  una delle condizioni della mia
cauzione. Cerco le parole. Terr il profilo pi basso possibile.
Non mi far vedere in pubblico. Non per ora. Se tutto va
bene, avremo il processo in fretta e ne uscir pulito.
Un discorsetto rassicurante da Grant. Puoi scommetterci il
culo che ne uscirai pulito. La giuria non impiegher cinque minuti
ad assolverti. Nessuno pensa che sia stato tu. Il procuratore
della contea dovr andare a nascondersi. E ascolta, continua,
tu lavorerai quanto vuoi. Installeremo una linea fax qui. Puoi
avere il ruolo pi ampio che desideri. Io ho bisogno di te, amico.
Non  solo generosit. E poi, sai... Muove l'indice avanti e indietro.
Noi due dobbiamo guardarci le spalle a vicenda.
L'impressione  che sia sempre tu a guardare le mie, compare.
Abbozzo un sorriso fiacco.
Oh! Sventola la mano. Per un osservatore esterno, Grant
e io abbiamo sempre avuto un rapporto un po' strano. La politica
 uno dei pochi campi in cui amicizia e affari si mischiano.
I politici si tengono stretti gli amici. Il che significa, nel mio caso,
che il mio miglior amico  il mio boss. Miglior amico  il termine
che uso, ma in un certo senso mi sono sempre chiesto se
non sono diventato suo fratello dopo che ha perso quello vero.
Mi ha protetto come suo fratello proteggeva lui. Da allora mi
ha sempre tenuto con s. Anch'io porto il mio fardello, come
no. Sono prezioso per lui. Non muove un dito senza la mia consulenza
legale. Ma solo perch ha scelto me. Mi ha nominato
suo primo consulente quando il padre, Simon, aveva proposto
qualcun altro, un avvocato pi anziano che bazzicava la capitale
da oltre un decennio. Grant ha insistito su di me.
Comunque... Batte le mani. Hai tutto quello che ti occorre?
Credo di s, boss.
Bennett sar il tuo avvocato.
Gi. L'idea mi piace. Vorrei che le prove giocassero un po'
pi a mio favore.
Giusto, conviene Grant. A proposito. Apre le mani.
Un ricatto? Di cosa diavolo si tratta?
Non ne ho idea, rispondo.
Distoglie lo sguardo da me, lo punta sul pavimento. Potrebbe
avere qualcosa a che fare coi documenti di candidatura di
Trotter?
Il pensiero  chiaramente doloroso per lui. Sa che io odiavo
la prospettiva di servirci dell'Asso, almeno nel modo in cui voleva
lui. Adesso capisco perch ha lasciato i suoi assistenti ad
aspettare in macchina. Questa  una conversazione molto privata.
L'Asso? chiedo. Non vedo come.
Grant si protende.  solo che  cos strano. Le due cose che
succedono a distanza tanto ravvicinata. Quella lettera... Guarda
nella mia direzione, anche se non proprio me. Credi avesse
capito che volevamo usare l'errore di Trotter in via privata, e
minacciasse di rendere la cosa di dominio pubblico? Qualcosa
del genere?
Ricattare i ricattatori? Rido. Naa. Non Dale. Era per il
gioco di squadra.
Direi proprio di s. Grant ci rumina su. Comunque, lascia
perdere l'Asso. Scordatelo. Per il momento non ne faremo
niente.
Sono lieto della conclusione, dispiaciuto per il motivo che
l'ha determinata.  meglio per Grant non usare l'Asso, in privato
o in pubblico.
Okay. Salta su. Se ti serve qualcosa, dimmelo.
Lo far. Grazie, amico. Sul serio.
Grant tende la sinistra, afferra la mia destra, la stringe velocemente.
Lo seguo con gli occhi dalla finestra mentre torna all'automobile,
sotto un cielo sempre pi ostile che minaccia un
temporale.
Jon?
Chiudo gli occhi e stringo la cornetta.  met pomeriggio e
sto lavorando sul mio letto. Controllo la miriade di documenti
che Grant spedir per ottemperare alle leggi statali e federali.
La mia prima reazione  la paura, poi un rigurgito di sensi di
colpa e desolazione totale.
 vero? Stai bene?
Ciao, Trace.
La mia ex moglie spara una serie di domande a raffica, e man
mano il suo panico cresce. La mancanza di una mia risposta immediata
le dice tutto ci che vuole sapere.
S, sono accusato d'omicidio.
Parlami, Jon. Dimmi cos' successo. Il dato pi notevole
 il tono. E sconvolta, ma mantiene una parvenza di distacco.
Una dote che le  stata regalata dal tempo, dall'esperienza.
Non pu scrollarsi di dosso tanto facilmente gli ultimi due, tre
anni.
Sono innocente, rispondo, e concludo su una risata fiacca.
E cos banale anche solo sentirmi costretto a dirlo. Sto facendo
la stessa cosa che fa lei: alzo uno scudo protettivo.
Ti hanno arrestato? Incriminato?
Entrambe le cose. Sto bene, Trace.
Ma com' possibile? Chi pu pensare che tu sia capace di
una cosa simile?
Sembrerebbe una questione politica. Mantengo la calma
nell'agitarsi interiore delle emozioni. Il rappresentante della
pubblica accusa  repubblicano. Questo  anno di elezioni.
Ci si pu abbassare a tanto?
Tracy non parla solo della politica del procuratore della contea.
Parla di politica, punto e basta. Della mia vita. Della carriera
che ho scelto.
Intuisce il rimprovero sottinteso. Jonny, cosa farai?
Mi difender, rispondo. E vincer.
Hai un avvocato? Ti servono soldi?
Sono ben coperto. Davvero, tutto bene.
Non posso crederci. Non... posso crederci.
Un vuoto nella conversazione. Una battaglia interiore, muta.
La Tracy Stearns della quale mi sono innamorato era dolce
e generosa, sempre pronta a ridere e rispettosa dei miei stati
d'animo.  cambiata col mutare del nostro rapporto. Si  indurita.
Ha modificato le priorit. Si  persino tagliata i capelli,
un gesto piuttosto innocuo ma simbolico per me, perch
non smettevo mai di giocare con le sue lunghe ciocche. Due
anni fa sono rientrato a casa e l'ho trovata con i capelli pi
corti dei miei.
Non me lo aveva nemmeno detto. Mi ha rivolto un sorriso
d'acciaio e ha annunciato: Sor-presa.
Non mi hai chiamata, dice.
Avrei voluto, Trace. Pi di quanto confesser mai. Non mi
fidavo di me stesso, avevo paura di quello che potevo scatenare
con le nuove rivelazioni. Quando un rapporto si sgretola, il tuo
cuore si fa di pietra.
Sarebbe stata una telefonata difficile, mormoro.
Lo so, lo so. Ma, Jon... Un sospiro. Dimmi... cosa posso
fare. Vuoi che... Non so.
Vuoi che torni a casa? Ecco cosa stava per chiedere. La semplice
domanda crea uno spasmo di speranza, irreale, crudele,
che  rimasta sopita in me per tutti questi mesi. Ma il fatto che
lei non abbia completato la frase  gi una risposta.
Tieniti in contatto con me. D'accordo, Trace?
Queste parole provocano un risultato inatteso. Piccoli singhiozzi,
lacrime all'altro capo del filo. Il mio cane, quello pi
vecchio, sembra intuire un vortice di emozioni e avvicina il suo
naso freddo al mio.
 Jake? Tra i singhiozzi, Tracy esplode in una risata. 
Jakie?
S, rispondo. Manchi anche a lui.
La mia ex moglie, Tracy Stearns Soliday, mi fa promettere
di chiamarla tutti i giorni o quando voglio, a ogni ora, per
qualunque motivo. Mantengo la mia facciata di uomo coraggioso;
poi mi rendo conto di averle appena detto che manca
anche al cane.
L'ufficio nel quale entriamo Bennett Carey e io  piccolo in base
agli standard di qualunque avvocato. Un'unica libreria in noce
sembra cedere sotto il peso di innumerevoli fascicoli e taccuini.
La scrivania  invasa da altri fascicoli con carte che spuntano da
tutti gli angoli. Sul piano c' un cassetto, un cestello per la posta
improvvisato che contiene tutto ci che non trova posto altrove.
L'unico segno d'ordine  un piccolo spazio al centro, sgomberato
per il lavoro che richiede un'attenzione immediata.
Ti suscita ricordi? chiedo a Bennett. Siamo negli uffici della
procura della contea, per l'esattezza nell'ufficio di Daniel
Morphew. L'uomo che mi ha interrogato alla stazione di polizia
sar il capo dello staff dell'accusa al mio processo.
Questo piano  per i pezzi grossi, risponde Bennett. Io
non sono mai andato oltre la sedia in prima fila in un'aula per
reati gravi. Al quattordicesimo.
Probabilmente non volevi arrivare pi in alto di un'aula di
tribunale.
Lui ci riflette su, poi sorride. No, probabilmente no.
Morphew non segue i casi in aula?
Ben fa una smorfia. Lo faceva un tempo. Adesso  un supervisore,
il terzo uomo della scala gerarchica, credo. Ma ogni
tanto si occupa personalmente di un caso.
Quelli grossi, commento acido.
Bennett parla dall'angolo della bocca. Non ti sorprender
scoprire che questo caso riveste un certo interesse pubblico.
Scusate l'attesa. Il viceprocuratore della contea Daniel
Morphew entra di corsa.  una figura notevole, osservo a malincuore,
un uomo imponente che trasuda sicurezza, a proprio
agio nei panni dell'autorit. Si ferma un istante quando mi vede,
poi porge la mano a Bennett.  un piacere rivederti, Ben.
Signor Soliday. Ci stringiamo la mano.
Jon segue tutto di persona, spiega Ben, intuendo la sorpresa
di Morphew. Non  consuetudine che il cliente partecipi
a ogni singolo incontro con l'accusa, particolarmente uno preliminare
come questo.
 un suo privilegio. Morphew siede alla scrivania. Va
be'. Scruta scoraggiato il piano, poi apre un cassetto e prende
un taccuino. Allora Bridges, eh? dice a Bennett.
Il nostro giudice sar l'onorevole Nicole Bridges, che in passato
ha lavorato per l'accusa.  un'afroamericana che ricopre la
carica di giudice da cinque anni. Una democratica. Ben la ritiene
una scelta fortunata. Dice che  giusta, un'astuta osservatrice,
una che non imporr i propri punti di vista allo svolgimento
del processo. Io speravo in certi altri giudici, uomini legati al
senatore. Ci siamo chiesti se, nel caso fossero stati scelti, avrebbero
rifiutato di presiedere per via dei loro rapporti con Grant
Tully. Bennett riteneva di no. Tutti i giudici al di sotto della
Corte Suprema vengono eletti, e se ognuno di loro si ritirasse
da un caso in qualche modo connesso a un pubblico funzionario,
non si terrebbe un solo processo. In ogni modo, non abbiamo
dovuto affrontare il dilemma. Bridges  stata eletta in una
circoscrizione giudiziaria del West Side, con l'appoggio di un
consigliere comunale afroamericano, Danny Rose; in altre parole,
non con l'assistenza del senatore. Ho incontrato Rose, ma
non posso certo dire di conoscerlo bene.
Nicki  una buona scelta per voi, osserva Morphew. Anche
dal lato opposto della scrivania sento l'aroma di caff nel
suo alito.
 un buon giudice in assoluto, dice Ben.
Voi due avete lavorato assieme?
Ben scuote la testa. Lei era gi supervisore quando io andavo
in aula. Per tu la conosci.
S che la conosco. Morphew cerca qualcosa sulla scrivania,
suppongo una penna. A volte qui ci chiediamo se non cerchi
di dimostrare la sua indipendenza con un po' troppo vigore.
Non accetta tesi preconfezionate, se  questo che intendi.
Bennett, dopo la stilettata, si concede un breve sorriso.
S. Morphew sfoggia un sorriso affettato. Trova la penna e
si mette a scrivere. Bene. Per prima cosa,
non vogliamo un tre-undici.
In base alla decisione 311 della Corte Suprema, se l'accusa
chieder la pena di morte deve notificarlo alla difesa. Come inizio
di conversazione, il viceprocuratore ci informa distrattamente
che non chieder alla giuria di condannarmi a morte.
Non mi stupisco, replica Bennett. Con questi fatti.
Morphew ha la testa ancora china, ma il suo sguardo striscia
all'ins verso Bennett. Calma, ragazzo. Smette di scrivere e
fissa Ben. Ho il tuo cliente sulla scena del delitto, l'unico individuo
con l'occasione di commetterlo. Ha inventato una storia
per un addetto alla sicurezza. E c' dietro un ricatto.
Bennett evita una risposta diretta. Adagia le mani in grembo.
C' altro?
Morphew sospira. So come ve la state giocando voialtri, dice.
So leggere i giornali. Una persecuzione politica, ta ta zum.
Ma per la cronaca, anzi, in via del tutto ufficiosa, volevo informarti
che se toccasse a me decidere non prenderei il signor Soliday
come cliente fosse l'ultimo uomo vivo sulla Terra.
Se fossi in te, ribatte Bennett, nemmeno io lo farei.
Non per il caso in s, continua Morphew. Secondo me
abbiamo la vittoria in tasca. Ma non sto parlando di quello. Sto
solo dicendo che quest'uomo  legato al senatore Tully, e il mio
capo al suo avversario. Quindi voi avete spazio per dare addosso
a Raycroft. Ma se pensi che noi qui vogliamo concludere in
fretta e furia per calmare le acque, be', rifletti meglio.
Stronzate, dico.
Ben mi mette la mano sul braccio. Okay, interviene rivolgendosi
a Morphew. Il tuo discorsetto lo hai fatto.
Allora... Voglio sappiate che l'idea non  mia. Morphew
intreccia le dita. Le sue parole successive sono una specie di
vomito estratto a forza dalla sua gola. Siamo disposti a concludere
un accordo.
Ti aspetti una dichiarazione di colpevolezza?
Omicidio di secondo grado, da cinque a otto anni. Raccomanderemo
un carcere leggero, Kensington.
L'offerta mi lascia senza parole. Credevo fossimo venuti qui
per discutere di quali prove siano ammissibili o concordare una
raccomandazione per la data del processo. Guardo Bennett.
Con un po' di fortuna, continua, il tuo cliente si fa tre anni
a spazzare pavimenti e poi esce.
Bene. Bennett china un poco la testa, si passa la lingua sulle
labbra. Naturalmente, ne discuter col mio cliente. Ma sono
sicuro...
Nessun accordo, salto su.
Il viceprocuratore mi scruta un istante prima di concentrarsi
su Bennett. Questa offerta  valida ventiquattro ore esatte, poi
procederemo. A quel punto, i buoi saranno usciti dalla stalla.
Nessun accordo, ripeto.
Signor Soliday, il suo avvocato le dir che questo  il re di
tutti gli accordi. Con la buona condotta, non pi di tre anni in
un dormitorio per un omicidio premeditato.
Guardo il mio difensore, certo del rossore in viso e del martellare
del cuore. Scuoto la testa.
Nessun accordo, dice Bennett.
Quando avremo dimostrato che Garrison ricattava il tuo
cliente, per lui sar finita. E lo dimostreremo. Morphew aspetta
una reazione. Una partita a poker, direi in altre circostanze, e
ormai abbiamo mostrato tutte le nostre carte. Alla fine, annuisce.
Speravo che non accettaste. Perch, personalmente, del
lato politico di questo caso non mi importa un cazzo. Quel che
posso dire  che vi ho fatto l'offerta. 
E noi l'abbiamo rifiutata.
E, tanto per chiarire, l'offerta non verr ripresentata.
I buoi sono usciti dalla stalla, osserva Ben.
La massiccia corporatura di Morphew si alza. Appoggia le
mani sul piano della scrivania. Anche chino in avanti ha un fisico
minaccioso. Risolveremo l'enigma, dice a Ben. Il piccolo
segreto che c'era tra lui e Garrison. E quando ci saremo riusciti,
mi implorerete di riproporre questo accordo.
Quando rientro da mezz'ora di jogging mattutino, i carlini mi
accolgono come non mi vedessero da un mese. Sono viziati.
Definire viziato un carlino  superfluo, un'ovviet. Su questo
pianeta non esiste mammifero capace di sfruttare amore e affetto
e dolcezza meglio di un carlino. Mi dicono che sono cani,
ma quasi tutti i cani mostrano rimorso quando li rimproveri. I
carlini ti fissano con aria di sfida, a volte rispondono abbaiando.
Esigono di avere il tuo tempo in maniera totale, se ne infischiano
di tutti i tuoi possibili impegni. Hanno musi piatti, nasi
quasi invisibili, il che significa che i loro grugniti e sbuffi somigliano
a un motore che non vuole avviarsi. Da fermi fanno
pi casino del frastuono che sentivo quando vivevo vicino alla
ferrovia soprelevata. Jake e Maggie non si limitano a dormire
sul letto; si sono impossessati dei cuscini. Li spingo via, allora
mi si coricano sulla testa o sul petto, il che  peggio, cos mi
sono abituato ad aggiungere un terzo cuscino e sperare di potere
avere almeno quello. C' anche di peggio. Maggie, la cucciola,
non si  ancora abituata ad aspettare di essere fuori per
sbrigare i suoi bisogni. Un veterinario (e giuro che prima o
poi, in un modo o nell'altro, gliela far pagare) mi ha assicurato
che il secondo carlino sarebbe stato pi facile da addestrare
perch avrebbe appreso dall'altro. Be', Jake  perfettamente
addestrato a vivere in casa, e a dire il vero lo sono anch'io, ma
Maggie continua ad avere quelli che un eufemismo definisce
incidenti. Io preferisco vederli come mosse deliberate, testarde,
persino calcolate di Maggie per farmi capire chi  il
boss. Penso che Jake abbia preso in disparte Maggie il primo
giorno e le abbia spiegato che innocua nullit io sia. Le avr
detto che posso strillare fin che voglio ma in fin dei conti non
fa alcuna differenza, perch tanto continuer a nutrirli, portarli
a passeggio e amarli.
Ma il lato peggiore  che ti entrano dentro. Amo questi maledetti
cani come nessun altro sul pianeta. I loro musi tristi, da
clown, la loro sfacciataggine, le loro richieste inflessibili si fondono,
non so come, in un fascino perverso. E io sono fregato.
Sar il loro eterno schiavo. Non posseggo i carlini. Sono loro a
possedere me.
Passo la giornata a studiare la pubblicit, stampata e televisiva,
del senatore Tully e del suo avversario, Langdon Trotter, per
vedere se  in regola con le leggi elettorali statali e federali. Se
nel materiale di Grant c' un problema, lo sistemiamo prima di
divulgarlo. Se ci sono sbagli in quello di Trotter, presentiamo
un reclamo al comitato elettorale di stato o alla CFE, Commissione
Federale Elezioni, poi ne ricaviamo un articolo per i giornali
e li costringiamo a spendere altri soldi per correre ai ripari.
Ho copie di tutti i testi e una videocassetta di tutti gli spot
televisivi. Uno degli spot di Trotter non ha la scritta di attribuzione
(Pagato dagli Amici di Langdon Trotter) a caratteri abbastanza
grandi. Quindi sto stendendo una lettera per tutte le stazioni
televisive che lo trasmettono; chieder che cessino di
mandarlo in onda perch viola la legge federale. Entro il fine
settimana avremo presentato un reclamo alla CFE.
Poi c' il solito opuscoletto con la biografia di Langdon Trotter.
Fondo verde, testo nero. Contiene foto a colori di Trotter
con moglie e due figli in giardino, Trotter che parla da un podio,
Trotter che si incontra con gli elettori. Racconta in sintesi
la storia di Trotter, figlio di un giudice, cresciuto nella contea di
Rankin. La contea si trova nell'est dello Stato, circa centotrenta
chilometri a sud della citt, appena a sud dell'interstatale 40,
una strada che chi vive in centro usa come linea di confine tra
citt e sobborghi da un lato, e il resto dello Stato, i villici, dall'altro.
Trotter  stato procuratore della contea di Rankin per
quattro mandati, e nel 1992  stato eletto procuratore generale
del nostro Stato. Per quanto posso vedere, nel libretto non c'
nulla che violi le leggi sulle campagne elettorali.
I cani si godono la mia continua presenza a casa pi di me.
Maggie, la piccola, russa sulle mie ginocchia.  met mattina, i
carlini sono in piedi con me dalle otto, quindi  comprensibile
che Maggie abbia un po' sonno. Anche Jake  sul divano, con
occhi pericolosamente vicini alla chiusura totale. Sta gi grugnendo
e starnutendo pi di quanto faccia un uomo che dorme
profondamente.
La sua testa scatta all'ins allo squillo del telefono. Si gira
verso di me, si chiede se scender dal divano. Se lo facessi, mi
starebbe alle calcagna. Ma ho il cordless al mio fianco.
Jon, sono Ben.
Come vanno le cose?
Bene. Senti, abbiamo l'elenco degli ex detenuti rilasciati di
recente. Gente che Garrison ha difeso.
Qualcosa di utile?
Non direi. Un tizio uscito due mesi fa da un carcere federale,
un colletto bianco, insider trading. Ha scontato undici mesi.
Non  un tipo violento: si  dichiarato colpevole e ha concluso
un accordo.
Non  il nostro uomo, dico.
No. Un altro  stato rilasciato quattro mesi fa. Frode postale.
Lo hanno incastrato anche i federali. E ha lasciato lo Stato.
Non  il nostro uomo.
No. Forse il prossimo, fa Ben. Dodici anni per rapina a
mano armata.  stato scarcerato sulla parola circa un mese fa.
Un tipo violento, osservo. E uscito da poco.
Gi. Non lo abbiamo ancora rintracciato. Per ho dato
un'occhiata al suo appello: sosteneva di non essere stato difeso
in modo efficace dal suo avvocato.
Cio Garrison gli avrebbe mandato a puttane il processo.
Un improvviso scorrere di adrenalina. Esce,  incazzato con
l'avvocato, lo uccide.
L'idea  questa. Jon, non farti troppe speranze.  una possibilit
remota nel migliore dei casi. Lo capisci, vero?
Come no. Per potrebbe servire per una delle tue arringhe
incandescenti.
Lui ride. Come ti ho detto, Cal sta indagando. Controlleremo
l'alibi, vedremo se salta fuori qualcosa di strano. Se dovessimo
trovare il minimo sospetto a carico del signor Cosgrove,
picchieremo sodo.
Cosgrove, ripeto. Si chiama cos?
S. Cosgrove. Lyle Cosgrove.
Copro il microfono del telefono e cerco di riacchiappare il
fiato che mi  stato strappato dai polmoni.  bastato un secondo
per subire l'impatto del nome.
Pronto?
Cosa ha a che fare Lyle Cosgrove con Dale Garrison?
Jon...
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che nessuno
conosce.
Conosci Lyle Cosgrove? chiede Ben.
Scusa, rispondo. No, ovviamente no.
Per un secondo mi hai fatto preoccupare. Ho pensato che
magari foste vecchi amici.
Rido con un entusiasmo un po' eccessivo.
Il nome successivo, prosegue Ben, non  tanto promettente.
Rilasciato quasi un anno fa...
Un vecchio amico? No senz'altro. Calcolo quante probabilit
ci siano che esistano due persone con lo stesso nome e cognome.
Lascio perdere, mi chiedo se il segreto che nessuno
conosce di cui parla quella lettera alluda non alla politica ma a
tanto tempo fa, a un evento che ho cercato di seppellire nella
mia mente. E mentre Bennett continua a descrivere gli altri due
ex carcerati che potevano avere un conto da saldare con Dale
Garrison, nella mia testa echeggiano le parole di un limerick
spettrale...
Un tempo conoscevo qualcuno che si chiamava Lyle.
L'aula di Nicole Bridges  al quattordicesimo piano del County
Building, lo stesso piano dove Bennett lavorava per la pubblica
accusa. Spero che questo porti fortuna. Perch la fortuna 
qualcosa che un imputato di omicidio cerca dietro ogni angolo,
soprattutto se  pi probabile incontrare un gruppetto di giornalisti
che vogliono una foto e un commento.
Ne conto quattro: uno del Watch, altri di quotidiani locali
pi piccoli, uno solo della televisione. Oggi siamo qui per fissare
la data del processo, niente di pi, quindi non c' molto da
raccontare. Ma qualunque cosa abbia a che fare con questo caso
meriter almeno un paragrafo nella terza pagina della cronaca
cittadina.
Superiamo i reporter. Bennett rifiuta di fare commenti con
cortesia. Io cerco di sorridere, come ho visto fare a innumerevoli
funzionari pubblici coinvolti in uno scandalo. Ma non ci
sono tagliato, da sempre; non riesco ad atteggiare il viso a qualcosa
di meglio di un'espressione raggelata.
L'aula non  affollata: solo una manciata di persone sparse
tra le sette file. Le pareti sono rivestite in noce, decorate dagli
stemmi dello Stato e della contea e dalla bandiera americana.
Una giovane donna, camicetta chiara e riccioli, ci raggiunge.
Il signor Carey? chiede. Soppesa Ben, pare favorevolmente
colpita. Non riesco a immaginare una donna che non lo sia. Il
giudice vuole vedere le due parti nel suo ufficio.
La seguiamo oltre lo scanno. Superiamo una porta. Daniel
Morphew  gi seduto nell'ufficio della segretaria. Signori,
dice.
La giovane donna apre la porta dell'ufficio del giudice, parla
sottovoce. Poi si gira verso di noi. Potete entrare.
Morphew si alza, tende il braccio. Noi entriamo per primi. E
io vedo finalmente il giudice.
Nicole Bridges non  in toga. Seduta alla scrivania, indossa
una camicetta color lavanda. Ha occhi grandi, sopracciglia sottili,
carnagione scura e liscia. I capelli sono lunghi ma raccolti
sulla nuca. Provo una sensazione che non avrei mai immaginato
questo incontro potesse suscitarmi: il giudice  attraente.
Avvocati, dice, senza alzare gli occhi da un documento che
sta firmando. Guarda la stenografa, seduta in un angolo con le
mani sulla tastiera della sua macchinetta. Procediamo.
Buon giorno, vostro onore, dice Ben. William Bennett
Carey, avvocato difensore di Jonathan Soliday, qui presente.
Buon giorno, giudice. Daniel Morphew per il Popolo.
Lieta di vedervi. La sua voce  impeccabile; nemmeno
l'ombra di un accento. Mette le mani sulla scrivania e ci guarda.
Siete qui per fissare una data per il processo.
Esatto, giudice. Ha parlato Bennett.
Bene. Il giudice guarda degli appunti. Primo grado?
L'imputato  accusato di omicidio di primo grado, risponde
Morphew.  accusato di avere assassinato Dale Garrison
nel suo ufficio il 18 agosto 2000.
Mi permetta di interromperla qui, avvocato. Nicole Bridges
gli rivolge qualcosa di molto simile a un sorriso. Non  un
tipo terribilmente serio, noto; un bel sollievo rispetto a certi
giudici vecchi e acidi. Dale Garrison  comparso davanti a me
due volte, per due diversi casi. Controllando nel mio archivio
ho visto che ha difeso uomini accusati di rapimento con circostanze
aggravanti e un imputato di tentato omicidio. Per la rilevanza
che pu avere, la giuria ha ritenuto i suoi clienti colpevoli
in entrambi i casi. Non riscontro nulla che mi dimostri che le
sentenze sono state capovolte in appello. Ho trovato il signor
Garrison altamente competente e professionale. A parte questo,
non ho alcuna opinione personale sul defunto. Non rilevo
pertanto il minimo conflitto. Volevo solo informare tutti. E non
prendo a livello personale le MSG. 
Intende le mozioni di sostituzione del giudice. In qualunque
caso, civile o penale, entrambe le parti hanno diritto a chiedere
liberamente, dopo la prima scelta, un altro giudice. Se ne avessimo
cercato uno che non avesse mai avuto Dale Garrison in
aula, saremmo finiti o con un giudice giovanissimo, fresco di
nomina, o con qualcuno di un altro Stato.
Noi non abbiamo problemi, dice Morphew.
Accettiamo la dichiarazione di vostro onore, fa Bennett.
Bene. Perch non partiamo da un'ipotesi di data?
Vostro onore, risponde Ben, noi vorremmo una data il
pi vicino possibile. Le accuse sono infamanti, e il mio cliente
vuole dimostrare la propria innocenza al pi presto.
Daniel Morphew scocca un'occhiata al mio difensore. Sembra
sorpreso. Ne ho discusso con Ben, ne ho parlato anche con
Grant. Qualcuno potrebbe consigliare di tirarla per le lunghe,
soprattutto perch stiamo cercando di trovare il vero assassino.
Ma io voglio essere assolto subito, non appena possibile, prima
delle elezioni. Voglio uscire vincitore dal processo e farla pagare
cara a Langdon Trotter e al suo scagnozzo, Elliot Raycroft.
Allora non rinuncerete al diritto a un rapido processo, dice
il giudice a Ben.
No, vostro onore.
Signor Morphew?
Grazie, giudice. Indubbiamente, vostro onore, comprendiamo
la necessit di procedere speditamente. La legge ci concede
novanta giorni. Saremo lieti di accontentarci di sessanta.
Perch le occorrono sessanta giorni, signor Morphew?
Preparativi standard, giudice. E impegni conflittuali.
Signor Morphew... Nicole Bridges inarca le sopracciglia.
Se lei ha altri processi in calendario, potrei tenerne conto.
Avevo l'impressione che ultimamente i suoi impegni in aula fossero
piuttosto scarsi.
Morphew ride.  bello tornare in trincea! Sono pronto a
dimostrarmi flessibile. Non sto chiedendo che il processo inizi
il novantesimo giorno.
Per io sto ancora aspettando di sapere perch non possiamo
cominciare tra un mese.
L'avvocato dell'accusa scruta il giudice. Deve esserci qualcosa
tra i due; Morphew era il superiore di Bridges quando
lavoravano assieme per la procura della contea. Adesso lei sta
saldando i conti. Scommetterei che Morphew sia un tipo scorbutico,
di certo uno della vecchia scuola. Non mi sorprenderebbe
scoprire che esistono tensioni tra un pubblico ministero
che ha fatto carriera prima che nel suo ufficio spuntassero
donne, tanto pi afroamericane, e una nera ambiziosa, intelligente.
Un mese? Giudice, ho testimoni da rintracciare. Stiamo ancora...
stiamo ancora lavorando alla nostra tesi.
Mi permetta, giudice, interviene Bennett. Se la loro tesi
non  ancora ben definita, mi viene spontaneo chiedermi perch
il mio cliente sia stato arrestato.
Credo che tutti qui siano perfettamente informati. Morphew
si sistema meglio sulla sedia. Non sto suggerendo che le prove
contro l'imputato non siano schiaccianti. Per sua stessa ammissione,
era l'unica persona che si trovasse con la vittima quando  stata
strangolata. Spero che il collega della difesa lo tenga presente
prima di dare fiato alle trombe dell'indignazione.
Sappiamo tutti quanto lavoro richiedano all'accusa i preparativi
di un processo, osserva il giudice. Ma pu essere pi
preciso, signor Morphew?
Giudice, vorrei sospendere la messa agli atti, se possibile.
Bridges riflette sulla richiesta. D'accordo. Concesso. Per
poi riprenderemo la trascrizione, e sar io a decidere fino a che
punto possa arrivare la nostra conversazione non agli atti. Annuisce
alla stenografa, che adagia le mani in grembo.
Vostro onore, l'avvocato dell'accusa assume un tono pi
pacato, abbiamo rinvenuto una lettera ricattatoria indirizzata
all'imputato. Il testo  piuttosto criptico. Pensiamo che la vittima
ricattasse l'imputato. L'imputato non vuole dirci perch si
trovasse nell'ufficio della vittima.  un suo diritto. Per significa
che noi dobbiamo scavare.
Il movente non  un elemento del crimine, lo interrompe
Ben.  solo la ciliegina sulla torta.
Morphew non perde la calma. Ovviamente, la cosa non 
essenziale, in senso tecnico, per la nostra tesi. Ma stiamo cercando
di ricomporre un puzzle. Una pausa. Chiedo di posporre
la data del processo oltre i limiti costituzionali? No. Cerco
l'ultima ora possibile dell'ultimo giorno possibile? No. Chiedo
solo sessanta giorni.
Bridges, senza emettere una risposta precisa, si gira verso
Bennett. Cosa ne direbbe di quaranta giorni?
A che data pensa, giudice? Ben apre la sua agenda.
Aspetti, risponde lei. Non posso. Alla fine di quella settimana
inizia un processo che durer almeno due settimane.
Morphew e Bennett trattengono assieme il respiro. Bridges
fisser l'inizio del nostro processo o pi vicino ai sessanta giorni,
o pi vicino ai trenta. Bisogner vedere.
Ottobre. Il due ottobre.
Ha deciso a nostro favore. Poco pi di trenta giorni.
Quattro settimane prima delle elezioni.
Per noi va bene, vostro onore.
Morphew non nasconde il suo corruccio.
Il giudice sistema le mani sotto il mento. Nient'altro? I
due avvocati rispondono di no. Bene, riprendiamo a mettere
agli atti. Annuisce alla stenografa, che si prepara a scrivere.
La data di inizio del processo  fissata per luned due ottobre.
Le mozioni in limine verranno discusse il ventinove settembre.
Fatemele pervenire due giorni prima. Il giudice alza
gli occhi dal calendario di lavoro. Prima di procedere, voglio
affrontare un punto sollevato dal signor Carey. Questo processo
ovviamente presenta un aspetto potenzialmente esplosivo.
Ho letto i giornali. Ho letto gli articoli che collegano l'imputato
al senatore Tully e ho letto gli articoli nei quali lei, signor
Carey, imputa alla pubblica accusa di fare il lavoro sporco per
il procuratore generale del nostro Stato. Sui media  un suo diritto.
Ma voglio chiarire che non tollerer accuse immotivate
nella mia aula.
Certo, giudice. Bennett annuisce.
Valuter tutte le istanze preprocessuali su quel punto, e
mi aspetto che ogni opposizione a tali istanze sia sostenuta dai
fatti.
Naturalmente.
Ora, signor Morphew, se non erro lei ha presentato un'istanza
per un ordine restrittivo.
S, vostro onore. Il Popolo chiede che alle due parti sia vietato
commentare i fatti relativi a questo caso con i media. Le
persone tra le quali verranno scelti i giurati ricevono ogni giorno
dosi di accuse campate per aria sulle motivazioni di questo
ufficio. Morphew, astutamente, gioca sugli ammonimenti che
il giudice ha appena dato. Nelle prossime settimane, le opinioni
dei potenziali giurati verranno distorte da queste informazioni
infondate.
Come dalle informazioni sull'imputato, aggiunge il giudice.
Informazioni favorevoli alla sua parte, signor Morphew.
Ragione di pi per chiudere il rubinetto. Bella risposta.
Non creiamo nei giurati pregiudizi a favore di nessuna delle
due parti. Noi non lo vogliamo. Non ne abbiamo bisogno. Cerchiamo
di avere la migliore giuria possibile.
Il giudice sembra colpito dall'argomento. Guarda Bennett.
Vostro onore, comincia Ben, qui sono in gioco diritti costituzionali.
La corte dovrebbe limitare il diritto d'espressione
solo quando  necessario per i diritti dell'imputato. Ebbene,
giudice, siamo noi a rappresentare l'imputato, e non vogliamo
questo bavaglio alla stampa. In effetti, un ordine restrittivo pregiudicherebbe
ancora di pi la nostra posizione.
Vuole chiarirmi il concetto, signor Carey?
Giudice, la diffusione o meno di informazioni dettagliate 
solo una parte del problema. Il semplice procedimento penale...
in queste circostanze, quando il mio cliente  uno dei primi
consulenti del senatore Tully... il semplice fatto del procedimento
costituisce una notizia. Come lo sono i commenti sul
caso di parti non direttamente interessate... editorialisti, commentatori,
altri politici. Tutti quanti hanno un'opinione sul caso,
se non conti da saldare, e nessuno di costoro sar coperto
da un suo ordine. Quindi il pubblico legger una serie sterminata
di articoli sul processo ad alto profilo dell'assistente del
senatore Tully e su quale impatto eventuali sorprese potranno
avere sulla corsa alla carica di governatore. La situazione  di
pubblico dominio, giudice, tutti ne parlano, e non possiamo
farci niente. L'accusa vorrebbe metterci in condizione di non
poter fornire la nostra versione della storia.  inconcepibile,
un affronto totale ai nostri diritti.
Il giudice scruta Bennett per un istante, si accerta che abbia
concluso. Signor Morphew? Ha altro da aggiungere?
Il pubblico ministero scrolla le spalle. Da un lato, il signor
Carey mi accusa di volere dare in pasto al pubblico questo caso.
Dice che vogliamo infangare il suo cliente e il senatore Tully
sui media. Per io ho presentato un'istanza per tenere tutto all'interno
dell'aula, lontano dai media, e lui mi accusa di volere
limitare i suoi diritti. L'avvocato della difesa tiene un atteggiamento
ambiguo. Si protende, intreccia le mani davanti a s.
Vostro onore, noi abbiamo tenuto nascosta al pubblico la prova
della lettera ricattatoria, non ci siamo lasciati sfuggire una
sola parola in merito. Avremmo potuto farlo: sarebbe stato perfettamente
nei nostri diritti. Ma stiamo cercando di essere responsabili.
Non sappiamo ancora esattamente quale realt si
celi dietro quel messaggio, cos, anzich correre dai media con
il parafulmine di un'accusa... riesce a immaginare i titoli?...
manteniamo la discrezione. Se davvero avessimo voluto infangare
il senatore Tully, avremmo urlato ricatto a pieni polmoni.
Fa un momento di pausa, smorza un po' il tono. Riteniamo
che ci che accade nei corridoi del nostro ufficio debba rimanervi
fino al processo.
Non mi star suggerendo di escludere i media. Bridges ha
un'aria preoccupata. Un conto  dire alle parti di non mettersi
in mostra, un altro  negare l'ingresso in aula alla stampa.
Le suggerisco di tenere tutte le udienze istruttorie a porte
chiuse, senza i media, e di ordinare alle due parti di non parlarne.
Il giudice abbassa gli occhi sulla scrivania. Avete entrambi
buoni argomenti. Capisco che la difesa non voglia l'ordine restrittivo,
ed  un dato importante. Per la mia preoccupazione
maggiore  l'integrit di questo processo, il che include ma non
 limitato agli interessi dell'imputato. Se la difesa intende usare
l'accesso ai media per provocare ondate di sostegno popolare,
sono preoccupata dai pregiudizi che potrebbero contaminare
la nostra giuria. E di certo non posso emettere un'ordinanza
che limiti il signor Carey a fare solo certi commenti e non altri.
Quindi, nell'interesse dell'integrit di questo processo, devo
accettare l'istanza del Popolo. Alle due parti viene proibito di
rilasciare ai media dichiarazioni riguardanti questo processo.
Non possiamo parlare con la stampa? Guardo Bennett, che
mi scruta un attimo prima di riflettere sulla mossa successiva.
Vogliamo che l'idea di una persecuzione politica giovi non soltanto
alla mia difesa, ma anche alla campagna elettorale di
Grant Tully. Il senatore  stato attento a non esprimere commenti,
e per ora i suoi colleghi al Senato lo hanno imitato. 
sempre stato Bennett, nella veste di mio avvocato difensore, a
prendere l'iniziativa. E adesso non potr pi farlo?
Giudice, dice Bennett, ritiriamo la richiesta di una giuria.
Giudice e accusa restano colpiti. Accettiamo un processo
affidato alla sola corte.
Apro la bocca, la richiudo subito. Un processo senza giuria.
Il giudice Bridges delegato a decidere. Un'idea abbastanza sensata,
suppongo. Bennett me ne aveva accennato. Per non sapevo
che avrebbe deciso su due piedi.
Rinunciate al diritto a un processo con una giuria? chiede
Nicole Bridges.
Rinunciamo, risponde Ben. E speriamo che lei riconsideri
la sua decisione alla luce di questo fatto.
Be'... Il giudice guarda Morphew. Avvocato, le viene in
mente qualche motivo per emettere un ordine restrittivo quando
non c' una giuria da influenzare?
Il viceprocuratore sistema gli occhiali. Giudice, queste sono
circostanze diverse.
Signor Soliday? Bridges mi sta fissando. Non ero pronto a
sentirmi rivolgere domande in quest'aula. Capisce che sta rinunciando
al suo diritto a un processo con una giuria?
Capisco, rispondo senza esitare. Per qualche motivo, sento
il bisogno di mostrarmi sicuro, padrone della situazione.
Alla luce della rinuncia alla richiesta di una giuria, non vedo
la necessit di ricorrere a questo provvedimento. Quindi
modifico la mia decisione e respingo la richiesta del Popolo di
un ordine restrittivo. Guarda Bennett con un sorrisetto ironico.
Signor Carey, i suoi diritti garantiti dal primo emendamento
sono vivi e vegeti.
Bennett ringrazia. L'onorevole Nicole Bridges fissa una data
tra un paio di settimane per un'udienza informativa. Noi tre ce
ne andiamo dal suo ufficio, usciamo in silenzio dall'aula.
Lasciamo il primo ascensore disponibile a Daniel Morphew.
Non scenderemo assieme. Quando le porte si chiudono, mi giro
verso il mio avvocato. Bella prontezza di riflessi, dico. Ma
un processo senza giuria?
Secondo me  quello che volevamo, risponde Ben. Avremo
molto pi spazio di manovra. Un giudice si ritiene capace
di ignorare testimonianze irrilevanti o incendiarie assai pi di
quanto ne ritenga in grado una giuria. Almeno, questa  la
teoria.
E questo ci aiuta, borbotto.  pi una domanda che un
commento.
S. Dovremo puntare qualche indice nel corso del processo.
Molti giudici ci bloccherebbero prima che la giuria abbia sentito
troppo. Il giudice Bridges ci convocherebbe nel suo studio,
chiederebbe spiegazioni, esigerebbe solide basi per un'accusa
prima di farci ripresentare alla giuria. Ma con un processo affidato
alla corte, di solito i giudici lasciano fare. E sottinteso che
sappiano distinguere il rilevante dall'irrilevante nel raggiungere
il verdetto.
E questo ci aiuta, ripeto.
Sicuro. Perch, per quanto si possa sostenere di ignorare le
testimonianze irrilevanti, non  del tutto vero. I giudici sono esseri
umani: non possono escludere informazioni in loro possesso
perch sono tecnicamente irrilevanti. Il cervello non funziona
cos. Specialmente quando si tratta di aiutare la difesa. Bridges
non condanner mai qualcuno che ritenga in cuor suo innocente,
rilevanti o irrilevanti che siano le prove su cui si basa il
suo giudizio.
Bennett... Lo prendo per il braccio. Non mi hai ancora
spiegato in che modo questo ci aiuta.
Ci aiuta perch abbiamo una lettera ricattatoria che non
sappiamo spiegare. Quindi forse dovr essere creativo.
Creativo nel senso di lanciare accuse irrilevanti e magari incendiarie?
La porta si apre davanti a noi. Ovvio, Jon. Se a questo dovremo
arrivare. Bennett entra in ascensore. Lo osservo per un
istante prima di seguirlo.
...
.
...
Sono abituato a entrare a testa alta negli uffici di un senatore
di Stato democratico. Sono un uomo che trattano con rispetto,
perch faccio parte della squadra del leader di maggioranza.
Di certi senatori sono addirittura io a occuparmi, visto che
curo gli interessi di Grant Tully. Con ogni probabilit, nel corso
delle loro carriere politiche si sono affidati a me in un modo
o nell'altro. Controllo e approvo le petizioni di candidatura
di ognuno di loro, come minimo. A pi della met ho tolto
di mezzo uno sfidante o due, magari ho addirittura fatto risparmiare
la corsa per le primarie.  il patto che il leader di
maggioranza Grant Tully stringe con i colleghi democratici al
Senato: state con me, dimostratemi la vostra lealt, e io vi far
vincere le prossime elezioni. Far in modo che la documentazione
che presenterete sia regolare, vi aiuter a neutralizzare
gli avversari alle primarie, vi far avere un po' di soldi.
Jimmy Budzinski  uno dei senatori che accettano sempre gli
inviti di Grant, il che significa che si  servito parecchio di me.
Nei suoi tre mandati di senatore eletto nel sudest della citt,
Jimmy  sempre stato sfidato alle primarie. L'ultima volta, due
anni fa, ha affrontato la contesa pi dura. La composizione demografica
del suo collegio era cambiata notevolmente negli anni,
soprattutto per l'afflusso di yuppie in cerca di alternative alle
costose abitazioni del North Side. La comunit di operai polacchi,
conservatrice a livello sociale, si trovava assediata da liberal
della media e alta borghesia. Un'attivista locale, una femminista
di nome Anna Robbins, stava emergendo come alternativa
progressista a Jimmy nelle primarie democratiche.
Cos Jimmy si  rivolto a me, come fanno tutti. Ho studiato i
documenti di candidatura di Anna Robbins.  risultato che si
era servita di volontarie di un gruppo favorevole all'aborto per
fare circolare le petizioni per la sua candidatura. Sei donne si
erano occupate delle sue petizioni e avevano raccolto pi di ottocento
firme, molto pi delle trecento necessarie per candidarsi.
Ma ci che qualcuno non sapeva, o credeva di non sapere,
era che tre di quelle donne avevano fatto firmare petizioni
per un repubblicano abortista in un'altra competizione elettorale
a nord. Immaginate il loro allarme quando hanno scoperto,
da un ricorso presentato da me, che una legge dello Stato impone
che in un ciclo elettorale chi fa circolare le petizioni lo
faccia per un unico partito. Cos, tutte le firme ottenute dalle
tre donne, poco pi di quattrocento su ottocento, sono state
automaticamente invalidate. Il che mi ha lasciato il compito
piuttosto agevole di riscontrare irregolarit solo in una firma su
quattro delle restanti, ricorrendo alle solite trappole: il firmatario
della petizione non  un votante iscritto nel collegio, oppure
non  iscritto da nessuna parte, oppure la firma  scritta in
stampatello. Alla fine, Anna Robbins si  trovata con meno di
duecentocinquanta firme valide, ben al di sotto del minimo richiesto.
E il senatore James Budzinski  stato ricandidato alle
primarie democratiche senza uno straccio di sfidante.
 la parte del mio lavoro che amo meno, senza dubbio, ma
non cerco di accampare scuse. Fa parte del mio lavoro e lo faccio.
Di conseguenza, gente come Jimmy Budzinski  in debito
con me.
Adesso sono nel sudest della citt, nell'ufficio di Jimmy. Come
tanti altri,  gestito in maniera informale: una o due persone
che fanno tutto, dal rispondere al telefono al seguire i sondaggi
all'ordinare bevande per il frigorifero al pagare le bollette di luce
e gas. Una donna in sovrappeso, con un enorme maglione di
cotone, sta tentando di chiudere un armadietto recalcitrante
quando entro. Posso esserle d'aiuto?
Sono Jon, rispondo senza riflettere. Strano, non ho detto il
cognome. Ho paura che la donna lo colleghi ai recenti avvenimenti
e resti sgomenta?
Jon, entra! La voce proviene dall'ufficio interno.  quella
di Jimmy.
Mi viene incontro sulla soglia.  un polacco tozzo, piuttosto
pesante, che mastica sempre il sigaro. A livello personale piace
a quasi tutti. L'odore dell'ufficio conferma le sue preferenze in
fatto di tabacco.
Mi stringe vigorosamente la mano. Dio, Jon,  un delitto
quello che stanno facendo. Entra, siediti.
Ti sono grato di avermi ricevuto, Jimmy.
Che dici? Spalanca le braccia, le agita. Andiamo.
Quasi mi aspettavo che Anna Robbins mi tendesse un agguato
per strada. Meglio ricordare a Jimmy l'ultimo favore che
gli ho fatto prima di chiedere il saldo del debito.
Si ferma a lato della poltroncina dietro la scrivania, giunge le
mani come a implorare il Signore. Quella donna! Non molla:
si sta gi lavorando il quartiere. Dice che questa volta sar pi
furba. Batte l'indice sul cranio.
Si ripresenta?
Lui si siede con un sospiro di sollievo. Problemi alla schiena,
se ben ricordo. Si ripresenta. Questa volta, sono preparato.
Punta l'indice al soffitto. Senti qua. Ne ho gi tre pronte.
Mancano due anni, e sono gi pronte. Diane Robinson, Rosa
Sanchez. E l'ultima  la migliore. La figlia di uno dei capitani di
polizia del mio collegio. Ann Haley. Unisce le mani a coppa.
Ero al suo battesimo, la conosco da tutta una vita. Batte le
mani, deliziato.
Una manovra classica per chi si ricandida e deve affrontare
un avversario serio: intasare le primarie con altri sfidanti per
dividere il voto contrario, mantenere salda la propria base ed
emergere vincitore dal mare magnum. A quanto pare, Jimmy
ha fatto anche di meglio, ha trovato qualcuno con un cognome
simile, e qualcun altro con un nome quasi identico a quello della
sfidante principale. Anna Robbins probabilmente finir seconda,
ma sorpassare Jimmy le sar terribilmente difficile.
Allora, dice. Sei stato cos... qual  il termine esatto...
Sventola una mano.
Criptico?
Criptico, s. Sei stato cos criptico al telefono.
Pensavo fosse meglio discuterne di persona.
Giusto. Jimmy si calma. Dimmi cosa posso fare.
Jimmy... Mi protendo sulla sedia, per creare un clima pi
intimo, forse pi implorante. Sai bene che non voglio quello
che non puoi fare.
Prima chiedi. Ti dir io cosa non posso fare.
Okay. Sfrego le mani. Sei ancora in rapporti stretti con
quelli oltre il confine?
La contea di Summit? Sul suo viso appare un misto di confusione
e sollievo. La richiesta  al di l delle sue aspettative.
Cosa pensava volessi da lui? S, certamente. Non dista dieci
minuti da questo ufficio. Ho raccolto soldi per Aldridge, il sindaco.
Gli ho organizzato una partita di golf. Dovresti vedermi
sul campo.
Abbozzo un sorriso. Lui mi soppesa.
Avevi in mente qualcuno in particolare?
Il procuratore capo. Lo conosci?
Lo conosco? Non  una domanda;  una parodia. Agita la
mano come per dirmi di andare a quel paese. Maples, Frankie
Maples. Gioco con lui quattro, cinque volte ogni estate.
A golf, presumo. In condizioni normali, Jimmy dedicherebbe
altri dieci minuti a una storia o due. Ma ha afferrato l'antifona.
Non  il momento per chiacchiere oziose. Ti serve
qualcosa.
Solo informazioni. Mi piacerebbe dare un'occhiata a un fascicolo.
Un fascicolo? Un caso? Jimmy alza le mani. Non sono
informazioni di dominio pubblico?
Potrebbero esserlo in parte. In realt, non ne sono certo.
Non so quanto il pubblico sia autorizzato a vedere degli archivi
criminali. Per quello che ho in mente  senz'altro confidenziale.
Ci sono di mezzo dei minori.
Vuoi avere l'accesso al fascicolo, dice lui.
Solo l'accesso. Solo dare un'occhiata. Non prenderemo
niente. Devo soltanto vedere qualcosa.
Prenderemo, dice Jimmy. Di chi stai parlando?
Non agir io. Non in queste circostanze. Non gli rivelo
che i termini della cauzione mi proibiscono di lasciare lo Stato.
Un investigatore. Ti dar il nome, se vuoi.
Voglio?
Probabilmente no. Senti, Jimmy, tecnicamente i fascicoli sui
minori sono inaccessibili. Quindi, da questo punto di vista ti
sto chiedendo un vero favore. A parte questo, per, non faremo
niente che possa creare guai. Qualcuno potr tenere sotto
continuo controllo il mio uomo. Non distrugger e non sottrarr
niente: dar solo un'occhiata ai documenti e se ne andr.
E ti prometto nel modo pi assoluto... Mi sistemo sulla sedia.
Hai la mia parola che nessuno sapr che siamo stati l. L'informazione
non sar mai divulgata in modo da suggerire che abbiamo
dato una sbirciatina. Non rimarranno tracce del nostro
intervento.
Jimmy lascia ricadere la testa all'indietro. Posa le mani sull'ampio
stomaco. Suppongo la cosa sia in relazione col tuo
caso.
Lo guardo duro. Vuoi che ti risponda?
Voglio?
Direi di no.
Ottimo. Un cenno maestoso del capo. Un amico mi chiede
un favore innocuo. Solo una sbirciatina.
Solo una sbirciatina.
Ne accenner a Frankie. Se mi dice di s, come procediamo?
Sono flessibile, rispondo. Potrebbe occorrere qualche ricerca.
 un vecchio caso, e non conosco i dettagli. Non sono
nemmeno certo di sapere tutti i nomi...
Jon, il senatore alza una mano, altre informazioni che non
ho bisogno di avere?
Riesco a imbastire un sorriso. Esatto.
Jimmy si protende di nuovo, con i gomiti sul piano della scrivania.
Sventola una mano.  proprio un delitto quello che ti
stanno combinando, dice. Far quella telefonata.
Il quartier generale del partito democratico si trova nel secondo
palazzo dopo quello dello studio Seaton, Hirsch. Abbiamo
in affitto mezzo piano. Il proprietario  un avvocato specializzato
in lesioni personali;  in debito con noi perch da pi di
dieci anni blocchiamo le riforme proposte dai repubblicani. I
repubblicani pro-business vogliono mettere dei tetti agli indennizzi
per i danni fisici e morali. La loro pi recente proposta di
legge limitava il massimo di risarcimento al triplo delle spese
mediche sostenute in seguito alle lesioni. Il che significa che
gente conciata male perch non vedeva niente di strano nel
mettersi a pisciare su un binario ferroviario non potr ottenere
dieci milioni di dollari dall'azienda ferroviaria che non li ha
protetti. Misure simili infliggerebbero un grave colpo all'industria
delle cause per risarcimento dei danni personali, soprattutto
in questa citt, dove le giurie adorano metterlo in culo alle
grandi compagnie.
Quindi, i democratici al Senato bocciano le leggi ogni volta
che arrivano dalla Camera dei rappresentanti. E per questo godiamo
della profonda gratitudine di ogni avvocato della citt
specializzato nel ramo: tutti gli anni versano qualcosa come tre
milioni di dollari nelle nostre casse. E abbiamo anche questa
sede tanto carina.
Seduti al tavolo della sala riunioni principale ci sono il senatore;
il suo capo del personale, Jason Tower; l'addetto stampa,
Don Grier; e io. Una situazione perfetta per la mia presenza
perch non ci sono occhi di telecamere, siamo del tutto dietro
le quinte, e il senatore rispetta le mie opinioni probabilmente
pi di quelle di tutti gli altri.
 un incontro per decidere strategie. Abbiamo appena
discusso di una quantit di visite elettorali che il senatore dovr
fare nelle prossime sei settimane, del numero di mani che dovr
stringere, delle persone con i soldi che dovr andare a trovare.
Punti del programma, dice Jason Tower. Fa parte dello
staff di Grant ormai da tre anni. La prima parte della sua esistenza
ha obbedito agli stereotipi dell'afroamericano povero che
vive in periferia. Case popolari, madre forte, un fratello sacrificato
alle gang. Ha ottenuto una borsa di studio per l'universit
statale, l'ha trasformata in una laurea in diritto civile a Harvard,
ha lavorato come assistente al Senato americano, poi ha deciso
di tornare alle radici. Ha una carnagione color caff, liscia, viso
cavallino e giovanile, capelli crespi e cortissimi, occhialini con la
montatura in ferro. E un uomo abbastanza bello, a parte una
dentatura molto irregolare, che sta curando con un apparecchio
ad alta tecnologia. Non ha potuto godere di assistenza sanitaria
da bambino, mi ha raccontato pi di una volta, n di cure dentistiche.
Mi sorprende che abbia deciso di correggere il problema:
lo ha sempre sfoggiato come una medaglia al valore.
Il senatore emette un sospiro, si pizzica l'arco del naso. Non
so se sia per la stanchezza di una campagna gi lunga che diventer
ancora pi lunga, o per il fatto che dovr di nuovo subire
le nostre randellate su alcune delle sue posizioni.
Abbiamo sottoposto il piano fiscale al gruppo d'analisi,
prosegue Jason.
Fammi indovinare, dice il senatore. Gli fa schifo.
Don Grier ride. E con il senatore sin dall'inizio, anzi anche
da prima, perch stava col padre di Grant, Simon Tully. Quindi
pu ridere quando altri non possono.
Non erano molto contenti, ammette Jason.
Be', ribatte il senatore, hai fatto presente che miglioreremo
le scuole?
Jason scrolla le spalle, fa per rispondere.
Non ha importanza, interviene Don. Porta un maglione di
cotone tra il rossastro e l'arancio, lo stesso colore delle sue
guance. Puoi elencare venti benefici che deriveranno da un
aumento delle tasse, ma alla fin fine tanta gente capisce solo
che si pagheranno pi tasse.
E alcune saranno diminuite, osserva Tully. Guarda Jason.
Questo lo hai fatto presente?
Lo ha fatto presente, rispondo io per Jason. Ho visto i video.
Mi pare che un tizio abbia riassunto il nocciolo del problema.
Ha detto: I liberal dicono sempre che dagli aumenti
delle tasse verranno risultati positivi, ma in definitiva io vedo
solo una tassazione pi pesante.
Il senatore scrolla la testa ma non ribatte. La sua idea 
cambiare il modo in cui lo Stato sovvenziona l'istruzione. Al
momento, la maggior parte delle scuole viene finanziata a livello
locale, con imposte sul patrimonio. Quindi le zone pi
ricche, con propriet di valore maggiore e imposte patrimoniali
pi alte, hanno pi soldi delle zone povere da destinare
alle scuole. Grant vuole attingere alle imposte sul reddito
dell'intero Stato per i finanziamenti pubblici alle scuole, in
modo che i fondi disponibili per l'istruzione siano uguali
dappertutto. Naturalmente, per farlo occorrer aumentare
le imposte sul reddito, per si diminuiranno quelle sul patrimonio
nella misura in cui prima servivano a finanziare le
scuole.
Alla resa dei conti, dice Don Grier, quasi tutti si troveranno
a pagare pi tasse, e l'unico beneficio sar qualcosa che
la maggior parte dei contribuenti non riesce a vedere o apprezzare:
scuole migliori in futuro.
La gente potrebbe ringraziarla pi avanti, aggiunge Jason,
per al presente potrebbe anche non eleggerla.
Don ha centrato il problema. Il senatore ruota il collo.
Una dichiarazione dei redditi  qualcosa che stringi in mano,
e ti accorgi se  pi pesante di prima. Con un graduale miglioramento
delle scuole non puoi farlo.
Jason scruta il senatore, per accertarsi che abbia concluso.
La considerazione essenziale  che un progetto del genere non
vende. Non  un punto da mettere in risalto.
Grant giunge le mani in preghiera, abbassa il mento. La reazione
 unanime? La pensate tutti e tre nello stesso modo?
Io parlo per me, risponde Jason.
Un'idea perdente, afferma Don.
Grant guarda me.
Una grande idea da non proporre prima delle elezioni, dico.
Qualcosa da presentare a met mandato.
Met mandato, ripete Grant. Dico agli elettori che far
una certa cosa, poi, a met strada, li sorprendo con una novit.
Lei propone una novit, preciso. Non farebbe la storia
con quella mossa.
Capisco. E se cancelliamo la mia idea, allora qual  il mio
piano per l'istruzione?
Le sovvenzioni per l'istruzione in primo luogo, risponde
Jason. Allude a una proposta di legge presentata dai senatori
democratici: il cinquantun per cento di ogni nuovo dollaro delle
entrate fiscali va speso per la scuola. E nessun aumento di
tasse.
Tully mostra l'indice al suo capo del personale senza guardarlo.
Una rotta prudente, Jason. Una rotta molto sicura.
Annuisce a Don. Anche tu vuoi questo?
Tu hai molte ottime idee sull'istruzione che hai gi annunciato.
Don si gratta la barba. Ma quest'ultima prevede un aumento
del prelievo fiscale. A me piace l'idea di Jason.
Jon, dice il senatore, Don e Jason sono d'accordo. Tu cosa
pensi?
Io sono solo l'avvocato, ribatto. Ma concordo con loro.
Tully spazza il tavolo con la mano aperta. Tre su tre: le mie
grandi menti. Non fraintendetemi. Una decina di membri del
gruppo dirigente del partito mi hanno dato sostanzialmente lo
stesso consiglio. Parla dei senatori democratici, molti dei quali,
per vari motivi (antipatia per il giovane senatore, desiderio di
prendere il suo posto di leader della maggioranza, poltrone da assegnare)
vogliono vederlo eletto governatore con tutto il cuore.
Lei cosa pensa? chiedo a Grant.
Il senatore sbatte le mani sul tavolo con spavalderia e si alza.
Penso che diciate un mucchio di stronzate. Lascia il tavolo e
si avvicina alla finestra, da cui si gode il panorama del centro
citt. Noi tre ci guardiamo con facce inespressive. Siamo tutti
delusi. Jason si potrebbe definire addirittura allarmato.
Perch non facciamo cinque minuti di pausa? propongo.
Don esce insieme a Jason, assestandogli delle pacche sulla
schiena e mormorandogli un po' delle rassicurazioni che ho
sentito un'infinit di volte. Mi siedo sul tavolo e guardo Grant,
che resta girato di spalle.
Non cominciare, mi dice.
Non comincio. Vorrei farti una domanda.
Lui gira la testa. Adesso lo vedo di profilo.
Vuoi vincere queste elezioni o no?
E questo che cazzo significherebbe?
Avresti dovuto licenziarmi, rispondo. Ma non lo hai fatto,
e io non posso dare le dimissioni perch la libert su cauzione
mi obbliga a restare con te. Quindi, dobbiamo attenerci alla
tua decisione. Non facciamo un'altra pessima mossa.
Non la stiamo facendo.
Tira fuori la testa dal culo per un momento, Grant. Il tuo
piano  ottimo, ma ha il piccolo effetto collaterale di portare a
un aumento delle tasse.
Il senatore si volta, si appoggia alla libreria lungo la parete.
Non sono dell'umore adatto.
Allora cambia umore. Non ti stai comportando in maniera
furba, amico. Non  da te. Questo piano... Se tu dovessi dare
un parere a qualcun altro in lizza per la carica di governatore,
gli diresti che  micidiale. Gli consiglieresti a tutto spiano di
non proporlo.
L'espressione di Grant si addolcisce. Ormai  al di l di un
sorriso, o di una battuta, ma il rilassarsi del viso sembra indicare
che capisce il mio punto di vista.  il piano giusto, dice.
Pu darsi.  probabile. Ma non ti far vincere. Sarai solo
un altro democratico che vuole aumentare le tasse.
E cosa sar se seguir il tuo consiglio?
Con un po' di fortuna, un governatore.
Ci arriver camminando in punta di piedi?
Scrollo la testa con enfasi esagerata. Sto parlando con l'uomo
che guida il Senato da dieci anni?  il tuo primo giorno di
vita politica?
Sono sempre io, risponde. Ma adesso non mi presento
per il Senato. Non cerco di mettere assieme una maggioranza.
Mi candido alla carica di capo dell'esecutivo. Devo guidare,
non seguire. Sono solo... Grant si interrompe, riflette sulle
parole.
Va' avanti.
La sua mano si blocca a mezz'aria, fotogramma immobile.
 una cosa mia. Nessun altro pu dirmi come la devo fare.
Annuisco.  chiaro. Sta parlando di suo padre. Suo padre,
l'ex leader di maggioranza al Senato, che ha passato al figlio
Grant un seggio blindato, che gli ha spianato la strada facendolo
diventare leader di maggioranza senza esserselo realmente
meritato, che lo ha manovrato da dietro le quinte pi di quanto
Grant ami ricordare, che gli ha detto di collaborare con questo
e dare una mano a quello e affossare quella legge e procurare
fondi a una certa campagna ma non a un'altra, non prima che il
candidato fosse di suo gradimento.
Ma Simon Tully non si  mai candidato come senatore. Non
ha mai avuto le palle, mi ha confidato una volta un politico che
non sapeva per chi lavorassi. Grant sta andando oltre ci che
ha fatto suo padre, e dice che vuole farlo alle proprie condizioni.
Non  il tipo di ribellione al padre che mi sarei aspettato da
lui. Ho sempre pensato che Grant avrebbe detto no alla politica,
o magari avrebbe compiuto un atto autodistruttivo per rovinarsi
la carriera. Per ha scelto un altro approccio. Ha seguito
il sentiero che il padre gli ha tracciato ma andr pi avanti di
Simon, far qualcosa che a lui non  mai riuscito.  cos che
pensano i politici: misurano il proprio successo sul metro delle
elezioni, dei passi che fanno, delle cariche che occupano.  cos
che un politico dimostra al padre, a sua volta uomo politico,
di essere migliore di lui.
 il piano giusto, insiste. Non farei mai qualcosa di diverso.
Lo so.
I ragazzi poveri avranno scuole migliori. La maggior parte
della gente non si accorger nemmeno dell'aumento delle
tasse.
Allora faremo cos, concordo. Ci tireremo addosso l'inferno,
ma faremo cos.
Il senatore Grant Tully torna al tavolo, si siede, mi d una
pacca sulla gamba. Faremo cos, ripete.
...
.
...
Ciao, Cal. Apro la porta all'investigatore privato. Lui entra e
perlustra rapidamente con lo sguardo la mia casa. Cal  un uomo
massiccio, mento abbondante, residui di cicatrici sul viso
per l'acne giovanile. Il naso  grosso e tendente al rosso. Un irlandese
buon bevitore, lo so per esperienza diretta. Il tipo d'uomo
che suda d'inverno. Porta una maglietta a maniche corte, e
nonostante l'aria condizionata ha la fronte imperlata.
Ci sediamo. Cal mette gi la ventiquattrore e declina la mia
offerta di una bevanda, alcolici compresi, il che mi dice che non
prevede di fermarsi a lungo.
Scusa se ti ho fatto venire qui, gli dico. I telefoni non mi
piacciono.
Ricevuto. Si passa una mano sulle labbra. Non so chi conosca
tu nella contea di Summit, ma di certo sono stati pronti a
collaborare. Hanno buttato all'aria tutto l'archivio. Non  che
ci siano in giro molti fascicoli tanto vecchi.
Era quello che temevo.
Per questo  stato conservato, continua Cal. Per ordine
di qualcuno.
Di chi?
Non lo so, uno della procura, uno che ha scritto sulla scatola
Conservare.
Non di recente, commento, tirandomi su. Dio mi aiuti se
Daniel Morphew e i suoi colleghi d'ufficio sono informati.
Rilassati.  stato parecchio tempo fa. Credo... Mi hanno
detto che conservano i fascicoli per quindici anni. Cos, prima
di buttare quello, qualcuno ha deciso di salvarlo. Non succede
sempre, ma non  nemmeno insolito. Ho visto un paio di scatole
degli anni Sessanta.
Sar un po' paranoico.
Date le circostanze... Cal annuisce, serio. Tra parentesi, la
cosa resta solo fra te e me, giusto?
Giusto. Non passer da Bennett o dallo studio. Ti pagher
io.
Non  necessario. Alza una mano. Sono felice di aiutare
un amico.
Sto ricevendo un sacco di aiuto dagli amici. Te ne sono grato.
Tamburello con le dita sulle ginocchia. Allora, che cosa
hai visto?
La scatola era quasi vuota. Conteneva parte di una trascrizione.
Deve essere uscita da un raccoglitore. Cal estrae una
busta formato lettera dalla ventiquattrore. Una manciata di
fogli, niente di pi.
Fisso la busta. Ci che resta del 1979. Esibisco un sorriso.
Tu non hai sbirciato, eh?
Ufficialmente? No. Si protende. Ufficiosamente, be', se
faccio delle fotocopie pu succedere che mi cada l'occhio su
qualche parola. Ho riconosciuto un nome o due. Mi scruta
con grandi occhi. Per, Jonathan, amico mio, sentimi bene...
Ha l'espressione pi intensa che si possa immaginare. Io negher
di avere visto qualcosa.
Lo ringrazio di nuovo quando esce. Resto solo con la trascrizione.
Mando fuori i carlini dalla porta sul retro, torno al divano,
lotto coi nervi per un momento. Apro la busta ed estraggo i
fogli, tre in totale. Sono fotocopie; gli originali saranno stati rimessi
nella scatola. Su una c' parte di un dito di Cal. Il carattere
 un Courier vecchiotto; spaziature e rientri appaiono sgraziati
nell'era dei word processor.
Riconosco all'istante le prime due pagine. Le parole, anche
prive di contesto, mi balzano alla memoria.
entrato nella stanza?
R: Lei mi ha, ehm, toccato.
D: L'ha toccata dove, Jon?
R: Nelle, ehm, parti intime.
D: Il pene?
R: S.
D: Che altro, Jon?  successo nient'altro?
R- Ha fatto la stessa cosa con la sua, ehm, bocca.
D: Jon, ci sta dicendo che si  dedicata al sesso orale su di lei?
R: S.
D: L'ha spogliata?
[Il teste annuisce.]
D: Per favore, dia una risposta verbale, Jon. Deve rispondere ad
alta voce.
R: Pi o meno s, direi. Mi ha abbassato i pantaloni.
D: Lei ha eiaculato, Jon? In quel momento?
R: No.
D: Allora cos' successo?
R: Abbiamo fatto sesso.
D: Pu dirci in quale posizione, Jon? Chi stava sopra?
R: Lei.
D: La ragazza stava sopra. Siete rimasti sempre cos?
R: Uhm, no. Ci siamo girati.
D: E cos' successo quando vi siete girati?
R: Siamo caduti dal letto. Lei ha battuto la testa.
D: D'accordo. In quel momento era viva?
R: S. Ha detto che le faceva male la testa.
D: Le faceva male la testa.
R: S.
D: Le ha chiesto di fermarsi?
R: No.
D: Cosa ha detto?
R: Ha detto, insomma, di non fermarmi.
D: Sono state queste le sue parole, Jon? Le sue esatte parole?
R: Uhm, no.
D: Jon? Quali sono state le esatte parole della ragazza?
[Una risposta impercettibile del teste.]
D: Jon, mi rendo conto che per lei  difficile, ma ci dica tutto.
Quali sono state le esatte parole che Gina le ha rivolto dopo
che siete caduti assieme sul pavimento?
R: Scopami pi forte.
Chiudo gli occhi, deglutisco. Ricordo le parole che il mio avvocato
mi ha fatto imparare a memoria quanto quelle che ho
pronunciato all'udienza, anzi di pi. Gina mi ha tolto i calzoni
e si  messa in ginocchio. Era lei a stare sopra. Cos si d l'idea
di un rapporto consensuale, non di uno stupro.
Lancio i fogli in aria senza motivo. Di tutto ci che ho detto
sotto giuramento non ricordavo una sola cosa. Ho cantato il
pezzo scritto dal mio avvocato. In piena consapevolezza.
Un altro foglio cattura la mia attenzione. Non so di cosa si
tratti. Non lo riconosco. Ma  passato tanto tempo...
No. Non ho mai visto quel documento.  scritto a mano.
Ho serie riserve sulle conclusioni raggiunte nel corso di questa
indagine. Ritengo che i risultati dell'autopsia siano stati interpretati
in modo eccessivamente generoso. Ritengo inoltre che la
defunta non fosse in grado di acconsentire a un rapporto sessuale
dato il suo stato di intossicazione, anche qualora accettassi
la versione dei fatti presentata dal signor Soliday, che peraltro
non accetto. Ritengo che il signor Soliday e il signor Cosgrove
abbiano concordato le loro deposizioni e abbiano contato sull'assenza
di altri testimoni per sfuggire ad accuse penali. Ritengo
che Jon Soliday dovrebbe essere arrestato e accusato di violenza
sessuale, come minimo.
Questa dichiarazione dovrebbe fare parte della documentazione.
La inserisco nel fascicolo nonostante il rifiuto ad accoglierla
della pubblica accusa.
La firma  uno scarabocchio, ma riesco a decifrare il nome.
Gary Degnan. Lo ricordo bene. Aveva capito la messinscena.
E lo ha messo per iscritto.
Mi alzo. Mi tremano le gambe. Faccio il giro della stanza prima
di tornare al divano e afferrare il cellulare. Chiamo il numero
di Cal Reedy.
Mezz'ora, e ti manco gi, dice lui.
Ho bisogno di un'altra cosa, ribatto. Mi spiace. Attendo
una sua reazione. Per quanto Cal Reedy si rifiuti di sapere ci
che non vuole sapere, mi ha fatto capire con chiarezza cristallina
che quello che abbiamo fatto nella contea di Summit  del
tutto contrario alla legge. Ha messo le mani su un fascicolo non
visionabile perch inerente a reati commessi da minori. Perci
lo scuserei se si mostrasse riluttante ad ascoltare la mia richiesta.
Ma lui si limita ad aspettare.
Devo trovare qualcuno. Due persone.
Una pausa. Tutto qui?
Tu trovale e basta. Nient'altro.
Dammi i nomi. Le trover.
Il primo  Gary Degnan. D-E-G...
Quello  morto, dice Cal.
Morto?
S. Ho visto il suo nome su uno dei documenti, e il tizio che
mi ha dato una mano lo conosceva. Era un investigatore, giusto?
Giusto.
Be',  andato in pensione cinque anni fa ed  morto di cancro,
mi ha detto il tizio. Un paio d'anni fa.
Okay. Lascio andare il fiato. Non  mai bello scoprire che
qualcuno  morto. E mi sarebbe piaciuto fare un bel discorso a
tu per tu con quell'uomo, ma non ignoro certo quali guai
avrebbe potuto crearmi.
L'altro? chiede Cal.
Lyle Cosgrove. Gli sillabo il cognome.
S. Ho visto anche quel nome. Dimmi quello che puoi.'
Gli riferisco le informazioni che ho. Cresciuto nella contea
di Summit. Ex carcerato. Rilasciato da poco.
Bennett non deve essere informato, aggiungo. Sa di quest'uomo.
Anzi, potrebbe gi averti chiesto di cercarlo.
No.
Apro la porta posteriore e faccio rientrare i cani. Scusa tutto
il mistero, Cal. Magari verr il momento buono e informer
Bennett.
Ehi!  Cal vive in un mondo morale in bianco e nero. Tra noi
esiste una linea invisibile: da un lato i miei affari, dall'altro i suoi.
Lo so, lo so. Te ne sono grato, gli dico. Lui borbotta sui
miei ringraziamenti e chiude la comunicazione.
Appare cos ovvio, il bisogno che provo adesso. Il bisogno di
conoscere la verit. Nel 1979 ho girato la testa, pronto a permettere
a Grant Tully e a suo padre di spianarmi la strada per l'assoluzione.
Non era giusto allora e non lo  mai stato. Spero che la
verit abbia trionfato, che Lyle Cosgrove abbia raccontato il vero
su di me. Per non ho mai cercato di contattarlo per avere la conferma.
Ho tenuto la testa sepolta nella sabbia.  ora di tirarla fuori.
E, dopo avere scoperto la verit, mi rester un'unica domanda.
Che fare?
...
.
...
Benvenuti a una nuova edizione di City Watch. Io sono Jackie
Norris.
City Watch  un programma locale, uno dei pochi capaci di
competere con le offerte televisive pi ricche.
Questa sera parleremo della corsa alla carica di governatore.
Sullo schermo spunta un grafico con le cifre di un sondaggio.
Il procuratore generale Langdon Trotter continua a mantenere
la prima posizione, con quattordici punti di vantaggio
sul suo sfidante democratico, il senatore di Stato Grant Tully.
Il sondaggio attribuisce a Trotter il quarantanove per cento, il
trentacinque a Grant, e al candidato del terzo partito, Oliver
Jenson, il tre per cento. Le cifre non mostrano in pratica alcuna
variazione per il senatore Tully dalle primarie del quindici
marzo. Lo schermo mette a confronto un sondaggio dell'epoca
e quello pi recente. In marzo, Grant aveva sedici punti di
svantaggio.
Stasera ho con me il candidato democratico al seggio di governatore,
Grant Tully. Senatore, grazie di essere qui con noi.
Grant siede alla curva opposta del tavolo semicircolare; ha
alle spalle un finto paesaggio della citt. Veste come sempre in
maniera tradizionale: completo blu, camicia azzurra, cravatta
rossa. Sfoggia un sorriso generoso. Grazie della calorosa presentazione,
dice sarcastico.
Jackie Norris si concede una risatina prima di tornare seria.
Senatore, perch i sondaggi non si muovono?
Grant annuisce, come capisse la confusione della giornalista.
Mancano ancora due mesi alle elezioni, Jackie. Le cifre devono
stabilizzarsi, per non parlare del significativo margine di votanti
indecisi. Gli elettori di questo Stato stanno dicendo di non
conoscere quanto basta Grant Tully. Questa campagna mi offre
l'occasione di presentarmi e informarli di ci che ho fatto.
Jackie Norris arriva in fretta ai punti critici. Il peggiore  l'aborto,
che in teoria dovrebbe essere il cavallo di battaglia di un
democratico. Grant  contrario all'aborto, come parecchi democratici
del nostro Stato, con la differenza che lo dice apertamente,
mentre altri tacciono. Tully  un democratico pr diritto
alla vita, il che  un po' come essere un nazista pr ebrei. L'aborto
 una delle grandi questioni che di solito i democratici
usano alle politiche per assestare colpi micidiali ai repubblicani
e guadagnarsi gli elettori incerti, ma Grant si  rifiutato di rinnegare
le sue convinzioni personali. Ricorda alla conduttrice
che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha legittimato l'aborto e
che lui, ovviamente, governerebbe rispettando quella decisione,
ma messo alle strette ammette la propria opposizione all'interruzione
della gravidanza.
Due o tre minuti non esattamente favorevoli. Grant ha la
stessa posizione di Trotter, che per  condivisa da molti leader
repubblicani. Questo punto di vista ha alienato a Grant parecchi
elettori democratici, che si sentono traditi da uno dei loro
che sta dalla parte sbagliata della barricata. Quindi, le donne
favorevoli all'aborto potrebbero preferire votare per Trotter,
che almeno  coerente con la sua linea politica.
Si cambia argomento, ma il mio sollievo ha vita breve. Jackie
Norris vuole parlare della pena capitale. Un altro punto a nostro
sfavore.
Senatore, qualcuno potrebbe dire che le sue posizioni hanno
uno scarso contatto con la realt. Quasi due terzi di questo
Stato sono favorevoli a una qualche forma di pena capitale.
Chieda a quella gente, ribatte Grant, se sono favorevoli a
mandare a morte qualcuno la cui colpevolezza non sia del tutto
provata. Negli ultimi anni abbiamo visto troppi casi di innocenti
arrivati pericolosamente vicino all'esecuzione. Nessun sistema
 perfetto, Jackie. Per dobbiamo avere la certezza di fare
tutto il possibile per condannare solo i colpevoli, prima di
imporre la pena capitale. E dobbiamo anche assicurarci che
questa pena non venga usata in maniera sproporzionata a danno
delle minoranze. Studi recentissimi mostrano che gli afroamericani
hanno probabilit molto maggiori di essere condannati
a morte per gli stessi crimini commessi da bianchi.
Non male. Un veloce cenno alla base. Adesso bisogna procedere
di corsa. Meno Grant dir, meglio sar. Immagino gi gli
spot pubblicitari di Trotter sul tema Tully ha la mano debole
coi criminali: l'immagine di una deliziosa bambina, al suo fianco
il minaccioso delinquente che l'ha uccisa, e la voce fuori
campo a informarci che il senatore Tully sarebbe contrario alla
pena di morte per quel brutale assassino.
Sta dicendo, senatore, che se il sistema venisse migliorato
fino a soddisfarla lei sarebbe favorevole alla pena capitale?
Sto dicendo che al momento abbiamo un certo sistema giudiziario,
e come minimo dovremmo fare tutto il possibile per
assicurarci che venga utilizzato nel modo giusto.
Senatore... La conduttrice picchia leggermente col pugno
sul tavolo. Se l'assemblea legislativa le facesse pervenire un disegno
di legge per abolire la pena di morte, lei lo firmerebbe?
Eliminerebbe del tutto la pena capitale se spettasse a lei decidere?
Merda. Ci siamo, Grant. Dille che la Camera controllata dai
repubblicani non approverebbe mai una legge simile, che dobbiamo
rispettare la legge per ci che , che la mossa pi efficace
 promuovere le riforme alle quali accennavi...
La abolirei, risponde Grant, perch non ritengo giusto
spegnere una vita. Non credo che una societ civile dovrebbe
sancire l'omicidio legale.
Oh, Grant! Scaglio un cuscino contro il televisore. Maggie
alza la testa dal divano, piega il collo.
Quell'uomo ha dei princpi. Per questo lo ammiro. Per dovrebbe
girarci attorno un po' di pi. Non puoi essere un buon
governatore se prima non diventi governatore.
Passiamo a un altro argomento. Il suo primo assistente, Jonathan
Soliday,  stato accusato di omicidio.
Chiudo gli occhi. Sento il senatore rispondere semplicemente:
S. Sino a oggi, in genere si  rifiutato di esprimere commenti
e non ha fatto altro. Spero si attenga a questa prassi.
Il signor Soliday collabora ancora alla sua campagna elettorale?
Per certe mansioni, s. Il senatore annuisce. Non ha affatto
l'aria di chi pensa di doversi scusare. Al momento, la priorit
pi importante di Jon  prepararsi a difendersi da queste accuse
indecenti, dimostrare a tutti la sua innocenza. Ma  sempre
stato un elemento prezioso di questa campagna elettorale come
nostro primo consulente legale, e continuer a collaborare con
noi nella misura in cui gli sar possibile.
Lei definisce le accuse indecenti, dice Norris. L'avvocato
di Soliday sostiene che l'incriminazione  dovuta all'influenza
del procuratore generale Trotter, il quale avrebbe esercitato
pressioni sul nostro procuratore di contea affinch avanzasse
queste accuse creando problemi alla sua campagna elettorale.
Lei cosa ne pensa?
Tully socchiude appena gli occhi: il suo modo per mostrare
calma e seriet. Dico che Jon  innocente. A prescindere dal
perch venga perseguito,  innocente. Sono sicurissimo che i
fatti lo dimostreranno. Se dovessero dimostrare anche qualche
altra cosa, aspettiamo il momento opportuno per rilevarlo.
Jackie Norris annuisce. Senatore...
Jackie, se posso, vorrei aggiungere qualcosa. Grant batte
un dito sul tavolo. Il mio amico non  diverso da ogni altro
abitante di questo Stato. Si presume che sia innocente. Se la
gente di questo Stato vuole qualcuno che volti le spalle a un
amico non appena la situazione si fa scabrosa, devono votare
per qualcun altro. Se la gente vuole qualcuno che non sia pronto
a lottare per le cose in cui crede, che governi semplicemente
fiutando l'aria e leggendo i sondaggi, deve votare per qualcun
altro. Ma io ritengo che un governatore debba avere dei princpi
e debba agire in base alle proprie convinzioni.  questo che
io posso promettere come governatore.
D'accordo, senatore, per il signor Soliday resta sul libro
paga dello Stato, vero? Fa ancora parte del suo staff?
S, certo.
Crede che i contribuenti debbano pagare lo stipendio del
signor Soliday solo perch lei lo ritiene innocente?
Credo che un uomo accusato ingiustamente non debba perdere
il lavoro finch l'accusa non ha dimostrato la sua colpevolezza.
Cosa che non potr fare.
Jackie Norris si gira verso la telecamera. Saremo di nuovo
in onda tra breve per proseguire il colloquio col candidato democratico
alla carica di governatore, il senatore Grant Tully.
Puttana miseria! Picchio la testa sul cuscino, quello che
non ho lanciato al televisore. Doveva mettermi in congedo. O
licenziarmi. Non pu mantenere un atteggiamento duro nei
confronti del crimine, uno dei cardini di questa campagna, opponendosi
alla pena capitale e annoverando tra i suoi collaboratori
pi stretti un uomo accusato d'omicidio.
A tutti i fini pratici, io sono un assassino. Sono innocente e
lo dimostrer. Ma  solo una facciata esterna. Il mio nome  irrimediabilmente
infangato. Sar sempre l'uomo che  stato imputato
d'omicidio. Chi viene assolto da questa accusa  quasi
invariabilmente scrutato con sospetto, come minimo. Me la
porter dietro per sempre.
Grant ha preso le mie parti. Non ha chiesto scusa, non si 
giustificato, non si  nemmeno nascosto dietro una formula tecnicamente
corretta ma in realt insoddisfacente come la presunzione
di innocenza.  innocente, ha detto. Dal punto di
vista politico,  la posizione giusta: se continua a tenermi con
s, che altro pu dire? Ma il fatto  che ci crede, e mi tiene pagando
un costo politico considerevole. Mi ha persino promesso
la carica di primo consulente se verr eletto, un posto che un
mese fa avrei dato per scontato.
Che diavolo sto facendo? Quell'uomo ha rischiato l'osso del
collo per me non una, ma due volte. La prima quasi automaticamente,
da teenager, reagendo in fretta e senza esitare al mio
disastro. E adesso, nonostante le ovvie implicazioni sul suo futuro
politico, si  ancora schierato con me.
Guardo Jake, che si  appollaiato sul divano a fianco di Maggie.
Secondo voi ce la possiamo fare con lo stipendio di un
commesso di drogheria? Sono tutti e due attentissimi. Mi
scrutano di sbieco, chiedendosi se li ho invitati a una passeggiata
o una cena in anticipo.
Non  che io abbia una moglie o una famiglia da mantenere.
O che sia privo di risorse. Il senatore potrebbe fare qualcosa
per me, in segreto. Magari una bella posizione al Senato,
un ruolo di controllo in una multinazionale. Non far il
lobbista; la mia faccia non sar troppo amata. Per potrei
guidare chiunque attraverso la miriade di insidie che attendono
i politici desiderosi di ottenere il successo nella nostra
capitale.
Sospiro, cerco di fermare il tremito del corpo. Non avrei mai
pensato di arrivare a questo. Ma per i funzionari pubblici i colpi,
quando cadono sulla testa, sono velocissimi.
Ho deciso. Continuer a restare in congedo dallo studio e
a fungere da consulente generico per Tully: dopotutto,  pi
o meno una clausola della libert su cauzione. Ma quando
questo caso sar chiuso, la mia carriera col mio migliore amico
finir.
Il bar-ristorante nei paraggi del mio ufficio  pieno di ragazzi in
et da universit, armati di laptop. Sui tavolini dal design stravagante
ci sono tazze di costose miscele di caff. Il locale 
enorme: i proprietari hanno occupato spazi liberi e trasformato
il vecchio, piccolo bar in un grande magazzino specializzato in
caff pregiati e Internet.
Sono un po' in anticipo, cos prendo un posto d'angolo e difendo
gelosamente la mia privacy. Seduto su una lussuosa sedia
in velluto, mi pongo, per la trecentesima volta, la domanda.
Non  possibile che Gina Mason sia davvero stata vittima di
un'overdose? Ha perso i sensi dopo che io l'ho lasciata, ha vomitato,
ed  morta soffocata.  possibile, giusto?
Ma certo. Ovviamente. Abbiamo avuto un rapporto sessuale
consensuale e poi lei  svenuta, forse prima che io me ne andassi,
forse dopo.
E allora, cosa c'entra Lyle Cosgrove?  una semplice coincidenza
che il tizio che mi ha fornito un alibi nel 1979 sia uscito
di prigione appena prima dell'omicidio di Dale Garrison, all'incirca
nel periodo in cui io ho ricevuto un'enigmatica lettera
di ricatto?
Bennett Carey mi individua e fa un cenno. Esco dalla trance.
Meglio lasciare i problemi vecchi e dedicarmi ai nuovi. Ben indica
il banco. Dico Nero muovendo solo le labbra, e lui ordina
caff. Si presenta al tavolo con due tazze e una borsa a tracolla.
Dalla tasca laterale sporge una cartelletta sulla quale sono
scritte due parole: Lyle Cosgrove.
Piazza sul tavolo le tazze fumanti e si accomoda. Bevo un
sorso con sprezzo del pericolo, e non mi sorprende molto scoprire
che il liquido  bollente come lava.
Abbiamo parecchio da discutere, dice lui. Estrae un grosso
taccuino dalla borsa e lo mette sul tavolino.
Ciao, Ben.
Lui sorride. Causa della morte, Jon.
Abbiamo qualcosa.
Qualcosa. Non tutto. Per qualcosa. Annuisce. Il mio
uomo ha una teoria.
Dale si  strangolato con le sue mani? chiedo.
Cause naturali, furbone. Tamburella sul taccuino. All'incirca,
potrebbe essersi trattato di un embolo nel collo.
Il tuo uomo dir questo?
Be'... Ben ha un fremito. Se gli mettiamo una Bibbia in
mano, dir che l'ipotesi pi probabile gli pare quella dello
strangolamento. Ma possiamo proporre la teoria. E molto meglio
di niente. E magari riuscir a convincere il coroner della
contea a dichiararsi d'accordo con me.
Sarebbe gi qualcosa.
Si sono viste succedere cose anche pi strane, dice Ben.
Okay. Che altro?
Abbiamo notificato delle citazioni. Vogliamo i tabulati telefonici
di Dale, i rendiconti bancari: dovrebbero arrivarci la
settimana prossima.
Bennett fruga nella borsa ed estrae una scatoletta. Dischetti
di computer. Li getta sul tavolo di legno, con un'eco. Tutto il
disco fisso di Dale.
Me ne devo occupare io? chiedo.
Mi pare un buon modo di utilizzare il tuo tempo. Richiama
i documenti e leggili. Vedi se salta fuori qualcosa.
L'accusa li ha guardati?
E chi lo sa? Scrolla le spalle. S, se hanno un po' di cervello.
Stanno cercando prove di ricatto.
Non l'hanno trovata sul suo computer. La lettera di ricatto.
Fa segno di no. Dovrebbero avvertirci, se intendono servirsene.
Pensavo pi ad altre persone con le quali Dale lavorava.
Casi dei quali si occupava. Tutto quello che riusciamo a trovare,
Jon. Forse dovremo alzare una cortina fumogena.
Chi potrebbe voler far fuori un vecchio avvocato malato?
domando automaticamente.
E come effetto collaterale incastrare te.
Dio,  una frase da brividi. Io sono stato incastrato, e
Oswald non ha agito da solo.
Procediamo, ordina Ben. Mi sta dicendo che non c' tempo
per l'autocommiserazione. Sospetti. Ho fatto controllare
alcuni uomini da Cal. Questo... Estrae la cartella col nome di
Lyle Cosgrove. E il pi promettente.
Chi ? chiedo, con aria innocente.
Lyle Cosgrove. Come ti dicevo, ha precedenti per reati violenti:
dodici anni per rapina a mano armata. E uscito non molto
prima della morte di Dale. Ha fatto appello sostenendo che
Dale aveva combinato un casino; quindi  un violento, ed era
incazzato con Dale.
Nient'altro nel suo passato?
Oh, s. Ben  entusiasta. Ha picchiato un poliziotto quando
era sui vent'anni. Si  dichiarato colpevole e si  beccato solo un anno e mezzo perch ha fatto la spia al suo compare. E
un'accusa di violenza carnale.
Mi tiro su. Violenza carnale, ripeto.
A diciannove anni.
Chiudo gli occhi. Che compagnie ho frequentato!
Si  accordato per un'imputazione minore, prosegue Ben.
Aggressione. Gli hanno dato poco pi di un anno.
Mi sento eccitato. Qualcosa da minorenne?
Quei fascicoli sono inaccessibili, e comunque inammissibili,
quindi non ci servirebbero a niente.
Inammissibili. Cerco di apparire indifferente. Non lo sapevo.
Non si pu usare quel materiale. E poi ormai Cosgrove ha
passato da un pezzo la trentina, sono trascorsi pi di due decenni,
anche ammesso che ci sia qualcosa da scoprire. Irrilevanti.
Pregiudizievoli. Vediamo. Passa in rassegna i documenti.
L'unica cosa da minorenne  che gli hanno revocato la patente.
Non  un dato criminale,  un'informazione di pubblico
dominio.  stato arrestato tre volte per guida in stato di ubriachezza
nei primi sei mesi di patente. Gliel'hanno tolta nel 78 e
non l'ha mai ripresa.
Un cittadino modello, commento. Chiedo con calma di
vedere il fascicolo. Ben me lo passa. Apro la cartella e guardo i
due fogli. Mando a memoria l'indirizzo di Lyle Cosgrove (West
Stanton 4210, appartamento 2D) e mostro ottimismo a beneficio
del mio avvocato. Quindi anche lui deve avere chiesto a Cal
di trovare Cosgrove, dopo di me. Cal non si  ancora fatto vivo.
West Stanton, dice Ben. Alloggi sovvenzionati. L'AC manda
l parecchi dei suoi ex ospiti.
Si riferisce all'Amministrazione Carceraria. La sezione della
libert sulla parola aiuta chi viene scarcerato a trovare una casa
e un lavoro.
Indica il fascicolo. A quanto pare, quella sera Cosgrove lavorava
in un negozio/farmacia. Il suo turno iniziava alle sei.
Dale  morto dopo le sette, faccio notare.
Per Cal ha dato un'occhiata al registro delle firme del posto.
Basta mettere una firma a matita su un foglio. Non c' da
timbrare il cartellino.
Quindi potrebbe aver mentito. Potrebbe essere arrivato in
ritardo e aver fatto finta di niente.
 possibile. Ben annuisce. Cal ha parlato con un paio di
altri dipendenti. Hanno detto che Cosgrove  arrivato puntuale.
Hanno chiesto a Cal se fosse l'agente di sorveglianza di
Lyle.
Per cui potrebbero averlo coperto.
Esatto. La nostra storia deve essere questa.
Riapro il fascicolo e do un altro sguardo. I miei occhi non si
fissano su niente in particolare. Prendo tempo, rifletto.
Quest'uomo  un delinquente di professione, dice Ben.
La nostra sedia vuota.
Prego?
Oh!  solo un modo di dire.  sempre facile puntare l'indice
su una sedia vuota. Su qualcuno che non pu difendersi.
Per forse convocheranno Cosgrove in aula. E l potr difendersi.
Gi. Pu darsi, conviene lui. Terremo nascosto Cosgrove
il pi a lungo possibile. Aspetteremo che il caso entri nella fase
calda e poi butteremo l il suo nome. Si frega violentemente le
mani. Mi piacerebbe passarlo al setaccio.
Ti piacerebbe, ma non lo farai? chiedo.
Non posso. Non ancora. Non  che possiamo perquisire casa
sua o che altro.
Piego la testa. Un'idea che non mi era venuta in mente. Perch
se chiedessimo un mandato di perquisizione scopriremmo
le nostre carte.
Pi o meno, s. Sorride. Magari Cal non si tirerebbe indietro
se glielo chiedessimo. Ma non lo faremo.
No, concordo. Non ci introdurremo in casa di nessuno.
Ben annuisce distrattamente. Mi schiarisco la gola. Per pura
curiosit, Cal come farebbe?
Come farebbe cosa? Ben mi guarda. Come si introdurrebbe
in casa sua?
Pura curiosit, ripeto. Voglio dire, al di l di un'effrazione
pura e semplice.
Lui inarca le sopracciglia. Sospira. Immagino userebbe
qualche trucco. Alcuni dei tizi che ho perseguito... Ride.
Cosa facevano?
Hanno sempre detto che  pi facile entrare dall'ingresso
e comportarsi in modo naturale. Mostrare credenziali false o
qualcosa del genere.
Gi. Logico.
Io sono stato in alcuni di quegli alloggi, dice Ben, quando
lavoravo per la pubblica accusa. I padroni di casa ti aprivano
la porta non appena dicevi AC o procura della contea. Gli
ex carcerati ricevono di continuo visite del genere.
Un'informazione che archivio. Dev'essere una vita divertente.
Ma il punto, prosegue Ben,  che per adesso dobbiamo
agire con estrema cautela. Non possiamo arrivare a distanza
troppo ravvicinata dal signor Lyle Cosgrove finch l'accusa non
avr definito la sua tesi. A quel punto, notifichiamo mandati,
chiediamo di perquisire casa sua, controlliamo tutto, gli saltiamo
addosso.
Guardo Bennett Carey. E se fosse innocente?
Allora, nel peggiore dei casi passer un brutto pomeriggio
interrogato da me.
Chiudo la cartella e la restituisco. So cosa significhi venire
accusati ingiustamente. Non sono certo di voler far provare le
stesse sensazioni a qualcun altro. Quel tizio non  un santo, lo
so. Guida dopo avere bevuto a sedici anni, e dodici anni fa rapina
un negozio... Ma questo non fa di lui un omicida.
Per adesso, ribatte Ben, ci stiamo solo guardando attorno.
Non dobbiamo decidere subito.
Lo so, Ben, per...
L'unica cosa che dobbiamo decidere subito  se vuoi vincere
questo caso. Non cerca di attutire l'impatto. I suoi occhi sono
puntati su di me.
Cazzo, s, voglio vincere. Agito una mano. Fallo. Scava.
Afferro i dischetti di computer e faccio per lanciarli via, poi ci
ripenso. Rimetto la scatola sul tavolo.
Scusa, dico. A volte... a volte ti senti alle strette e perdi il
controllo.
Lo capisco. Devi fidarti di me.
Ho bisogno di fare una corsa. Qualcosa. Tu cosa fai, Ben?
Quando hai l'impressione che le cose non abbiano pi senso?
Ben mi soppesa. Cosa deve dire? Come si aiuta un cliente
che sta uscendo di testa per sensi di colpa e ansiet? Tira fuori
il portafoglio. Prende delle fotografie plastificate e me le passa.
Penso a loro, risponde.
I genitori, presumo, che Ben ha perso in un incidente stradale
quando era piccolo. Il padre somiglia a lui, per meno grosso.
La madre  molto attraente nel bianco e nero della foto: naso
angoloso e occhi grandi, capelli al vento. La sua bellezza non
dovrebbe stupirmi, considerato l'uomo che ho davanti.
Anche i miei sono morti, sospiro.
Ben annuisce solenne. Pensi spesso a loro?
Tutti i giorni. A volte ci parlo.
Certo. Stringe la tazza di caff ma non la solleva. I maschi
non sono bravi in conversazioni di questo tipo.
Tu ricordi i tuoi? chiedo.
Non proprio. Socchiude gli occhi, scruta nella memoria.
Ne ho solo una visione vaga. Sono sul sedile posteriore dell'auto.
Non vedo del tutto i loro visi. Stanno parlando di qualcosa.
Una scrollata di spalle. Non  molto. Si scuote dalla
trance e mi fissa. Te ne parlo perch quando sono nervoso per
qualche motivo penso a loro. A come le loro vite sono state
interrotte. Penso a quanto possa essere pazzesca l'esistenza, e poi
a un certo punto si muore. Fine.
Quest'idea ti conforta?
S, per qualche motivo. Mi fa pensare che prendiamo troppo
sul serio alcuni dei particolari. Non vediamo il quadro pi ampio.
E questo mi calma.
 chiaro, credo. Bennett Carey e io non conduciamo lo stesso
tipo di vita, poco ma sicuro. Te lo posso chiedere, Ben? Cosa
hai fatto quando sono morti?
Per un po' sono rimbalzato tra famiglie alle quali mi davano
in affidamento, risponde. Poi una zia mi ha preso con s.
Gli altri quasi non li ricordo. Mia zia  diventata mia madre,
all'incirca. Traccia curve sul piano del tavolo con l'indice.
Ha avuto una vita piuttosto dura, ma era sempre l per me.
Mi accompagnava a scuola, mi rompeva perch facessi i compiti.
Le solite cose. A quattordici anni ho portato una ragazza
a casa e lei praticamente l'ha fatta scappare. Ride. Era molto
protettiva.
Non so di preciso cosa dire. Suppongo che ci si debba lasciare
alle spalle le cose brutte.
Credi? ribatte lui. Secondo me  bene ricordare quello
che ti  stato rubato. Ti d il senso della prospettiva.
Ah, s? Credo di capire. Questo spiega Bennett Carey. Un
uomo con tutte le qualit per avere una vita sociale piena, che
invece si ritira in se stesso. Per la paura di avvicinarsi troppo a
qualcuno un'altra volta, immagino.
Ben piega la testa all'indietro. Esci di qui, signor Soliday.
Vai a giocare coi tuoi cani o a correre in riva al lago. Concentrati
su qualcosa di bello, tanto per cambiare.
Seguo il suo consiglio. Prima di lasciarlo, gli stringo la spalla
in un ringraziamento informale.
E io mi concentrer sui cattivi, dice lui.
Oggi, il sole ha deciso di mostrarsi per la prima volta in questo
grigio settembre, cos mi trovo troppo vestito: maglione a maniche
lunghe e calzoni pesanti. Entro al Maritime Club, sfioro
un uomo in uniforme. Il Maritime Club  il posto dove l'lite
della citt si incontra per sigari e drink e una partita di squash.
Quattordici piani con stanze d'hotel, palestre, biblioteche, saloni
per banchetti, sale da pranzo. Fino a una quindicina di anni
fa era riservato ai soli uomini, con una sfilata settimanale di
intimo femminile che, mi dicono, faceva il pienone tutti i venerd
all'ora di pranzo. La barriera sessista  caduta quando in
citt  stato nominato il primo giudice federale donna. Il club
accoglie automaticamente come membri i magistrati federali, e
la prima donna a indossare la toga lo ha colto di sorpresa.
Adesso l'atmosfera  molto pi libera; al club  stata persino
eletta la prima donna presidente. Per, puzza ancora di
complicit maschile vecchio stampo. A dire il vero, puzza di
sigaro.
Simon Tully interrompe una conversazione con due uomini
e mi viene incontro nell'atrio. Il senatore  in pensione da un
decennio. Per quanto il suo coinvolgimento nella gestione politica
della citt non sia cessato, le sue giornate sono meno attive.
Si pu quasi vedere il sollievo nel suo modo di fare. Si  parecchio
rilassato; a volte arriva addirittura a slacciare il colletto
della camicia. Oggi, fresco di doccia dopo la palestra, indossa
una maglietta e calzoni di cotone blu. I capelli argentei mettono
in risalto l'abbronzatura.
Jon. Una stretta di mano forte come sempre. Mi accoglie
con espressione seria. Non siamo mai andati eccessivamente
d'accordo, non dopo l'incidente del 1979. Non a caso ricordo
benissimo il suo unico momento di calore nei miei confronti
dopo quell'episodio: dieci anni fa, quando suo figlio Grant ha
vinto la primaria per il seggio che era del padre, Simon mi ha
stretto in un abbraccio ai festeggiamenti.
Grazie di avermi ricevuto, senatore.
Di niente, di niente. Sei socio?
No. Sono stato qui decine di volte come ospite, ma posso
anche fare a meno di pagare la considerevole quota mensile.
Vedremo di farti avere una tessera. Un gesto tipico del
vecchio: non l'offerta in s,  chiaro, ma l'idea che nell'immediato
futuro io possa pensare a cose frivole come l'iscrizione a
un club. Mi mette una mano sulla schiena e mi spinge verso un
ascensore. Arriviamo al sesto piano e ci dirigiamo a una sala da
pranzo. Il venerd, mi dice, la mancanza di giacca e cravatta 
scusata.
Jon... Simon smuove il bicchiere d'acqua come contenesse
un vino pregiato. Mi ha molto addolorato sentire di questi
eventi.
Grazie, senatore. Sono addolorato anch'io.
Gli occhi d'acciaio del senatore brillano nell'incarnato abbronzato.
Simon Tully  invecchiato bene, ma nemmeno lui
pu evitare le pieghe di carne attorno alla bocca e sotto il mento.
Sappiamo tutti che sei completamente innocente,  ovvio.
Nessuno ha il minimo dubbio.
Lo apprezzo molto.
Ora, cosa posso fare per aiutarti?
Mi agito sulla sedia per un istante, comincio a parlare e mi
fermo, scrutato con interesse dal senatore. Volevo solo chiederle
una cosa, rispondo. Non  in rapporto col mio caso.
Un altro... un altro argomento.
Bene. Simon aggrotta la fronte ma non aggiunge verbo.
Una cosa della quale non abbiamo mai realmente discusso.
Non dopo che  accaduta.
Simon solleva il mento, come per dire che ha capito, anche
se sospetto che non sia sicuro.
L'estate prima che io Grant andassimo all'universit, proseguo.
Il millenovecentosettantanove. Il vecchio Tully ferma con
la mano il cameriere che si avvicina, chiede un attimo di privacy.
Cosa, di preciso?
Ovviamente, lei e suo figlio siete stati molto generosi nel sostegno
che mi avete dato in quella traversia. Spero di avere
chiarito la mia gratitudine a lei e a Grant.
Grant aiuta gli amici, dice Simon, tirandosi fuori.
Sono in cerca di qualche informazione.
Se posso rispondere, lo far.
Mi scopro sorprendentemente nervoso. Mi stavo chiedendo
quali siano i punti di vista suoi e di Grant sull'intera faccenda.
Non posso parlare per Grant, fa lui.
Certo, ovvio. Per potrebbe averle detto qualcosa.
Simon Tully si sposta sulla sedia. Esattamente a quale domanda
vuoi una risposta, Jon?
Mi concedo un istante di pausa. Speravo di partire con una
conversazione informale prima di arrivare al nocciolo. Ecco la
domanda. Lei e Grant pensavate... I miei occhi guizzano in giro.
Abbasso la voce. Pensavate che fossi colpevole?
Simon si ritrae. Per un momento sembra sul punto di rispondere.
Quindi porta l'indice alla bocca, e potrebbe essere un invito
al silenzio, ma se ben ricordo era un gesto tipico di Simon
Tully quando guidava la maggioranza al Senato. Guarda di lato
e annuisce; un cameriere appare dal nulla, come in un vecchio
film sulla mafia. L'analogia  pi calzante di quanto tanti ammetterebbero.
Tim, club soda per me. Si gira verso di me.
L'acqua minerale va benissimo.
E prenderemo due sandwich di pescecane.
Nel cervello mi guizza il pensiero che non ho mai mangiato
pescecane in vita mia, ma l'idea va e viene mentre Simon Tully
sfugge alla domanda.
Jon... Simon tamburella sul tavolo.  una domanda insidiosa.
E ti risponder. Ma potrei prima chiederti il perch del
tuo interesse?
Gli errori tornano sempre a mordere, dico. Sto cercando
di impedire che questo azzanni qualcuno. Sono certo che Simon
intuisce che alludo a suo figlio, oltre che a me.
Se lo capisce, non lo d a vedere, ma non  insolito per un
Tully. Per rispondere alla tua domanda, mi  stato detto che
non hai fatto del male a quella ragazza. Grant ne era assolutamente
convinto. Cos ho accettato l'idea come verit, e da l abbiamo
proceduto.
E forse mi avete salvato la vita. Ho un debito enorme con
voi. Ma mi chiedo se posso cercare di andare un po' pi a
fondo.
Simon si concede un vago sorriso quando un altro cameriere
gli depone davanti il bicchiere e gli si rivolge col suo vecchio titolo.
Lui mi guarda, aspetta.
Domando: Si  mai saputo quale fosse la versione dei fatti
dell'altro ragazzo?
Scruta nei miei occhi, come per leggerli meglio. Non ha fornito
la sua versione a quell'udienza?
Certo. Certo.
Simon annuisce, saggio. E tu sospetti che non fosse l'intera
verit.
Qualcosa del genere.
Ah!  Il senatore traccia curve sulla tovaglia col dito. E hai
riflettuto sul concetto che  meglio lasciare senza risposta alcune
domande?
Ci ho pi che riflettuto. Ci ho convissuto. Per vent'anni.
Domande simili possono ossessionare. Alza una mano.
Perch proprio adesso?
Simon Tully, come il resto della gente, non  a conoscenza
della teoria del ricatto ai miei danni. L'accusa non ha lasciato
filtrare una sola parola.
Mi chiedo chi potrebbero ossessionare.
Stiamo danzando attorno al fatto che io non serbo alcun ricordo
degli eventi di quella notte. Cio, io sto danzando.  possibile
che il vecchio non lo sappia nemmeno. Grant potrebbe
avere nascosto persino a lui la mia confessione di un vuoto di
memoria. Non mi  difficile immaginarlo: gli sarebbe stato pi
facile ottenere l'aiuto del padre, se questi mi avesse creduto innocente.
Suppongo esista qualche rapporto con l'attuale procedimento
giudiziario.
S, ammetto. E anche con le elezioni a governatore.
Scrollo le spalle. Colpevole di complicit. Grant Tully non sa
nemmeno scegliersi gli amici giusti. O qualcosa di simile.
Simon fa una smorfia. La risposta  che non lo so. Non ho
mai chiesto. Non ho idea di cosa possa essere emerso dall'altro
ragazzo. Temo che tu mi attribuisca troppo credito.
Mi sta dicendo che non ha avuto nulla a che fare con la regia
della mia difesa. Non  arrivato a Lyle. Non ha parlato col coroner
o con l'accusa.
Mi piacerebbe poterci credere. Non la bevo nemmeno per
un nanosecondo. Ma insistere non avrebbe senso.
Senti... L'ex senatore porta una mano al viso, si gratta gli
angoli della bocca. Soppesa le parole. Io non ti ho mai giudicato,
Jon. Mi piace pensare il meglio degli altri, il che significa
che sono sempre stato lieto di accettare l'opinione di Grant che
tu non abbia fatto niente a quella ragazza... anche se Grant non
poteva averne la certezza. Ma che tu fossi colpevole o no  una
questione a s, almeno dal mio punto di vista. Ci che  molto
pi importante per me  che, a prescindere dalle circostanze,
mio figlio  stato trascinato in una situazione piuttosto sordida.
Ha preso le tue difese correndo rischi considerevoli. Allora e
oggi.
Lo capisco, senatore. L'ho sempre capito.
Simon Tully scruta in giro prima di puntare lo sguardo su di
me. Mio figlio ha un debole per te, Jonathan. Da quando ha
perso il fratello tu ne sei diventato il surrogato. Solo che invece
di essere il fratello maggiore che era Clay, sei stato il fratello minore.
 una cosa che non ho mai detto n a lui n a nessun altro,
per la cronaca. Ma  vero. Si  preso cura di te quando sei
finito nei guai quell'estate, e mi sembra che stia cercando di
prendersi cura di te adesso.
 vero, riconosco.
Non so se lo hai visto giorni fa da Jackie Norris. Annuisco.
Quindi, capirai che Grant preferirebbe perdere queste elezioni
piuttosto che vederti infangato, o addirittura giudicato colpevole.
S, lo capisco.
Simon Tully mi soppesa. Ascolta, Jon, continua. Grant
non ti ha mai chiesto nulla. Probabilmente non lo far mai. A
essere sincero, non lo farei nemmeno io. Per sei stato tu a volermi
vedere a pranzo e a sollevare l'argomento, quindi permettimi
di fare questa richiesta.
Ma certo. Si protende e parla con tono lento, misurato.
Proteggi mio figlio, dice. Si riappoggia allo schienale e annuisce
al cameriere, che  arrivato coi sandwich con un tempismo
perfetto.
...
.
...
Un altro mondo, a meno di venti chilometri da dove vivo. Sul
lato sud di West Stanton Avenue c' un muro di mattoni, la recinzione
di un cimitero che si estende per l'intero isolato, con
tanto di filo spinato in cima e rami d'albero che pendono sopra.
Quasi tutte le foglie cadute sul marciapiede e sulla strada sono
state spinte verso il cordolo dal traffico, oppure stampate sull'asfalto
rotto dalla pioggerella serale. A nord si erge una massiccia
montagna di mattoni slavati, in teoria un complesso di condomini,
in realt una fortezza dopo la battaglia. L'unico lampione
funzionante trae riflessi di luce dal manto umido della via. Questo
quartiere dimenticato da Dio emana un atroce senso di decadenza,
un fetore di rifiuti, un'aura di vuoto. Una zona industriale
dopo che le industrie se ne sono andate.
Ho parcheggiato tra due automobili che forse, messe assieme,
hanno una sola portiera non ammaccata. Abbottono il
trench, afferro la ventiquattrore, e cammino a testa alta (sempre
a testa alta, in un quartiere simile) ma con gli occhi puntati
in avanti. Supero un giovane su una panchina. Dorme seduto,
il mento sepolto nella giacca, la barba di due giorni, capelli arruffati
che spuntano da sotto un berretto da sci. Due uomini di
mezza et stanno raggomitolati davanti all'ingresso del 4210. Si
disperdono quando mi vedono. Non porto il trench per caso.
Trench e giacca e cravatta significano governo, o un poliziotto
o un assistente sociale. Tengo le mani in tasca per dare un'altra
impressione falsa, quella di essere armato. Scocco ai due un'occhiata
severa, niente di minaccioso ma quanto basta per lasciar
capire che comando io. Non ho la pi pallida idea di cosa stiano
combinando, ammesso che combinino qualcosa, ma presentarsi
a muso duro non fa mai male.
Entro e trovo un tizio a un piccolo banco. Un vecchio afroamericano
con occhiali a met naso, un panciotto di lana sbottonato
sopra una camicia color ruggine. Sta leggendo un libro
economico e ci mette un bel po' ad alzare gli occhi su di me.
AC, dico. Apro il portafoglio e faccio penzolare il distintivo,
per quel che vale. Tutti gli anni, l'Amministrazione Carceraria
organizza il giro turistico di un penitenziario per chi lavora
al Congresso dello Stato. Io l'ho fatto quattro anni fa. Ti danno
un distintivo provvisorio, e sono riuscito a recuperare il mio
in un mucchio di souvenir che tengo da parte col vago progetto
di metterli in ordine un giorno o l'altro. Ho cancellato col bianchetto
la scritta VISITATORE e ci ho incollato una mia foto, a beneficio
del tizio. A un esame accurato, il trucco non regger e
dovr tagliare la corda in fretta.
Ma quello non guarda nemmeno. Nome, dice. Mette gi il
libro e si gira verso una bacheca piena di chiavi.
Cosgrove, rispondo. Due D.
Mi passa le chiavi e io mi dirigo al secondo piano, col cuore
a pieno regime. Stasera Lyle Cosgrove  al lavoro, in una farmacia
a tre chilometri circa da qui. Ho telefonato ore fa e ho chiesto
di lui; mi hanno detto che sarebbe montato di turno alle sei
del pomeriggio.
Quindi, sono ragionevolmente certo che in casa non ci sia
nessuno, ma i miei nervi fremono lo stesso. Non mi sono mai
introdotto in casa di qualcuno, e non credo di essere molto in
gamba. Per almeno ho portato un paio di guanti per non lasciare
impronte.
Il posto  uno spazio aperto; niente pareti, a parte quelle del
bagno. In un angolo c' un letto disfatto, e vestiti sparpagliati
sul pavimento attorno. Il televisore al lato opposto sta su una
scatola rovesciata; il cavo corre sul tappeto spelacchiato fino alla
presa. Un solo mobile per sedersi, un divanetto a due posti
in velluto nero. C' un cucinino con vecchi elettrodomestici
marroni e un'enorme macchia sulle mattonelle consunte. Lyle
Cosgrove non conduce esattamente una vita da nababbo.
Do una rapida occhiata in giro, ma non mi sorprende non
vedere quello che cerco. Se c', ed  un se enorme, immagino
che non sar in bella mostra.
Vicino al letto c' un cassettone, quercia antica. Frugo meticolosamente
nei cassetti, tastando con le mani. Cerco carta.
Documenti che parlino di me, di Gina Mason. Controllo i cinque
cassetti senza successo: solo un modesto assortimento di
capi di vestiario e biancheria intima.
In un angolo della stanza, vicino al bagno, una borsa da ginnastica.
Vedo una cartella sulla quale  stampigliato un emblema
ufficiale.  dell'Amministrazione Carceraria. Si intitola
Guida alla libert sulla parola. Le tasche sui due lati contengono
documenti. Li sfoglio. Uno riporta le norme della libert
sulla parola. La regola numero uno, in maiuscolo neretto, dice:
MAI SALTARE UN APPUNTAMENTO COL VOSTRO AGENTE DI SORVEGLIANZA!
Un altro foglio riporta un elenco di agenzie di collocamento
disposte ad accettare ex carcerati, un numero telefonico
da chiamare in caso di bisogno eccetera. C' molto altro
materiale simile: Domande poste di frequente, Cosa fare se vi arrestano,
una lista di consulenti per la riabilitazione e di centri
religiosi. Dietro a tutto c' un articolo di giornale, malamente
ritagliato e ingiallito. Direi che viene dal Daily Watch.
TULLY HA AMMASSATO TRE MILIONI DI DOLLARI PER LA SUA
GUERRA.
 stato pubblicato l'anno scorso. Dice che Grant Tully ha
gi accumulato una notevole somma di denaro per la sua campagna
elettorale. C' una sua piccola foto, non proprio esaltante.
L'articolo ricorda che una settimana prima il senatore aveva
annunciato di volersi candidare alla carica di governatore. Abbiamo
fatto sfoggio dei soldi per spaventare eventuali sfidanti.
Quindi Lyle sapeva del patrimonio di Grant.
Mi chiedo cosa fare dell'articolo, e infine decido di rimetterlo nella tasca dove l'ho trovato. Tenerlo non avrebbe senso. Cosa
ne faccio? Lo porto alla polizia?
Coi nervi a tutto gas, passo in rassegna le carte nell'altra tasca.
Sono documenti del tribunale, la petizione per il rilascio
sulla parola e la proclamazione ufficiale della sua concessione.
Sussulto quando squilla il telefono: un urlo mostruoso dall'altro
lato della stanza che mi fa rovesciare i documenti.
Merda. Adesso devo calmarmi, controllarli di corsa e riporli
in ordine. Il primo documento era la petizione per la libert
sulla parola, la richiesta di scarcerazione scritta a mano da
Cosgrove. I miei occhi si spostano al fondo del foglio, vedono il
nome dell'avvocato che si  occupato delle procedure.
Petizione rispettosamente presentata da
Dale Garrison,
Legale dell'istante
Lascio cadere il foglio, quasi precipito all'indietro. Mi rialzo
senza un motivo particolare e mi guardo attorno.
Dale Garrison era il legale di Lyle Cosgrove per la libert sulla
parola. Dale ha aiutato Lyle a ottenerla. Di certo non  un
movente per un omicidio. Lyle non ha ucciso l'avvocato per
vendicarsi di come ha condotto il processo, non se Dale  stato
tanto gentile da appoggiare col proprio peso la petizione per la
libert sulla parola. Ma forse lo ha ucciso per un altro motivo.
Dato pi significativo: di recente i due si sono parlati.
Passo ai documenti che non ho ancora visionato, quelli sul
fondo del mucchietto sul tappeto. Uno  una lettera di due pagine
con l'intestazione dello studio di Dale Garrison, e come
firma c' il timbro di Dale.  datata 6 agosto 2000, dodici giorni
prima che Garrison venisse assassinato.
Signor Cosgrove,
 stato un piacere incontrarla oggi. Di nuovo congratulazioni
per il suo rilascio sulla parola. Le scrivo solo per chiarire una
cosa della quale abbiamo discusso oggi e che mi ha turbato. Lei
mi ha posto un quesito legale specifico, cosa dica la legge sulla
prescrizione dell'omicidio, e io le ho risposto che non esiste prescrizione
per l'omicidio. Ma altri commenti fatti da lei mi inducono
a domandarmi perch lo abbia chiesto.
Lei non ha mai apertamente dichiarato le sue intenzioni, o
perch desiderasse avere questa informazione, e non stava a me
chiederlo. Per la nostra discussione sul lontano passato mi incuriosisce.
Vorrei sapere cosa intende fare di questa informazione.
Mi permetta di consigliarle, con molta forza, di non tentare
di riportare alla luce qualcosa che risale a pi di vent'anni fa. All'epoca
lei mi ha detto, e io le ho creduto, che Jon Soliday non ha
costretto con la forza quella giovane donna a un rapporto sessuale,
e che la ragazza era viva quando lui ha lasciato casa sua. Le ho
creduto quando me lo ha detto, e lei lo ha testimoniato sotto giuramento.
L'accusa ha accettato la sua testimonianza giurata, che
era corroborata da altre prove.
Se tenter di testimoniare diversamente adesso, potrebbe essere
perseguito per vari reati, tra i quali falsa testimonianza,
ostruzione del corso della giustizia e contraffazione di prove.
Devo inoltre rammentarle che i procedimenti a carico dei minori
sono confidenziali, e che rivelare qualcosa che abbia a che fare
con essi potrebbe portare anche a un'accusa penale. Non ho
consultato la legislazione in merito, ma devo avvertirla della
possibilit.
Voglio ripeterle ci che le ho detto oggi nel mio ufficio: mentre
la nostra discussione era protetta dal rapporto privilegiato
tra avvocato e cliente, il privilegio non si estende a discussioni
tra avvocato e cliente che riguardino reati futuri. Se dovessi apprendere
che lei sta tentando di commettere un reato legato agli
eventi del 1979, mi si imporrebbe di riconsiderare la nostra conversazione
e decidere che oggi nel mio ufficio abbiamo discusso
di un crimine futuro. In questo caso, sarei costretto a rivelare il
contenuto del nostro colloquio. A questo punto, per, non mi
risulta che lei stia progettando future condotte illegali, per cui, a
meno che non accada qualcosa che mi faccia cambiare idea, il
rapporto privilegiato tra noi mi obbliga a mantenere confidenziale
la nostra conversazione.
La prego di riflettere su ci che le ho detto. Lei deve concentrarsi
sul futuro, non sul passato.
Cordiali saluti,
DALE GARRISON
Dale Garrison
Rimetto i due fogli sul pavimento con circospezione e faccio
uno sforzo per mantenere il sangue freddo. Cammino avanti e
indietro nella stanza, a passi nervosi, in un momento di panico
totale, prima di costringermi a calmarmi. Lyle non rientrer
presto. Posso restare seduto qui per un po' e rifletterci su.
Dale Garrison era l'avvocato di Lyle Cosgrove nel 1979. Assunto
dai Tully. Ha messo in sintonia il racconto di Lyle col mio
e io ne sono uscito pulito.
Rileggo la lettera lasciandola sul tappeto, perch ho paura di
toccarla. Serve a due scopi: consigliare a Lyle di non ricattarmi
e salvare il culo di Dale. Dale ha creduto a Lyle nel 1979,
quando ha raccontato che io non avevo fatto niente di male.
Gli crede ancora oggi. Ovvio. Se no, avrebbe subornato un
testimone. Si domanda perch Lyle voglia conoscere la legge
sulla prescrizione dell'omicidio. Non gli risulta che Lyle stia
progettando un ricatto. Sicuro. Perch Dale dovrebbe riferirlo,
e scatenare una marea di interrogativi e indagini sul primo consulente
del senatore Grant Tully.
Lyle doveva uccidere Dale dopo quella lettera. E ha incastrato
me. Se ti serve un capro espiatorio per un omicidio, chi
meglio dell'unica persona che non pu puntare l'indice contro
di te?
Dopotutto, non esiste prescrizione per l'omicidio.
Torno allo studio Seaton, Hirsch per la prima volta dal mio arresto.
Entrare quasi a mezzanotte  un po' strano, ma non c'
niente di illegale. Bennett mi ha incaricato di controllare i documenti
rinvenuti nel computer di Dale, e in questo particolare
momento non voglio venire distratto dai cani.
Apro la lettera di Dale Garrison a Lyle Cosgrove, che dopo
varie riflessioni ho deciso di prendere. Non ho trovato nient'altro
nell'appartamento, e sono uscito in tutta fretta.
 possibile che io non abbia ucciso Gina Mason.  ancora
possibile. Forse Cosgrove ha detto a Dale di essere disposto a
mentire, e implicarmi, in cambio di una bella fetta dei fondi elettorali
del senatore. Cosgrove non  al di sopra di una menzogna
o due, giusto?
 possibile che non l'abbia uccisa. E se anche l'ho uccisa,
non sapevo cosa stessi facendo. Non ci sarei mai riuscito se fossi
stato in me. Io sono diverso. Non sono un assassino.
Il disco fisso contiene parecchi documenti che non vale la
pena controllare: le viscere del computer, per cos dire, che
non getterebbero alcuna luce su eventuali giochetti di Dale
Garrison. Cos passo al suo word processor e inizio a richiamare
file. Come faccio io e probabilmente chiunque altro, Dale
Garrison raccoglieva i materiali in cartelle. Trovo presto
quella che si chiama Lyle Cosgrove e consulto l'indice dei
contenuti. Sembrano tutti collegati al lavoro per l'udienza per
la libert sulla parola. Petizione.Parola. Memoria.Petizione.Parola.
Certificato.Servizio. Non c' traccia di una lettera,
almeno nell'indice. Cos apro i documenti e li scorro. Nessuno
 la lettera.
Torno al men delle cartelle, in cerca di qualcosa tipo
Corrispondenza dove Dale poteva tenere le lettere, ma non avrebbe
senso separare le lettere dal resto della documentazione di
un caso. Comunque, non esiste una cartella generica di corrispondenza.
A questo punto, mi viene l'idea di fare una ricerca in tutto
testo: cercare in ogni documento presente nel sistema di Dale
una certa parola o frase. Mi occorre un minuto per procedere.
Io appartengo alla generazione di mezzo tra chi non ha mai
usato un computer e i ragazzi che sui computer sono cresciuti.
Per cui me la cavo ma non sono un mago. Riesco a trovare
il men della ricerca testo e scelgo tutti i file. Esamino la
lettera di Dale, individuo una frase significativa, e la batto sulla
tastiera:
legge sulla prescrizione dell'omicidio
Il cursore si trasforma in una clessidra per un istante, poi appare
il risultato. Non trovato. La frase non  presente sul
computer.
Dale ha cancellato la lettera, oppure non l'ha scritta sul suo
computer. Il che non mi pare illogico. Non mi stupisce che desiderasse
essere discreto sull'argomento.
Apro un altro documento che ho con me, la lettera di ricatto,
e cerco una frase memorabile:
il segreto che nessuno conosce
Stesso esito. Non trovato.
Non  stato Dale a spedire la lettera di ricatto. Non  sorprendente,
ma mi occorreva una conferma.
Bennett si  assunto il compito di controllare i documenti
cartacei custoditi negli archivi di Dale. Mi trasferisco nel suo
ufficio e non trovo le scatole, poi ricordo che per l'esame dei
materiali relativi al mio caso  stata scelta una sala riunioni.
La sala  ben organizzata, tipico di Bennett. Portadocumenti
a fisarmonica sono disposti lungo le pareti, in tutta la stanza. Si
tratta solo di trovare quello giusto.
Cosgrove, Lyle. Facile da rintracciare. Dentro ci sono sei
cartelle. Una reca l'intestazione battuta a macchina Libert
sulla parola. Scorro i documenti. Molti li ho visti sul computer.
C' anche qualche lettera. Per il resto, niente. Controllo le
altre cartelle, in cerca di qualcosa relativo al 1979, ma non c'
nulla.  passato tanto tempo; la documentazione sar stata
buttata via.
Torno nel mio ufficio e riprendo la ricerca di parole chiave
sul computer di Dale:
Soliday
Il programma segnala tre documenti:
Memorandum per Tully
Appuntamento
Appuntamento
Apro il primo documento e trovo il memorandum che Dale
ha preparato sull'Asso. Contiene il mio nome alla fine:
In sostanza, concordo con le conclusioni di Jon Soliday.
Mi chiedo se l'accusa, senza essere informata da Grant o da
me, abbia capito che mi trovavo nell'ufficio di Dale proprio per
quel memorandum. Indubbiamente lo avranno trovato. Ma
non ha prodotto alcun effetto. Non abbiamo presentato alla
commissione elettorale una petizione per chiedere l'invalidazione
della candidatura di Trotter, e non lo faremo. Per verrebbe
da pensare che dovrebbero indagare su questo punto.
Magari aveva ragione Ben: forse non hanno controllato il computer
di Dale. Ma  difficile crederlo.
Il secondo documento consiste in una sola frase:
Pranzo con Soliday da Carter, gioved a mezzogiorno.
Il pranzo che avevamo concordato, poi l'incontro  stato
spostato a venerd. L'ultimo documento  quasi altrettanto
breve:
Soliday cambiato data. Venerd alle sette di sera, nel mio ufficio.
Non ho cambiato nessuna data.  stata la mia segretaria,
Cathy, a informarmi del mutamento di programma. Cosa mi ha
detto? Garrison ha chiamato per confermare, o qualcosa del
genere. A ripensarci, Cathy pareva convinta che fossi stato io a
posticipare l'appuntamento. Un semplice malinteso, per dovr
sentire Cathy. Rileggo le due frasi. Sono ambigue. Lette in
un certo modo, non indicano affatto chi abbia cambiato la data.
Sto gi pensando da avvocato difensore.
Guardo l'orologio. L'una passata. Sono stanco, e ho trovato
quello che volevo. Per meglio dire, non ho trovato quello
che non volevo trovare. Se la lettera di Garrison a Cosgrove
non  presente negli archivi di Dale, l'accusa non sa che esiste.
Il che mi d il controllo della situazione. Almeno ho in
mano questo. Posso decidere quando e come usare questa
prova. Anzi, decidere se usarla o no.
Il telefono squilla subito dopo le nove del mattino. Ho dormito
troppo. Non che abbia appuntamenti o altro. Mi apro un varco
tra i carlini, Jake e Maggie, e afferro la cornetta.
Ben. Ho novit. L'eccitazione della sua voce  incontenibile.
Il che  davvero tantissimo per Bennett Carey. Ricordi la signora
alla quale hanno rubato il cellulare? Quello che  stato
usato per farti tornare all'ufficio di Dale?
S, certo. Mi schiarisco la gola. Souter o qualcosa di simile.
Esatto. Joanne Souter. Cal Reedy ha parlato con lei ieri
sera.
S?
Le  stata rubata la borsetta in una biblioteca pubblica il
venerd in cui  morto Dale. Nel tardo pomeriggio. Ha lasciato
il tavolo per andare agli scaffali e qualcuno se l' svignata con la
sua borsetta.
Il ladro sapeva di avere un po' di tempo per usare il telefono.
Prima che la donna chiamasse la compagnia per bloccare il
numero.
Giusto, conviene Ben. Prima ha bloccato carte di credito
e affini. Tutto quello che pu rovinarti sul serio in poco tempo.
Il cellulare era l'ultima delle sue preoccupazioni. Alle sette di
sera, e parliamo di circa tre ore dopo il furto, lei aveva appena
lasciato la stazione di polizia dove ha sporto denuncia. Adesso
arriva la parte buona, Jon.
Sentiamola.
La donna pensa di avere visto il ladro. Un tipo losco. Non
esattamente un topo di biblioteca.
Cosa ha detto? Mi rizzo a sedere sul letto.
Altezza media, giacca di jeans. Ben fa una pausa. Lunghi
capelli rossi a coda di cavallo.
 il nostro uomo?
Corrisponde al millimetro a Lyle Cosgrove. Compresa la
giacca di jeans. E c' anche di meglio.
Ti ascolto.
Cal  un amore, dice Ben. Ha portato con s un mazzetto
di foto, compresa la segnaletica di Lyle Cosgrove. La signora lo
ha identificato come il ladro del cellulare.
Merda santissima! I miei cani, tutti e due, si sono appollaiati
sul mio grembo.
 stato Lyle Cosgrove a fare la telefonata che ti ha riportato
nell'ufficio di Dale.
Oppure qualcun altro, dico io. E Lyle ha ucciso Garrison.
Giusto. Sicuro. E senti qui. Qualche giorno dopo Joanne
Souter riceve un pacchetto per posta. Lo apre, e contiene la sua
borsetta. Tutto intatto. Tranne il cellulare, che  scomparso.
Quindi direi che il signor Cosgrove ha strane priorit. L'omicidio
 okay, il furto no.
Il che dimostra il nostro punto. Ha rubato la borsetta solo
per usare il telefono.
Gi. Sento Ben tamburellare sulla scrivania. Mi chiedo se
sia il caso di farlo etichettare come teste chiave.
Cio?
Forse dovremmo farlo trattenere in quanto testimone essenziale.
Possiamo farlo trattenere dalla polizia? chiedo.
Gi. Potrebbe sparire dalla circolazione.
Ma vogliamo farlo? Credevo che per ora volessimo mantenere
una certa discrezione su di lui.
Lo so, ammette Ben. Ma era quando sembrava soltanto
una bella sedia vuota. Adesso penso che forse abbiamo trovato
il nostro uomo.
C' proprio bisogno di lui? Abbiamo la donna che pu testimoniare
che  stato Lyle a rubarle il telefono. Abbiamo le
prove per dimostrare che Cosgrove era appena uscito di galera
e aveva un conto da saldare con Dale. Se Lyle testimonia,
negher tutto. Forse  meglio se continua a essere la sedia vuota.
Se non pu difendersi.
Mmm... Be',  un'idea, concorda Ben. E poi cos non dovremo
mostrare le nostre carte. Aspettiamo di allestire una linea
di difesa, emettiamo un mandato di comparizione per Lyle,
e lo freghiamo. E l'accusa non ne sa niente.
Una prospettiva sensata. Non sono ben certo dei miei moventi.
Sto dicendo a Bennett di non richiamare l'attenzione su
Lyle Cosgrove per ora. Forse voglio solo rimandare l'inevitabile.
Ma un osservatore obiettivo potrebbe dire che ho in mente
un'altra idea.
...
.
...
Il senatore Tully crolla alla sua scrivania nello studio Seaton,
Hirsch. La stanchezza  evidente negli occhi e nella postura.
Rientra in citt per la prima volta da pi di una settimana. 
mercoled sera, e si prepara a trascorrere un lungo weekend nel
sud dello Stato. Questa era l'unica occasione per vederlo.
Come va il caso? mi chiede.
Bene, credo. Bennett sta cercando di rivoltare tutto. Annuisco
e lascio passare qualche secondo.  il momento di parlarne.
C' un particolare che devo discutere con te.
Okay. Grant cerca un'aspirina nei cassetti.
Bennett non sa che Dale Garrison ha rappresentato Lyle
Cosgrove nella contea di Summit, ai bei tempi andati. Il mio
tono  indifferente, come sapessi da sempre del coinvolgimento
di Garrison nel procedimento del 1979.
Grant mi fissa come se avessi lasciato cadere i calzoni sul pavimento.
Perch parliamo di quello?
 vero, no? insisto. Dale era l'avvocato di Lyle.
Lyle, dice il senatore, coprendosi la bocca con la mano. Dio,
s. Mi guarda. S, Dale difendeva il ragazzo. Non lo sapevi?
Ne ero all'oscuro, rispondo. Negli anni in cui ho lavorato
sporadicamente con Dale Garrison, la cosa non  mai emersa.
Dale non ha mai trovato l'occasione di dirmi che quella volta
mi ha aiutato.
 vero, conferma Grant. Ma non vedo come possa essere
rilevante.
Il punto  questo. Mi sistemo sulla sedia. Il senatore attende
spiegazioni. Potrebbe essere rilevante.
In che senso?
Lyle Cosgrove  stato in carcere per anni.
Dev'essere il posto adatto a lui.
Per  appena uscito, Grant. Circa un mese prima dell'omicidio
di Dale.
Grant ci rumina su. Dal suo sguardo non traspare niente.
Sospettiamo di Lyle per la morte di Dale?
S. Credo lo abbia ucciso lui.
Perch?
Non entriamo troppo nei dettagli, ribatto. Per secondo
me Lyle aveva deciso che era giunto il momento di rivolgersi a
una vecchia conoscenza. Per farsi dare una mano coi suoi futuri
problemi finanziari.
Il ricatto, dice Grant.
Gli porgo la lettera.
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che
nessuno conosce. Penso che 250.000 dollari potrebbero
bastare. Un mese dovrebbe essere sufficiente. Non voglio
fare ipotesi sulle tue fonti di reddito, ma immagino che se
esiste qualcuno capace di attingere ai fondi delle campagne
elettorali senza essere scoperto, quello sei tu. Oppure
potrei sempre parlare col senatore.  questo che vuoi?
Un mese. Non cercare di contattarmi. Sar io a iniziare
ogni comunicazione.
Proseguo mentre il senatore legge la lettera. Lyle mi ricattava.
Minacciava di rivelare il mio piccolo segreto se non gli avessi
dato dei soldi presi dai fondi per la tua campagna. Sapeva
bene che hai messo da parte una cifra notevole.
Grant studia il documento a occhi socchiusi. Poi mi guarda.
In che modo Dale  coinvolto?
Ha cercato di convincerlo a lasciare perdere.
Come fai a saperlo?
Lo so e basta. Dale ha aiutato Cosgrove a ottenere la libert
sulla parola. Si sono visti. Lyle gli ha accennato l'idea, e Dale ha
tentato di fermarlo. Cos Lyle ha ucciso Dale.
Dimmi come fai a saperlo, Jon.
No.
Lui mi lancia un'occhiata di disapprovazione. Quell'uomo,
Lyle, ha cercato di contattarti un'altra volta? Questo me lo puoi
dire? Palpa la lettera. Dice che sar lui a iniziare le comunicazioni.
Scrollo la testa. Suppongo si sia spaventato dopo che mi
hanno incriminato per l'omicidio di Dale.
Dov' quel tizio? Lyle?
Qui in citt. Libert sulla parola.
Grant deglutisce.
Non  una bella situazione, osservo.
Lui ride acido, piega la testa. No. Non mi pare proprio.
Dimmi cos' successo quell'anno, Grant. Parlami del 1979.
Del segreto che nessuno conosce.
Lui prende male la domanda. Si contorce sulla poltroncina e
distoglie lo sguardo.
Tu e tuo padre avete assunto Garrison per rappresentare
Lyle.
Mi scruta un istante. Ma almeno quello lo pu ammettere.
Vero.
Per Lyle non era nei guai. Non aveva bisogno di un avvocato.
Fai presto a dirlo, ribatte lui. Lo stavano interrogando.
Ma voi avete assunto un costoso avvocato per controllarlo.
Per assicurarvi che lui e io cantassimo lo stesso inno. Tutti dovevano
dire che Jon Soliday era innocente.
Grant giunge le mani e mi guarda. Un ragazzo in una situazione
simile  pronto a tutto. Per salvarsi ti avrebbe scaricato la
croce addosso in un amen. Credi che la polizia non gli abbia
detto che l'avrebbe passata liscia se ti avesse consegnato nelle
loro mani? Jon, avergli procurato un avvocato non significa che
lo abbiamo convinto a mentire. Non significa che tu abbia fatto
qualcosa di male.
Cosa raccontava Lyle alla polizia? domando. Prima che
voi assumeste Garrison.
Non lo so. Una scrollata di spalle. Probabilmente all'inizio
ha tenuto la bocca chiusa. Sono certo che non fosse al primo
incidente con la legge. Non era stupido.
Dimmi cosa sapevi, Grant. Dimmi cosa sapevi di quel che
ho fatto.
Sapevo che eri innocente. Le parole escono in fretta. Era
l'unica conclusione possibile.
Perch ero tuo amico.
Perch non sei capace di uccidere. Ubriaco o fatto o quel
che vuoi. Sventola la mano. Impossibile. Si protende e punta
l'indice contro di me. Jon, questa lettera ricattatoria non significa
che Lyle abbia mentito. Non capisci? La semplice menzione
di quell'episodio infangherebbe te, e me. Lyle lo sa. Sapr
anche che mi candido a governatore. Sa che entrambi non vogliamo
si parli di quei fatti. Torna ad appoggiarsi allo schienale.
Ma questo non fa di te un assassino.
Allora all'epoca non sapevi niente? Qualcosa che mi implicasse?
Non ne hai parlato con Lyle? O con quell'altro ragazzo,
Rick?
Rick. Grant scuote la testa. Che branco.
E tu non sapevi niente?
Il senatore si alza, si toglie la giacca da sera e i gemelli e arrotola
le maniche della camicia. Ha messo su qualche chilo nel
corso della campagna elettorale. Comprensibile: mancanza di
esercizio fisico e onnipresenza del cibo a ogni tappa.  ancora
snello, ma gli sta crescendo un'ombra di pancia. Vuoi saperlo?
D'accordo.
Accavallo le gambe.
Quel Rick, o Ricochet, come lo chiamavano, mi ha telefonato.
Dopo che mi avevi chiamato tu dal posto di polizia. Non
ricordo i particolari. Sono passati... quanto? Pi di vent'anni?
Vieni al sodo.
Grant annuisce. Era fuori di testa. La polizia era stata da
Lyle, e Rick se la faceva sotto. Era stato lui a fornire la... lo sai.
La cocaina.
Esatto. Indugia sul ricordo per un attimo. Riprende a parlare
con voce pi calma. Rick non voleva averci niente a che
fare, perch se la ragazza era morta per un'overdose di droga
procurata da lui, sarebbero stati guai. E Lyle era piuttosto sconvolto
per l'interrogatorio cui sarebbe stato sottoposto.
Apro le mani. Allora hai concluso un accordo.
Lo fai sembrare cos sinistro. Increspa le labbra. S, penso
di s. Gli ho detto di riferire a Lyle che gli avremmo trovato
un avvocato e di tenere la bocca chiusa. Ho promesso a Rick
che lo avremmo tenuto fuori a patto che... se...
Se Lyle avesse fatto il bravo, concludo. Finch Cosgrove
mi discolper, tutto proceder bene. La macchina della famiglia
Tully provveder al resto. Pubblica accusa, coroner e tutti
quanti saranno sorprendentemente cordiali con Jon Soliday, e
se Lyle Cosgrove ci dar man forte, potremo tornarcene a casa
felici e contenti.
Grant stringe i denti, ma non ribatte.
 stata tutta una messinscena, continuo.
Il che non significa che tu abbia commesso un crimine, dice
Grant. Abbiamo utilizzato qualche amicizia? S. Dale ha
istruito Lyle su una certa versione degli eventi? Pu darsi. Io
non c'ero, ma pu darsi. Per stavamo facendo tutto per un innocente.
Questo non lo sai.
Lo credo. L'ho sempre creduto.
Mi sorprende che questa risposta mi dia sollievo. Il quadro
generale comincia a chiarirsi, per il fatto che Grant non mi
abbia mai ritenuto colpevole mi rincuora.
Alzo una mano. Va bene.
Grant torna a sedere, si passa la destra nei capelli. Ges
Cristo! Allora adesso quel Lyle  il sospetto numero uno?
Scommetterei tutti i miei soldi su lui.
Il senatore spiega le mani a ventaglio. Meraviglioso. Fantastico.
Bennett non sa del 1979, dico. O dei miei rapporti con
Lyle. Per sa di Lyle in generale. Sa che  appena uscito di prigione,
e che, a quanto pare, nell'appello dopo l'ultima condanna
ha sostenuto che il suo avvocato, Dale Garrison,  stato inefficiente.
E ora abbiamo collegato Lyle al cellulare rubato.
Quindi Bennett vuole puntare l'indice su Lyle Cosgrove.
Gi.
Grant unisce le mani, pianta i gomiti sulla scrivania. E se lo
far, sar inevitabile che i fatti del 1979 vengano a galla.
Inevitabile, ripeto.
Il senatore lascia piombare le mani sul piano e canticchia tra
s. O forse geme.
Sono chiuso in angolo, Grant. Sono accusato di un crimine
che non ho commesso e devo fare tutto il possibile.
Lo so, lo so. Inspira, si blocca. Dentro di lui deve essere in
corso una battaglia: il desiderio di diventare governatore contro
la volont di aiutarmi. Conoscendolo, non sar una lotta
tanto lunga. Quindi informerai Bennett? Renderai di pubblico
dominio quello che  successo allora?
Ne subiresti le conseguenze. Come minimo saresti giudicato
mio complice. Io diventerei un bersaglio ancora pi facile. E
se si cominciasse a scavare, qualcuno potrebbe farsi l'idea che
nel '79 tu mi abbia aiutato. Potrebbe rivelarsi fatale.
Fa una smorfia, come avesse sentito solo idiozie. Sono
preoccupato per te, dice. Se tiri fuori questa storia, non potrebbero
ancora dire che hai ucciso la ragazza? Rivedere il procedimento?
S, certo. Non sono stato assolto. Non si tratterebbe di celebrare
un secondo processo. Guardo il soffitto. Che linea di
difesa grandiosa. Sfuggo a un'imputazione di omicidio per cadere
in un'altra.
Non  vero. La replica di Grant  tanto veloce da stupirmi.
Nel '79 non hai fatto niente. Non riusciranno mai a condannarti.
Grant. Assumo il tono di chi parla con un bambino di
quattro anni. Io di certo non lo sono, ma quando si tratta di
me, il lato fraterno, se non paterno, di Grant gli offusca le capacit
di giudizio. Il procuratore capo della contea  Elliot
Raycroft, ricordi? Se intravedesse la possibilit di riaprire
un'indagine per omicidio sul primo assistente del senatore Tully,
un caso clamoroso, con una giovane stuprata e assassinata, e
te sullo sfondo, credi che esiterebbe un solo secondo? Se anche
la sua tesi non reggesse, ci roviner. Roviner te.
Escogiteremo qualcosa, dice Grant.
La sua calma mi disarma. Vorrei scuoterlo. Mi stai dicendo
che dovrei farlo. Raccontare tutta la storia. Puntare l'indice su
Lyle Cosgrove, spiegare che legame esiste tra noi, sostenere che
sono stato ricattato e incastrato e che non ho commesso nessuno
dei due omicidi. Dirlo chiaro e tondo mi abbatte. In che
razza di situazione mi trovo.
Tully viene a sedere al mio fianco. Se sar necessario, dovrai
farlo, ovvio. La fai sembrare una tale catastrofe! Scordati delle
elezioni per un momento, un solo momento. Spieghi che quel
Lyle Cosgrove ti ricattava, che Garrison non gli ha dato corda,
cos lui lo ha ucciso e ha incastrato te. Spiega che nel 1979 non
hai fatto niente, ma Lyle minacciava di riportare i fatti a galla lo
stesso. Solo per infangarti. Funziona. Ha senso.
E tu perdi le elezioni, commento.
Oppure tu ti becchi l'ergastolo. Per un omicidio che non
hai commesso. Cos' peggio?
Difficile ribattere. Grant accetta la prospettiva con la massima
tranquillit. Fare il fratello maggiore con me gli ha sempre
procurato una certa soddisfazione.
Mi scocca un lieve bacio sulla guancia. E non dare per scontato
che perder.
Emetto un sospiro enorme. Se avessi un'alternativa...
Lo so.
Ma non ce l'ho.
Lo so.
Annuisco, incapace di aggiungere altro. Mi alzo e mi avvio
alla porta. Sono quasi in corridoio, sulla soglia, quando il senatore
mi rivolge di nuovo la parola.
Dobbiamo rivelare tutto? chiede.
So a cosa si riferisce. La droga. La cocaina. Il fatto che Jon
Soliday sia finito nei guai e sia diventato un potenziale imputato
d'omicidio  un conto. Il fatto che il senatore Grant Tully da
giovane tirasse di coca  tutto un altro. L'informativa del 1979
era chiaramente incentrata su me, e non contiene la minima
prova che Grant fiutasse coca.
No, rispondo. Tutto quello che ricordo di te  che hai bevuto
qualche birra.
Grant annuisce. Per te  okay?
Sar com' stato allora. Ricordo di avere assunto droga con
Lyle e Gina. Non ricordo che tu fossi al primo piano con noi.
Tu e Rick non vi sporcavate le mani con la droga.
Grant rabbrividisce. D l'impressione di sentirsi in colpa,
come se i monumentali favori che mi ha fatto e i rischi che ha
corso per me non contassero niente. In ogni caso, la verit 
che dovr attenermi a ci che ho testimoniato nel 1979. Quella
storia  la stampella che mi permette di reggermi in piedi.
Dovr informare Ben piuttosto in fretta, dico.
Lo so. Il senatore non mi guarda. Vai e vinci.
Lo ringrazio e mi avvio lungo il corridoio. Mi fermo un
istante alla postazione di Cathy, a controllare la posta, a prendermi
un momento per placare i brividi elettrici del corpo.
Dall'ufficio del senatore Tully mi giunge un rumore: il suono
di diverse cartelle piene di documenti scaraventate contro una
parete.
...
.
...
Oggi  gioved. Il mio processo inizia tra poco pi di una settimana.
Bennett sta lavorando a tutte le nostre mozioni preprocessuali,
quindi  preso per il collo. Non so cosa ne sia stato del
tempo ma ormai siamo alle fasi finali, e non abbiamo molto in
pugno. Bennett ha seguito l'idea di una causa alternativa di
morte, ma dei diversi esperti di medicina legale che ha consultato
nessuno ritiene che la sua teoria sia pi probabile della
conclusione iniziale, cio che Dale sia stato strangolato.
Non ho ancora parlato di Lyle Cosgrove con Ben. Mi ci 
voluto un po' per accettare il fatto che tutto combacia, che
Lyle probabilmente mi ricattava per il mio passato e Dale
Garrison si  messo in mezzo. Tentando di seppellire questa
verit forse volevo proteggere sia me sia Grant Tully. Ma adesso
 chiaro che non ho scelta, e Grant mi ha persino dato la
sua benedizione.
Nel pomeriggio, mi sto dedicando al bucato (dopo cinque
settimane di accumulo mi sono ridotto a portare biancheria con
strappi e buchi) quando sento i carlini agitarsi al piano di sopra.
Le loro unghie, nella corsa, grattano sulle mattonelle del
corridoio. L'abbaiare normalmente smorzato  a tutto volume.
In altre parole, c' qualcuno alla porta. All'inizio ignoro l'intruso,
perch vorr vendermi qualcosa e non mi interessa. Ma i cani
stanno ancora facendo casino quando arrivo in cima alla scala,
cos metto gi una cesta piena di biancheria intima pulita e
vado alla porta.
 Bennett Carey, con un'aria piuttosto distrutta.
Gli apro. Ehi.
Ha lavorato furiosamente al mio caso. Ha seguito piste, scritto
le istanze per chiedere l'esclusione di alcune prove. Per la
maggior parte, mi dice, nessuna di esse riveste un'importanza
cruciale. Il caso si riduce in sostanza alla mia credibilit e al
puntare l'indice su Lyle Cosgrove. L'unica prova essenziale che
Ben cerca di fare escludere  la lettera di ricatto. Nulla lega Dale
Garrison alla lettera, quindi non c' rilevanza.
Mi avevi chiesto di fare un salto oggi, dice. Ho bisogno
di una pausa.
Certo. Il momento  perfetto. Lo guido in soggiorno. Declina
l'offerta di qualcosa da bere o mangiare. Faccio uscire i
cani, cos non ci distrarranno.
Allora, cosa c'? chiede lui, battendo le mani.
Lyle Cosgrove. Mi accomodo sul divano, di fronte alla sua
poltrona. Dobbiamo parlarne.
Okay... Senza dubbio Ben sa leggere le espressioni del mio
viso. Sta facendo calcoli mentali.  probabile che si sia chiesto
fin dall'inizio se io avessi uno scheletro nell'armadio, qualcosa
alla quale potesse riferirsi la lettera di ricatto.
E avrei dovuto parlartene prima, proseguo. Avrei proprio
dovuto, me ne rendo conto. Da principio non ero sicuro, perch
sapevo che se tu avessi avuto l'informazione l'avresti sfruttata
sino in fondo, e non ero certo di volerlo. Ma ora la questione
 risolta.
Ha l'espressione di chi prevede di ascoltare cose che non gli
piaceranno. La sua risposta ha un tono vagamente gelido.
Dimmi tutto adesso.
Sfrego le mani. Non ne ho mai parlato prima. Con nessuno.
Ho... ho un passato con Lyle Cosgrove.
Bennett apre la bocca, ma aspetta di sentire me. La sua lingua
si muove con foga. Non sto per dargli buone notizie.
Parto con l'essenziale sui fatti del giugno 1979. Quello che
sono disposto a raccontare. Grant e io siamo andati a un party
nella contea di Summit. Ci siamo incontrati con Lyle Cosgrove,
un certo Rick, e Gina Mason. Ometto di riferire che l'unico
motivo del nostro viaggetto nella contea di Summit era il fatto
che Grant non poteva sniffare cocaina dalle sue parti, essendo
figlio di un senatore, e cos ha trovato qualcuno che gliela fornisse
oltre il confine.
Insomma, continuo, siamo a questo party. Lyle, Gina e io
saliamo al primo piano. Cominciamo con l'erba. Dopo un po'
siamo piuttosto fatti. Almeno io, che non ho molta pratica di
stupefacenti. Poi Lyle arriva con la coca. Per farla breve, dopo
un po' mi rendo conto che  mezzanotte passata. Il party  finito.
Io sono fatto in maniera incredibile.
Tully dov'? chiede Ben, a occhi socchiusi.
Grant  tornato a casa.
Grant  tornato a casa. Ci riflette su. Senza di te?
S.
E l'altro ragazzo? Rick?
Se n' andato con Grant. Lo ha riportato a casa.
E tu dove sei andato, Jon?
Sono uscito con Lyle. Sono andato a casa di Gina.
La testa di Bennett si inclina leggermente. Ha uno sguardo
intenso, concentrato. Proteso verso di me, stringe i braccioli
della poltrona.
Lei mi aspettava. Sono... sono entrato nella sua stanza e abbiamo...
Ruoto un dito. Abbiamo fatto sesso.
Ti aspettava.
E quel che ho detto, Bennett. Mi aspettava. Recupero il
controllo, ignoro il sudore sulla fronte. Fermo il tremito di una
mano. Senti,  cos. Abbiamo fatto sesso, poi sono tornato all'automobile
e Lyle mi ha accompagnato a casa.
La concentrazione del mio avvocato non diminuisce.  ovvio
che la mia storia non  finita.
A quanto risulta, quella notte Gina  morta.
 morta?
 morta. Credo per overdose.  quello che probabilmente
pensava il coroner.
Ben si muove sulla poltrona. Il suo sguardo  severo. Probabilmente
pensava?
Si  avanzata l'ipotesi, continuo, che Gina possa essere
stata assassinata. Forse persino violentata e poi ammazzata.
Da? Ben conosce gi la risposta.
Da me. Espiro. Ma le prove non lo dimostravano. Hanno
condotto un'indagine e chiuso il caso. Non sono stato accusato.
Nessuno  stato accusato.
Spiegami qual  il senso di questa storia. Bennett scuote le
mani, o per rabbia o in un gesto d'implorazione, o forse entrambe
le cose.
Be', penso che Lyle Cosgrove mi stesse...
Ricattando. Annuisce.  sbiancato in volto. Deglutisce.
Minacciava di rivelare tutto. Se tu non avessi attinto ai fondi
del senatore, avrebbe strombazzato un infamante segreto nel
mezzo di una campagna elettorale.
Qualcosa del genere.
E Garrison cosa c'entra?
Mi umetto le labbra. Vuoi dell'acqua? Un drink?
Sono a posto. Cosa c'entra Garrison?
Nel '79, Dale era l'avvocato di Cosgrove.
Bennett batte le palpebre. Le rivelazioni stanno uscendo a
raffica, e il processo  dietro l'angolo. Quindi la polizia ha indagato
anche su Cosgrove.
Ovvio. All'inizio. Ma sapevano che ero stato io a fare sesso
con Gina. Ero il bersaglio pi facile.
Ben piomba all'indietro sullo schienale, fissa il soffitto.
Garrison si occupava di minori, all'epoca?
 stato assunto dai Tully, Ben.
Lui fa una smorfia. Sicch Cosgrove era amico di Grant...
Non  tanto questo, lo interrompo. Voglio procedere con
cautela, ma il mio avvocato deve sapere cosa lo attende. Non so
perch, abbasso la voce. I Tully lo hanno assunto per proteggere
me.
Gli occhi di Bennett, ancora puntati sul soffitto, si chiudono.
Non gli ho detto poco. Appoggia una mano sul cranio e sospira.
L'indagine  stata formale o no?
Hanno tenuto quella che definiscono un'informativa.
Quindi era un procedimento formale.
Direi di s.
Tutto  stato trascritto. Le prove sono state messe a verbale.
E tu sei stato arrestato.
Tutto vero, tranne l'ultima parte, ribatto. Non mi hanno
mai arrestato.
Lui inarca le sopracciglia. Una grossa cortesia. Non voglio
nemmeno sapere come si sia riusciti a ottenerla.
Meglio non chiedere. E francamente, lo ignoro anch'io.
Bennett esce finalmente dalla trance. Mi fissa. La punta di
rimprovero non  scomparsa del tutto dalla sua voce. Cosgrove
ha testimoniato?
S.
Cosa ha detto?
Che non c'era problema. Mi ha scaricato davanti alla casa
di Gina.  venuto a riprendermi quando si  spazientito, e io le
stavo dando il bacio dell'arrivederci.
Il bacio dell'arrivederci?
 quello che ha detto.
Ma  vero? Tu hai detto di pensare che fosse viva quando
l'hai lasciata. Quindi presumo che non la stessi baciando.
Agito una mano. Il punto  che non ricordo, Ben. Non ricordo.
Ricordo di essere stato con lei. L'atto sessuale, pi o meno.
E ricordo di essere strisciato fuori dalla finestra della sua
camera da letto. Ho preso una botta al ginocchio, questo lo
rammento. Prima e dopo, non saprei. Non ricordo.
Bennett mi studia. Cerca di leggere tra le righe e, al contempo,
di assorbire tutte le informazioni. E la cosa successiva che
ricordi qual ?
Di essermi svegliato al mattino.
No, ribatte subito lui.
Invece s. Proprio cos.
Mi stai dicendo l'assoluta verit, Jon? Non ricordi nient'altro
dopo la botta al ginocchio?
Nient'altro, Ben.
Punta l'indice. Mi hai detto tutto? Non hai lasciato fuori
niente?
Ges, Ben. Te lo giuro.
Ricordi di essere uscito dalla finestra dopo di che  il mattino
dopo e tu sei nel tuo letto?
Esatto.
I gomiti di Bennett si piantano sulle ginocchia; le mani si
giungono. Un uomo in preghiera. La sua lingua corre sulle
labbra.
Hai paura che io non possa smentire quello che affermer
Cosgrove.
Non risponde. Sta ancora mettendo ordine nei pensieri.
Pensieri sull'impatto che queste informazioni avranno sul processo.
Pensieri sul suo amico, il suo capo da diversi anni. Quanto
devo essere caduto in basso ai suoi occhi, nello spazio di dieci
minuti. Alla fine, si alza. E incerto, insicuro della mossa da fare.
Ben, gli dico, mi spiace di non avertene parlato prima.
Per non credo di avere ancora finito.
Lui si gira verso la finestra, anche se non pare guardare realmente
qualcosa.
Magari continuiamo pi tardi, gli propongo. Faccio un
salto stasera in ufficio.
Lui annuisce distrattamente ma non replica. Apre la porta
con cautela, raggiunge il vialetto d'accesso. Lo seguo dalla finestra
mentre va all'automobile. Sale, per si volta a guardare la
casa e il suo sguardo intercetta il mio. Senza dubbio si chiede
chi sia la persona che lo sta osservando.
Afferro il cellulare non appena Ben parte e compongo il numero.
Cal Reedy risponde al terzo squillo. Cal, sono io. Ho
un'altra cosa. Trova un tizio. S, Bennett  al corrente. Questo
potrebbe essere un incarico non semplice, quindi ti pagher.
Insisto. La tua solita tariffa. Il punto  che non so il cognome.
Non sono nemmeno sicuro del nome. Potrebbe essere morto,
per quanto ne so, o in galera. Posso fornirti solo pochi dati.
Sento Cal borbottare fra s mentre cerca carta e penna.
Contea di Summit, dico. Millenovecentosettantanove.
Nome, Rick. Soprannome, Ricochet.
...
.
...
Bennett Carey ha un aspetto migliore quando lo trovo in ufficio,
alle sette di sera. Il che non significa che appaia in forma
smagliante (giornate lavorative di quattordici ore a preparare il
processo per omicidio di un amico possono conciarti male, per
non parlare di quello che gli ho scaricato addosso nel primo
pomeriggio), per almeno non  pi sotto choc.
Ho steso qualche appunto, mi saluta. Ho qualche idea. E
qualche domanda.
Mi siedo. Mi spiace molto di non avertene parlato prima.
Non ero certo che esistessero rapporti con gli eventi del 1979, e
temevo che se ti avessi dato le informazioni le avresti usate subito.
Non ero sicuro di volerlo.
Ricevuto.  stata una pessima mossa, ma ti capisco.
Bene. Batto la palma sul bracciolo. Vuoi cominciare tu o
parto io?
Io. Ben tiene sospesa una matita sopra un grosso taccuino.
Spiegami perch Lyle avrebbe ucciso Dale Garrison.
Dale ha fatto uscire Lyle sulla parola di recente. Era il suo
avvocato. Quindi quei due sono stati in contatto.
Uh.
E Dale conosceva i fatti del 1979. Non sapremo mai esattamente
di cosa abbiano discusso avvocato e cliente, ma  probabile
che Dale avesse il controllo della situazione.
Giusto.
Quando Lyle  uscito dal carcere, ha affrontato l'argomento
con Dale.
Ben alza una mano per fermarmi. Stai sostenendo che Lyle
ha confidato a Dale di volerti ricattare?
Gi. Non in termini troppo espliciti. Ma Dale ha intuito
l'antifona. E ha cercato di dissuaderlo.
Ha cercato di... Ben mi punta gli occhi addosso. Come
fai a saperlo, Jon?
Apro la mia ventiquattrore ed estraggo la lettera di Garrison
a Cosgrove. Una delle cose che volevo mostrarti prima che tu
uscissi da casa mia in trance.
Ben prende la lettera e guarda il foglio di carta prima di leggere.
 spesso, con due linee orizzontali nelle zone in cui  stato
piegato per imbustarlo. L'originale. Ne ho fatto una copia,
che terr per me.
Mi guarda, pronto a chiedermi dove l'abbia trovata, ma io
gli ordino: Leggi, e lui obbedisce.
Signor Cosgrove,
 stato un piacere incontrarla oggi. Di nuovo congratulazioni
per il suo rilascio sulla parola. Le scrivo solo per chiarire una
cosa della quale abbiamo discusso oggi e che mi ha turbato. Lei
mi ha posto un quesito legale specifico, cosa dica la legge sulla
prescrizione dell'omicidio, e io le ho risposto che non esiste prescrizione
per l'omicidio. Ma altri commenti fatti da lei mi inducono
a domandarmi perch lo abbia chiesto.
Cosgrove voleva sapere se sei ancora perseguibile per omicidio,
commenta Ben.
E ha scoperto che  cos, aggiungo.
Lei non ha mai apertamente dichiarato le sue intenzioni, o perch
desiderasse avere questa informazione, e non stava a me
chiederlo. Per la nostra discussione sul lontano passato mi incuriosisce.
Vorrei sapere cosa intende fare di questa informazione.
Mi permetta di consigliarle, con molta forza, di non tentare
di riportare alla luce qualcosa che risale a pi di vent'anni fa. All'epoca
lei mi ha detto, e io le ho creduto, che Jon Soliday non ha
costretto con la forza quella giovane donna a un rapporto sessuale,
e che la ragazza era viva quando lui ha lasciato casa sua. Le ho
creduto quando me lo ha detto, e lei lo ha testimoniato sotto giuramento.
L'accusa ha accettato la sua testimonianza giurata, che
era corroborata da altre prove.
Cristo, borbotta Ben. Cerca di tenere Cosgrove inchiodato
alla vecchia testimonianza. Gli dice che nessuno gli crederebbe
se implicasse te.
Esatto, convengo. Perch nel 1979, sotto giuramento, ha
deposto diversamente, e perch altre prove corroboravano la
sua deposizione.
Se tenter di testimoniare diversamente adesso, potrebbe essere
perseguito per vari reati, tra i quali falsa testimonianza, ostruzione
del corso della giustizia e contraffazione di prove. Devo inoltre
rammentarle che i procedimenti a carico dei minori sono confidenziali,
e che rivelare qualcosa che abbia a che fare con essi
potrebbe portare anche a un'accusa penale. Non ho consultato
la legislazione in merito, ma devo avvertirla della possibilit.
Minaccia Cosgrove, continua Ben.
Con delle stronzate. Oggi Cosgrove non sarebbe pi perseguibile
per quei reati. Spergiuro e ostacolo al corso della giustizia
sono caduti in prescrizione da un pezzo.
Gi. Dale bluffa,  vero. Per ha ragione sull'inaccessibilit
dei casi riguardanti minorenni. A combinare casini con quelli si
pu finire nei guai.
Voglio ripeterle ci che le ho detto oggi nel mio ufficio: mentre la
nostra discussione era protetta dal rapporto privilegiato tra avvocato
e cliente, il privilegio non si estende a discussioni tra avvocato
e cliente che riguardino reati futuri. Se dovessi apprendere che lei
sta tentando di commettere un reato legato agli eventi del 1979,
mi si imporrebbe di riconsiderare la nostra conversazione e decidere
che oggi nel mio ufficio abbiamo discusso di un crimine futuro.
In questo caso, sarei costretto a rivelare il contenuto del nostro
colloquio. A questo punto, per, non mi risulta che lei stia progettando
future condotte illegali, per cui, a meno che non accada
qualcosa che mi faccia cambiare idea, il rapporto privilegiato tra
noi mi obbliga a mantenere confidenziale la nostra conversazione.
Ben, leggendo, annuisce. Nessuno ha mai accusato Dale di
essere scemo. E ha ragione. Il rapporto privilegiato non copre i
reati futuri. Dale sta dicendo a Lyle che se tenter di ricattare
Jon Soliday, informer la polizia.
Dale ha fatto del suo meglio per me. E guarda cosa ha avuto
in cambio.
Ben posa la lettera sulla scrivania. Adesso posso chiederti
dove l'hai presa?
Sfuggo al suo sguardo. Se ti dicessi che l'ho trovata nel materiale
d'archivio di Dale che ci ha consegnato l'accusa?
Direi che ti sbagli. Non c' la numerazione a timbro. Sul
fondo di ogni foglio che l'accusa ci ha trasmesso c' un numero
apposto con un timbro, per rendere identificabili tutte le pagine.
Una procedura standard quando due o pi parti condividono
dei documenti. E poi questo  un originale, non una copia.
Giusto.
Allora, Jon, dove l'hai presa?
E se, nel fotocopiare i documenti per noi, l'accusa si fosse
lasciata sfuggire questo e ci avesse consegnato per sbaglio l'originale?
Jon... Scuote il capo. Questa lettera  stata piegata. Era in
una busta. Non poteva essere nell'ufficio di Dale. L'aveva spedita
a... La testa gli scatta all'indietro. Un gemito lungo, smorzato,
gli esce dalle labbra.
La mia espressione si ammorbidisce, non per fare un'ammissione,
solo per indicargli che  sulla pista giusta.
L'hai presa a casa di Cosgrove, mormora.
Basta accennare all'AC e ti lasciano entrare.
Oh, no. Jon! Non volevo darti consigli su come...
Lo so. Lo so. Volevo solo vedere cosa potevo scoprire.
Cos ti sei introdotto nell'appartamento di Cosgrove e...
Prende la lettera, la sventola. E hai rubato questa?
Scrollo le spalle. Dovevo sapere se era lui a ricattarmi.
Ben si alza. Ti rendi conto che questa prova  inammissibile
al processo, vero? Non possiamo presentarla.
S, me l'ero immaginato, ammetto. Sul momento mi 
parsa una buona idea. Ero in preda a un leggero panico.
Per buoni motivi.
Senti, Ben, lo so che ho sbagliato. Ma mi processeranno per
omicidio. Il mio senso della giustizia non mi far perdere il sonno
per avere invaso la privacy di Lyle Cosgrove.
Il mio avvocato mi studia per un lungo momento. Tutto sommato,
rimproverarmi per questo furto non  al primo posto nella
sua lista di priorit. Ha molto di cui occuparsi prima dell'inizio
del processo. Sicch Cosgrove ha dovuto uccidere Dale
per ricattarti. Altrimenti, non appena fosse stato informato,
Dale lo avrebbe denunciato.
Infatti. Anche se non credo che lo avrebbe mai fatto. Non voleva
che questa storia diventasse di dominio pubblico pi di me.
Ma Cosgrove non lo sapeva.
Quindi adesso lo sai, Ben. Il cattivo  Cosgrove.
Gi. Uau!
Forse dovremmo passare alle tue domande e ai tuoi commenti,
suggerisco.
Annuisce. Non c' tempo per piangere sul nostro destino.
Pi che giusto. Guarda il taccuino. Parliamo dell'udienza
informativa che si  tenuta nel '79. Mi hai detto che Lyle
Cosgrove ha testimoniato. Ha raccontato che sei entrato nella casa
di quella ragazza...
Gina, dico. Gina Mason.
Sei andato a casa di Gina Mason, e pi tardi, quando lui 
venuto a riprenderti, le stavi dando il bacio dell'arrivederci.
Esatto?
Esatto.
E tu hai testimoniato, Jon? Bennett trattiene il respiro.
Un'antica deposizione del suo cliente non deve fargli piacere.
Soprattutto visto che qualche ora fa gli ho confessato di non ricordare
niente.
S, l'ho fatto. E s, ho testimoniato di essermi congedato con
un bacio, per rispondere alla tua prossima domanda. Ho detto
che era viva e vegeta e sorridente e salutava con la mano.
Lui dischiude la bocca in una piccola o. Un bel mistero,
quello del suo cliente.
Hai mentito sotto giuramento.
Sarebbe spergiuro se fosse una menzogna. Poteva essere vero.
Avverto un sussulto interiore. Bennett non si affretta a consolarmi.
La stima che aveva di me continua a deteriorarsi.
Devo vedere quel fascicolo, dice.
Sei fortunato, lo informo. Dalla ventiquattrore prendo
le copie delle tre pagine, tutto ci che  rimasto del fascicolo
del 1979. Noto l'espressione di Ben. Le ho fatte recuperare
da Cal.
Ma certo. Le sorprese non finiscono mai.
Le prime due pagine non sono un granch. Gliele passo.
La mia testimonianza. Non  gradevole.
Legge domande e risposte con un'espressione d'orrore crescente.
La sua mano si posa sulla bocca. Sesso orale, bofonchia.
Gina stava sopra. Siete caduti. Deglutisce. Scopami
pi forte?
 quello che ho detto. E certo, non ricordavo niente.
Ci hai costruito su un'intera storia.
Gi.
Ti hanno istruito bene. Lo dice senza ombra di rimprovero.
Il tempo scarseggia, bisogna arrangiarsi con quel che c',
compreso uno stronzo di cliente che ha tenuto nascoste informazioni
essenziali fino all'ultimo minuto. Lascia cadere i fogli.
Questo ti far impazzire, annuncio, porgendo l'ultimo foglio
al mio avvocato. Lo ha scritto l'investigatore incaricato
delle indagini. Lo ha aggiunto al fascicolo dopo che era stato
chiuso. Pare avesse capito tutto.
Bennett lo prende e legge.
Ho serie riserve sulle conclusioni raggiunte nel corso di questa
indagine. Ritengo che i risultati dell'autopsia siano stati interpretati
in modo eccessivamente generoso. Ritengo inoltre che la
defunta non fosse in grado di acconsentire a un rapporto sessuale
dato il suo stato di intossicazione, anche qualora accettassi
la versione dei fatti presentata dal signor Soliday, che peraltro
non accetto. Ritengo che il signor Soliday e il signor Cosgrove
abbiano concordato le loro deposizioni e abbiano contato sull'assenza
di altri testimoni per sfuggire ad accuse penali. Ritengo
che Jon Soliday dovrebbe essere arrestato e accusato di violenza
sessuale, come minimo.
Questa dichiarazione dovrebbe fare parte della documentazione.
La inserisco nel fascicolo nonostante il rifiuto ad accoglierla
della pubblica accusa.
Ha ragione, sospira Ben. Una persona sotto l'influsso di
alcool e droga non pu acconsentire a rapporti sessuali.
Lo sostiene la legge?
S.
Forse all'epoca non era cos. Fino alla fine degli anni Settanta,
sul conto della vittima di uno stupro erano ammissibili
molte prove che oggi sono inaccettabili. Lo so dal mio lavoro
in parlamento. La legislazione sulla violenza carnale  stata modificata
due volte. Un tempo, quando una donna accusava
qualcuno di stupro e l'imputato sosteneva che il rapporto era
stato consensuale, alla giuria era permesso ascoltare tutto sulla
storia sessuale della vittima. La teoria era che una donna tanto
poco casta da avere avuto rapporti sessuali preconiugali poteva
avere acconsentito pi facilmente alle richieste dell'accusato.
Infatti, nel mio caso il viceprocuratore ha accettato le dichiarazioni
giurate di uomini che erano andati a letto con Gina Mason.
Al giorno d'oggi, la mentalit  cambiata e molte di quelle
prove sono inammissibili.
Allora... Bennett allunga le braccia, mi mostra le palme
delle mani. Non si tratta di materiale positivo, Jon.
Lo so.
L'accusa ne verr informata.
Gi.
Buon Dio! Si affloscia, si incupisce, passa in rassegna e archivia
le informazioni. Corruga la fronte. Due domande. Primo,
com' possibile che sia ancora in circolazione la documentazione
di un caso vecchio di vent'anni che non  mai arrivato
in aula?
Da quanto mi ha spiegato Cal, gettano via tutto ci che ha
pi di quindici anni, a meno che qualcuno non ordini di conservare
un certo fascicolo.
L'attenzione del mio avvocato si risveglia.
Qualcuno ha scritto Conservare sulla scatola che conteneva
il fascicolo, aggiungo.
Chi? Chi? Il tono  lamentoso.
C'era scarabocchiata una firma che Cal non  riuscito a decifrare.
Ma dice che la data era di cinque anni fa. Credevo fosse
irrilevante.
Irrilevante, ripete Bennett con un borbottio.
Avevi una seconda domanda.
Gi. Batte l'indice sui fogli. Perch ci sono solo queste
tre pagine?
Sono uscite dalla trascrizione.
E allora dov' il resto?
Oh. Mi tiro un lobo, un tic nervoso. Non ci avevo pensato.
L'hanno prelevato. Qualcuno l'ha preso.
Mi sembri un po' troppo melodrammatico, Ben. S,  possibile.
Ma adesso quel materiale potrebbe essere ovunque. Secondo
me  sepolto in una discarica.
Ben concede il punto con un cenno della mano.
Questo  tutto, Ben. Adesso hai il quadro globale. E il quadro
dice che io sono piuttosto fottuto.
Non sono d'accordo.
No? Allora permettimi di riepilogare. Esiste qualcuno sul
quale posso puntare l'indice per l'omicidio di Dale. Lyle. Sappiamo
che ha rubato il cellulare usato per farmi tornare in ufficio.
Sappiamo che covava astio nei confronti di Garrison perch
dodici anni fa non lo ha difeso in maniera efficiente. Se ne
 lamentato nella richiesta di appello, giusto?
Giusto.
E adesso sappiamo che voleva ricattarmi, ma Dale minacciava
di denunciarlo se lo avesse fatto.
Tutto vero, conviene Ben.
Per c' la trappola. Se metto in mezzo Lyle, verr a galla
quello che  successo nel 1979.
Infatti.
E io posso ancora essere imputato di omicidio. Evito un'accusa
di omicidio e cado in un'altra.
Improbabile, Jon. Ben fa scorrere una mano sul tavolo.
Non sono riusciti a provare la tua colpevolezza allora, non ci
riusciranno adesso.
Non esserne troppo sicuro. All'epoca... Ho tenuto la testa
sotto la sabbia, ma sono certo che i Tully abbiano unto parecchie
ruote. Credo siano arrivati al coroner. E all'accusa.
Pensi, sintetizza Ben, che se qualcuno riprendesse in esame
le prove potrebbe decidere di perseguirti.
S. E rifletti sul nostro procuratore capo della contea: Elliot
Raycroft, il pupillo di Lang Trotter. Sarebbe felicissimo di dare
tutto l'aiuto possibile alla contea di Summit. Mi roviner in via
definitiva, se non sono gi rovinato. E le possibilit che Grant
ha di vincere queste elezioni... Morte, defunte. Perch mi ha
aiutato. O, come minimo, era presente ai fatti.
Bennett si appoggia allo schienale, riassume un atteggiamento
professionale. Una cosa per volta. Primo, s, potrebbero riaprire
le indagini, ma non ti incriminerebbero. Secondo, odio
dirlo, ma Grant Tully non vincer queste elezioni, Jon. Hai saputo
del sondaggio che ha appena commissionato?
No. Mi imbarazza ammetterlo. In condizioni normali, sarei
stato il primo a sapere. Che differenza possono fare un paio
di mesi.
 sotto del venti per cento a cinque settimane dal voto.
Guadagner Un po' nel tempo che resta, ma non batter Langdon
Trotter. Ha perso.
Non sono disposto ad ammetterlo. E non sono convinto come
te di non essere ritenuto colpevole dell'omicidio del 1979.
Jon, devi renderti conto di una cosa. Il messaggio ricattatorio
e la lettera di Garrison a Cosgrove dimostrano solo che nel
1979  successo qualcosa di brutto, talmente brutto che tu non
vuoi renderlo di dominio pubblico. Come motivo per un ricatto
 sufficiente. Ma non basta a renderti colpevole di omicidio.
Le stesse parole di Grant. Mi dai troppo credito. Passo
una mano nei capelli. Non sono certo che tu riesca a fiutare
bene che aria tira, Bennett.
Allora aiutami.
Un breve conflitto. E il mio avvocato, tanto vale dirgli tutto.
E vomito l'impensabile. Riflettici su. Non da amico che pensa
il meglio di me, ma da legale spassionato. Se Cosgrove avesse
voluto solo ricattarmi per il semplice fatto di quel brutto incidente,
avrebbe potuto farlo. E che diavolo, avrebbe potuto presentarsi
direttamente al senatore. Sarebbe stato pi logico. Non
si sarebbe concentrato soltanto su di me. E non avrebbe scritto
la lettera in quel modo.
Come l'avrebbe scritta?
Ricordi? Dice di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto.
Dice che potrebbe sempre rivolgersi al senatore. Non
minaccia di rivelare il segreto al pubblico. Minaccia di rivelarlo
a Grant. E perch lo fa, Bennett?
Il mio avvocato apre le mani.
Perch Grant mi riteneva innocente.  ci che ha detto a
suo padre, ci che ha detto a me, ci che probabilmente ha detto
a Lyle. Ma Lyle conosce la verit, ed  pronto a scommettere
che lo pagher un quarto di milione di dollari perch Grant
non arrivi a conoscerla.
Minaccia di dire al senatore che hai ucciso la ragazza. La
voce di Ben  smorzata.
L'assenza di una mia risposta  una conferma.
E chi lo sa quali prove potrebbe avere? aggiungo. Forse
sar la mia parola contro la sua, forse no. Non ne ho idea. Se lo
accuso, potrebbe farmi a brandelli. Sono fottuto alla grande,
Ben. L'unica persona alla quale posso attribuire l'omicidio di
Dale gode di immunit. A meno che io sia pronto a giocare
d'azzardo. Vedere il suo bluff.
Il mio avvocato si ammoscia. Mi concede il punto. E questo
dove ci lascia?
 la domanda che devo fare io a te. Un attimo di pausa.
C' un modo per puntare l'indice su Lyle senza fare riemergere
il 1979?
Non... Ben ha l'aria impotente. Non vedo come.
La teoria dell'ex galeotto che coltiva risentimento? Un movente
lo aveva. Dale gli ha combinato un disastro al processo.
Ha rubato il cellulare, il che dimostra il suo coinvolgimento. 
un tipo violento. Tutto questo non basta?
S, Jon, in assenza d'altro, ma non appena faremo il nome
di Lyle andranno a scavare nei suoi trascorsi, e chi lo sa? Potrebbero
collegarlo a te. E poi, non credi che sar Lyle stesso a
sollevare l'argomento quando verr trascinato in aula, dall'accusa
se non da noi? Dir che Jon Soliday ha ucciso quella donna
nel 1979. Ho mentito perch l'avvocato che i Tully hanno
assunto per me, Dale Garrison, mi ha spinto a farlo. Ma Garrison
e io conoscevamo entrambi la verit: Jon  un assassino.
Cos Soliday ha ucciso Dale Garrison per nascondere il segreto
che nessuno conosce e ha incastrato me. Ha aspettato per
tutto il tempo che sono stato in carcere, e appena sono uscito
ha ucciso Dale e messo in trappola me. 
Un momento di silenzio, una vampata di calore al viso. Ha
ragione. Finch Lyle Cosgrove rester in circolazione e potr
accusarmi, sar chiuso in angolo.
Bennett propone di riflettere su tutto, ma lui ha appena appreso
i fatti, io invece li sto dibattendo tra me da tempo. E
non faccio che giungere a un'unica conclusione: ovunque mi
giri, sono incastrato. Finch Lyle Cosgrove rester in circolazione.
...
.
...
Il viceprocuratore della contea Daniel Morphew entra in aula
accompagnato da una donna. Il cancelliere, una donna, seduta
al banco a fianco dello scanno del giudice, ma pi sotto, alza la
testa e chiede: Sono tutti presenti per Soliday?
Bennett e io ci alziamo. Morphew si avvicina e ci presenta la
sua accompagnatrice.
Bennett Carey, Jon Soliday... Indica la donna con la mano
aperta. Erica Johannsen.
Ci stringiamo tutti la mano. Johannsen mi tratta esattamente
come tratta Ben.  alta all'incirca come me, quasi un metro e
ottanta; corti capelli chiari, viso forte, occhi nocciola.
Sar Erica a occuparsi del processo, aggiunge Morphew.
Ho scoperto di non potermi proprio liberare.
Bennett annuisce neutro. Io provo sollievo. Morphew  un
pezzo grosso, e anche se ultimamente non ha lavorato molto in
aula,  un dato significativo che non sia lui a gestire il mio caso.
Non che io sappia qualcosa di Erica Johannsen.
Oggi  venerd 29 settembre. Il processo inizia fra tre giorni.
Siamo qui per discutere della logistica, di liste dei testimoni e
affini.
Il giudice vi vedr nel suo ufficio, annuncia il cancelliere,
una rossa minuscola che ci guarda da sopra la montatura degli
occhiali.
Ci dirigiamo all'ufficio del giudice, che ci aspetta in toga.
Avvocati, dice.
Daniel Morphew presenta Erica Johannsen al giudice. Nicole
Bridges dice: Lieta di rivederla, avvocato. Quindi si conoscono.
Forse erano colleghe nella procura della contea. Magari
Johannsen  stata scelta proprio per questo.
Ho letto i documenti preprocessuali, prosegue il giudice.
Qualche cambiamento?
Che noi sappiamo, no, risponde Johannsen.
Il giudice legge i fogli che ha davanti. Voi chiamerete a testimoniare
il medico legale, una guardia giurata, un detective,
la signora Joanne Souter e la signora Sheila Paul.
Joanne Souter  la donna alla quale  stata rubata la borsetta
con dentro il cellulare. Sheila Paul  la segretaria di Dale Garrison.
La sua testimonianza consister principalmente nel riferire
che Garrison era vivo quando lei ha lasciato l'ufficio alle cinque
e che sono stato io, non Dale, a cambiare data e luogo dell'appuntamento.
Il giudice Bridges guarda l'avvocato dell'accusa.  tutto, signora
Johannsen?
S, vostro onore.
Quindi l'esposizione della vostra tesi non dovrebbe richiedere
pi di qualche giorno?
Direi che  esatto.
Bene. Il giudice si rivolge a Bennett. Avvocato... Abbassa
gli occhi sulle carte. La difesa elenca l'imputato, il senatore
Tully, Gabriel Alucino...
Gabe Alucino  qualcuno che lavora per l'assicurazione sanitaria
che avrebbe coperto la terapia anticancro di Dale Garrison.
Dico avrebbe coperto perch Dale, dopo la diagnosi iniziale
e un'operazione chirurgica che non ha avuto successo,
non si  sottoposto a terapia.
...il dottor Roman Thorpe...
Un oncologo che ha inizialmente curato Garrison.
... e il procuratore generale Langdon Trotter.
Esatto, vostro onore, dice Ben.
Il giudice guarda gli avvocati. Sugli elenchi dei testimoni sono
presenti i due candidati alla carica di governatore.
Al momento opportuno, vorremmo essere ascoltati per
esprimere la nostra opinione, interviene Erica Johannsen. Allude
soprattutto al fatto che abbiamo incluso Trotter. Per ora, il
giudice non accetter discussioni sull'ammissibilit della testimonianza
perch non abbiamo ancora convocato Trotter. Ci
siamo solo riservati il diritto di chiamarlo a testimoniare
inserendolo nell'elenco. E forse non ci sar nessuna discussione.
Ben mi ha spiegato che molti giudici non costringono la difesa
a giustificare i propri testimoni nelle fasi iniziali per non forzarla
a mostrare le carte. Vogliono rispettare il diritto della difesa a
non scoprirsi. Tra gli altri motivi,  un incentivo a chiudere i
processi con un accordo.
Comprendo, replica Bridges. E ordino che per il momento
gli elenchi dei testi restino riservati. Signor Carey, ha problemi
a tenere per s i nomi dei suoi possibili testimoni?
No, mi va benissimo, risponde Ben.
Che altro? domanda il giudice.
Ben si schiarisce la gola. Giudice, possiamo avere il computer
del signor Garrison presente in aula?
Lei guarda l'accusa.
Erica Johannsen scrolla le spalle. Ma certo. Non mostra
alcun segno d'isteria. Non so da quanto le siano state passate le
redini, ma scommetterei non da molto. Ovviamente,  ci che
preferisco credere, abbandonandomi alle mie fantasie sul caos
pi totale nell'ufficio della procura.
 tutto?
Oh, vostro onore... Johannsen guarda i suoi appunti.
Chiedo scusa, quasi dimenticavo. La difesa ha chiesto di escludere
la lettera che abbiamo trovato nell'ufficio dell'imputato.
La lettera d'estorsione.
Esatto.
Avvocato, discuteremo delle mozioni luned mattina.
Non  questo, giudice. Per il momento la ritiriamo come
prova.
Non volete usarla?
Francamente non siamo riusciti a collegarla all'omicidio.
Finch non lo faremo, ci servir a ben poco.
Ammesso che io la ritenga accettabile, osserva il giudice.
Certo. S. E stiamo ancora indagando. Se arriveremo a metterla
in rapporto con l'omicidio, chiederemo la possibilit di fare
un'offerta di prova. Semplicemente non voglio essere accusata
di ingiusta sorpresa. Se riusciremo a collegare la lettera all'omicidio,
ne sosterremo la rilevanza. Sino ad allora, non intendiamo
servircene.
Nicole Bridges guarda Bennett. Avvocato? Un buon giudice
non prende mai una decisione contestata, se le due parti
possono essere d'accordo. Nel qual caso, una corte d'appello
non pu ribaltare la decisione.
Mi sta bene, risponde Ben. E aggiunge: Se la stessa opportunit
sar concessa alla difesa.
Erica Johannsen scruta sorpresa Bennett, fa i suoi calcoli.
Ben sta dicendo che potrebbe anche presentare la lettera come
prova, il che  contrario alla sua istanza preprocessuale per
escluderla. S, certo, dice alla fine Johannsen.
Bennett e io ne abbiamo discusso. Ci aspettavamo di perdere
sull'inammissibilit della lettera di ricatto. Bennett voleva
che la lettera venisse accettata, per poi scaricarla addosso a
Lyle Cosgrove nella nostra linea difensiva.
Molto bene, dice il giudice. Le parti accettano di dibattere
l'ammissibilit della lettera di ricatto se e quando sar il caso. Ci
rivedremo luned. Mi si rivolta lo stomaco. Una parte del mio
cervello, per qualche motivo, voleva che il giudice spostasse la
data del processo, forse solo per allontanare l'eventualit di una
condanna. Ma pi l'accusa avr tempo di scavare nei fatti del
1979, meglio riuscir ad architettare una linea d'attacco ai miei
danni.  possibile che non scoprano niente. Dopotutto, non sono
stato arrestato, tanto meno processato. Sono solo stato al centro
di un'indagine, e fuori dai confini di questo Stato. Quante
probabilit ci sono che risalgano fino al 1979 per appurare di
quali casi si sia occupato Dale?
Cal non ha ancora trovato Rick. A mio giudizio era uno
spacciatore professionista che teneva un profilo basso, forse
usava persino un nome falso. Magari adesso  chiuso in cella o
vive in Sudamerica. Per all'epoca era amico di Lyle Cosgrove,
per cui  possibile che i due siano ancora in contatto. E che sia
anche lui coinvolto in questa storia.
Usciamo assieme, sbuchiamo nell'aula. Bennett scrive l'ordinanza
di Nicole Bridges: nelle corti di Stato, sono gli avvocati a
stendere le ordinanze e presentarle al giudice per la firma. Erica
Johannsen sbircia da dietro le spalle di Ben. Io sto zitto. Daniel
Morphew sposta il peso del corpo da un piede all'altro; forse
 in ritardo per un appuntamento.
Raggiungiamo assieme l'ascensore. Johannsen, diretta a
un'altra aula, scende prima di noi. Noi due restiamo con
Morphew. Ben si gira verso di lui e gli tende la mano. Ci tenevo
a salutarti, gli dice.
Morphew fissa la mano per un attimo, come timoroso di
quel che possa aver toccato. La stringe con riluttanza. Certi
avvocati dell'accusa hanno questo atteggiamento nei confronti
della difesa.
D'ora in poi, parla con Erica. Io me ne lavo le mani. Si gira
verso di me e dice: Buona fortuna. Le porte dell'ascensore
si aprono al quarto piano.
Strana scena, borbotto a Ben mentre le porte si chiudono.
Il mio avvocato annuisce solenne. Tutta questa faccenda 
strana.
Quando sbuchiamo sulla piazza davanti al tribunale, devo
camminare pi in fretta del solito per tenere il passo con Bennett
Carey. La piazza  un gran casino: gente che si gode il prolungarsi
dell'estate. A un angolo, un uomo fa il giocoliere con
delle mazze da baseball; ha davanti una tazza per le offerte. Ci
butto dentro qualche spicciolo.
Uno skateboard mi corre incontro. Lo schivo a beneficio della
mia incolumit. Cos' che trovi strano? chiedo.
Bennett scrolla la testa, con aria assente. Tutto. Ci offrono
un accordo al primo istante. E maledettamente buono.
Volevano una condanna, gli faccio presente. In ogni caso,
a ogni condizione. Sempre meglio che perdere. Specialmente
per Trotter.
Sar. Ben quasi attraversa una via col semaforo pedonale
sul rosso. Lo agguanto per il braccio e lui torna con i piedi per
terra. Morphew molla, d l'impressione di essere disgustato.
Me ne lavo le mani. E lasciano cadere la lettera di ricatto come
fosse una patata bollente. Non ne hanno mai fatto parola. Tutta
questa faccenda  strana.
Strana, pu darsi. Per si mette bene, no? Se ci offrono
un accordo, la loro linea non deve essere a prova di bomba.
Se il pezzo grosso molla, magari sta saltando gi dal Titanio.
Gli stringo forte il braccio. E dai, dimmi che si mette
bene.
Bennett si ferma di botto. Alza una mano, la chiude a pugno.
Frustrazione. A un avvocato difensore non piacciono le sorprese,
dice. E potrebbero essercene un centinaio nascoste
dietro l'angolo. Il semaforo diventa verde, e lui attraversa, lasciandomi
indietro.
...
.
...
Buio. Un uomo seduto a gambe incrociate, nel silenzio di una
casa vuota, nera come l'inchiostro. Qualcuno potrebbe pensare
che io stia meditando, ma la spiritualit non  mai stata il mio
forte. E non ho mai avuto un grande sentimento religioso; ho
sempre pensato che se avessi condotto una vita onesta sarei stato
ricompensato.
Ci sono ombre nel buio. Non me n'ero mai accorto. Piccole
ma intense variazioni della tenebra. La temperatura, interna ed
esterna, si abbassa. La mente si libera. Emergono possibilit,
svolte mai immaginate. La decisione verr non dalla mente ma
dal cuore. La logica ha esaurito le sue funzioni. Adesso tocca
all'istinto, alla spinta alla sopravvivenza che ci stringe in pugno.
Il telefono squilla. Non vorrei rispondere, per sul display
l'identificativo del chiamante mi d un numero noto.
Ehi, ciao.
Ciao, Tracy.
Te la stai cavando bene?
S. Me la cavo bene.
Ottimo. Ben  un bravo avvocato.
S.
Devi credere che vincerai.
Lo credo.
Sei sicuro di stare bene?
Andr tutto alla perfezione.
Volevo chiederti una cosa.
Prego.
Ti piacerebbe che venissi a trovarti?
Non  necessario. Me lo avessi chiesto un paio di giorni fa,
avresti avuto un'altra risposta.
Lo so che non  necessario. Ma tu... Non deve essere facile
sopportare tutto da solo.
Pensi a me. Preghi per me. Mi basta.
Sei sicuro di stare bene? Hai una voce strana.
Sto benissimo.
Mi piacerebbe rivedere diverse persone. Non vedo Jen e
Krista e gli altri ragazzi da mesi. Non ti distrarrei. Potrei prendermi
un lungo weekend. Potremmo...
Non voglio che tu mi veda in questo stato.
C' tanto in questa frase, pi di quanto lei possa intuire, e se
ne rende conto. Ascolto pazientemente le proteste di Tracy, ma
la spingo a chiudere la conversazione, poi riattacco. Quello non
ero io. Ma forse  il mio nuovo io. Fisso lo sguardo nell'oscurit,
metto in discussione certezze, penso l'impensabile, cerco
di razionalizzare e fantastico finch non scivolo nel sonno.
Quando mi sveglio, mi metto le scarpe e scendo.
Questo non sono io. Parole assurde e paurosamente familiari,
che risalgono a un'epoca in cui non sapevo valutare appieno le
conseguenze delle mie azioni. Questo non sono io.
Ma siamo la somma delle nostre parti. E nulla e nessuno 
una contraddizione. Le contraddizioni non esistono. Uno dei
postulati di base deve essere errato.
Questo sono io. E forse lo sono sempre stato.
Gli ultimi residui della pioggia serale colano dal tendone della
farmacia Avery. I clienti se ne sono andati tutti. Le luci sul
davanti sono spente, e qualcuno che lavora l ha chiuso a chiave
la porta d'ingresso.
Guardo l'orologio. L'una e due minuti di sabato mattina.
Lyle Cosgrove ha iniziato il suo turno alle sei del pomeriggio e
adesso sta smontando. L'ho solo intravisto all'interno della farmacia.
L'unica cosa notevole, dalla mia postazione in auto, al
lato opposto della via, sono stati i capelli rossi fermati a coda
di cavallo. Gli arrivano al colletto della giacca di jeans.
Nel 1979 era calvo. E grosso e muscoloso, un tipo che incuteva
paura. Da questa distanza, non ho potuto studiarlo a fondo,
ma quando  arrivato in negozio non sembrava per niente
baldanzoso, sicuro di s. La prigione pu spezzare lo spirito.
Una giovane donna, asiatica, esce sola dalla farmacia. Non 
una bella idea per una ragazza camminare in questa zona in
piena notte, ma percorsa poca strada raggiunge l'automobile
nel parcheggio dietro l'angolo.
Lyle Cosgrove esce e si ferma.  girato verso di me ma non
mi vede. Unisce le mani a coppa e accende una sigaretta, rialza
il bavero della giacca, si incammina in direzione est. Zoppica
leggermente, si appoggia pi alla gamba destra che all'altra.
Aspetto che si sia allontanato di un isolato prima di avviare il
motore. Non lo perder. So dove va.
Apro il promemoria di Cal Reedy a Bennett con la sintesi dei
trascorsi criminali di Lyle Cosgrove.
Nessun precedente giovanile rintracciato. Patente di guida revocata
il 18/12/78, dopo condanne per guida in stato di ubriachezza
il 24/2/78,29/8/78, e un terzo arresto il 4/11/78. L'ultima
volta si  dichiarato colpevole. Ha accettato il ritiro della patente
per cinque anni.
Arrestato per violenza sessuale il 19/6/81. Si  dichiarato colpevole
di semplice aggressione. Condannato a quindici mesi in
un carcere di media sicurezza.
Arrestato il 15/4/88 per rapina a mano armata. Condannato il
28/8/88. Dodici anni di reclusione. Libert sulla parola il 22/7/00.
L'innegabile conclusione logica domina la mia mente, per
quanto cerchi di azzerarla. Le diverse prospettive, le ripercussioni
di ognuna di esse, la brutale onest che deve entrare nell'equazione.
Tutte le strade portano a un unico risultato. Lyle
Cosgrove mi tiene in pugno. Il mio destino  avvolto attorno al
suo indice.
Non ho scelta.
E quello stronzo ha ucciso Dale. Dovr pure costargli qualcosa.
Stringo il volante fino ad avere le nocche bianche. In me ribolle
un tumulto, un insieme di rabbia e frustrazione e paura
che annebbia i miei processi mentali, il ragionamento logico.
C' anche una certa libert, l'eliminazione di ogni barriera razionale,
la disponibilit ad arrendermi all'impulso. Forse  questo
che accade sempre.
Ho promesso che avrei trascorso la vita a pentirmi, a tenere
fede al giuramento muto fatto al fratello minore di Gina Mason:
avrei condotto un'esistenza rispettabile, non avrei mai fatto
del male a qualcuno. Invece, ho seguito Grant Tully nel mondo
distruttivo della politica, dove si possono trovare anche ricompense
morali ma solo nel putrido mare dell'avidit di potere,
dell'invidia e della falsit. E adesso, indossato il manto di
chi viene ingiustamente accusato, del difensore del bene e del
male... adesso questo.
Dov' il senso di colpa? Dov' l'ansia di scoprire cosa sia
realmente accaduto a Gina Mason? Quando  stato che la mia
sopravvivenza ha avuto la meglio su tutto il resto? Ma quest'ultima
 una domanda semplice. La risposta : nel giugno del
1979. Quando sapevo che Grant Tully mi copriva ma mi sono
rifiutato di ammetterlo. Quando ho mentito, invece di raccontare
la verit e lasciare che le cose andassero come dovevano
andare.
Guido nel viale, accelero e sorpasso Lyle Cosgrove, che cammina
solo sul marciapiede. Borbotto tra me e tiro un pugno al
volante. Percorro altri tre isolati e mi infilo nel parcheggio di
una banca, facendo stridere le gomme. Non sono discreto, non
sto attento, e mi piace. Mi fermo nell'area pi lontana da strada
e marciapiede e spengo il motore. Siedo in silenzio. Il mio respiro
 pesante. La furia mi invade; devo fare uno sforzo per
non sbattere la portiera quando scendo.
Cercando di placare i battiti del cuore, scivolo nel buio del
parcheggio. L'illuminazione del marciapiede pi avanti  spezzata
dall'ombra di una figura in arrivo. Soffoco la domanda urlata
dentro di me con voce tanto perversa e penetrante che quasi
non sento arrivare i passi di un pedone zoppicante.
Cosa mi sta succedendo?
Lo spettacolo sta per iniziare.  luned 2 ottobre da quattro
ore. Le ho trascorse tutte da sveglio. Per il momento ho deciso
di restare a letto, con la coperta fino al collo, anche se la temperatura
in citt rimane mite.
I carlini si dividono il cuscino accanto al mio. Hanno dormito,
alzando periodicamente la testa, chiedendosi come mai io
me ne stia seduto. Adesso russano e grugniscono soddisfatti.
Ho il cellulare in grembo. Ho composto parte del numero
cinque, no, sei volte. Ma non la sveglier nel cuore della notte.
Mi spiace, le ripeto nel silenzio dell'oscurit. Mi spiace di
non essere la persona che credevi. Mi spiace averti fatto credere
di essere qualcuno che non ero, averti fatto sprecare cinque
anni di vita con me. So che nulla  in bianco e nero. So che dividiamo
la colpa. Ma sono pronto ad assumermi la porzione
pi grande. Sono stato io a iniziare la caduta. Non trascorrevo
il mio tempo con te. Ti ho fatto sentire non desiderata. Anche
se non  vero, non lo  mai stato. Ma ero troppo preso da me
stesso per capire cosa facevo a te. Tu hai cercato di dirmelo e io
non ho ascoltato. E cos hai smesso di amarmi.
Mi spiace per tutto ci che ho fatto. Per ti prometto una
cosa: non dovr pi dispiacermi. Da adesso in poi, le cose saranno
diverse. Non mentir. Se mi faranno domande, non
mentir su nulla. Lascer che il mio avvocato faccia tutto il possibile
per farmi assolvere. Non mi arrender. Per ora agir nel
modo giusto.
Jonathan Soliday  imputato di omicidio di primo grado, dice
Erica Johannsen.  stato trovato con la vittima - Dale Garrison
- nell'ufficio della vittima.  stato trovato col signor Garrison
morto. E quando  stato trovato, ha fatto ci che avrebbe
fatto un assassino. Ha cercato di discolparsi. Ha tentato di convincere
una guardia giurata che Dale Garrison si era semplicemente
addormentato. Ha tentato di far uscire dall'ufficio la
guardia prima che si rendesse conto della verit, cio che Dale
Garrison era stato assassinato.
 pomeriggio. Trattandosi di un processo senza giuria, il giudice
si  occupato di altre questioni prima di cominciare. Alla
fine, abbiamo deciso di iniziare dopo pranzo.
Erica Johannsen  in piedi davanti al suo tavolo. Indossa una
giacca a spina di pesce e una gonna nera, lunga. Parla in modo
semplice e sicuro degli eventi, forse perch non ci sono giurati.
O forse  il suo modo di procedere. Comunque sia, le fa buon
gioco. Sar difficile sostenere che si tratta di una sporca manovra
politica quando l'accusa ha un atteggiamento cos pacato e
sobrio.
Dimostreremo che l'imputato ha fissato con Garrison un
appuntamento che in origine era previsto per l'ora di pranzo
del gioved, spostandolo poi al venerd sera dopo l'orario di lavoro,
quando in ufficio ci sarebbe stata solo la vittima. Dimostreremo
che Dale Garrison  stato ucciso per strangolamento.
Dimostreremo che una guardia giurata, Lonard Hornowski,
ha trovato l'imputato negli uffici di Dale Garrison e che l'imputato
ha mentito al signor Hornowski su ci che era accaduto.
E sappiamo un'ultima cosa... Sappiamo che l'imputato era l'unica
persona presente in quegli uffici col signor Garrison tra il
momento in cui questi era ancora vivo e il momento in cui 
stato strangolato.
Il pubblico ministero va verso il centro dell'aula. Io continuo
a rimuginare su una delle cose che ha detto: ho spostato l'appuntamento
a dopo l'orario di lavoro. Non  vero. Dovevamo
vederci il gioved a pranzo, poi mi ha chiamato l'ufficio di Garrison
e ha rimandato alle sette del pomeriggio di venerd. L'idea
che non volessi altra gente in giro per commettere l'omicidio
 logica. Ma non  andata cos.
Erica Johannsen si siede dopo una breve sintesi, una dichiarazione
d'apertura molto semplice. Dal loro punto di vista, il
caso  limpido: ero l'unica persona presente, e quando mi hanno
preso ho raccontato un mucchio di frottole.
Oggi, prima di iniziare, Bennett ha informato il giudice di
volere rimandare la sua dichiarazione d'apertura a quando l'accusa
avr concluso. Cos Johannsen chiama il suo primo testimone.
Dottoressa Mitra Agarwal.
Mitra Agarwal  una donna alta, spigolosa, con capelli sale e
pepe che le arrivano alle spalle, in caduta libera. Ha l'aria della
professionista del mondo scientifico o accademico, del tutto indifferente
all'aspetto esteriore. Porta una blusa gialla con un
fermaglio al colletto. La carnagione  marrone chiaro e lentigginosa;
ha sulla fronte profondi solchi. Gli occhiali poggiano a
met del naso.
Erica Johannsen fa illustrare alla dottoressa le proprie credenziali.
 il primo patologo legale dell'ufficio del coroner di
contea. Ha esercitato per pi di vent'anni. Ha un'infinit di titoli
accademici.
Poi la dottoressa Agarwal riferisce i dati essenziali: ha ricevuto
il corpo di Dale Garrison all'obitorio, eseguito l'autopsia,
spedito un investigatore sulla scena, si  consultata con la polizia.
Descrive le esatte incisioni che ha praticato, gli organi che
ha esaminato e pesato. Il giudice, che indubbiamente ha fatto
molta pratica di medici legali quando lavorava per la pubblica
accusa, sembra sapere che queste informazioni sono trascurabili.
Io stesso perdo interesse. Bennett non obietta alla richiesta
di Johannsen di qualificare il medico come esperto.
Nel corso dell'autopsia, dottoressa, ha raggiunto un'opinione
sulla causa del decesso?
S. La donna ha un lieve accento indiano. Parla con calma
e decisione. La causa del decesso  stata asfissia da strangolamento
manuale.
Erica Johannsen si allontana di un passo dal leggio sul quale
si trovano i suoi appunti. Su cosa basa questa diagnosi?
Il medico batte le palpebre, spinge gli occhiali sul naso, consulta
i propri appunti, poi alza la testa. Sulla presenza di evidenze
esterne di abrasioni e contusioni sulla pelle del collo. Sull'emorragia
interna a partire dai muscoli sternocleidomastoideo,
omoioideo, sternotiroideo e tireoglosso. Fa per continuare
ma si ferma. Si tratta di una serie di muscoli del collo.
Quindi, abrasioni sull'epidermide del collo ed emorragia
interna del collo?
Esatto.
Continui, la prego.
C'erano petecchie nelle palpebre. In altre parole, emorragie.
E tutti questi dati combaciano con la sua diagnosi?
S, risponde la dottoressa Agarwal.  l'unica diagnosi
logica.
L'accusa si avvicina alla teste con fotografie di Dale Garrison
all'obitorio. Alcune sono istantanee dell'intero corpo, altre primi
piani da far rivoltare lo stomaco. Immagini degli occhi, del
collo, del viso. Il medico indica le prove esterne di emorragia.
Bene. Erica Johannsen torna al leggio. E ha stabilito
un'ora per la morte?
Direi che  avvenuta la sera di venerd diciotto agosto.
Su cosa si basa?
La dottoressa batte di nuovo le palpebre, socchiude gli occhi.
Su livor mortis, rigor mortis e algor mortis. In altre parole,
sullo stato del sangue in circolazione, sull'irrigidimento muscolare
e sulla temperatura del sangue. Non si pu mai determinare
l'ora della morte con precisione. E diventa ancora pi difficile
nel caso di un malato di cancro come il defunto.
Il defunto aveva il cancro?
S. Soffriva di cancro polmonare e linfoma. Questo influenza
il rigor mortis perch i pazienti affetti da tumore non mostrano
bene il rigor. E l'algor mortis, il raffreddamento del sangue,
aiuta meno del solito perch la regola empirica dice che un cadavere
si raffredda di un grado e mezzo centigrado l'ora, partendo
per dal presupposto che la temperatura iniziale sia normale,
il che non  necessariamente vero per un malato di cancro.
Per cui, quando abbiamo... La teste vede Bennett alzarsi
e si interrompe.
Bennett fa un cenno con le mani. Non intendevo interrompere,
dice, ma per fare risparmiare tempo alla dottoressa e
alla corte, saremmo lieti di convenire che l'arco di tempo della
morte copre l'ora delle sette della sera del diciotto agosto.
Il punto  del tutto secondario. Non c' dubbio che Dale fosse
morto attorno alle sette perch lo pu testimoniare la guardia
giurata. Ma a meno che anch'io deponga, il che non pu essere
dato per certo, devono riuscire a stabilire che la morte 
avvenuta un po' prima.
L'accusa si gira verso il medico, che annuisce e dice: Certo.
Per cui Erica Johannsen fa eco: Conveniamo.
Poi prosegue: Solo un'ultima domanda. Dottoressa, fino a
quale livello di certezza... Oh, meglio usare una frase semplice.
Quanto  certa della sua diagnosi sulla causa della morte?
Sono assolutamente certa. Non esistono alternative.
Erica Johannsen ringrazia la testimone e torna a sedere. Leggo
sul suo viso una punta di sollievo.
Bennett scarabocchia sul taccuino sul quale ci sono gli appunti
del suo colloquio col patologo legale dell'universit del
sud dello Stato. C'erano emorragie nelle palpebre, attacca
senza alzare la testa.
S, infatti.
Ed emorragie interne, nei muscoli del collo.
S.
E il cervello, dottoressa? chiede Ben. Il cervello era gonfio
in maniera significativa, no?
S. Era presente un edema cerebrale, risponde la dottoressa
Agarwal.
Ernia del midollo allungato e ponte di Varolio?
Anche quella.
Da cui l'asfissia. 
Esatto.
Grazie. Bennett scrive qualcosa sul taccuino. Dopo un
momento di pausa, il medico legale fa per lasciare il banco.
Ben guarda su con un sorriso. Non ho ancora finito. La donna
si rimette a sedere, accavalla le gambe. Ha un sorriso imbarazzato.
Ben dice: Spieghi alla corte, per favore, cos' la vena cava
superiore.
La donna socchiude gli occhi.  confusa. La vena cava superiore
 la vena che va dal cuore alla testa.
Permettendo al sangue di passare dalla testa al cuore.
Esatto.
Ora, non  stato rinvenuto un tumore maligno nei pressi
della vena cava superiore?
La teste tiene lo sguardo puntato su Bennett un istante prima
di spingere in su gli occhiali e consultare gli appunti. Mentre
rilegge i risultati dell'autopsia, Ben scuote la penna che ha
in mano. Anche Johannsen sta controllando le sue carte.
S, risponde la dottoressa Agarwal. Un tumore di circa
sei centimetri e mezzo di diametro era presente nel mediastino,
la cavit del petto, vicino alla vena cava superiore.
Grazie. Ora, per favore, descriva quella che  nota come
sindrome della vena cava superiore.  Bennett lascia cadere la
penna. In termini adatti a un profano, se pu.
La donna piega la testa. Apre la bocca, si ferma, riflette sulla
domanda un po' sulla difensiva, ma pi con curiosit accademica.
La sindrome della vena cava superiore comporta l'ostruzione
della vena cava superiore.
L'ostruzione da parte di un tumore, specifica Ben.
Esatto.
Il flusso del sangue si interrompe.
O viene parzialmente ostruito.
Per completamente ostruito nei casi fatali.
S, indubbiamente.
E la SVCS... Voi la chiamate cos, vero?
Certo, pu chiamarla con quella sigla.
La SVCS si verifica soprattutto in pazienti che soffrono di
cancro polmonare o linfoma, non  vero?
 vero. Adesso la dottoressa sbircia gli appunti.
I cancri dei quali soffriva Dale Garrison.
 cos, s.
Per dirla in maniera semplice, un tumore maligno preme
sulla vena cava superiore e blocca, in modo parziale o totale, il
flusso di sangue dalla testa.
Esatto.
E... Ben alza il taccuino, fa capire che sta leggendo. Con
la morte provocata dalla SVCS si verifica una marcata congestione
vasculare di testa e collo, con petecchie.
Esatto.
Il che  stato riscontrato nel signor Garrison.
S.
E il tumore che ostruisce la vena cava superiore pu essere
piuttosto piccolo, no? Di nuovo, deliberatamente, Ben legge
dal taccuino. Non pi grande di un chicco d'uva, non  cos?
La dottoressa Agarwal risponde tenendo gli occhi socchiusi.
Ritengo sia vero.
Bennett batte leggermente le mani. La SVCS  accompagnata
da emorragie al collo.
S.
E anche alle palpebre?
 possibile per l'aumento della pressione venosa, s.
E il cervello si gonfia. Edema cerebrale.
S.
Il che porta all'ernia del midollo allungato e ponte di Varolio.
Giusto.
Il che conduce all'asfissia.
S.
E tutte le caratteristiche che ho appena citato, emorragia a
collo e palpebre, gonfiore del cervello, ernia del midollo allungato
e ponte di Varolio, presenza di un tumore maligno nelle
vicinanze della vena cava superiore, sono state da lei riscontrate
nel corso dell'autopsia che ha eseguito.
S, signore. Il che non significa che io ritenga la SVCS la causa
della morte. Per s, lei ha ragione.
Bennett congiunge le mani sul tavolo e fissa la testimone per
un attimo. Di certo non gli vanno a genio le sue riserve. Lei
non pu escludere come causa della morte un'asfissia provocata
dalla sindrome della vena cava superiore, vero?
Trovo insostenibile la teoria, ribatte secca lei. La vittima
 morta in seguito a strangolamento manuale.
Per non esclude del tutto la SVCS?
Direi che  altamente improbabile ma concepibile.
Lei dice di trovare insostenibile una morte provocata da sindrome
della vena cava superiore. Ben si adagia contro lo
schienale della sedia. Quante volte ha diagnosticato una morte
da SVCS?
Non credo di averlo mai fatto. Il medico aggrotta la fronte.
Non eseguo l'autopsia di tutti quelli che muoiono, signore.
Lei entra in scena in caso di morti sospette, di solito di origine
violenta,  giusto?
E praticamente per tutti i bambini al di sotto dei dodici anni,
aggiunge la teste.
E non ha mai diagnosticato la SVCS?
No, signore, mai.
Ne ha mai visto un caso?
La dottoressa Agarwal si inumidisce le labbra e fruga nella
sua memoria. Una volta, in un contesto accademico. Circa una
decina di anni fa.
Oh! Ben mostra una leggera condiscendenza. Sorride con
l'angolo della bocca. Quante volte ha diagnosticato asfissia
per strangolamento manuale?
Molte volte. La voce del medico si alza, si fa autorevole.
Decine di volte, dottoressa?
Direi oltre trenta casi. Probabilmente il totale  pi vicino
ai cinquanta.
Dai trenta ai cinquanta casi. Bennett annuisce cordialmente,
si gira verso l'accusa. E non un solo caso di SVCS.
 un evento non comune, aggiunge la teste. Soprattutto
come causa di morte. Non si muore spesso di SVCS. Di solito 
curabile.
Bennett raddrizza le spalle. Dottoressa, lei sa che il defunto
non curava il cancro polmonare?
Obiezione. Erica Johannsen blocca Ben, senza alzarsi. Testimonianza
priva di fondamento.
Riformulo la domanda, vostro onore. Punta lo sguardo
sulla teste. Dottoressa Agarwal, ha trovato sul corpo del signor
Garrison prove di chemioterapia o terapia radioattiva?
Credo di no.
O di altri trattamenti medici per il cancro?
Non ho visto niente che indicasse terapie per il cancro.
E, dottoressa, se il defunto aveva deciso per ragioni personali
di non curare il cancro, la sorprenderebbe scoprire che non
aveva curato nemmeno la SVCS?
Obiezione, tuona Johannsen. Si presumono fatti non
supportati da prove.
Il giudice riflette sull'obiezione, ma prima che possa decidere
Bennett si offre di riformulare la domanda. Dottoressa, a
prescindere da quella che lei ritiene la causa della morte, non si
sente costretta ad ammettere che il defunto soffriva di sindrome
della vena cava superiore?
La donna increspa le labbra e prende tempo. Senza dubbio
c'era un tumore attorno alla vena cava superiore. Che costituisse
un'ostruzione della vena  un'altra questione.
D'accordo, per non pu escluderlo, vero?
No, non posso escluderla come patologia della quale il defunto
soffrisse. Non sono assolutamente d'accordo nel ritenerla
la causa della morte.
Come ha fatto in tutte le sue altre diagnosi di morte per
strangolamento manuale.
Esatto.
E conviene con me che la SVCS ha pi probabilit di essere
fatale quando non venga curata?
Come ogni malattia,  pi pericolosa se non curata.
Bennett fa un attimo di pausa, prende la penna, controlla il
taccuino. Grazie, dottoressa.
Erica Johannsen si alza violentemente dalla sedia. Non credo
immaginasse che avremmo contestato la diagnosi. Bennett non
ha chiamato un patologo legale a testimoniare per la difesa, in
parte per ottenere l'effetto sorpresa nel controinterrogatorio
della dottoressa Agarwal, in parte perch tutti i medici legali
che abbiamo consultato ritenevano pi probabile la morte per
strangolamento.
Dottoressa, chiede Johannsen, alzando il volume della voce,
ritiene plausibile che il defunto sia morto per sindrome
della vena cava superiore?
Non lo ritengo plausibile, no.
Spieghi alla corte perch.
Il medico piega la testa in direzione del giudice. Per due
motivi. Uno, qualcosa di cui l'avvocato della difesa non ha
parlato. Le abrasioni e le contusioni sul collo erano frutto di
una forza tale che non ritengo possano essere state autoinflitte.
La seconda ragione  che la morte per SVCS  improvvisa, e
i risultati che ho ottenuto non collimano con una morte improvvisa.
Le abrasioni al collo non possono essere state prodotte
da un'unica, convulsa stretta al collo. Le mani sono rimaste
sul collo pi a lungo. Si  verificata una frizione che ha
prodotto le abrasioni, il che indica movimento tra la vittima e
l'assalitore. In altre parole, un segno di lotta. Inoltre, colletto
della camicia e cravatta del defunto erano in disordine. Il colletto
era sbottonato. Alza una mano. Ci sono troppe incongruenze.
Quell'uomo  morto per asfissia da strangolamento
manuale. 
Grazie, dottoressa.
Giudice e testimone si girano verso Bennett per il controinterrogatorio.
Lui si porta le mani alla gola. Vuole vedere come
faccio in fretta a slacciare il colletto e stringermi la gola?
chiede.
Non in modo particolare, risponde il medico. Il giudice
sorride. Qualcuno in aula ride. Per la prima volta dall'inizio del
processo recepisco la presenza di spettatori.
Ben abbassa le mani. Il sorriso svanisce. Lei ha addotto
due ragioni contrarie alla mia teoria. Uno, la forza esercitata
sul collo.
Esatto.
Non le risultano casi in cui persone che stanno soffocando
si stringono la gola?
Certo che mi risultano.
Ed esclude completamente la possibilit che un gesto improvviso
e violento, una stretta al collo, possa provocare contusioni
e abrasioni? Dice che  impossibile che accada?
La dottoressa Agarwal sospira. Si pu lasciare qualche segno
sul proprio collo. Forse una minima contusione. Ma non
mi aspetterei di trovare abrasa la pelle. Dobbiamo anche tenere
presente che l'uomo era indebolito dal cancro. Era anziano.
Stiamo procedendo a balzi eccessivamente ampi, signore.
Un uomo anziano, malato, fragile, colpito da morte improvvisa
per SVCS, non potrebbe lasciare segni simili sul proprio
collo.
Di nuovo, lo esclude categoricamente? S o no?
E non avrebbe avuto il tempo, aggiunge la teste. Il tempo
di slacciarsi il colletto e afferrarsi il collo con quella forza. Devo
concludere che, date le circostanze, la probabilit che la sua tesi
sia esatta  talmente infinitesimale che non vale la pena prenderla
in considerazione.
Bennett non pu fermarsi l, quindi passa all'argomento del
tempo. Il medico legale dichiara che una morte provocata da
SVCS richiederebbe da uno a tre secondi. S,  concepibile che
in quell'intervallo Dale abbia avuto il tempo di lasciare qualche
segno sul proprio collo, ma  improbabile che lo abbia fatto in
presenza di un'improvvisa embolia. Altamente improbabile,
aggiunge prima che Ben possa proseguire. Lui si sposta su un
terreno pi sicuro: la dottoressa Agarwal non era presente, non
pu sapere con certezza cosa abbia fatto Dale, in quale ordine,
per quanto tempo. Considerazioni superflue. Semplicemente,
non voleva concludere su una nota negativa. Lo leggo anche
sul viso del giudice: l'espressione si rilassa, la concentrazione
diminuisce. Ha perso interesse. Il patologo legale ha ragione.
La teoria di Ben  accettabile a livello accademico,  servita per
un buon controinterrogatorio, ma in definitiva nessuno pensa
che Dale Garrison sia morto per cause naturali, viste le abrasioni
sul collo. Il massimo che Bennett possa fare, in chiusura, 
indurre la donna ad ammettere che una morte provocata dalla
SVCS  concepibile.
Grazie, dottoressa,  tutto. Ben riprende a scrivere sul taccuino.
La dottoressa Mitra Agarwal raccoglie le sue carte e lascia
il banco dei testimoni. Non posso impedirmi di provare
una lieve delusione. Formulo tra me un discorsetto d'incoraggiamento.
Non avevamo nulla da perdere col medico legale. La
nostra difesa primaria  la verit: se anche Garrison  stato
strangolato, non l'ho strangolato io.
Bennett mi guarda con una faccia da poker ma annuisce.
Non mi mostrerebbe il pollice alzato in nessun caso, anche se il
giudice non fosse presente, ma immagino che le sue valutazioni
siano identiche alle mie. Mi chino a sussurrargli Ben fatto
mentre il giudice si alza ed esce.
Domani c' la guardia giurata, dice Ben. E la segretaria. Potremmo
persino arrivare al detective della polizia.
Sono seduto in sala riunioni da Seaton, Hirsch con Ben. 
sera; lavoriamo dopo il primo giorno del processo. La nostra
sala operativa sembra un magazzino di scatole e cartelle.
Domani sera c' il dibattito, faccio presente. Alludo al primo
dei tre dibattiti televisivi tra Grant Tully e Langdon Trotter.
Voglio andarci.
Se ne avrai il tempo. La guardia giurata potrebbe essere impegnativa.
Hai buone carte?
In effetti, no. Comunque non so se ci sar bisogno di dargli
addosso. Il telefono in un angolo della stanza squilla. Ben va a
rispondere. Lo mandi su. Si gira verso di me.  Cal Reedy.
Si siede e aspetta il nostro investigatore privato, tamburellando
sul tavolo.
S o no? chiedo. Il giudice accetta la nostra causa di morte?
No, risponde. O almeno credo.
Anch'io. Chiss perch, nel sentire la predizione ufficiale
del mio avvocato mi perdo d'animo.
Restiamo in silenzio per un po'. Cosa vuole Cal?
Non lo so Jon.
Cal Reedy entra a razzo. Indossa maglietta gialla e jeans sporchi,
un berretto da baseball malconcio. Grandi notizie, annuncia.
Bennett e io attendiamo la rivelazione.
Lyle Cosgrove. Non si  presentato al lavoro negli ultimi
due turni. Il tizio che dirige la farmacia deve informare l'agente
di sorveglianza se Lyle salta un solo giorno. Ma ha il cuore tenero,
suppongo, e gli ha concesso un altro giorno. Poi ha telefonato.
Cos l'agente di sorveglianza chiama l'appartamento di
Lyle e nessuno gli risponde...
Cal, per amor di Dio, lo incalzo.
 morto, dice Cal. Lo hanno trovato cadavere nel suo appartamento.
Defunto come la disco-music. Strangolato.
Inizialmente, nessuno di noi tre si muove. I miei occhi guizzano
verso Bennett Carey, che mi fissa.
Pensano sia stato ucciso qualche giorno fa. A fine settembre.
Ben sussurra qualcosa che non afferro.
Mi appoggio allo schienale e lotto con i nervi.
Hanno trovato anche alcune cose, continua l'investigatore.
Si asciuga il sudore dalla fronte, poi nota le nostre reazioni.
Ho ancora amici nella polizia.
Ma non hai chiesto a nome nostro, dice Ben.
No, no. E dai! Ho fatto solo un po' il ficcanaso.
Dimmi che diavolo hanno trovato, lo sollecito.
Cal si gira verso di me. Hanno trovato una busta chiusa che
conteneva un paio di mutandine da donna.
Resto a bocca spalancata. Dopo il lavoro che ha svolto su
questo caso, probabilmente Cal sa cosa stiamo pensando. Le
mutandine di Gina Mason e tutte le prove che potrebbero fornire.
E io capisco dell'altro. Capisco che Lyle era pronto a suffragare
il ricatto con qualcosa pi della sua parola. Aveva in mano
prove. DNA, sperma, pelo pubico... Il punto  che io ho sempre
ammesso di avere fatto sesso con Gina quella notte.
Hanno trovato anche la chiave di una cassetta di sicurezza,
prosegue Cal. Si  sistemato su una sedia, tra Ben e me.
Andranno in banca e vedranno cosa contiene.
Chiudo gli occhi. Poi odo la voce di Ben. Hanno stabilito
qualche rapporto tra Lyle e Dale Garrison?
No. La voce di Cal. Non che io sappia. Pensano possa
trattarsi di un affare di droga finito male, o magari di una vendetta
per qualcosa che Cosgrove ha combinato prima di finire
in gattabuia dodici anni fa.  un avanzo di galera. Non sprecheranno
molto tempo per lui.
Riapro gli occhi. Continuerai a starci dietro, Cal? Scoprirai
cosa salta fuori dalla cassetta di sicurezza?
Lui tamburella sul tavolo. Affare fatto, socio.
Grazie, Cal. L'investigatore si alza ed esce. Resto solo
con Bennett Carey, il quale si chiede se non abbia a fianco un
omicida.
Be', dice, adesso abbiamo la nostra sedia vuota, no, Jon?
Distolgo gli occhi e non mi prendo il disturbo di negare.
Non guardo nemmeno il mio avvocato.
C' qualcosa che vuoi dirmi? mi chiede lui.
S. Spiegami in che modo questo cambier la nostra strategia.
Oh, vuoi sapere come questo cambier la nostra strategia?
Bene. Sento Bennett agitarsi sulla sedia, in preda all'ansia. Il
procuratore della contea scopre il rapporto tra Lyle e Dale.
Questo succeder. Eseguiranno un controllo incrociato di routine.
Vedranno che Lyle era un sospetto preliminare per la morte
di Garrison e faranno due pi due. Tra non molto, inseriranno
anche te nel quadro generale. Poi rifletteranno a fondo sull'idea
che tu abbia ucciso Cosgrove.
Mi frego lentamente le mani e assimilo quella realt.
Ho bisogno di sapere, dice Ben.
L'unica cosa di cui hai bisogno  farmi assolvere, ribatto.
Scava su quel Rick del 1979.
Rick? Pensi ci sia di mezzo anche lui?
Pu darsi. Stringo i denti. La tenebra sale di nuovo dentro
me. O forse la morte di Cosgrove non c'entra niente. Era un
ex galeotto. Viveva tra ex galeotti. Forse aveva debiti da pagare.
Forse  stato saldato un vecchio conto.
Ho bisogno di sapere, ripete Ben.
Lascio la sedia e mi dirigo alla porta, sempre senza guardare
il mio avvocato. Vinci il fottuto caso e basta, gli dico nell'uscire.
...
.
...
Quando rientro a casa, c' una berlina blu ferma sul mio vialetto
d'accesso. Non la riconosco, e scrutando dal finestrino del
guidatore non vedo nulla che mi dia indicazioni.
Arrivo alla porta, ed  aperta. La spingo lentamente e trattengo
il respiro. I cani, Jake e Maggie, spuntano di corsa dalla
cucina. Sento il grattare delle unghie prima che appaiano i loro
corpi grassottelli. Poi vedo il bagaglio, la borsa da viaggio che
ho comperato tre anni fa a Natale. Sta in corridoio ai piedi della
scala. Accanto, un paio di scarpe a tacchi alti.
La mia ex moglie, Tracy Stearns Soliday, esce dalla cucina e
si ferma sulla soglia.  in tenuta da lavoro: maglione a collo alto
color panna, gonna a scacchi dai colori tenui, gioielli modesti.
I capelli neri, un po' pi lunghi, sono raccolti sulla nuca da
un fermaglio.  pi magra persino di quando eravamo sposati.
Zigomi, mento e naso sembrano pi definiti. Si  tolta scarpe e
orecchini.
I suoi occhi verdi sono combattivi. Ho diritto a dire la mia
anch'io, annuncia.
Su cosa?
Sul venirti a trovare o no. Non mi occorre il tuo permesso.
Le mie labbra si rilassano in un sorriso. Immagino di no.
Indico la stanza con la mano. Tecnicamente, l'ipoteca  ancora
intestata anche a te.
Ci puoi scommettere.
Fiuto l'aria. Non dirmi che hai cucinato.
Ehi, una volta ogni tanto...
Appoggio la mano al cuore, fingo sorpresa. Sto solo prendendo
tempo. Siamo ancora ai due lati opposti della stanza e
non abbiamo deciso in che modo ci daremo il bentornato.
Tracy  diversa. La donna che ho visto ogni giorno negli ultimi
otto anni della mia vita  diversa da come l'abbia mai vista.  migliorata,
direi, anche se per certi versi il meglio pu essere peggio.
Ci spostiamo gradualmente al centro della stanza. Faccio io
la prima mossa, tendo le braccia. Lei ne  sollevata. Il nostro
abbraccio  platonico. Non breve ma nemmeno intimo, e si
conclude con carezze sulla schiena. Quando ci separiamo, lei
mi squadra. Ci siamo sempre promessi che saremmo rimasti
amici, non  vero?
Le sorrido. Noi siamo amici.
Allora cos'era quel Non voglio che tu mi veda in questo
stato? Mi hai fatto preoccupare.
Le accarezzo il braccio, ma non rispondo. Ti vedo bene,
Tracy. Sei in gran forma.
Il complimento le fa molto piacere. Non  mai stata particolarmente
vanitosa. Non  che si senta lusingata.  felice che io
sia tanto a mio agio da dirle una cosa simile.
Ricambia il complimento, e mi viene da ridere. Ho dei peli
neri sui piedi!  Ho perso quattro o cinque chili da quando mi
hanno arrestato, e certo potevo permettermi di dimagrire, per
sono invecchiato. Lo vedo soprattutto negli occhi: non tanto
borse o rughe, ma macchie scure sotto gli occhi.
Mi dice che ha preparato uno stufato, cos potr mangiarlo
per qualche giorno; sar pronto in mezz'ora. Porta una bottiglia
di vino rosso e ci sediamo, immediatamente raggiunti dai
carlini. Jake ricorda Tracy, ma  sempre stato pi il mio cane.
Maggie non l'ha mai conosciuta ma le si precipita addosso, sfrega
il muso sul suo grembo.
Comincio col chiedere a Tracy le novit. Mi racconta l'essenziale
della vita sulla costa orientale.  gi stata promossa una
volta nella sua agenzia; adesso  vicepresidente. Strano che io
nemmeno lo sapessi. Non mi ha chiamato per informarmi. Ha
persino lavorato un po' a una campagna politica, un'elezione a
sindaco e mi presenta il fatto come un'ironia della sorte. Insisto
un po', e alla fine ammette di vedersi con un uomo. Un medico,
mi dice, un chirurgo. Accolgo la notizia con un sorriso sulle
labbra e una fitta al fegato. Lei controlla lo stufato e comunica
che bisogna aspettare un'altra mezz'ora.
Completa il riassunto, poi riempiamo un po' di tempo coccolando
i cani. Per qualche motivo, sono improvvisamente nervoso.
Il crollo del nostro matrimonio ha comportato tante cose
del tutto prive di una ragione. O forse  che le varie ragioni,
messe in fila l'una dopo l'altra, mancano di senso.
Ho pensato cose terribili, dice lei. Dopo l'ultima telefonata.
Avevi un tono che metteva paura.
Scusa.  questa faccenda. Porta a galla emozioni strane.
Lei mette una mano sulla fronte. Non riesco nemmeno a
immaginarlo.
Vinceremo, Tracy. Dovresti saperlo.
Lo so.
No, non  vero. Le sorrido. Apprezzo le intenzioni. Comunque,
gli indizi contro di me sono piuttosto scarsi. Mi hanno
pescato in una brutta coincidenza, ma le prove sono deboli.
E lo stesso dicasi per il movente.
Tracy aspetta, ma io non aggiungo altro. Mi scocca un'occhiata
speranzosa, ed entrambi preghiamo con tutta l'anima
che io abbia ragione. Il suo cellulare squilla. Lei corre alla
borsetta a spegnerlo.
Ti aspetta qualcuno? chiedo.
Oh, no. No.
Vai a divertirti un po', Trace.
No, Jon. Era solo Krista. Si scusa con una scrollata di
spalle. Non sapevo a che ora saresti tornato a casa. O se avresti
avuto voglia di compagnia. So che sei nel mezzo di un processo...
Tracy, le sfioro una mano, ho bisogno di dormire. Il processo,
appunto. Grazie di avere preparato la cena. Non vedo
l'ora di mangiare qualcosa fatto in casa. Devo studiare certe
carte. Quanto ti fermerai in citt?
Non so. Finch... Non so.
Non sei qui per lavoro, dico. Hai preso le ferie.
E perch no?
Le rivolgo il sorriso pi rassicurante che mi riesca. Lo apprezzo
moltissimo.  stato splendido rivederti. Magari, prima
che tu te ne vada, possiamo uscire assieme.
Quando vuoi. Devi dirmi tu...
Grande. Ho il numero del tuo cellulare.
No.  nuovo.
Oh! Ha anche un altro cellulare. Strano come i minimi particolari
possano tirarti dei pugni.
Mi d il nuovo numero. Star da Krista.
Fantastico. Ho il suo numero. Le strizzo l'occhio. Vai a
vedere i tuoi amici. Divertiti. Mi alzo dal divano per accelerare
le cose.
Si alza anche lei, ma  la testarda di sempre. Sono venuta
qui per vedere te, Jonathan. Voglio aiutarti.
Mi hai gi aiutato. La tua visita significa molto. Porto la
mano al cuore. Sul serio.  solo che devo concentrarmi.
Certo. Certo.
Abbraccio di nuovo la mia ex moglie. Chiudo gli occhi e, con
tutta la discrezione possibile, respiro il suo profumo. Quello almeno
non  cambiato. Come prima, lei lascia l'iniziativa a me.
Potrei continuare a stringerla per un'ora e non batterebbe ciglio.
Al momento, potrei chiederle praticamente tutto, e credo
proprio che mi accontenterebbe.
Ti chiamo, le prometto.
Penser positivo. Giunge le mani in preghiera. Accompagno
Tracy Soliday alla porta e guardo la sua auto allontanarsi.
Poi torno al divano e aspetto che il martellare del cuore
si plachi.
...
.
...
L'accusa chiama al banco dei testimoni Lonard Hornowski. 
la guardia della sicurezza che mi ha trovato nell'ufficio di Dale.
Hornowski  accigliato per natura. Forse  colpa della curvatura
all'ingi dei baffi a manubrio, ma  un'aria che gli si
addice. Pi che seriet, la sua sembra autentica tetraggine.
Ha occhi molto ravvicinati, divisi da un naso piccolo e da un
mento a punta. La capigliatura  inamidata, color cioccolato.
 snello ma con un fisico solido; il collo  robusto, con vene
prominenti.
Dichiara il proprio nome con autorit. La voce, forte, ha un
accento del South Side. Tra corporatura ed energia, esagera un
po', e tradisce un certo nervosismo.
Erica Johannsen lo porta al grande giorno. Il suo turno  iniziato
alle cinque del pomeriggio ed  durato fino alle ore piccole
del mattino. Le guardie giurate lavorano tutto il giorno, tutta
la notte, ogni giorno dell'anno.
Veniamo alle sette di quella sera, continua il pubblico ministero.
Sta di nuovo al leggio, a mezza strada tra il suo tavolo e
quello della difesa. Non trova necessari atteggiamenti o posizioni
melodrammatici in un processo in cui sar il giudice a decidere.
Ho ricevuto una comunicazione via radio. Stava succedendo
qualcosa al settimo piano.
Da dove veniva la chiamata?
Dall'atrio a pianterreno.
Che ore erano?
Le sette e trenta circa.
La comunicazione dava indicazioni pi precise?
Lato nord del settimo piano, risponde Hornowski.
E quali uffici si trovano nel lato nord del settimo piano?
Gli uffici dello studio legale di Dale Garrison e quelli di
un'agenzia immobiliare.
E lei dov'era quando ha ricevuto la comunicazione?
Al quinto piano. Ho preso l'ascensore per il settimo. L'ascensore
si trova sul lato nord, quindi appena uscito sono andato
all'agenzia immobiliare. Sono arrivato alla porta ma era
chiusa a chiave.
La porta d'ingresso era chiusa a chiave.
Esatto.
Allora cosa ha fatto?
Mi sono diretto agli uffici di Garrison.
La porta era chiusa a chiave?
No. Cos sono entrato.
Ci dica cosa  successo poi.
Mi sono trovato in un ingresso. Una sala d'attesa, direi.
Non c'era nessuno, cos ho proseguito.
Ha annunciato la sua presenza?
Oh, s, certo. Quando sono entrato. Ho percorso il corridoio
e ho visto l'imputato in piedi nell'ufficio d'angolo. L'ho
raggiunto. Sono entrato nell'ufficio.
Cosa ha visto entrando?
Un anziano signore riverso a faccia in gi sulla scrivania.
Cosa faceva l'imputato? No, aspetti. Johannsen si interrompe.
Vede oggi presente in aula la persona che ha visto in
piedi in quell'ufficio?
 l. Hornowski mi indica.
Accettiamo l'identificazione, dice Ben in tono annoiato.
Bene, signor Hornowski. Erica Johannsen sfoglia gli appunti
sul leggio. Lei  nell'ufficio. Vede un uomo seduto alla
scrivania con la testa appoggiata sul piano.
Esatto.
Cosa faceva l'imputato?
Era in piedi in mezzo alla stanza. Sembrava nervoso. Non
contento di vedermi.
Chiedo la cancellazione, interviene Ben senza alzarsi.
Non legga nella mente dell'imputato, signore, dice il giudice
al testimone. Accolta.
Ha parlato con l'imputato in quel momento?
S. Mi ha detto di fare piano. Ha detto che l'uomo dormiva.
E lei come ha reagito, signor Hornowski?
Be', ho guardato l'uomo. S, forse dormiva, per a me non
pareva. 
Lei che impressione ha avuto?
Obiezione.
L'accusa si gira verso Bennett. Ritengo che la difesa sosterr
che il signor Garrison sembrava addormentato. Le osservazioni
del testimone su questo punto sono rilevanti.
Il giudice respinge l'obiezione.
Mi  bastato fissarlo per dieci secondi buoni o gi di l e ho
visto che non respirava.
Il corpo non si muoveva?
No. Non inspirava.
Cos gli si  avvicinato.
S. Sono corso da lui e l'ho tirato indietro dalla scrivania.
E?
Ed era morto. Era morto.
Allora cosa ha fatto?
Ho detto all'imputato di non muoversi, di restare l. E ho
chiamato il pianterreno e ho detto di mandare su tutti.
L'imputato le ha detto qualcos'altro?
Mi ha detto di avere lasciato l'ufficio per breve tempo, per
poi il mo... il signor Garrison lo ha richiamato nel palazzo. E
quando lui  rientrato in ufficio, il signor Garrison era addormentato. O morto.
Ha spostato il corpo dalla sua posizione originale, signor
Hornowski?
No.
E l'imputato?
S, lo ha mosso. Lo ha sollevato dalla poltroncina e lo ha
adagiato sul pavimento. Credo fingesse di eseguire la rianimazione
cardiopolmonare. Per in realt alterava la scena.
Oh, perbacco. Mi giro verso Ben, ma lui scuote la testa. Mi
ha detto di non mostrare emozioni.
Johannsen fa qualche domanda su quanto  accaduto dopo
l'arrivo della polizia. Conclude chiedendo al teste in cinque
modi diversi se in quegli uffici fosse presente qualcun altro, oltre
a me e alle guardie giurate. Hornowski risponde di no. Impossibile.
Ha controllato ogni ufficio, ogni uscita, tutto quanto.
Il pubblico ministero si siede.
Ben si alza. Le sono occorsi dieci secondi per capire che il
signor Garrison non dormiva.
S, all'incirca.
Ha dovuto aspettare di vedere se respirasse, se il suo petto
si espandesse e contraesse.
Proprio cos.
Non c'era sangue, vero? Il signor Garrison non sanguinava.
No.
Nessuna ferita.
No.
Nessun segno esterno, dalla sua prospettiva, che il signor
Garrison fosse ferito.
No.
Col signor Garrison seduto alla scrivania in quel modo, a
testa in gi e braccia sul piano, in realt lei non poteva vedere il
suo petto,  esatto?
Esatto. Quello che volevo dire  che quando qualcuno respira
si muove in su e in gi.
Per non poteva vedergli il petto, dalla sua prospettiva.
No.
E il mio cliente, che si trovava vicinissimo a lei, aveva la
stessa prospettiva.
S.
E se il mio cliente era rientrato nell'ufficio un attimo prima
di lei, non avrebbe avuto dieci secondi per guardare il signor
Garrison, vero?
Non so da quanto tempo fosse l.
Ma ammettiamo che fosse appena tornato, dice Ben. Vede
il signor Garrison per un istante, poi lei appare in corridoio
e il mio cliente guarda lei, esatto?
Esatto. Ha guardato me.
Quindi, quando lei  entrato in ufficio per il mio cliente sarebbe
stata la prima occasione di guardare il signor Garrison
per dieci secondi. Giusto?
Se la sua storia  vera, s.
E lei non pu avere la certezza che la sua storia sia falsa,
giusto, signor Hornowski? Ben apre una mano. Non ne ha
idea. O no?
Ho un'opinione.
Per non ha alcuna conoscenza concreta, vero?
No, signore. Non ne ho.
Quando ha detto al mio cliente di non muoversi, dopo avere
scoperto che il signor Garrison era morto, lui non ha opposto
resistenza,  esatto?
Hornowski riflette sulla domanda. Avr capito che gli conveniva.
Il punto  che lei non  stato costretto a estrarre un'arma.
No. Non ho estratto la mia arma.
Il mio cliente non  fuggito.
No.
Non ha tentato di lottare con lei.
Lottare con me? Il testimone fa un ampio sorriso. L'idea
appare ridicola a un sollevatore di pesi come lui.
Non ha lottato con lei, signore?
No, signore.
In effetti ha cercato di salvare la vita al signor Garrison,
no?
Lo ha tirato via dalla poltroncina e lo ha messo sul pavimento.
Ha alterato la scena. Ha toccato il signor Garrison dappertutto
per poter poi spiegare...
Giudice... Ben indica Hornowski.
Continuiamo, dice Bridges.
Ha cercato di praticare la respirazione bocca a bocca, no,
signor Hornowski?
Ha... fatto finta.
Ha fatto finta? Ben lascia il tavolo, si avvicina al testimone.
Gli immetteva aria nella bocca e premeva sul petto. 
esatto?
S.
Pi di quanto si possa dire di lei, vero? Ben punta l'indice
su Hornowski. Lei  rimasto inerte mentre il mio cliente tentava
di salvare la vita al signor Garrison.
Stavo chiamando alla radio. Cercavo di prendere misure di
sicurezza.
C' un morto, e Jon Soliday cerca di rianimarlo, e lei parla
alla radio.
Ho chiamato un'ambulanza, la polizia e altre guardie giurate.
Il viso del teste si  fatto rosso. Si stringe tra le braccia.
Ben torna a sedere.  tutto.
Bennett pretende che io mangi qualcosa, ma non voglio lasciare
l'aula, cos lui va a prendere un sandwich. L'aula  relativamente
vuota nei settantacinque minuti concessi dal giudice per
il pranzo. Io sto quasi sempre in piedi, giro attorno ai tavoli e al
banco dei testimoni a passo lento; a un certo punto fischietto.
 una mia abitudine nei momenti di nervosismo, per so che
d un'impressione di indifferenza, addirittura di sicurezza.
Non sono n indifferente n sicuro. Pensavo che con l'inizio
del processo i nervi si sarebbero un po' calmati, ma la verit 
che le cose non sono andate particolarmente bene. Non che si
siano verificate catastrofi. Nessuno ha trovato una pistola fumante.
Il patologo legale non  stato disastroso, direi. Il fatto che
Garrison sia stato strangolato non significa che sia io l'assassino.
E la guardia di sicurezza, be', qualche colpo lo ha inferto. Se il
giudice crede che io abbia raccontato balle, sono fritto. Per, in
s e per s, non  assurdo che io abbia creduto che Dale stesse
dormendo.  la parte su chi lo abbia strangolato a nuocermi.
Dio,  bellissimo che Tracy sia venuta qui. Sapeva che non
avrei avuto molto tempo per vederla. Era fantastica. Fresca. Ecco
l'aggettivo giusto. Diversa, il che implica una certa distanza,
ma in definitiva la stessa Tracy che ho imparato ad amare. 
stata dolce e cordiale e affettuosa, nonostante tutto. Devo fare
grossi sforzi per non alzare il telefono e chiamarla, invitarla a
pranzo o a cena. Mi sento un ragazzino.
Ma non posso. Non lo far. Non sono un ragazzino e non
stiamo cominciando da zero. Lei  andata avanti con la sua vita
e ne sono lieto. Deve sapere di aver fatto tutto ci che poteva
per aiutarmi in questa storia. Ma non le occorre altro. Non ha
bisogno di me. Non mi vuole pi.
Mi riscuoto dalla trance e guardo il mio avvocato, seduto al
tavolo a leggere dei documenti. Borbotta tra s. I suoi occhi blu
acciaio sono socchiusi;  talmente concentrato che, pi che leggere
il foglio che ha davanti, sembra pensare ad altro.
Ben  un ragazzo forte. Porta un peso notevole sulle spalle
senza mostrare molta fatica. Ma deve essere un compito davvero
gravoso difendere un amico accusato di omicidio di primo
grado. Per non parlare del fatto che, pur con tutta la sua esperienza
in aula, questo  di gran lunga il caso pi grosso di cui si
sia mai occupato.
Non mi sono messo nei suoi panni. Non ho realmente capito
quanto debba essere difficile per lui. Forse avrei dovuto pensarci
di pi. Forse, per quanto allenato, preparato e dotato di
talento, Bennett Carey  nella merda fin sopra il collo.
Il pensiero arriva diritto nel mio stomaco, provoca caos. Per
fortuna ho mangiato poco. Bennett sta lavorando oltre le sue
possibilit? Gli ho chiesto troppo? E, cosa pi importante, perch
lo sto pensando proprio in questo momento?
Due minuti, annuncia un usciere spuntato in aula.
Guardo di nuovo Bennett. L'intervallo  terminato. Siede a
schiena eretta, inspira con gli occhi puntati al soffitto. Sembra
abbastanza calmo. Intenso e concentrato, ma calmo. E i suoi
controinterrogatori sono stati piuttosto buoni.
Ti sei dato alla preghiera, gli dico tornando al tavolo.
Lui sorride, mi d una pacca sul braccio. Sta andando bene,
Jonathan.
Faccio per ribattere, avviare una discussione sul processo
che tengo di continuo con me stesso, ma il cancelliere rientra
col giudice Bridges. In piedi.
L'accusa chiama a deporre Sheila Paul, ex segretaria di Dale
Garrison. Bennett le ha parlato qualche settimana fa e ha giudicato
relativamente innocua la sua testimonianza. Afferma che
Dale era vivo, in ufficio, alle cinque del pomeriggio, e ricorda
che sono stato io a cambiare la data dell'incontro.
Sheila Paul si accomoda al banco e scruta l'aula con scarso
interesse. Sul suo viso ci sono i residui di un'abbronzatura estiva.
D l'impressione di avere perso parecchio peso.  minuta,
ma mento e guance hanno un che di flaccido. Usa un profumo
forte, un po' troppo dolce per i miei gusti, che aleggia nell'aria
dopo il suo passaggio.
Si agita finch l'accusa non fa la prima domanda. A quel
punto si calma e parla a un volume esagerato per le sue dimensioni.
Ho lavorato per Dale per pi di vent'anni, dice a Erica
Johannsen.
Pu descriverci le attivit legali del signor Garrison?
Lei annuisce con compostezza. Diritto penale, pi che altro.
Faceva anche il lobbista. Quando il parlamento era in sessione,
andava nella capitale in cerca di clienti.
Aveva soci che lavorassero con lui?
Sheila Paul scuote la testa.
Signora Paul, pu darci una risposta verbale?
No, risponde. Non negli ultimi tempi. Aveva un avvocato
o due che in certe occasioni lavoravano sotto di lui. C'erano altri
legali nel suo ufficio... a volte collaboravano con lui, ma non
erano soci. E poi c'era uno studio nella stessa via, tre o quattro
giovani avvocati che si erano messi in proprio. Dale passava loro
casi di cui non voleva occuparsi, o magari affidava loro lavoretti
per casi suoi. Gli piacevano molto. Diceva che gli ricordavano
quando era giovane, agli inizi.
Johannsen interviene per interrompere il racconto. Quindi,
nessun socio al momento della morte?
No.
Ottimo. Erica Johannsen giunge le mani e le punta sulla
teste. Il signor Garrison svolgeva qualche incarico per il senatore
Grant Tully?
Mi protendo sulla sedia ma, come concordato con Ben, mi
sforzo di non reagire al nome del mio boss. Bennett non ha la
minima reazione. Si limita a guardare la testimone.
S, certo. Era un consulente, pi che altro. Non veniva pagato.
Per dava al senatore consigli legali su questioni personali
e a volte su quelle politiche. Sheila Paul scrolla le spalle. Il
senatore lo ripagava in vari modi.
Ci spieghi, per favore.
Guardo Bennett, che resta immobile. Faccio per tirargli una
gomitata, ma interviene il giudice. Signora Johannsen, che rilevanza
ha tutto questo?
Il mio cuore ha un piccolo balzo. Il giudice, di sua spontanea
iniziativa,  corso in difesa del senatore. Sa, come tutti sanno,
in che modo il senatore ricompensasse Dale Garrison. Dale
era un lobbista, uno dei pochi eletti che potevano entrare nell'ufficio
di Grant Tully e ottenere dei risultati. Chiunque abbia
bisogno di fare passare una legge al Senato assume a tariffe
esorbitanti uomini come Dale. Dale sussurra all'orecchio del
senatore e il senatore passa parola ai suoi colleghi democratici
di votare a favore, oppure contro, se  il caso. Ricordo un episodio
di tre anni fa. Un lobbista da due soldi era nel mio ufficio,
a parlarmi di un disegno di legge. Grant Tully aveva messo
il veto: l'ordine al presidente della commissione senatoriale di
seppellire la legge, non presentarla nemmeno per la votazione.
Ho dato la cattiva notizia al lobbista, che l'ha presa a livello
personale ed  uscito come una furia. Poi, mezz'ora dopo, il senatore
mi ha telefonato e mi ha dato il verde. In seguito ho
scoperto che quel lobbista, lasciato il mio ufficio, era corso direttamente
da Dale Garrison.
Per molto tempo ho ignorato l'esatta natura dei rapporti tra
Garrison e la famiglia Tully. Pensavo risalissero al padre di
Grant, Simon, ma non conoscevo i dettagli. Il vero motivo di
quei legami ero io. Garrison ha fatto un favore enorme ai Tully:
ha impedito che qualche brutto soggetto puntasse l'indice su di
me e, per essere giusti, anche sulla famiglia Tully, almeno indirettamente.
Un punto di vista cinico, come minimo, ma nessuno
mi ha mai preso per un idealista.
Ritiro la domanda, dice l'accusa. Mi sembra una resa troppo
veloce, specialmente in un processo senza giuria, dove ci si
rivolge direttamente all'unica persona che dovr giudicare. Signora
Paul, pu dirci se il signor Garrison ha mai lavorato con
l'imputato, Jonathan Soliday?
La teste non guarda nella mia direzione. Per me  un segno di
ostilit. Una reazione che potrebbe anche essere normale; c' solo
il trascurabile fatto che sono innocente. Non ho mai conosciuto
il signor Soliday, risponde Sheila Paul. So dalla corrispondenza
e dalle telefonate di Dale che hanno lavorato assieme.
Erica Johannsen consulta gli appunti. A quanto le risulta,
l'imputato aveva un appuntamento col signor Garrison?
S. Dovevano vedersi a pranzo gioved diciassette agosto.
Cio il giorno prima della morte di Garrison?
Esatto.
Per quanto ne sa, quell'incontro c' stato?
No. Sheila Paul prende atto della mia presenza per la prima
volta. Lui ha telefonato e ha spostato l'appuntamento alle
sette di sera di venerd.
Obiezione. Bennett si alza. Asserzione priva di fondamento.
Accolta. Il giudice guarda l'accusa e corruga la fronte.
Erica Johannsen si avvicina alla teste. Signora Paul, le  accaduto
di ricevere una telefonata relativa all'appuntamento di
gioved a pranzo?
S.
Quando?
Credo sia successo il giorno prima. Mercoled, direi. S,
mercoled mattina, penso.
Il chiamante si  identificato?
S. Ha detto di essere Jon Soliday.
Obiezione, vostro onore. Bennett  di nuovo in piedi.
Diceria. Asserzione priva di fondamento. Chiedo la cancellazione.
Diceria? si stupisce l'accusa. E stato l'imputato a dichiarare
la propria identit.
Accolta per mancanza di fondamento, dice il giudice Bridges.
Lei non ha dimostrato che sia stato l'imputato a dirlo.
Johannsen porta un dito alle labbra. Forse non prevedeva
problemi probatori con questa testimonianza. O forse, come
con la deposizione del medico legale, non si aspettava contestazioni.
Signora Paul, a prescindere da come si sia identificato il
chiamante, ha riconosciuto la voce?
Non in modo particolare, no.
Bisogna ritentare. Il pubblico ministero stringe i denti e fissa
la teste. L'aspetto esteriore  stoico, ma io so che un po' sta sudando.
D'accordo, signora Paul. Al di l di come si sia identificato
il chiamante, pu riferirci che altro le ha detto?
Stessa obiezione. Bennett scatta in piedi: ha obiettato
d'impeto prima che la testimone potesse rispondere. Diceria.
Il giudice batte due volte le palpebre. Sentir la risposta.
La teste non sa pi di preciso quale fosse la domanda. Sa solo
che ci si attende molto dalla risposta. La d con una certa
esitazione, aspettandosi l'attacco di un avvocato o dell'altro
quando avr finito. Ha chiesto di spostare l'appuntamento
con Dale da gioved a pranzo alle sette di sera di venerd.
Possiamo ricorrere a tutti i giochetti legali che vogliamo, ma
il giudice sa di chi parla la teste: di me. Nessun altro avrebbe
chiamato per rinviare l'appuntamento. Il fatto  che quella telefonata
non c' mai stata. Loro hanno chiamato me per cambiare
data e ora.
Ben si china su di me. L'hanno istruita, mormora. Qualche
settimana fa non era cos sicura.
E lei cosa ha fatto, signora Paul?
Ho chiesto a Dale se gli andasse bene venerd alle sette.
E lui come ha reagito?
Be', ha acconsentito, ma non era contento. Chi fissa un appuntamento
per le sette di sera del venerd?
Esattamente la mia reazione all'epoca. Scrivo un appunto
per Bennett: dobbiamo parlare ancora con la mia segretaria per
appurare che non  vero, che  stato Garrison a spostare l'incontro.
Per non basta questo a spiegare la testimonianza di
Sheila Paul. Non solo sbaglia, non solo si confonde su chi abbia
posticipato l'appuntamento, ma si  creata nella mente
un'intera conversazione con un Dale Garrison tutt'altro che felice
del cambiamento di programma. Deve essere stato Lyle
Cosgrove a fare quella telefonata.
Johannsen viene al giorno della morte di Dale. Ricorda la
giornata di Dale Garrison, i suoi impegni di lavoro?
La donna annuisce. Doveva essere in aula al mattino, e nel
pomeriggio aveva appuntamento con un avvocato che ha lo studio
pi gi nel corridoio e si stava occupando di uno dei casi di
Dale. Poi si  incontrato col signor Soliday quella sera alle sette.
Vostro onore, dice l'accusa, visto che abbiamo in aula il
computer della vittima su richiesta della difesa, chiederei alla
testimone di verificare sull'agenda del computer i programmi
per la giornata del signor Garrison.
Il giudice guarda Bennett.
Nessuna obiezione, risponde, anche se ovviamente si
tratta di una nostra concessione. Se la signora Johannsen vorr
ricambiare con un altro testimone...
Grazie, avvocato, dice lei. Lo faremo.
 bello vedere il mio difensore cos accomodante. In parte
ci  dovuto a una certa affinit con l'accusa per i suoi trascorsi
di pubblico ministero, immagino, ma pi di tutto Ben sa in
quali battaglie sia il caso di impegnarsi. Il che serve ad aumentare
la stima che il giudice ha di lui e, di conseguenza, di me.
L'accusa ha fatto preparare un collegamento tra il computer
e un proiettore, sicch potremo vedere i dati su uno schermo,
invece di radunarci attorno a un monitor. Lo schermo  gi installato;
da una stanza vicina emerge un inserviente con computer
e disco fisso esterno su un carrello. Un attimo per collegare
tutto, e adesso vediamo il monitor del computer di Dale
Garrison sullo schermo. Lo sfondo  un cielo azzurro chiaro,
con nuvolette bianche. Le varie icone sono sul lato sinistro dello
schermo. Dale aveva all'incirca lo stesso ambiente operativo
che ho io in ufficio.
Sheila Paul, sollecitata da Johannsen, si alza e prende in mano
il mouse. Dale teneva l'agenda sul computer, dice. O
meglio, la tenevo io. Gliela stampavo tutti i giorni. Il mouse si
sposta su un'icona e appare una nuova schermata: l'agenda di
oggi-
Dale doveva presentarsi in aula. Ma Sheila Paul muove il
mouse a una velocit per me semplicemente impossibile e va alla
data della morte di Dale, il 18 agosto.
Ecco il nostro giorno, annuncia.
Sullo schermo appare la versione gigante di una pagina d'agenda
elettronica. Per venerd 18 agosto sono registrati appuntamenti
alle nove del mattino, alle due del pomeriggio, alle tre,
e alle sette con me.
Dale aveva un'udienza col giudice Radice per invalidare un
arresto, spiega Sheila. Alle nove del mattino. Poi un incontro
con Jeff Caprice, uno dei giovani avvocati che hanno lo studio
nel nostro stesso corridoio. CL significa consultazione di lavoro. Poi aveva una riunione per un altro caso alle tre. Agita la
mano. Infine l'appuntamento col signor Soliday alle sette.
Signora Paul, qualcuno si  presentato nei vostri uffici fra le
tre e l'ora in cui lei  uscita?
No, risponde decisa la teste.
E a che ora  uscita, signora Paul?
Erano quasi le cinque. Di solito esco tra le quattro e mezzo
e le cinque. Quel giorno mancava poco alle cinque.
Allora nessuno si  recato nei vostri uffici fra le tre e le cinque
circa?
Esatto.
Per quanto ne sa lei, signora Paul, quel giorno era previsto
l'arrivo di qualcuno a un'ora pi tarda?
A parte il signor Soliday, non mi risulta nessun altro.
E quando lei  uscita, in ufficio c'eravate solo voi due? Lei
e Dale?
S, proprio cos.
Nessun paralegale? Impiegati? Qualcuno?
Nessuno, tranne Dale e me.
Bene, dice Erica Johannsen. Ora, andandosene lei ha dato
l'arri... Si interrompe. Stava per chiedere a Sheila Paul se
abbia dato l'arrivederci a Dale. Visto il significato in retrospettiva
di quel momento, forse  meglio porre la domanda con
maggiore delicatezza. Signora Paul, prima di uscire ha informato
il signor Garrison che se ne stava andando?
Per quanto la domanda sia stata riformulata, la teste ora ricorda
l'ultima conversazione con l'uomo che  stato il suo
principale per oltre vent'anni. Prima che l'accusa abbia finito
di parlare, ha estratto un fazzoletto dalla borsetta. Ha gli occhi
lucidi, anche se non sono scese lacrime. Si immobilizza
per un istante, il fazzoletto stretto in pugno, il pugno sulla
bocca, e infine emette un sospiro. Gli ho detto che me ne andavo.
Gli ho augurato un buon fine settimana. Lui ha ricambiato.
Ha fatto un accenno a mio marito. Ha detto che in quel
weekend dovevo fargli riparare il radiatore. Dale faceva sempre
battutine del genere.
Pu descriverci il suo aspetto? chiede Johannsen. Il suo
umore?
Il solito vecchio Dale. Brontolone ma dolce. Era quello di
sempre.
Bene. La voce del pubblico ministero  poco pi di un sussurro.
Ancora un paio di domande, signora, e il mio interrogatorio
sar finito.
In risposta, la segretaria di Garrison sventola il fazzoletto.
Johannsen sta passeggiando. Aspetta un attimo prima di
continuare. Il suo ufficio ha una porta d'ingresso sul davanti,
 esatto?
S.
C' un'altra porta?
S. Sheila Paul si soffia il naso, vigorosamente. Chiedo
scusa. S. C' un'altra porta che d sul corridoio.
 chiusa a chiave o no?
 aperta dall'interno. Chiusa dall'esterno.
 certa che sia chiusa dall'esterno?
Certissima.  una serratura automatica. Serve agli avvocati
da scorciatoia per i bagni in corridoio. Senza chiave non si pu
entrare dal corridoio.
Benissimo, signora Paul. Grazie. L'accusa si siede. Ci ha
spiegato che nessuno poteva entrare di nascosto, strangolare
Dale e poi svignarsela.
Avvocato? dice il giudice a Bennett.
Ben  gi in piedi. Cammina su e gi, a passi lenti, dietro il
tavolo della difesa. Non c' bisogno di essere duri con questa
testimone. Dale era un brav'uomo, osserva.
Era un grande uomo.
Ha aiutato molta gente.
Moltissima.
Bennett sta esprimendo opinioni, un fatto tecnicamente
inappropriato ma innocuo. Anzi, adesso che ci penso, perch il
mio avvocato sta rendendo pi simpatica la vittima?
E non solo gente che poteva pagare, prosegue Ben. Ha
lavorato spesso gratis.
Era molto generoso col proprio tempo.
La sua porta era sempre aperta.
La teste annuisce. S.
Se qualcuno aveva bisogno di un minuto del suo tempo, lo
otteneva.
Sempre.
Lui infila le mani in tasca. Prima dell'udienza pomeridiana,
si  svuotato le tasche per non giocherellare con le monete.
Signora Paul, mi rendo conto che lei non ha idea di cosa sia
successo nell'ufficio di Dale quella sera, dopo che lei se n' andata,
ma non  possibile che qualcuno abbia fatto un salto a
trovare Dale? Sarebbe potuto accadere, giusto?
Certo che sarebbe potuto accadere.
Molti andavano a chiedere consiglio a Dale.
Sicuro.
E se fosse accaduto, per Dale non sarebbe stato insolito invitare
la persona a entrare.
No, direi di no.
In effetti, signora, data la configurazione degli uffici e la posizione
di quello di Dale,  possibile che qualcuno sia entrato
senza che lui se ne accorgesse, vero?
Vero.
Ben annuisce. Poggia le mani sullo schienale della sua sedia.
Il signor Garrison era malato, signora Paul?
S.
Soffriva di cancro polmonare e linfoma.
Infatti.
Quando glielo ha detto?
Lo sguardo di Sheila Paul si fissa sul fondo della stanza. Dapprima
penso che guardi qualcosa, ma  pi probabile che stia
solo cercando di ricordare. Forse sei mesi fa.
Ben annuisce. Per era gi malato da un po'.
Un sorriso sulle labbra della teste. Era tipico di Dale tenere
per s un'informazione simile.
Signora Paul, lei sa da quanto soffrisse di cancro?
Credo da circa quattro mesi prima che me lo dicesse.
Dale non curava il cancro, giusto? Non si  sottoposto a
chemioterapia o radiazioni.
L'espressione della teste mi suggerisce che ha combattuto
con Dale su quel punto. Aveva visto entrambi i genitori morire
di cancro, risponde. Diceva che le cure li avevano conciati
peggio della malattia. Non voleva curarsi. 
Dale aveva perso peso,  vero?
L'attenzione della testimone  concentrata su Bennett. Forse
 pi esatto dire che guarda attraverso Bennett. Non ha rancori,
non sembra in collera con me; di certo non pu avere problemi
con un penalista che difende un cliente. Era dimagrito
nell'ultimo anno, s.
Dale ha mai... Bennett piega la testa e si ferma. Odio fare
domande del genere.
Dale le direbbe di procedere, mormora Sheila Paul. Si sta
comportando con grande dignit. La troverei commovente,
non fosse per il fatto che  stata una buona teste per l'accusa.
Al giudice sar parecchio difficile trovare falle nella sua credibilit.
E per me  un guaio, perch Sheila Paul ha dichiarato che 
stata un'idea mia cambiare la data dell'appuntamento e che 
improbabile che qualcuno si sia presentato in ufficio nell'intervallo
tra la sua uscita e il mio arrivo. Non sono cose che vogliamo
lasciare credere al giudice.
Dale ha mai espresso il desiderio di morire? chiede Ben.
Mi giro per guardare meglio il mio avvocato: un'infrazione
all'etichetta dell'aula. Non devo mostrare le mie emozioni al
giudice. Ma che domanda! Il punto  che Ben ha parlato con la
signora Paul, e non glielo chiederebbe se...
A volte lo ha fatto, ammette Sheila Paul.
Aveva paura di una morte lenta. Ben parla sottovoce.
S. La teste se ne esce con una risatina secca, amara. Sapeva
che il suo biglietto stava per essere forato... parlava cos
con chi lo conosceva bene... ma voleva che accadesse in fretta.
Ha mai pensato che potesse nutrire tendenze suicide?
Obiezione. Erica Johannsen si alza in ritardo, tende una
mano. La testimone non  qualificata a esprimere questa opinione.
Chiedo solo un'opinione da profana, replica Ben. Nell'ultimo
anno, la teste ha osservato Dale Garrison probabilmente
pi di chiunque altro. Le cose che ha detto, le cose che
ha fatto, i sentimenti che ha condiviso con la testimone.  solo
questo che voglio sapere.
Il giudice fissa diritto davanti a s per un istante, senza muoversi,
salvo mordicchiarsi un poco il labbro. Obiezione respinta,
decide.
Ben annuisce alla teste. Pensa potesse nutrire tendenze suicide?
Riformuli, avvocato, ordina il giudice.
Grazie, giudice. Ben guarda la teste. Signora Paul, il signor
Garrison le ha mai dato l'impressione di essere depresso
per la malattia, di voler morire al pi presto?
Sheila Paul abbassa gli occhi. Deglutisce. Quando parla, ha
un tono assente, vacuo.
Di solito succedeva di sera, comincia. Quando faceva
buio. Era l'oscurit a fargli quell'effetto. Dale diventava molto...
non so come dire... depresso. Non aveva ancora sofferto
molto per la malattia. Ma cominciava a risentirne un po'. Non
mangiava tanto, perdeva peso, era leggermente debole. Credo...
Diceva che la sentiva avanzare a poco a poco, se  possibile.
Per era ancora in forma quanto bastava per andare avanti.
Pensava di avere altri sei mesi circa. Diceva di essere stanco di
ascoltare il ticchettio dell'orologio. Voleva che accadesse in
fretta. Come un lampo, diceva.
Erica Johannsen  inquieta. Questa risposta, almeno in parte,
 diceria. Probabilmente ha gi fatto un calcolo: il giudice
ha ammesso la domanda, quindi non annuller la propria decisione.
Soprattutto, ha sentito le parole della teste anche se le ritenesse
inammissibili.
Signora Paul, incalza Ben, lascia spazio alla possibilit che
Dale Garrison abbia pagato qualcuno perch lo uccidesse?
L'irrequietezza dell'accusa cessa di colpo. Vostro onore,
strilla, balzando in piedi.
Il giudice disapprova la domanda. Guarda Bennett come
una madre guarda il figlio che ha combinato qualcosa di brutto.
La domanda implica una speculazione, dice secca. L'obiezione
 accolta.
Bennett accetta la decisione senza commentare e procede
immediatamente. Che lei sappia, Dale aveva problemi finanziari?
Adesso sono io a sentirmi a disagio. L'ipotesi spiegherebbe la
lettera di ricatto: Dale aveva bisogno di un quarto di milione di
dollari. La miglior posizione per la difesa  che a Dale non occorressero
quei soldi. Era un avvocato di successo. Aveva una
lista di clienti che tanti legali invidierebbero. Quindi, la lettera
di ricatto non ha senso. Cosa sta facendo Bennett?
Che mi risulti, no, risponde la testimone.
Lei lo aiutava a compilare assegni, no, signora Paul?
Lei sorride mite. Pagavo conti e bollette per lui. Dale non
era molto bravo in quel genere di cose.
Quindi conosceva lo stato delle sue finanze, almeno a livello del conto corrente.
Certo.
Aveva bisogno di soldi?
No. Per niente. Aveva qualcosa come ventimila dollari su
quel conto. Gli dicevo sempre di investirli, ma ultimamente era
diventata una battuta di cattivo gusto. Insomma, che senso
ha... Il viso di Sheila Paul si incupisce.
Ed era a conoscenza di alcuni investimenti, vero?
S. Aveva fondi comuni e qualcosa d'altro. Mi arrivavano i
rendiconti in ufficio e li archiviavo.
Certo. Bennett sorride alla generosit della donna. Dale
aveva pi di centomila dollari investiti, non  cos?
La teste batte le palpebre e distoglie lo sguardo. Credo fossero
qualcosa come centoventimila dollari.
Possedeva due case. Una qui, una in Florida.
Esatto.
E sino alla fine molti clienti entravano dalla porta di Dale.
Oh, s. Sheila Paul  felice di tessere le lodi del suo principale.
Indirizzava clienti ad altri avvocati che gli versavano una
percentuale per il servizio.
Bennett si mette a camminare. Quindi aveva soldi a disposizione,
numerosissimi clienti e non spendeva per curare il cancro.
Vero?
Vero.
Sicch, signora, conoscendo Dale Garrison come lo conosceva,
pu immaginare una sola ragione per cui gli occorressero
duecentocinquantamila dollari?
No, dice la teste.
Johannsen balza in piedi.
Obiezione.
 ci che ho detto...
Richiede speculazione.
... quando mi hanno mostrato quella lettera di ricatto.
Signora Paul, interviene il giudice, mi rendo conto che
avete parlato in contemporanea, ma quando qualcuno obietta,
vorrei che lei aspettasse a rispondere finch non ho deciso.
D'accordo?
Mi scusi, dice Sheila Paul. Quando mi hanno mostrato
quella...
Signora Paul, la blocca il giudice. Non ho ancora deciso.
La testimone abbassa la testa, mogia.
Bridges si addolcisce. In effetti, penso che la domanda sia
ammissibile. Quindi, signora Paul... Si concede un breve sorriso.
Concluda quello che stava dicendo.
Sorrido anch'io. Sta andando piuttosto bene.
Sheila Paul riparte. Quando gli avvocati dell'accusa mi hanno
mostrato quel documento, la lettera da cui risulterebbe che
Dale aveva bisogno di tutti quei soldi, l'ho trovato assurdo. A
cosa gli serviva il denaro?
Bennett increspa le labbra. Magari per fare in modo che
qualcuno lo aiutasse a porre fine alle sue sofferenze?
Avvocato. Il giudice non ha bisogno di sollecitare l'accusa:
Johannsen  gi in piedi, muta. La domanda successiva.
Bennett apre le mani. Ho finito, vostro onore. Grazie, signora
Paul.
Il giudice fissa il pubblico ministero, che per non vuole
controinterrogare.
Bridges consulta qualche carta, guarda i due avvocati. Ho
alcune questioni delle quali devo occuparmi nel pomeriggio,
annuncia. Esamina quella che deve essere la sua agenda. E mi
occorrer parte della mattina di domani per altre cose, avverte.
Per i giudici dei tribunali penali  un problema dedicare
troppo tempo a un solo processo. I difensori hanno diritto a un
processo rapido, cos i giudici devono fissare udienze appena
possibile per accelerare le procedure. E dato che nel mio caso
non c' giuria, Nicole Bridges pu disporre di noi in maniera
pi flessibile per venire incontro alle proprie esigenze. Perch
non riprendiamo domattina alle undici?
Entrambi gli avvocati sono d'accordo. Erica Johannsen
informa il giudice che l'accusa ritiene di poter concludere l'indomani.
Ci alziamo tutti quando esce Nicole Bridges. Il secondo giorno
del mio processo  finito. Non siamo conciati troppo male?
mormoro a Ben. Tutto sommato, abbiamo superato senza
gravi danni pi di met delle loro prove.
Bennett si rilassa sul serio, per la prima volta, oggi. Emette
un sospiro mentre il pubblico alle nostre spalle scivola fuori.
Tento di decifrare le sue emozioni (soddisfatto, deluso?), ma
lui, come di consueto,  impassibile. Erica Johannsen chiude la
sua ventiquattrore e se ne va. Dopo un po', Ben e io restiamo
soli in aula. Fuori ci saranno dei giornalisti, ma per ordine della
corte non possono avvicinarci all'interno.
Concluderanno domani, nel primo pomeriggio, dice Ben.
Ci attende una lunga notte. Anche lui sembra ammettere ci
che io gi credo: il giudice non emetter un verdetto a nostro
favore dopo che l'accusa avr terminato. Il che significa che dovr
testimoniare. Decidiamo di rivederci allo studio per una cena
di lavoro e una notte di preparativi. Lo seguo fuori dall'aula.
Sar lo scudo che mi permetter di fendere la folla di reporter.
Assumo la mia posa da televisione (testa alta, calma e sicurezza,
ma non superiorit) e premo sulla schiena di Ben, per segnalargli
che sono pronto.
Stasera c' il primo dei tre dibattiti per la competizione
Trotter-Tully. Lo sponsorizza la Lega degli Elettori Indipendenti. Si
tiene in un auditorio in citt. Il moderatore  William Gadsby, un
giornalista televisivo locale. Cammina sul palco borbottando
tra s, preparando la sua voce da televisione. Mi offre una mano
senza fare commenti, senza accennare ai miei attuali problemi,
il che mi sta benissimo. Negli anni, ho parlato con Bill decine
di volte, ogni tanto ho persino partecipato al suo programma.
I suoi anni migliori appartengono al passato, ma  un'istituzione
del giornalismo cittadino.
Langdon Trotter e Grant Tully si trovano in stanze dietro il
palcoscenico. Provano le battute con i rispettivi assistenti e subiscono
i consigli degli addetti alle relazioni pubbliche.
 marted sera. Ben e io abbiamo lavorato per lunghe ore e
ci serve una pausa. Almeno, serve a me, e Ben ha voluto accompagnarmi.
La polizia non mi ha ancora collegato a Lyle Cosgrove,
per quanto ne so, ma mi aspetto che la bomba cada da un
momento all'altro.
Mi sono interrogato sull'opportunit di venire qui, ma alla
fine ho deciso per il s. Avr un diversivo. E sar anche il momento
decisivo di questa campagna elettorale. Lang Trotter ha
un solido vantaggio nei sondaggi. Grant Tully deve sconfiggerlo
stasera. Non che possa essere una cosa alla Lincoln-Douglas,
ma gli elettori devono vedere Grant come loro governatore. La
forma a scapito della sostanza, a mio giudizio, e data la sostanza
di Grant (penso alla sua posizione su un aumento delle tasse)
spero che se la cavi alla grande nella forma.
Mi sposto nel settore di Langdon Trotter e busso alla porta.
La donna che mi apre  Maribelle Rodriguez; fa parte degli
addetti stampa di Trotter. Siamo sempre andati d'accordo. Mi sono
fatto un punto d'onore di andare d'accordo con chiunque
lavori nella capitale.
Jon, come stai? Maribelle prende la mia destra con entrambe
le mani. Usa un profumo che mi ricorda una mia vecchia
ragazza, qualcosa che sa di fragole. Forse  lo shampoo, a
pensarci meglio. Le sue mani sono morbidissime.
Mi  difficile rispondere alla domanda, come comprendiamo
entrambi.
Volevo telefonarti, sul serio. Insomma,  terribile...
Lo apprezzo molto, Mari.
Insomma, la politica  la politica, ma tu piaci tanto a tutti.
Mi tiene ancora la destra, la stringe. Spero nel meglio.
Allora siamo in due, dico. La risata di Mari  troppo accomodante.
Mi chiedo se posso fare un saluto a Lang.
Be'... Lei si gira a guardare dietro di s. Magari dopo il
dibattito?
Dall'interno della stanza risuona una voce. Jon Soliday non
aspetta nessuno. Lang Trotter. Mari mi lascia entrare, e il procuratore
generale Langdon Trotter si alza. Sembra un attore di
Broadway: un bavaglino da trucco gli pende dal colletto, ha
una guancia imbellettata. I capelli sono pettinati con estrema
meticolosit e divisi in due da una riga; troppo perfetti, secondo
me. Cinque o sei persone, che in buona parte riconosco, si
ritirano sul fondo all'avanzare di Lang. La stanza  grande a
sufficienza da garantirci una certa distanza. Trotter trova il
punto giusto e si ferma.
Jon! Dite di lui quel che volete, ma Lang Trotter  un uomo
affascinante. Il suo modo di parlare ha una tale intensit da
dare all'interlocutore l'impressione di essere l'unico oggetto
degno di attenzione. Per con me, in questo momento, sembra
a disagio.
Auguro sempre la miglior fortuna al mio avversario, dico.
La frase di Lang quando l'ho incontrato a pranzo.
Accetta il commento con una risata aggraziata. Jon. Diventa
serio, emette un sospiro teatrale. Non mi guarda. Fa cenni
indolenti con la mano. Sai che non farei una cosa simile,
borbotta al pavimento. Le accuse che spara il tuo avvocato.
Non ordinerei mai a qualcuno di perseguire qualcun altro per
ragioni politiche.
In circostanze normali, riderei. Lang Trotter ha perseguito
gente per trarre vantaggi politici da tutta una vita. Ogni caso 
politico, almeno potenzialmente. Non si pu mai sapere quando
un semplice caso di violenza domestica si trasformer in duplice
omicidio, e tutti quanti si gireranno a guardare e a chiedersi
perch il procuratore della contea abbia lasciato cadere
l'accusa di percosse quando poteva sbattere dentro il futuro
omicida. Bisogna saper vedere e prevedere in maniera impeccabile.
Apprezzo la dichiarazione, ribatto. Lo fisso in volto, ma
lui mi sfugge.
Mi mette una mano sulla spalla e mi spinge verso la porta.
Spero proprio che tu vinca, Jonathan. Davvero.
Annuisco e gli porgo la destra. Ci stringiamo la mano. Trattengo
la sua una frazione di secondo pi del consentito. E provoco
il risultato che volevo: Lang Trotter mi guarda.
Potremmo avere in serbo una sorpresa o due, dico. Gli lascio
andare la mano e, uscendo, faccio un cenno di saluto a Maribelle.
Trovo Bennett Carey nella stanza di Grant Tully e lo
informo che seguir il dibattito da casa.
...
.
...
Voglio iniziare dando al pubblico a casa e qui presente il benvenuto
al primo di tre dibattiti per la competizione elettorale a
governatore. Bill Gadsby, il moderatore, siede a un tavolo con
un unico microfono. I due candidati vengono presentati.
Abbiamo negoziato per ore su come gestire la trasmissione. I
repubblicani, gli uomini di Trotter, pretendevano che i due
stessero in piedi davanti a leggii, fianco a fianco. Lo chiedevano
perch Trotter  un uomo imponente di un metro e novanta
che torreggia su Grant, un metro e ottanta scarso, e pi magro
che no. Dobbiamo sconfiggere il pregiudizio sull'inesperienza
di un senatore di trentotto anni che ha un aspetto troppo giovanile,
e un accostamento fianco a fianco non gioca a nostro favore.
Per quanto ci riguarda, volevamo telecamere non solo di
fronte ma anche in alto, nella speranza che mettessero in evidenza
l'incipiente calvizie di Trotter.
Trotter ha anche insistito per ricevere domande spontanee
dal pubblico, senza usare un testo gi preparato. E per due motivi.
In primo luogo, pensa di sapere improvvisare meglio di
Grant. Il senatore Tully gode della reputazione di essere un
bravo politico dietro le quinte, come il padre, l'ideale per la posizione
di leader della maggioranza ma non necessariamente
adatto a sparare buone risposte a caldo. L'altro motivo  la speranza
che qualcuno del pubblico chieda a Grant Tully di me, il
suo primo assistente sotto processo per omicidio.
A mio giudizio, Grant se la caverebbe benissimo senza un testo
preconfezionato, ma alla fine ci siamo accordati cos: i due
saranno seduti su sgabelli, girati verso il pubblico, con un microfono
in mano; non conosciamo le esatte domande, per siamo
stati informati degli argomenti che verranno toccati.
Stasera, l, Grant ha l'occasione di recuperare lo svantaggio.
Francamente, non so perch Trotter ci abbia concesso questi
dibattiti. I giornali gli avrebbero dato un po' addosso, ma tutto
sommato credo che ci avrebbe guadagnato negando a Grant il
contatto col grande pubblico. Fossi in lui, avrei posto il veto a
ogni comparizione pubblica con l'avversario.
Bill, voglio ringraziare te e la Lega degli Elettori Indipendenti
di avermi offerto l'occasione di rivolgermi alla gente di
questo grande Stato. Langdon Trotter scende dallo sgabello,
stringe il microfono come fosse un'estensione della mano. Sono
subito preoccupato. L'uomo trasuda sicurezza e potere; tra
fisico robusto, capelli argentati e voce baritonale,  il candidato
ideale alla guida dello Stato. E, senatore Tully, grazie anche a
lei di avere partecipato.
Le telecamere puntano su Grant. Lui sorride benigno e alza
una mano. Mi appare subito ovvio che Trotter  il pi telegenico
dei due.
Voglio portare questo Stato nel ventunesimo secolo, e voglio
dirvi perch. Trotter non ha bisogno di molto trucco perch ha
una bella abbronzatura. Questo  un grande Stato. Ho vissuto
qui per tutta la vita e non vorr mai andarmene. Per c' del lavoro
da fare. La gente non si sente ancora sicura per strada, in
casa. La gente pensa che il governo intaschi troppi dei loro soldi.
La gente, la piccola imprenditoria, pensa che il governo ficchi
troppo le mani nei suoi affari. Non abbiamo la certezza che
le nostre scuole possano preparare i nostri figli al ruolo di adulti.
E troppe sono le minacce che incombono sui nostri ragazzi.
Il tabacco per dirne una, testi musicali osceni, videogiochi violenti
e film che lasciano scioccate le brave persone.
Un buon inizio per un repubblicano in cerca di consensi al
centro. Non parler della sua opposizione al controllo sulle armi
e all'aborto, due dei temi caldi nel nostro Stato. Non avendo
avuto oppositori alle primarie, non deve virare troppo a destra,
il che gli avrebbe richiesto un approccio molto pi veemente
a favore delle armi e contro l'aborto. No, pu attenersi
ai temi facili: tasse pi basse, pi polizia, lotta al tabacco.  cos
che si viene eletti. Se solo qualcuno riuscisse a farlo capire a
Grant Tully.
 in gamba, osserva Ben.  tornato con me dall'auditorio.
Abbiamo ancora del lavoro da sbrigare.
Il procuratore generale e io concordiamo sui risultati che
vogliamo raggiungere, dice Grant, in piedi davanti allo sgabello,
ma siamo in disaccordo sul come arrivarci.  in camicia
azzurra e cravatta rossa. I capelli sono meticolosamente pettinati
all'indietro, non gli cadono sulla fronte: non  il suo
aspetto naturale,  qualcosa di pi maturo per queste circostanze.
Io voglio strade pi sicure, per credo che le avremo non
aumentando le condanne a morte ma controllando la diffusione
delle armi, togliendo le pistole dalle mani delle gang e dei
ragazzi. Voglio scuole migliori ma non voglio ottenerle riducendo
i compensi degli insegnanti o tagliando i fondi statali alle
scuole che danno risultati scarsi. Queste ultime sono quelle
che hanno pi bisogno dei nostri soldi. Gli insegnanti di quelle
scuole, con alunni che non se la cavano bene nei test standard
perch a casa non vengono aiutati o non si sono potuti permettere
il lusso di una colazione, sono gli insegnanti che hanno
maggior bisogno di sostegno. Il signor Trotter e io conveniamo
di dover lottare per tenere i nostri ragazzi lontani dalla dipendenza
dal tabacco, ma siamo in disaccordo sui metodi da seguire.
Il procuratore generale vuole prendere i soldi dei risarcimenti
sborsati dalle aziende del tabacco e restituirli come rimborsi
fiscali. Ma io dico, facciamo seguire alle parole i fatti.
Prendiamo i soldi del tabacco e usiamoli come dovremmo, per
programmi sanitari e programmi preventivi che impediscano ai
bambini di cominciare a fumare.
Non male. Spero insista sul controllo delle armi con la forza
che gli ho consigliato.  questo il grande spartiacque del dibattito
di stasera, o per lo meno quello favorevole a noi. Il grande
asso di Trotter sono le tasse. Il procuratore generale si  fatto
promotore di un taglio alle imposte sul reddito, il che  piuttosto
ridicolo se si tiene presente che solo il tre per cento circa del
reddito viene tassato dallo Stato. Ma il senatore si  opposto e
propone un aumento delle imposte per accrescere i fondi destinati
alle scuole. O stasera riesce a vendere l'idea, o ha chiuso.
Il senatore conclude il discorsetto d'apertura. Bill Gadsby
prende un foglio. La prima domanda riguarda le tasse, dice.
La prima domanda riguarda la posizione meno popolare
dell'intera piattaforma del senatore Tully, dico a Ben.
A cominciare dal procuratore generale Trotter, vorrei che ci
descriveste i vostri progetti fiscali.
Grazie, Bill. Lang Trotter scende dallo sgabello. Il ringraziamento
 d'uopo. Fossi Trotter, al momento avrei voglia di
baciare il moderatore. In questo Stato paghiamo troppe tasse.
 semplicissimo. L'economia ha rallentato e la gente tenta di
trovare qualche piccolo reddito extra per vestire i figli e mandarli
a scuola, magari accumulare qualcosa per gli anni della
pensione. Io voglio aiutarvi a farlo. Annuisce. Ha uno sguardo
intenso. Non vi incanter con una bella formula. Ecco il mio
piano per le imposte, chiaro e tondo. Voglio restituire cinquecento
dollari a ogni contribuente. Qualunque cifra versiate,
chiunque siate, di qualunque et, razza, sesso. Il contribuente
medio di questo Stato versa milleseicento dollari di imposte statali
sul reddito. Io far diminuire la cifra di oltre il trenta per
cento.
Piuttosto buono. Non lo aveva mai detto prima di stasera.
Ha parlato in generale di ridurre le imposte, ma niente di cos
specifico.
Grande, borbotta Ben.
Gi.
Senatore Tully?
Grant sorride in quel suo modo rilassato. Be', anch'io sono
a favore di tasse pi basse. Voglio solo che siano giuste.
E intendo giuste per i nostri ragazzi. Sto parlando delle scuole. Di
istruzione. Al momento, la maggioranza dei finanziamenti statali
alle scuole proviene dalle imposte patrimoniali. Cio da imposte
locali. Sicch le zone ricche di questo Stato hanno molti
soldi che arrivano dalle imposte sul patrimonio, e, cosa che non
sorprende, hanno scuole migliori. Le zone pi povere non hanno
gli stessi introiti dalle imposte sul patrimonio, e ne risentono
finanziariamente. Quindi, quando parlo del mio piano per
le tasse, parlo dello squilibrio nelle sovvenzioni all'istruzione.
Io voglio finanziare le scuole con le imposte sul reddito, non
sul patrimonio. Sicch, quando propongo un modestissimo aumento
delle imposte sul reddito, spero tutti capiscano che operer
anche un taglio delle imposte sul patrimonio. Se vivete in
una parte ricca dello Stato, le vostre imposte sul reddito cresceranno,
s, per le imposte sul patrimonio diminuiranno. Se vivete
in una parte pi povera, le vostre imposte sul reddito saliranno,
s, per le vostre scuole avranno pi soldi. Il procuratore
generale  un politico astuto, e pensa che se racconter che
io aumenter le imposte sul reddito, voi dimenticherete l'altra
parte della storia, il taglio alle imposte patrimoniali.
Bla bla bla. Gli ho detto un centinaio di volte, gli abbiamo
detto tutti di non prendere questa posizione. L'ha rivelata qualche
settimana fa e non gli  valsa a recuperare un solo punto.
Puoi parlare finch vuoi delle imposte sul patrimonio, ma in
definitiva resta solo rumore bianco, e l'unico ritornello : Il senatore
Tully vuole aumentare le imposte sul reddito, il procuratore
generale Trotter vuole diminuirle.
Per questo ammiro Grant. Dice ci che pensa. Ma non poteva
proporre il suo piano una volta in carica, come gli ho suggerito
io? Deve annunciare a cinque milioni di spettatori che aumenter
le loro imposte sul reddito? La verit  che secondo
me il piano  valido. Penso sia un ottimo modo per risolvere gli
squilibri nell'istruzione, favorendo le parti povere senza realmente
nuocere alle parti ricche. Ma, in quanto a slogan per una
campagna elettorale,  buono quanto Affoghiamo tutti i vecchi.
Il prossimo argomento  la criminalit, dice il moderatore.
Vi prego di illustrare le vostre posizioni sulla legislazione anticrimine
e sulla pena capitale.
Chiudo gli occhi. Questa volta comincia Grant. Pene pi severe
per crimini sessuali e spaccio di droga. Un veloce accenno
all'abolizione della pena capitale, per col massimo sostegno
all'ergastolo. Uno spreco maggiore di parole per la riabilitazione.
Il tutto si pu riassumere in: Grant Tully  contrario alla pena
di morte.
Io invece sono a favore della pena di morte, replica Lang
Trotter. Perch ritengo che prevenga il crimine. Ho perseguito
i crimini pi violenti per sedici anni, come procuratore della
contea di Rankin, e so cosa significhi imporre la punizione
estrema.
 in gamba. Vincer. Vorrei che qualcuno gli facesse questa
domanda: Signor procuratore generale, non  vero che i suoi
documenti di candidatura non sono validi? E che lei non pu
presentarsi alle elezioni? Ma il tempo utile per contestare la
sua documentazione  scaduto. Lang Trotter non ha idea di
quanto sia giunto vicino a vedere infranti da un dettaglio tecnico
i suoi sogni di diventare governatore.
Oppure ne ha idea?
Dapprima  solo un solletico al cervello, poi una frenetica
corsa mentale per mettere al posto giusto tutti i dettagli. Lascio
il soggiorno e raggiungo la porta sul retro, per prendere una
boccata di aria fresca. I cani mi seguono nel cortiletto e si disperdono.
Cammino avanti e indietro, rifletto. La temperatura
esterna  bassa, ma il mio sangue scorre con furia.
Lascio fuori i cani e torno trionfante in soggiorno, dove Bennett
non sembra quasi essersi accorto della mia assenza.
Sono lieto che tu sia seduto, gli dico.
Ben  concentrato sul dibattito. Dove sei andato?
Lascia perdere il dibattito. Sei pronto a sentire la tua dichiarazione
d'apertura?
Di colpo, ho la sua attenzione. Ma certo.
Voglio raccontarti una storia, amico mio. Mi sistemo davanti
al televisore, intreccio le mani. Io rilevo un problema nei
documenti di candidatura di Trotter, giusto?
Giusto.
Ne parlo con Dale.
Giusto.
Ma decidiamo sia meglio non usare l'informazione per escludere
Trotter dalla candidatura. Ci farebbe sembrare perfidi, e i
repubblicani lo sostituirebbero con un candidato pi moderato.
Gi.
Quindi, sfruttare l'Asso a livello pubblico non funziona.
Poi salta fuori l'idea di usarlo a livello privato. Passare parola a
Trotter in via confidenziale e fargli buttare alle ortiche le sue
chance.
Giusto.
Dale sa che l'idea non mi piace. Non mi va a genio. E sa che
probabilmente Grant, alla fine, far quello che gli dico io.
Certo. Ovvio.
Ma l'Asso  ancora in circolazione, no? Dale sa che la
campagna elettorale di Tully non lo user. Per esiste sempre,
giusto?
Giusto.
Cos Dale decide di usarlo.
Finalmente, un'informazione nuova. Bennett raddrizza le
spalle. Dale lo usa? In che modo?
Aspetta un minuto. Corro in cucina, trovo la cartella del
mio caso. Estraggo la lettera di ricatto e la porgo a Ben.
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che
nessuno conosce. Penso che 250.000 dollari potrebbero
bastare. Un mese dovrebbe essere sufficiente. Non voglio
fare ipotesi sulle tue fonti di reddito, ma immagino che se
esiste qualcuno capace di attingere ai fondi delle campagne
elettorali senza essere scoperto, quello sei tu. Oppure
potrei sempre parlare col senatore.  questo che vuoi?
Un mese. Non cercare di contattarmi. Sar io a iniziare
ogni comunicazione.
Ben la legge come fosse la prima volta, non la centesima.
Dale ha mandato questo messaggio a Lang Trotter. Non
riesco a contenere l'eccitazione. Sta dicendo a Trotter: o mi
dai un quarto di milione di dollari, oppure ne parlo col senatore
Tully.
Bennett rilegge e annuisce. Dale fa finta di essere stato lui a
scoprire l'Asso.
Esatto! Finge di essere l'unico a conoscerlo. E le cose resteranno
cos se Trotter gli verser i soldi dell'estorsione. Indico
la lettera. Quei fondi delle campagne elettorali sono i fondi
di Trotter, non di Grant.
Bennett riflette sulla teoria. La voce della ragione. Funziona,
Jon, fino a un certo punto. Ammetto che d a Trotter un
movente per uccidere Garrison. Accetto anche che con ogni
probabilit Trotter sarebbe pronto a uccidere.
E che diavolo, s! 
Ehi, aspetta un attimo. Bennett procede in punta di piedi.
Il mio entusiasmo  evidente. Vuole che la pioggia sulla mia sfilata
cada a piccole gocce. Come spieghi di essere stato tu a ricevere
una copia della lettera ricattatoria? E come spieghi il
coinvolgimento di Lyle Cosgrove?
Ecco come lo spiego, Bennett Carey. Punto l'indice. Trotter
 stato eletto procuratore generale nel '92.
Mi pare di s.
E prima era stato procuratore della contea di Rankin per
quattro mandati.
Vero.
Quindi, nel 1976 era procuratore della contea.
Uh uh.
E lo era anche nel 1979.
Ben si gira a guardarmi. L'accenno a quel particolare anno
solletica la sua attenzione. E con ci?
I procuratori costituiscono una specie di piccolo club, no?
Ben scrolla le spalle. Non so. Dove vuoi arrivare?
Forse, dopo quello che  successo nel 1979,  girata voce.
Forse il procuratore della contea di Summit ha parlato. Siamo
franchi. Simon Tully che lavora dietro le quinte per proteggere
il miglior amico del figlio? Deve essere stato un boccone prelibato.
La notizia non sarebbe emersa pi in fretta se la procura
della contea di Summit l'avesse fatta trapelare?
Non  detto, Ben. Il caso riguardava minorenni, no? Non
puoi lasciarlo filtrare. Un giornalista non potrebbe mai scriverne.
Lui fa una smorfia. Ma il procuratore della contea di Summit
avrebbe parlato con Trotter?
Ovvio. Sono sempre pi eccitato. Il procuratore attuale
gioca a golf con Jimmy Budzinski. La contea  appena oltre il
confine. E la contea di Trotter, Rankin, sta sul lato est dello Stato,
a sud di qui. Non  molto distante da Summit.
Ben intreccia le mani. Insomma, secondo te Trotter ha scoperto
quello che era successo all'epoca. La storia tua e di
Grant.
S, pu darsi.
E cosa fa? Ti ricatta?
No, rispondo. No, no. Ha tenuto da parte l'informazione
per quando potesse tornargli utile. Aveva messo da un bel po'
gli occhi sulla poltrona di procuratore generale. Sapeva che Simon
Tully aveva dei piani per Grant. Lo sapevano tutti. Avr
immaginato che un giorno o l'altro il suo sentiero politico e
quello di Grant potessero incrociarsi. Cos ha tenuto l'informazione
per s. Ha aspettato il momento buono.
E per tutti questi anni, dice Ben, Grant Tully non ha dato
il minimo fastidio a Trotter. Stava al Senato. Non era una minaccia.
E invece adesso lo .
Uau!  Cerca un taccuino. Gli piace mettere nero su bianco
i suoi pensieri.
Probabilmente Trotter avrebbe tirato fuori la storia un mesetto
prima delle elezioni, proseguo. Grant non avrebbe avuto
il tempo di limitare i danni. Alzo l'indice: un punto da sottolineare.
Per a un certo momento lo scenario cambia. Dale
Garrison lo ricatta con l'Asso. Trotter ha bisogno di uccidere
Dale.  un uomo intelligente, organizza tutto per bene. Spedir
una copia della lettera di ricatto a me, poi uccider Garrison e
mi incastrer. E la storia sar che Jon Soliday aveva un segreto
risalente al 1979 che Dale Garrison voleva rivelare, cos l'ha ucciso.
Due piccioni con una fava, Ben. L'Asso scompare nel nulla
con la morte di Dale Garrison, e l'uomo pi vicino a Grant
viene imputato d'omicidio.
E Lyle Cosgrove?
Lyle Cosgrove... Trotter sa anche di lui. Forse ha in mano
tutto il fascicolo del 1979, il figlio di puttana. Schiocco le
dita.  stato Trotter a scrivere sulla scatola l'ordine di conservarla.
Ben, anche nel suo ruolo di avvocato del diavolo, ammette
che  possibile.
Cos si serve di Cosgrove per uccidere Garrison, continuo.
Mi trema la voce. Brillante. Usa il ragazzo del 1979. Poi lo ammazza,
il che aggrava ulteriormente la mia situazione. Un piano
furbo, Cristo, maledettamente furbo.
 sicuro che Cosgrove lo far?
Certo. Langdon Trotter  il procuratore generale. Lyle Cosgrove
ha appena trascorso un terzo della vita in galera. Se
Trotter gli ordina di saltare, Cosgrove gli chiede a quale altezza
deve arrivare.
Bennett schiocca le dita. Il documento nel computer di
Dale. Quello sull'Asso. L'accusa non ne ha fatto parola.
Porto una mano alla fronte. Non ci avevo pensato.
Ma  logico. Balza in piedi. Trotter  convinto che solo
ed esclusivamente Dale sappia dell'Asso, giusto? Il ricatto di
Dale si basava su quello. Trotter ritiene che, morto Dale, l'Asso
scomparir e tutti punteranno gli occhi su te. Tutti penseranno
che Dale ti ricattasse per il 1979.
Esatto.
Poi l'accusa trova il memorandum sul computer. Elliot Raycroft,
da servo fedele, lo mostra a Langdon Trotter.
Quindi adesso Trotter sa che anch'io e il senatore siamo al
corrente. L'Asso non  morto con Dale Garrison.
Infatti. Ben agita una mano. Quindi la cosa migliore per
Trotter  che la faccenda si chiuda in fretta. Cos ordina a Elliot
Raycroft di offrirti un accordo fantastico. Il miglior accordo
che ti possano fare.
E io rifiuto.
E tu rifiuti. Quindi ci sar un processo. Trotter non pu farci
niente. Cos dice a Raycroft di non fiatare sulla lettera di ricatto.
All'improvviso, l'accusa ritira la lettera dalle prove.
Ecco perch lo hanno fatto, borbotto.
S, infatti. Ed ecco perch Daniel Morphew si  chiamato
fuori. Sarei pronto a scommetterci.  uno che mira diritto al
cuore. Non gli piaceva sentirsi dire come gestire il caso. Fanno
entrare in gioco un nuovo avvocato, Erica Johannsen, e probabilmente
la tengono all'oscuro di quasi tutto.
Quindi, rifletto, non sfioreranno nemmeno la questione
del ricatto. Vogliono una tesi inattaccabile ma senza un movente.
Ero l'unica persona presente, ho mentito alla guardia giurata.
Chi altri potrebbe essere l'assassino?
 Lyle Cosgrove? domanda Ben. Penso conosca la risposta,
ma ha capito che per me  una gioia intensa dipanare questa
matassa.
Lyle Cosgrove fa da fulcro per il 1979, spiego. Ormai 
morto, e l'accusa comincer a fare le domande giuste. Metter
assieme noi tre, Lyle, Dale, e me, nel 1979. La loro storia  completa.
Dopo di che, se cercherai di coinvolgere Lang Trotter, il tuo
sar il gesto di un uomo disperato che ha ammazzato due persone
per seppellire un brutto segreto.
Trotter ha ucciso Dale e Cosgrove. Lo dico pi a me stesso
che a Ben.
Ben si  messo a passeggiare. Sospetto che domani o gi di
l sentiremo cambiare la canzone dell'accusa. All'improvviso
vorranno presentare come prova la lettera di ricatto. E parleranno
del 1979. Trotter ti far affondare ancora di pi e tirer
fuori una storia sensazionale sul suo avversario un mese prima
delle elezioni.
Mi sento liberato da un peso, per motivi solo in parte comprensibili.
Ho sempre saputo di essere innocente dell'omicidio
di Dale; non  quello. Ed  pi del semplice fatto di avere risolto
l'enigma. Mi  nata dentro la sensazione di una possibile salvezza.
Ben mi guarda.  per questo che stasera hai voluto andare
all'auditorio?
Scrollo le spalle. Pu darsi. Non avevo ancora messo assieme
il quadro completo, ma qualcosa mi rodeva. Volevo vedere
se Lang mi avrebbe guardato negli occhi. Scuoto la testa.
Non lo ha fatto. Si  esibito nella sua solita routine di uomo
affascinante, ma non voleva avere niente a che fare con me.
Non mi sorprende. Ben lancia un'occhiata al televisore.
Probabilmente non riusciremo a provarlo. Forse otterremo il
ragionevole dubbio, per...
Lo proveremo, ribatto. E guardo il procuratore generale
sorridere con aria sincera alla telecamera.
...
.
...
Stamattina, prima dell'inizio del processo, Erica Johannsen
chiede di essere ascoltata nell'ufficio del giudice. Ci riuniamo e
aspettiamo di sentire cosa abbia da dire l'accusa.
Giudice, vorremmo un rinvio, dice Johannsen.
Come mai, avvocato? Bridges sta cercando qualcosa in un
cassetto.
Vostro onore, abbiamo appena appreso che una persona
che ha un ruolo importante in questo caso  stata assassinata. Si
chiama Lyle Cosgrove.
Ah!  esclama il giudice. Mi parli di Lyle Cosgrove.
Vostro onore, il signor Cosgrove  stato trovato assassinato
di recente. Era un cliente del signor Garrison, uscito da poco
dal carcere. Riteniamo sia stato lui a parlare al telefono col signor
Soliday dopo l'omicidio.
E perch lo pensate?
Perch la persona alla quale  stato rubato il cellulare ha
fornito una descrizione del ladro che combacia con quella del
signor Cosgrove.
E volete tempo per indagare, arguisce il giudice Bridges.
Infatti. Siamo certi di poter collegare Cosgrove a Soliday.
Ma non ci siamo ancora riusciti. Johannsen guarda Bennett e
me. Il diritto della difesa a un rapido processo copre novanta
giorni. Ne restano quasi cinquanta prima che il termine scada.
Se potessimo avere una settimana o due... Non ci occorre
di pi.
Avvocato? Il giudice guarda Bennett.
Fumo negli occhi, replica Ben. Hanno puntato su Lyle
Cosgrove sin dal primo giorno. Era appena stato scarcerato.
Hanno indagato su di lui subito dopo la morte di Garrison. Mi
creda, giudice,  la prima persona che un buon investigatore
prenderebbe in considerazione. Dopo l'ultima condanna, nel
ricorso in appello ha accusato il suo difensore di assistenza legale
inefficiente. Il suo avvocato era il signor Garrison. L'accusa
ha indagato e ha deciso, per qualche motivo, che non era il
suo uomo. E hanno parlato subito, settimane fa, con la donna
alla quale  stato rubato il cellulare. Avevano la descrizione del
ladro, che a quanto sembra somiglia al signor Cosgrove, ancora
prima che il mio cliente venisse arrestato. Non c' niente di
nuovo. Se Cosgrove  un sospetto, doveva esserlo da tempo. Il
fatto che ora sia morto non cambia nulla nel suo potenziale
coinvolgimento nel caso.  un palese tentativo di guadagnare
tempo perch l'accusa sa di non poter evitare, a questo punto,
il ragionevole dubbio.
Va bene, avvocato, stabilisce il giudice. Signora Johannsen?
Vogliamo indagare sulla possibilit che il signor Soliday abbia
ucciso quell'uomo, vostro onore. Questo  senza dubbio un
nuovo sviluppo.
Non per questo caso, no. Nicole Bridges batte l'indice sulla
scrivania. Potrete perseguire il signor Soliday per quel reato
pi avanti, se riuscirete a dimostrare la sua colpevolezza. Ma
questo non cambia il coinvolgimento di quella persona, il signor
Cosgrove, nella morte di Garrison. Concordo col signor
Carey. O Cosgrove  coinvolto, o non lo . Se lo , avete avuto
ampia possibilit di provarlo. Scuote la testa. Non sposter
la data del processo. Si continua adesso.
Allora le chiediamo di revocare la libert su cauzione, vostro
onore, dice Johannsen.
Il giudice si protende. Avvocato, intende presentarmi nuove
prove sul coinvolgimento dell'imputato nella morte di questo
testimone?
 appena successo. Erica Johannsen ha un atteggiamento
quasi implorante. Accusiamo l'imputato di un omicidio e riteniamo
che possa averne commesso un altro. Lei ha un'ampia
discrezionalit in quanto a libert su cauzione, vostro onore.
Stiamo solo dicendo che...
Non revocher la libert su cauzione, avvocato. Il giudice
scuote la testa. Se lei pu fornirmi delle prove, le prender in
esame. Ma quell'uomo non era nemmeno sul vostro elenco dei
testimoni. Adesso mi dite che era rilevante e che la sua morte
va attribuita all'imputato? No. Dovrete fare di meglio.
Giudice, se posso vorrei aggiungere qualcosa, interviene
Ben. In questo processo lei , tra altre cose, la persona che dovr
accertare i fatti.  mia opinione che l'accusa stia cercando
di influenzare la sua valutazione del caso. Suggerisce che il mio
cliente abbia commesso un omicidio del quale non  accusato.
Per il quale non  nemmeno stato interrogato. Potrei proporre
un'istanza di processo viziato, ma sarebbe esattamente ci che
vuole l'accusa.
Capisco, avvocato.
Ieri, Lyle Cosgrove non meritava nemmeno di entrare nella
lista dei testimoni. Oggi  di importanza essenziale? Ovvio che
non lo , e la signora Johannsen lo sa. Voleva solo un'altra occasione
per definire il mio cliente un omicida. Penso si sia creato
un serio pregiudizio.
Signor Carey, ribatte Bridges, le posso assicurare che non
sono contaminata da pregiudizi. Questo episodio non influir
affatto sulle mie valutazioni. Adesso torniamo in aula.
Faccio il possibile per uscire con un'aria sicura. Cerco di
ignorare la verit:  probabile che tutti coloro che erano presenti
nell'ufficio del giudice mi ritengano colpevole dell'omicidio
di Lyle Cosgrove. Il giudice pu avere i suoi dubbi. L'avvocato
dell'accusa non li ha. E Bennett non scommetterebbe sulla
mia innocenza.
Oh, quanto sono arrivato vicino a ucciderlo, la notte che l'ho
seguito e mi sono appostato sul marciapiede. Mi sono trovato a
meno di un metro da Lyle Cosgrove, che avanzava zoppicando.
Ero pieno di veleno. Ero amareggiato, furibondo, colmo d'odio,
e mi passava davanti un uomo vulnerabile alla mia ira. Ero
pronto a farne il mio capro espiatorio; la sua morte sarebbe stata
la risposta a un problema del presente, e la soluzione, se non
l'assoluzione, per un problema del passato.
Ero pronto a uccidere Lyle Cosgrove con le mie mani, l sul
marciapiede buio. Mi si  avvicinato con quella camminata incerta.
Fischiettava tra s, una canzone che non conosco, ma allegra.
Ho fiutato odore di tabacco. Il viso, nella fioca illuminazione
della via e del parcheggio, era pallido e mite. I suoi occhietti
luccicanti hanno avuto un guizzo nella mia direzione.
Ero fermo all'ingresso del parcheggio. Mi ha rivolto un cenno
senza timori. Dopo la prigione, un uomo di corporatura media
che usciva da un posteggio non poteva fargli troppa paura. Ha
ricominciato a fischiare, e io sono rimasto l, pietrificato.
Mi sono asciugato la fronte sudata, ho espirato lentamente.
Per molti versi, si era trattato di un momento banale: due persone
che si sfiorano, niente di pi. Per io ho imparato qualcosa
su me stesso, o forse  pi esatto dire che ho reimparato
qualcosa, in quei cinque secondi. Credevo di poter uccidere un
altro essere umano in determinate circostanze, ma non ci sono
riuscito. Avevo i mezzi e l'occasione, e non ce l'ho fatta. Non
ero guidato dalla razionalit; non pensavo affatto. Non ho riflettuto
sull'etica, non ho calcolato quante probabilit avessi di
venire scoperto. Ero libero da quel tipo di pensieri, agivo per
puro istinto, e l'istinto mi ha immobilizzato.
Sul marciapiede, mi sono goduto un breve istante di sollievo.
Ho festeggiato tra me, senza riuscire a capire di preciso cosa
avesse fatto Cosgrove, o quali emozioni avessi provato io; l'importante
era che non lo avevo ammazzato. Solo pochi attimi
prima, la mia mente era buia e fredda; ero pronto ad agire infischiandomene
della ragione, e all'improvviso il mio inconscio
aveva riconosciuto la scintilla umana presente in quell'essere
fragile, zoppicante.
Usciamo dall'ufficio del giudice e riemergiamo in aula. Ben e
io ci guardiamo in silenzio: esattamente il tipo di mossa che
aveva previsto lui.
Il giudice si accomoda allo scanno. Chiami il suo prossimo
teste, signora Johannsen.
Il Popolo chiama a deporre Brad Gillis.
Brad Gillis ha l'aria dello sbirro di citt. Un vero cowboy.
Non mi  antipatico.  stato molto onesto con me, niente condiscendenza
o pregiudizi. Prima che apra bocca so che sar un
buon testimone per l'accusa.
Per oggi non ha molto da dire. Quasi tutte le prove contro
di me consistono in ci che  accaduto prima che arrivasse la
polizia. E non c' nemmeno troppo da discutere sulle prove.
Hanno trovato qualche mio capello sul cadavere di Dale, ma
gli ho fatto la respirazione bocca a bocca. Non hanno rinvenuto
tracce della sua pelle sotto le mie unghie, per mi hanno arrestato
solo diversi giorni dopo la morte di Garrison, quindi
avrei avuto il tempo di farle scomparire. In sostanza,  fuori
dubbio che io fossi l; si tratta solo di decidere cosa ho fatto.
Ovviamente, stabilire la presenza dell'imputato sulla scena
del delitto non era una priorit, spiega Gillis. Visto che  stato
trovato l e ha ammesso di essere stato presente in una successiva
deposizione.
Comunque, incalza Erica Johannsen, lei ha esaminato la
scena del delitto.
S, ovvio. Ma quando ci hanno convocati sul posto, nulla
induceva a credere che fosse stato commesso un omicidio. Era
possibile, ma era altrettanto probabile che un uomo anziano
fosse semplicemente morto. Abbiamo dovuto attendere l'autopsia.
Cos ho parlato con l'imputato per qualche minuto e l'ho
lasciato andare.
Ci racconti cosa vi siete detti.
L'imputato ha riferito di avere lasciato l'edificio per pochi
minuti, ma di esservi tornato dopo avere ricevuto una telefonata
della vittima.
Una telefonata del signor Garrison?
Cos ha detto. Ha detto di essere stato chiamato da Garrison.
Sul suo cellulare?
L'imputato le ha mostrato il proprio cellulare?
S. Ho trascritto il numero. Il detective legge il numero del
mio cellulare. Bennett ha gi ammesso che  il mio numero, e
che i tabulati telefonici sono esatti. Il detective spiega di avere
controllato i dati del mio cellulare: ho ricevuto una telefonata
alle 19,22 del 18 agosto 2000. Proveniva da un telefonino di
propriet di Joanne Souter.
Ha controllato i tabulati dell'ufficio del signor Garrison,
detective?
Johannsen gli porge i tabulati dell'ufficio di Dale. Abbiamo
accettato anche la loro autenticit.  inutile disputare su cose
ampiamente dimostrabili.
Quindi non risultano chiamate fatte da uno dei telefoni dello studio legale della vittima dopo le sette di quella sera? La sera
del diciotto agosto?
Esatto.
L'accusa dichiara che Dale non possedeva un cellulare.
Veniamo a Joanne Souter. Ha parlato con lei?
S.
Cosa ha saputo del suo cellulare?
Le era stato sottratto quello stesso giorno, il diciotto agosto,
poco prima. Le hanno rubato la borsetta che conteneva il
telefono. In una biblioteca pubblica.
Molto bene. La signora Souter ha fornito una descrizione
dell'autore del furto?
S, risponde Gillis.
Guardo Ben, che non tenta la minima obiezione. Abbiamo
accettato questa testimonianza, e siamo tutti d'accordo nel dire
che sia stato Lyle Cosgrove a rubare il cellulare.
Ha dichiarato che il ladro aveva lunghi capelli rossi raccolti
a coda di cavallo e portava una giacca di jeans.
Voglio mostrarle una foto, detective. L'accusa si avvicina
prima a noi e porge a Bennett una foto di Lyle Cosgrove. Viene
dall'archivio della polizia ed  a colori. I capelli sono rossi.
Detective,  questa la foto che  stata mostrata alla signora
Souter?
Gillis annuisce. Gliel'ho portata io stesso ieri sera.
E la signora cosa ha detto?
Ha detto che poteva essere lui.
Johannsen guarda Bennett. Possiamo convenire che si tratta
di una fotografia di Lyle Cosgrove? C' una punta di disgusto
nel suo tono. Ormai le  chiaro che sappiamo di Cosgrove
da un pezzo, e non ne  contenta.
Conveniamo. Ci mancherebbe.
Grazie, signor Carey. Il pubblico ministero fa mettere agli
atti la fotografia.
Bene. Torniamo sulla scena del delitto, detective. Lei ha
parlato con l'imputato. Era presente qualcun altro?
Gillis consulta gli appunti ed elenca i nomi delle guardie della
sicurezza.
Nessun altro? chiede Johannsen. Avvocati, paralegali, segretarie?
Nessun altro. Il signor Soliday era l'unica persona presente
nell'ufficio con la vittima.
Ora, a un certo punto il medico legale ha stabilito che si trattava
di omicidio, vero? Asfissia per strangolamento manuale.
Esatto.  stato allora che sono tornato nell'ufficio del signor
Garrison.
Perch?
Dovevo controllare. Cercare possibili vie di ingresso e di
uscita eccetera.
Ci dica.
All'ufficio si accede da una sola entrata: la porta d'ingresso.
Le uscite sono due. Una  la stessa porta d'ingresso, l'altra una
porta laterale che d accesso al corridoio e di solito viene usata
per andare in bagno. Ma non si pu utilizzare per entrare. Non
senza una chiave.
Gli addetti alle pulizie erano gi stati l? chiede Johannsen.
Quella sera, il diciotto, prima della morte del signor Garrison?
No. Abbiamo verificato. A dire il vero, sono entrati quella
sera mentre io ero l.
Ha parlato con le altre persone che lavoravano in quegli uffici?
S. Nessuno di loro si trovava l alle sette di sera di venerd.
Nessuno, osserva l'accusa, a parte l'imputato.
Esatto.
Grazie, detective. Erica Johannsen raggiunge il tavolo dell'accusa,
soddisfatta di s. Guardo il giudice, che intercetta i
miei occhi ma li lascia subito. Per lei sar una questione d'etichetta,
per non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione che
il suo sguardo, anche se solo per un attimo, mi ha trasmesso.
Pensa che sia stato io a uccidere Dale. Provo una paura improvvisa,
fortissima. Quando Bennett Carey si alza per controinterrogare,
lo fisso con un'ansia che non ho mai sperimentato,
una vulnerabilit cos improvvisamente chiara, e palpabile,
da indurmi a tremare.
Detective Gillis, dice Ben, ci sono due uscite dal complesso
di uffici del signor Garrison.
S. Gillis accavalla una gamba, ma per il resto non si nota
il minimo cambiamento nel suo comportamento al controinterrogatorio.
Ha un'ampia esperienza di tribunali. Sa gestirsi benissimo.
La porta laterale alla quale ha accennato... Non occorre una
chiave per lasciare l'ufficio da l,  vero?
Per uscire? No. Serve solo per entrare dal corridoio.
Quindi, se qualcuno si fosse trovato negli uffici, avrebbe
potuto uscire quando preferiva.
Esatto.
Ha rilevato le impronte su quella porta, detective?
No. Inizialmente, no.
Quando  arrivato l non era certo che si trattasse di un
omicidio.
Infatti.
E non ne  ancora certo, vero?
Non ho detto questo, avvocato. Nutro fiducia nelle conclusioni
del coroner.
Bene. Per, la sera della morte di Garrison, lei non ha fatto
rilevare le impronte sulla porta d'uscita.
No. Non ero tenuto a considerare l'ufficio la scena di un
delitto.
Ha provato a prendere impronte in seguito?
Quando siamo tornati, gli addetti alle pulizie erano gi stati
l quattro o cinque volte. Sarebbe stato inutile.
Non ha sigillato l'ufficio?
Gillis sorride. Con il senno di poi, avrei voluto farlo. Inizialmente
non era la scena di un crimine. Ci lavora tanta gente.
Non ero pronto a dire a tutti di non presentarsi in ufficio
quando nemmeno conoscevo i risultati dell'autopsia. Una situazione
insolita.
Capisco. Ben non guadagnerebbe niente accanendosi sul
testimone. Non  quello il punto. Quindi, ogni impronta che
potesse esserci  stata probabilmente cancellata dalle persone
che puliscono il palazzo ogni giorno.
S, signore.
Bennett si ferma, le mani sui fianchi. Per un attimo mi chiedo
se abbia dimenticato l'argomento successivo, visto che lavora
senza appunti; invece sta prendendo una decisione. Raggiunge
il tavolo della difesa e apre la cartella in un angolo.
Detective, nel corso delle indagini sulla morte del signor
Garrison ha fatto perquisire l'ufficio del mio cliente, vero?
S.
E nel cassetto in alto della sua scrivania ha trovato una lettera.
Erica Johannsen scatta in piedi. Vostro onore, avevo l'impressione
che se si fosse discusso della lettera...
Non intendo presentarla come prova, vostro onore, la interrompe
Bennett. Ho solo qualche domanda sulla lettera.
Dopo di che, forse avr posto le basi per la sua ammissibilit.
Cosa che comunque non posso chiedere prima che l'accusa abbia
concluso.
E andrebbe anche al di l del raggio d'azione che le  consentito,
dice Johannsen. Il controinterrogatorio deve limitarsi
agli argomenti discussi nel primo interrogatorio.
Potrei sempre procedere quando toccher alla difesa, ribatte
Ben. Potrei richiamare il detective a testimoniare. Ma
questo  un processo senza giuria, vostro onore. Nell'interesse
dell'economia giudiziaria, suggerisco di occuparci di tutto ora.
Il giudice  preoccupato. Porta un pugno alla bocca, muove
le labbra.  davvero una bellissima donna. Una donna che forse
mi ritiene colpevole di omicidio.
Ben sfrutta il silenzio. Se l'obiezione  la rilevanza, vostro
onore, posso assicurarle che la rilevanza apparir chiara. L'ammissibilit
di questa lettera non  in discussione.
Credo di essere un po' sorpresa all'idea che sia lei a voler
parlare della lettera, ammette il giudice. Ma questo non significa
che non possa farlo. Proceda. Signora Johannsen, nel
suo interrogatorio diretto dopo il signor Carey potr trattare
questo argomento come fosse un controinterrogatorio.
Guardo Erica Johannsen, che, come tutti gli avvocati, non
ama perdere su un'argomentazione.  attenta ma non sembra
troppo sotto pressione. So che il procuratore capo della contea
ha deciso di non seguire la teoria del ricatto, e adesso capisco
perch: implica qualcuno a lui molto caro e vicino. E so che
Dan Morphew ha abbandonato il caso perch si  rifiutato di
accettare la restrizione. Ma quanto sa Erica Johannsen di tutto
questo? Credeva in ci che ha detto al giudice prima dell'inizio
del processo, cio che non avrebbero presentato la lettera ricattatoria
perch non erano in grado di collegarla a me, oppure
copriva il procuratore della contea? L'hanno scelta perch ha
meno esperienza e non avrebbe discusso le direttive dall'alto?
Non sapeva cosa facessero quando le hanno detto di ignorare
la lettera? O l'hanno scelta perch  disposta a procedere col
lato politico sporco del caso?
Sa cosa sta per fare Bennett?
Grazie, vostro onore. Ben porge una copia della lettera di
ricatto al detective, dopo averla consegnata anche all'accusa e
al giudice. Ho contrassegnato questo documento come reperto
uno della difesa per l'identificazione. Detective,  una
copia della lettera che ha trovato nella scrivania del signor Soliday?
S.
La legga ad alta voce per la messa agli atti.
Il detective Gillis legge lentamente le parole in aula.  la prima
volta che la lettera di ricatto  resa di pubblico dominio.
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che
nessuno conosce. Penso che 250.000 dollari potrebbero
bastare. Un mese dovrebbe essere sufficiente. Non voglio
fare ipotesi sulle tue fonti di reddito, ma immagino che se
esiste qualcuno capace di attingere ai fondi delle campagne
elettorali senza essere scoperto, quello sei tu. Oppure
potrei sempre parlare col senatore.  questo che vuoi?
Un mese. Non cercare di contattarmi. Sar io a iniziare
ogni comunicazione.
Una reazione percepibile dall'uditorio.  una cosa succulenta,
se ne conosca o no il contesto. Diventer ancora pi succulenta.
La copia che ha trovato nell'ufficio del mio cliente era l'unica
copia esistente? chiede Ben.
Non lo so.
Chi ha scritto questo documento?
Se dovessi scommettere...
Non scommetta. Mi dica se sa per certo chi lo abbia scritto.
Per certo, no.
Sa chi abbia spedito questa lettera?
Non lo so.
Come l'ha ricevuta il signor Soliday?
Presumo con la posta. Il testimone nota lo sguardo di fuoco
di Ben. Non posso asserirlo con certezza.
La lettera non  indirizzata a qualcuno, vero?
Non dice Caro signor Soliday, se  questo che intende.
Quello che intendo  che lei non sa a chi sia stata scritta.
Non posso dirlo con assoluta certezza, per so leggere tra le
righe.
Quindi, lei non sa con certezza chi abbia scritto la lettera,
chi l'abbia spedita, quante copie ne esistano, o a chi fosse indirizzata.
 esatto, detective?
Esistono due sole persone che abbiano accesso ai fondi
elettorali del senatore, risponde Gillis. Quindi  piuttosto
ovvio che sia stata scritta all'imputato.
I fondi elettorali del senatore", ripete Ben. Si avvicina ancora
di pi al teste. Questa lettera parla dei fondi elettorali del
senatore? O solo di fondi elettorali?
Il giudice guarda la propria copia, annuisce.
Anche il detective rilegge la lettera.  ovvio, risponde con
voce pi pacata, che parla solo di fondi elettorali.
Quindi potrebbe trattarsi dei fondi di qualunque campagna.
Be'... In teoria, suppongo di s.
In teoria? Ben agita le braccia, scruta stupito il testimone.
Detective, sa che alle elezioni generali del novembre 2000 si
voter per centinaia di candidature? Presidente, Senato degli
Stati Uniti, Congresso, oltre a decine e decine di consultazioni
statali e locali? 
Un momento, avvocato. Il detective mostra la palma della
mano. Stiamo parlando di duecentocinquantamila dollari di
fondi per una campagna elettorale. Il che esclude parecchie
campagne. E non dimentichiamo la frase successiva della lettera:
Oppure potrei sempre parlare col senatore. Tende a restringere
il campo, non le pare?
Ben annuisce. Escluderebbe i fondi per la campagna elettorale
del procuratore generale Langdon Trotter?
Il pubblico si agita, quanto basta perch il giudice faccia un
richiamo all'ordine. Bridges, a sua volta un pubblico funzionario
eletto dal popolo, si muove sullo scanno. Erica Johannsen si
mette a scrivere sul taccuino. Ancora non riesco a capire quanto
sappia delle connotazioni politiche del caso che riverberano
nel suo ufficio.
Fra tutti, il detective Gillis sembra il meno colpito dall'accenno
al procuratore generale. Direi che non li esclude. Non
completamente. 
Langdon Trotter si candida a governatore. Immagino lei lo
sappia, detective.
Certo.
E presumo lei possa dire alla corte di quanto denaro dispone
per la campagna elettorale.
Non saprei dirlo.
No? Bennett avanza lento verso il teste. Detective, sono
sicuro che nelle fasi iniziali delle indagini lei non avesse preconcetti
verso possibili sospetti.  cos?
 cos. Su ogni ragionevole sospetto.
Detective, non mi dica che  semplicemente balzato alla conclusione
che quei fondi elettorali non specificati dovessero
necessariamente essere quelli del senatore Grant Tully. Mi dica che
ha almeno controllato i fondi del procuratore generale Trotter.
Il detective arrossisce un po'. Il massimo, immagino, che si
possa ottenere da lui in quanto a imbarazzo. Partendo dal fatto
che il suo cliente era in possesso della lettera e aveva accesso
ai fondi di una campagna elettorale, e che il suo datore di lavoro
gode del titolo di senatore, be', s, ho fatto un salto logico.
Chi le ha detto di non controllare Langdon Trotter? chiede
Ben. Il procuratore capo della contea, Elliot Raycroft, suo
alleato politico?
Obiezione...
La domanda venga cancellata, dice il giudice, ma il tono
non  duro.
Qualcuno le ha detto di non controllare Langdon Trotter,
riformula Ben.
Non  vero, ribatte il teste. Non  affatto vero. Ci siamo
concentrati sulla persona che aveva un senso e sui fondi elettorali
ai quali aveva accesso.
Meno male che non aveva preconcetti, detective.
Il commento sar cancellato, signor Carey. Passi alla domanda
successiva.
Lei voleva indagare su Langdon Trotter, non  vero, detective?
No, avvocato. No. Io...
Qualcuno le ha detto di fermarsi, giusto, detective?
No, avvocato. Gillis sembra tutt'al pi perplesso. La sua
sicurezza, temo, ottiene i risultati voluti; aumenta la sua credibilit
agli occhi del giudice e ci disarma. Non c' nessuna cospirazione,
glielo garantisco. Il suo cliente aveva la lettera. Lavora
per il senatore. Pu avere accesso a ingenti fondi per una
campagna elettorale. Vero, non so dirle chi gli abbia spedito la
lettera o se ne esista un'altra copia, ma soltanto perch il suo
cliente non ha voluto dirmelo.
Questa doveva essere l'ultima domanda di Bennett. Per  un
modo orribile per concludere. Lo percepisce anche Ben. Cammina
un po' avanti e indietro, cerca di escogitare qualcosa. Poi torna
al tavolo della difesa a conferire con me. Mi chiede se mi venga in
mente qualcosa d'altro, ma in realt sta solo cercando di prendere
tempo, di creare un certo distacco da un'eccellente risposta di
Gillis. Alla fine Ben solleva la testa e annuncia di avere concluso.
Johannsen si alza. Detective Gillis, quanti soldi ci sono nel
fondo elettorale del senatore di Stato Grant Tully?
Milioni di dollari. Avrei portato con me la cifra esatta, ma
non sapevo che avremmo discusso...
E il segreto che nessuno conosce. Vede questa frase nella
lettera?
S, certo.
Ha chiesto all'imputato cosa possa essere quel segreto?
Gliel'ho chiesto.
Le ha risposto?
Obiezione! Ben balza in piedi. Il quinto emendamento
garantisce all'imputato un diritto al silenzio che non pu essere
usato contro di lui.
Accolta. Il giudice guarda l'accusa aggrottando la fronte.
Ha chiesto al senatore Tully se fosse al corrente di un segreto?
S.
Cosa le ha detto?
Un'altra obiezione per diceria che Bennett Carey non avanza.
Ha detto di non conoscere alcun segreto, risponde Gillis.
Ed  esattamente questo il punto della lettera, vero, detective?
Si tratta di un segreto che il senatore ignora, una minaccia
per lui?
...
Obiezione! urla Ben. Richiede la formulazione di un'ipotesi.
Concessa, dice il giudice. E capisco il punto, signora
Johannsen.
Detective, continua l'accusa, ha riscontrato prelievi dal
fondo della campagna elettorale del senatore Tully per un ammontare
di duecentocinquantamila dollari? O cifre dello stesso
ordine versate con assegni o in contanti a Dale Garrison?
No, risponde il detective. E non ho trovato cifre equivalenti
depositate su uno dei conti correnti di Garrison. 
Invece ha trovato il signor Garrison morto, non  vero?
Esatto. Molto meglio che pagare un quarto di milione di
dollari.
Il giudice guarda Bennett, che non obietta al commento.  una
frase che funziona bene anche per noi, se l'omicida  Lang Trotter.
Johannsen si siede. Bennett si alza di nuovo. Detective, ha
mai chiesto a Langdon Trotter quale sia il segreto che nessuno
conosce?
Non ho mai parlato con lui, no.
Lei sta ancora indagando su questo caso,  esatto?
Ecco... Tecnicamente, il fascicolo non  ancora chiuso.
Parler con Langdon Trotter e gli far questa domanda?
Il detective sospira pesantemente. Al momento non saprei
rispondere.
Bennett scuote la testa e torna a sedere.
Signora Johannsen, chiede il giudice, l'esposizione dell'accusa
 completa?
Il Popolo ha concluso, vostro onore.
Ascolter la mozione del signor Carey domattina, dice il
giudice, e aggiorna la seduta.
Ci alziamo tutti quando Bridges lascia lo scanno. Prendo Bennett
per il braccio. Ti ha praticamente invitato, dico, alludendo
all'accenno del giudice a una nostra mozione per un verdetto
imposto.  la mozione che la difesa presenta dopo che l'accusa
ha concluso, per sostenere che le prove in mano all'accusa sono
talmente deboli da imporre un'assoluzione senza che la difesa
debba intervenire. E quello che mi occorre per vincere prima che
si riparli di Lyle Cosgrove e possano riemergere i fatti del 1979.
Bennett  solenne, il che mi sorprende dopo un controinterrogatorio
tanto riuscito. Non risponde finch il frastuono di
voci e passi in aula non ha raggiunto l'apice. Procedura standard,
mi dice. Sa che far quella mossa, nient'altro. Si china
su di me. Non lasceremo ombre in sospeso. Tieniti pronto. Te
lo chiedo un'altra volta, vuoi ancora testimoniare?
Bennett e io ci siamo palleggiati l'idea, ne abbiamo dibattuto
per ore. Nonostante tutte le nostre teorie su Lang Trotter, non
siamo riusciti a impostare una linea di difesa inattaccabile per
sostenere che le prove mi concedano il ragionevole dubbio.
Ma io avverto l'urgenza dell'imputato innocente. Voglio dire
la mia. Voglio negare l'accusa. A prescindere dalle strategie legali,
a prescindere dal rigore procedurale del giudice, nel fatto
di non parlare a propria difesa c' qualcosa che suscita dubbi.
Non voglio che questo processo finisca e la gente pensi che io
mi sono nascosto.
S, gli rispondo. Voglio ancora testimoniare.
Bennett si gira verso di me, mi mette una mano sul braccio.
Grant Tully pu combattere le sue battaglie, Jon. Tu fai tutto
quello che devi fare per te.
La nostra nuova tesi difensiva, che implica Lang Trotter, non
 perfetta. Non riusciremo a dimostrare che Trotter ha spinto
Cosgrove a lavorare per lui. Non riusciremo a dimostrare che
Dale ha contattato Trotter per l'Asso.  probabile ci siano molte
altre cose che non potremo dimostrare. Bennett ha intuito
giusto: questa linea mi piace anche perch attacca l'avversario
di Grant, gli offre un'occasione nelle elezioni.
Voglio testimoniare, ripeto.
Allora sai che parleremo di tutto. Tutto.  il solo modo per
dare una spiegazione.
Lo so. Ben e io abbiamo avuto questa conversazione varie
volte, anche ieri sera e stamattina. A meno che non possiamo
vincere gi da ora, aggiungo. L'accusa ha finito. Abbiamo
sentito tutto. Pensi che possiamo vincere? Abbiamo il ragionevole
dubbio?
Bennett Carey deglutisce. Inspira, espira, batte rapidamente
le palpebre, passa in rassegna l'intero processo. Non credo,
risponde.
Nemmeno io, ammetto. Forza, allora. Ci attende una lunga
notte.
Diremo tutto.
Gi. Tutto. E intendo tutto, Ben.
Lui non afferra.
Non racconter la storia che ho raccontato nel 1979. Dir
la verit come la ricordo.
Jon, ehi...
Non ho pi diciassette anni. E non mi comporter come
se li avessi. Domani dir la verit, Ben. E quel che accadr,
accadr.
Bennett accoglie l'annuncio pi da amico che da avvocato. Annuisce
ammirato. Ma non  necessario. Non ci si dovrebbe congratulare
con un adulto perch vuole dire la verit. Questi conti
in sospeso andavano regolati da tempo.  ora di provvedere.
Oggi, per la prima volta, quasi alle sette di sera, leggo il
Daily Watch. La prima pagina  riservata al dibattito televisivo
fra Trotter e Grant Tully. Il titolo dice CANDIDATI A PARI
MERITO, e ognuno dei due ha la sua fotografia. L'articolo 
diviso in due, met per ogni candidato. Il pezzo su Langdon
Trotter si intitola UNA VISIONE CONSERVATRICE. Quello su
Grant strilla: TULLY DIFENDE L'AUMENTO DELLE TASSE. Questo
mi dice gi molto. Passo alle pagine interne, dove ci sono
i risultati di un sondaggio svolto ieri sera: Grant Tully  in
svantaggio di ventun punti rispetto a Trotter. Il dibattito gli
ha fatto perdere quattro punti. Lo hanno bastonato per avere
detto la verit.
Se ci riusciamo, domani far testimoniare il senatore e te.
Tutti e due nello stesso giorno. Ben, al tavolo della sala riunioni
dello studio, si ingozza di popcorn. Il giudice ci ha concesso
l'intera giornata di domani. Buttiamo tutto addosso all'accusa
in un colpo solo e le diamo poco tempo per raccapezzarsi.
Poi magari chiudiamo, e li avremo inchiodati.
Mi sembra ingiusto, dico. Per l'accusa. Non che mi lamenti.
Oh, Erica protester a tutto spiano. Ma non siamo tenuti a
preinformarla. Non aggiungiamo nuovi testimoni, non presentiamo
un alibi. Allora s che dovremmo dargliene comunicazione.
E poi oggi mi ha sentito parlare di Lang Trotter. Sa che vogliamo
puntare l'indice su lui.
Apro la bocca in uno sbadiglio nervoso. Stiro le braccia per
calmare i tremiti. Non riesco a credere che lo faremo, mormoro.
Grant prender una batosta.
Abbiamo provato la sua testimonianza un po' di volte. 
pronto. Siamo preparati. E sar Lang Trotter a prendere la batosta,
replica Ben. Se faremo le cose a puntino.
Il suo cellulare squilla. Ciao, Cal, risponde. Ascolta per
qualche secondo, sgrana gli occhi, poi copre con la mano il microfono.
Hanno trovato diecimila dollari in contanti nella cassetta
di sicurezza di Lyle, dice. L'aveva affittata una settimana
prima dell'omicidio.
Trotter lo pagava. Ha preferito nascondere i soldi l anzich
versarli su un conto corrente. Dobbiamo chiedere un mandato
per i conti correnti bancari di Trotter, i fondi della sua campagna,
tutto.
Ben annuisce, ma continua ad ascoltare. S, s. Dacci sotto.
Assumi chi vuoi, tutte le persone che ti servono. Ci occorre tutto
il possibile, e ci occorre per ieri. Copre di nuovo il microfono,
si rivolge a me: Per adesso non si riesce a trovare una sola
comunicazione che colleghi Trotter a Garrison. Torna a parlare
al cellulare.  tutto, Cal? No? Hai tenuto per ultima la novit
migliore? Ce l'hai fatta, e...
Diecimila dollari esentasse sono parecchio per un ex galeotto
a stipendio minimo in una farmacia, dico a Ben, anche se la
sua attenzione  concentrata sulle informazioni che sta ricevendo
al telefono.
No, mormora. Cal, non ho... Il suo viso si imporpora.
Chiude gli occhi. Apre le labbra. Emette un suono gutturale.
Sembra un palloncino sgonfiato da uno spillo.
Cosa c'? chiedo, e gli do una leggera spinta.
Ne sei certo? fa lui. Al cento per cento? Una nuova pausa.
Non aggiunge altro. Chiude il cellulare e lo depone con lentezza
su un mucchio di fogli che ha davanti.
Dimmi tutto, imploro. Ben, ti prego, cosa...
Rick, dice.
Il mio cuore perde un colpo. Cal ha trovato Rick?
Pi o meno. Appoggia una mano sul tavolo, a sostenersi.
Pi o meno? Cosa... Lo vedo alzare le mani al viso. 
morto?
I suoi occhi mi scrutano da dietro le mani. Annuisce.
Ges Cristo, anche lui. Batto il pugno sul tavolo. Trotter
li ha spazzati via tutti. Non si ferma davanti a niente. Ha...
Non lo ha ucciso Trotter. Bennett raddrizza le spalle, mi
fissa negli occhi. Sono stato io.
Mi occorre un momento per essere certo di avere sentito
bene, e un altro istante per ricordare il nome dell'uomo che si
 introdotto a casa del mio amico una settimana prima dell'omicidio
di Dale Garrison. Brian O'Shea, mormoro. Brian
O'Shea  Rick... Ehi... Per amor di Dio... Ma lo capisci, Ben?
Brian O'Shea  Rick. Ricochet.
Brian Rick' O'Shea.
Il tipico soprannome che dei ragazzi scemi potrebbero inventarsi.
Be', Brian o Rick o quel che , perch si  introdotto a
casa tua, Ben?
Bennett alza le mani al cielo.
Trotter ha usato O'Shea come ha usato Cosgrove, dico. Si 
servito dei protagonisti del 1979 per gli omicidii. Cos tutto avrebbe
incolpato me. E avrebbe messo in pessima luce il senatore. Gli
punto contro l'indice. O'Shea aveva intenzione di ucciderti.
Pu darsi, ammette lui. Uccidermi, o farmi del male.
Trotter voleva mandare un messaggio a Garrison sul ricatto,
continuo. Ha scelto qualcuno che fosse vicino a Garrison
e a noi. Stava spiegando a Dale cosa sarebbe successo. Violenza.
Sofferenze. Morte. Per il piano  andato male. Tu hai ucciso
O'Shea, non viceversa. Cos il messaggio non  arrivato a destinazione.
E Trotter ha dovuto eliminare Garrison. Era l'unico
modo per avere la certezza che l'Asso non diventasse di dominio
pubblico.
Ma perch me? sussurra Bennett.
Una scelta sensata, rispondo. Non poteva uccidere me
perch gli sarei servito in seguito. Doveva incastrarmi per la
morte di Dale. E tu vivi solo. Fai parte del team legale di Grant.
Dale ti conosceva. Eri un bersaglio logico. 
 difficile decifrare l'espressione di Ben. Il suo cervello  in
piena attivit, ma non credo stia cercando di unire i puntini fino
a ottenere il disegno finale. Non penso mi ascolti. Secondo
me, per la prima volta si sta rendendo conto che l'uomo che si
 introdotto a casa sua poteva essere davvero un killer. Avergli
sparato  un atto pienamente giustificato. Non solo agli occhi
della legge, ma adesso anche ai suoi occhi.
Ne sono lieto, per ho preoccupazioni pi immediate. Senti,
so che ritirare fuori quell'episodio, quella notte a casa tua,
pu non essere facile per te. Ma la verit  che io ho bisogno di
te adesso, qui.
Bennett si scuote, mi guarda, allontana le mie preoccupazioni
con un cenno della mano. Sto benissimo. Ha il viso in
fiamme, e gli occhi rossi, quasi da cane rabbioso. Se  possibile,
questo nuovo sviluppo gli ispira ancora pi il desiderio di pareggiare
i conti con Lang Trotter.
Domattina, devi fare due cose per me, aggiungo. Devi
convincere il giudice della mia innocenza.
E che altro pu esserci?
Fai in modo che il senatore ne esca bene, rispondo. Ha
gi i suoi guai.
Mentre lascio il mio ufficio, dopo l'incontro con Bennett, il mio
cellulare squilla. Non rispondo in tempo, ma c' un messaggio
vocale. Tracy. Mi dice che  uscita con delle amiche, poi ha
provato a chiamarmi a casa. Vuole solo informarsi, sapere come
vanno le cose. Dice che andranno al bar del Washburn, e
che se non avessi voglia di raggiungerla capir (deve essere con
parecchia gente), per mi fa l'offerta.
Gi. Sarebbe fantastico per le sue amiche. L'arrivo al party
di un imputato d'omicidio. Potremmo discutere di ipotesi, prove,
dell'impatto del processo sulle elezioni a governatore. Magari
potremmo teorizzare sui dettagli quotidiani di quarantanni
trascorsi in carcere.
Mi trovo a pensare che Tracy sta ricadendo in uno schema
iniziato circa due anni fa, quando il nostro matrimonio cominciava
ad andare a rotoli. Mi invita per occasioni alle quali sa che
non parteciper. Non vuole che io vada, ma si rende conto di
essere obbligata a chiedermelo.
Per, forse no.  venuta in citt per me. Se io non la chiamo,
cosa dovrebbe fare? Restarsene a casa di Krista a battere la testa
contro il muro? Deve divertirsi. Se lo merita.  ora.
Mi scopro a evitare i taxi che rallentano nel passarmi accanto.
Sto andando in direzione est, verso il lago. Mi godo la passeggiata.
Il clima  insolitamente mite per ottobre, e anche se
siamo famosi per le raffiche implacabili di vento, adesso spira
poco pi di una lieve brezza.
L'hotel Washburn sembra una stazione ferroviaria gigante.
Un posto magnifico, un palazzo di quaranta piani in riva al
lago. L'interno ricorda un parco dei divertimenti: troppe cose
succedono in ogni singolo angolo. Ci sono un ristorante,
un salone, una sala con le slot-machine, una sala da ricevimenti.
Il salone ha un bel bar, con un giardino coperto, tavoli e sedie.
 pieno di gente: una trentina di persone stanno in giardino,
e il bar  affollatissimo.
Rallento il passo, arrivo alla porta. Il buttafuori non si prende
il disturbo di chiedermi i documenti. Mi fermo al suo fianco
e mi guardo attorno. A una prima ricognizione, Tracy non appare,
il che mi d sollievo. Per subito dopo la scorgo, seduta
nei pressi di un angolo con tre amiche.
Com'era prevedibile, ha un aspetto fantastico, vestita per una
serata in citt. Con lei ci sono Krista, Stephanie e Katie. Sono
tutte sui trentacinque anni, sposate. Stephanie ha due bambine;
Krista e il marito ci stanno provando da un paio d'anni. Dopo il
divorzio non ho pi parlato con loro. Non credo nutrano animosit
nei miei confronti;  solo che manca l'elemento comune
da quando la loro amica, mia moglie, ha lasciato la citt.
Lei ride nel suo solito modo: la testa rovesciata all'indietro,
un ampio sorriso in volto. Un paio di uomini stanno tentando
di farsi strada nel gruppo, presumibilmente attirati da Tracy,
ma il suo linguaggio del corpo trasmette indifferenza.
Domani, tutto sar diverso. Un terribile segreto risorger dal
mio passato, un segreto che nemmeno Tracy ha mai conosciuto.
Immagino sia significativo il fatto che non gliene abbia mai
parlato, che abbia sempre saputo di avere fatto qualcosa di sbagliato
e non lo abbia svelato a mia moglie. Perch? Per escluderla?
Per nascondere le mie emozioni? Non  la prima volta
che me lo chiedo, ma arrivo sempre alla stessa conclusione: mi
 impossibile girarmi a guardare e identificare la fonte del mio
comportamento. Perch ogni cosa  strettamente intrecciata
con tutto il resto.
Non si pu tornare indietro nella vita. Come chiunque altro,
farei certe cose in modo diverso, se ne avessi l'occasione. L'interrogativo
: cosa farei diversamente? Sul momento, tutto
sembra importante. Tutto  una priorit. In retrospettiva, i particolari
di sedute del parlamento e riunioni e accordi dietro le
quinte ed elezioni si fondono in un'unica chiazza amorfa. Mi
resta solo il fatto che mia moglie se n' andata.
 troppo. Vado in sovraccarico. Non  perch mi trovo impelagato
nel processo che non ho avuto il tempo di piangere il
nostro passato. No, la verit  che ho sempre lasciato molto
spazio ai pensieri su Tracy, e tanto pi da quando  tornata in
citt. E non  che io pensi al passato. Penso al futuro.  quello
a farmi paura. D'altro canto, basta che il vento spiri in una certa
direzione e passer il resto della mia vita in carcere. E penso
al nostro futuro?
Rivolgo un cenno al buttafuori, che sta guardando un tizio
che non si  mai mosso dall'ingresso.
Non ha trovato chi cerca, mi dice.
Mi giro di nuovo verso Tracy. Sta ascoltando un'amica che
racconta una storia. Alza una mano al viso e scoppia a ridere. 
sempre stata un'ottima ascoltatrice.
...
.
...
La prima cosa da affrontare oggi  la mozione della difesa per
un verdetto imposto. Ben chiede al giudice di considerare le
prove talmente insufficienti da chiudere il processo. Bridges lo
lascia disquisire per pi di dieci minuti sulle lacune della tesi
dell'accusa. Non lo interrompe, e ha una discreta faccia da
poker, ma non  difficile capire dove andr a parare. Specialmente
quando ordina all'accusa di non ribattere.
Abbiamo prove ammissibili di omicidio, comincia. Morte
per strangolamento. A questo stadio, prove indiscusse dimostrano
che il signor Soliday era l'unica persona in grado di
strangolare la vittima. Niente di tutto ci  conclusivo. Non ho
sentito avanzare dalla difesa alcuna prova. L'istanza  respinta.
Signor Carey, se lei decide di procedere,  autorizzato a fare la
sua dichiarazione iniziale.
Il mio cuore ha un tuffo, non perch la decisione mi sorprenda,
ma per le parole usate dall'unica persona chiamata a decidere
su questo caso. Il giudice Bridges  la mia giuria. Ha rilevato
prove ammissibili di strangolamento e ritiene che soltanto
io fossi presente sulla scena del delitto. Indicheremo dei moventi
molto precisi, ma non riusciremo mai a dimostrare che
Lyle Cosgrove o Langdon Trotter si trovassero in quell'ufficio
con Dale Garrison e me. A meno che Cal Reedy trovi qualcosa
di eccezionale.
Grazie, giudice. Voglio fare la mia dichiarazione iniziale.
Bennett si alza, abbottona la giacca. Io desidero soprattutto
chiudere gli occhi e non seguire ci che sta per accadere. Ma 
la nostra offensiva, e per quanto mi possa sentire a disagio, devo
fissare diritto negli occhi il giudice Nicole Bridges.
Vi racconter due storie, comincia Ben. Sembrer che
non abbiano nulla a che fare l'una con l'altra. Ma le prove dimostreranno
il contrario. Sono estremamente correlate tra loro.
Si sposta al centro dell'aula. Vi riporter all'estate del 1979.
Jon Soliday e il suo migliore amico, Grant Tully, hanno diciassette
anni. Si sono appena diplomati. Lasciano il nostro Stato,
fanno un salto in automobile nella contea di Summit. Devono
partecipare a un party del quale hanno sentito parlare. L incontrano
una persona che n Jon n Grant avevano mai visto
prima. Quella persona si chiamava Lyle. Oggi sappiamo che il
suo nome per intero era Lyle Cosgrove.
Il giudice piega la testa. Un nome che ha sentito da poco. Un
uomo assassinato di recente. Dal tavolo dell'accusa mi giunge il
fruscio di una penna che scrive sulla carta. Non credo che Erica
Johannsen sappia queste cose. Forse Lang Trotter ha deciso
di non comunicarle, per il momento, al procuratore della contea.
O forse  solo sorpresa nel sentirci parlare di questa storia.
Lyle aveva una ragazza. Gina, Gina Mason. Ed era presente
anche un'altra persona. Qualcuno noto come Rick. Il suo soprannome
era Ricochet. Ben scrolla le spalle. Quindi, abbiamo
Jon Soliday, Grant Tully, Lyle, Rick e Gina. E hanno fatto
ci che fanno i ragazzi alle soglie dei vent'anni. Si sono divertiti.
Hanno bevuto un po' di birra. Qualcuno, non tutti, ha anche
fatto uso di droga.
Fa un passo di lato. La serata sta per finire, e ognuno prende
la propria strada. Gina, la giovane ragazza, se ne va da sola.
Rick accompagna Grant a casa. Restano Lyle Cosgrove e Jon
Soliday.
Trattengo il fiato.  appena stato stabilito un collegamento
tra me e un uomo assassinato di recente. La storia deve cominciare
cos, almeno per l'ordine cronologico, ma la prima impressione
sul giudice non pu essere favorevole.
Lyle e Jon, a quanto risulta, sono andati a casa di Gina. Jon
Soliday era sotto l'effetto di alcool e stupefacenti, pi di quanto
gli fosse mai accaduto in vita sua. Aveva poca esperienza di birra
e nessuna di droga. Quindi non capiva bene cosa succedesse.
Ma quando Lyle Cosgrove si  fermato davanti a casa di Gina
e ha detto a Jon di entrare, lui lo ha fatto.  entrato.
Sento un fuoco lento ardermi dentro. I giornalisti seduti tra
il pubblico sono muti, ma sta cadendo una granata dopo l'altra.
Grant Tully. Droga. Premonizioni di altre brutture. In politica
si dice che la tua carriera non  mai finita finch non ti trovano
con un ragazzo vivo o una ragazza morta. A me tocca la ragazza
morta.
Jon viene accolto in casa da Gina. La loro attrazione era reciproca.
E fanno ci che alcuni teenager fanno in una situazione
simile. Entrano in intimit. Hanno rapporti sessuali nella
stanza di lei.
Per i professionisti del gossip, questo  oro. I fruscii delle
penne sulla carta, dalle mie spalle e dal tavolo dell'accusa, creano
un ronzio di sottofondo alle parole del mio avvocato.
Mentre Jon esce di casa, l'uomo che lo ha accompagnato -
ma in realt erano solo due ragazzi -, Lyle Cosgrove, scende
dall'auto e va a dire a Jon che  ora di andarsene. Jon sta gi lasciando
la casa, cos riparte con Lyle. Due giorni dopo, Jon
Soliday  impegnato in un lavoro estivo quando riceve la visita di
due vicesceriffi. Apprende per la prima volta che la ragazza,
Gina Mason,  morta quella notte. Una morte, si affretta ad
aggiungere, che il medico legale attribuisce a un'overdose.
Un mormorio si leva alle mie spalle, tanto forte da indurre il
giudice Bridges a battere il martelletto per chiedere silenzio.
Sentire i fatti raccontati in pubblico li rende pi tangibili. Che
storia sordida, e che tragica conclusione.
C' un'indagine, continua Ben. La polizia e la procura
della contea di Summit indagano. Indagano sulla possibilit di
un omicidio, di uno stupro. Parlano con Lyle Cosgrove. Parlano
con Jon Soliday. Studiano il referto del patologo legale. E
concludono che la giovane donna  morta per overdose. Non
c' stato omicidio. Non c' stato stupro. Una situazione molto
spiacevole, ma senza risvolti criminali.
L'eufemismo dell'anno, che di certo non sfugge al giudice.
Bridges mi scocca un'occhiata acida. Il cuore mi batte in petto.
Le cose non stanno andando tanto bene. Il giudice mi odier
prima di sentire qualcosa che mi possa aiutare.
Lyle Cosgrove  stato assistito da un avvocato nel corso delle
indagini. Lo stesso avvocato che lo difender nel 1998, quando
verr accusato di crimini violenti. Lo stesso avvocato che
quest'anno lo ha aiutato a ottenere la libert sulla parola. Un
avvocato che si chiama Dale Garrison.
Per un momento, il giudice  troppo esterrefatto per accorgersi
del clamore in aula. Per qualche motivo guarda l'avvocato
dell'accusa. Lo faccio anch'io. Erica Johannsen sta chiamando
qualcuno a cenni, un usciere o un suo collega. Si mette a
sussurrare febbrilmente. Infine, il giudice richiama l'aula all'ordine.
Ben fa una pausa, torna al tavolo della difesa, beve un sorso
d'acqua. Mi lancia un'occhiata di soppiatto, deterge il sudore
dalla fronte, e si risistema al centro dell'aula.
Gli eventi non vengono resi di dominio pubblico perch
tutti i ragazzi sono minorenni, riprende. Ma tra le forze di
polizia potete scommettere che sono fonte di ghiotte chiacchiere.
Il figlio del leader di maggioranza al Senato, Simon Tully,
coinvolto sia pure indirettamente in uno scandalo? L'argomento
 al primo posto nella classifica dei pettegolezzi. Il pubblico
ministero della contea di Summit ne parla con qualcuno dei
suoi amici avvocati? C' da scommetterci. Chi c'era tra le persone
che ne sono state informate? Il procuratore della contea
di Rankin dell'epoca, Langdon Trotter.
Mantengo calmo il respiro. Placo l'ansia, resto composto. Il
viso del giudice esprime orrore e intensa curiosit. Bridges 
protesa in avanti con le mani a pugno sotto il mento. I giornalisti
dietro di me devono essere in preda alla frenesia. Adesso abbiamo
messo in gioco anche Langdon Trotter. Ma non potremo
mai dimostrare che abbia saputo dell'incidente del 1979. Possiamo
supporlo, ma non sar mai un fatto. Ed  il cardine della
nostra teoria. Se Lang Trotter non sa del 1979, non avrebbe potuto
servirsi di Rick e Lyle, quindi attribuire a lui gli omicidi
non avrebbe senso. Resterei io come unico colpevole.
Trotter non pu usare l'informazione, continua Ben. I casi
riguardanti i minori sono protetti dal segreto. Per archivia
l'informazione. Si tiene aggiornato sui protagonisti, Lyle e Rick.
Aspetta il momento in cui l'informazione possa tornare utile.
Apre a ventaglio le mani. Questa  la prima storia. Adesso, la
seconda.
Okay. Almeno siamo passati all'offensiva. Avanti tutta.
Siamo a quest'anno. All'elezione del nuovo governatore. Il
procuratore generale Langdon Trotter stravince nelle primarie
repubblicane. Nessuno si presenta contro di lui. Nessuno controlla
i suoi documenti di candidatura. Ma quando il senatore
Grant Tully vince le primarie dei democratici, il suo avvocato,
Jon Soliday, esamina i documenti di Trotter. E cosa trova? Un
errore. Un errore marchiano. Fatale. Langdon Trotter non ha
sottoposto al comitato elettorale l'originale della sua dichiarazione
di candidatura. Ha presentato una fotocopia.
Erica Johannsen probabilmente non capisce. Bridges, s. Ha
dovuto seguire la stessa prassi quando si  candidata a quella
carica. Per forse non comprende la sottigliezza legale, la falla
nei documenti.
Non presentare l'originale della dichiarazione di candidatura
invalida la dichiarazione, spiega Ben. E senza quella dichiarazione
non c' candidatura.
Bridges annuisce.
E a concluderlo non  stato solo Jon Soliday, che probabilmente
 il maggior esperto di leggi elettorali del nostro Stato.
Alla stessa conclusione  giunto un altro avvocato consultato
dal senatore Tully...
Penso che il giudice potrebbe pronunciare il nome all'unisono
con Bennett.
Dale Garrison.
Ben raggiunge il tavolo e prende una copia del memorandum
di Dale sull'Asso. Reperto numero due della difesa. Presentiamo
un memorandum scritto da Dale Garrison proprio su questo
punto. Si trova sul computer del signor Garrison. L'accusa lo ha
avuto in suo possesso sin dall'inizio, per quanto stranamente
non ne abbia mai fatto cenno. Si gira a fissare Erica Johannsen.
Lei sta scrivendo qualcosa a testa bassa, ma guarda in su quando
Ben la chiama in causa, e non sa di preciso come reagire.
Quindi, il senatore Grant Tully ha in mano questa informazione.
Sa di poter fare escludere dalla candidatura il suo avversario.
E cosa fa Grant Tully di questa informazione? Si consulta
con Jon Soliday, e i due giungono a una conclusione. Decidono
di non agire. Non fanno niente. Decidono che sarebbe
sbagliato escludere un candidato alla carica di governatore per
una questione tecnica. Avrebbero potuto farlo. Niente sarebbe
riuscito a fermarli. Ma non lo fanno. E lo dicono a Dale Garrison.
Lo avvisano che l'informazione non verr divulgata.
Un'esagerazione non da poco, ma relativamente innocua.
Per la storia non finisce qui, vostro onore. Perch Dale
Garrison  ancora in possesso dell'informazione. E cosa fa?
Ben torna al tavolo, prende la lettera ricattatoria. Contatta il
candidato repubblicano al posto di governatore, Langdon
Trotter. L'uomo la cui documentazione elettorale  insufficiente.
Gli dice di essere l'unico al corrente dell'errore. E, per un
quarto di milione di dollari, il segreto che nessuno conosce rester
un segreto. Se no, pu sempre informare il senatore... il
senatore Tully.
Il giudice, dopo avere frugato tra le sue carte, sta rileggendo
la lettera.
Dale Garrison ricattava il procuratore generale. Dammi
duecentocinquantamila dollari o informer il senatore Tully
che i tuoi documenti di candidatura non sono validi. Per i soldi
non chiudono mai la bocca in via definitiva, non  cos? Potevano
arrivare altre richieste di denaro. L'unico modo per zittire
sul serio un ricattatore  ucciderlo.
Il rumore alle mie spalle , pi che un brusio, un ansito collettivo.
Il giudice  attentissimo, pietrificato. Nel corso del processo,
e ancora prima, ha avvertito le due parti di non fare accuse
esplosive. Il fatto che non intervenga significa che trova
sensato ci che dice Bennett. D'altra parte, se  questo che noi
intendevamo provare, come pu impedirci di discuterne?
 a questo punto che tornano utili le informazioni sul 1979,
prosegue Ben. Lyle Cosgrove  appena uscito dal carcere. E un
criminale violento. E non ha un soldo. Lavora a stipendio minimo
in una farmacia. Il procuratore generale Trotter gli si presenta
e gli offre del denaro per uccidere un uomo anziano che
non far resistenza. Cosgrove accetta. Non sa per quale motivo
sia stato scelto. Sono molti gli ex compagni di carcere che avrebbero
potuto raccomandarlo. Cosgrove sa solo di avere trascorso
anni e anni in galera. Non vuole tornarci, e quando la massima
autorit giudiziaria dello Stato gli dice di fare qualcosa, lui obbedisce.
Specialmente per diecimila dollari.
Quell'ultima frase cattura l'attenzione del giudice in modo
particolare. Il resto potrebbero essere solo ipotesi, ma la menzione
di una cifra precisa dice a Bridges che abbiamo prove
concrete.
Bennett annuisce soddisfatto. Langdon Trotter ha scelto
Lyle Cosgrove come assassino con estrema ponderazione. Perch
se le prove avessero mai indicato lui come colpevole, avrebbero
portato a galla anche il 1979, mettendo in una situazione
molto imbarazzante il suo rivale per il seggio di governatore.
Alza due dita. Due piccioni con una fava. Il ricattatore esce di
scena, e il suo avversario viene infangato.
Agita le braccia. La macchinazione  semplice. Per prima
cosa, Trotter fa una copia della lettera ricattatoria e la spedisce
a Jon... cos risulter in suo possesso. Poi d il via al piano. Il
procuratore generale non  privo di risorse. Scopre che Dale
Garrison deve incontrarsi con Jon Soliday un gioved a pranzo.
Trotter fa spostare l'appuntamento alle sette di sera di venerd
diciotto agosto. Come? Semplice. Chiama la segretaria di Garrison,
Sheila Paul. Finge di essere Jon che telefona dall'ufficio e
rimanda l'incontro. Poi chiama la segretaria di Jon e usa lo stesso
trucco. N Dale Garrison n Jon Soliday hanno rinviato l'appuntamento.
Sono entrambi convinti che lo abbia fatto l'altro.
Il giudice increspa le labbra. Forse stiamo guadagnando terreno.
Il giorno della morte di Dale Garrison, venerd diciotto
agosto, Lyle Cosgrove, su indicazione del procuratore generale,
ruba il telefono cellulare a una donna, Joanne Souter. Gli occorre
un telefono che non si possa rintracciare. Quella sera, in
un arco di tempo dopo le cinque e prima delle sette, Cosgrove
si nasconde nell'ufficio di Garrison. Come ha testimoniato la
segretaria della vittima, Sheila Paul, qualcuno poteva entrare in
ufficio senza che Dale Garrison se ne accorgesse.
Guardo Bridges, la persona pi importante dell'aula. Non 
contenta. Non penso per incredulit, o almeno lo spero. Questo
caso si sta facendo sempre pi grosso. Entrambi i candidati
alla pi alta carica dello Stato sono implicati in modi diversi;
uno dei due viene addirittura accusato di omicidio. Il che significa
altri titoli in prima pagina. Riflettori puntati. Nicole Bridges
 un giudice di nomina relativamente recente e, come tutti i
colleghi, spera di arrivare alla corte d'appello, forse persino alla
corte federale. Questo caso non pu risultarle utile. Se far un
lavoro impeccabile, se condurr il processo alla perfezione, ricever
scarsi elogi. Se invece qualcosa non filasse a puntino,
potrebbe essere lei a pagarne le conseguenze. Soprattutto se si
creer l'impressione che le cose siano sfuggite al suo controllo.
 il peggio che si possa dire di un giudice. E noi siamo qui a
lanciare accuse incendiarie che potrebbero non venire dimostrate.
Lei non pu fare molto. La difesa  autorizzata ad anticipare
le prove. Ma pi sente, pi la situazione le appare brutta.
Il che mi porta a un'altra considerazione. Se mi assolver,
non ci sar ricorso in appello. Se Bridges dice che non sono colpevole,
tutto si fermer l. Se mi condannasse, la corte di appello potrebbe criticarla, e anche da quello nascerebbero storie,
pubblicit. Un'assoluzione le render la vita pi semplice. Chiss
se anche lei se n' resa conto.
Cos Cosgrove si nasconde in ufficio e attende, continua
Ben. Aspetta che Jon Soliday arrivi e se ne vada. Poi uccide
Dale Garrison. Prima le cose pi importanti. Strangola Dale
Garrison. Non deve essere stato molto difficile. Fa quello che
gli ha detto il procuratore generale. Per di pi, Cosgrove ha
sempre incolpato Garrison di non avergli fornito un'assistenza
legale efficiente quando lo hanno condannato nel 1988.  contento
di ucciderlo.
Bennett agita l'indice. Dopo l'omicidio, che non pu avere
richiesto pi di qualche minuto, Cosgrove si serve del telefono
che ha rubato. Chiama Jon Soliday... Jon non pu essere arrivato
troppo lontano, un paio di isolati al massimo. Gli dice di tornare
in ufficio a riprendere la discussione. Jon, quando testimonier,
vi dir che la ricezione era pessima. Non sentiva bene.
E cosa poteva saperne? A quel punto, non aveva motivo di sospettare.
Pensa che Dale Garrison lo abbia richiamato, cos torna
nel suo ufficio.
Si concede una piccola passeggiata. Ama creare pause nella
sua oratoria.
Lyle Cosgrove esce dal palazzo prima che Jon rientri. E, tornato
in ufficio, Jon trova Dale nello stesso posto dove lo ha lasciato.
Seduto alla scrivania. Solo che ora ha la testa sul piano.
Cosa pensa Jon, vedendo Garrison, nei primi due, tre secondi?
Pensa che un uomo di settant'anni, indebolito dal cancro, alle
sette dell'ultima sera di una lunga settimana di lavoro, si possa
essere addormentato. Una scrollata di spalle. Ecco ci che
pensa. Ma, quasi subito dopo il suo arrivo, in corridoio appare
il signor Hornowski, la guardia della sicurezza. E dopo che i
due hanno guardato Garrison per qualche istante, circa dieci
secondi, ci ha detto Hornowski, si rendono conto che forse
qualcosa non va. Jon... Apre una mano nella mia direzione.
Jon tenta di rianimare il collega. Prova la respirazione bocca a
bocca, fa tutto il possibile per riportare in vita Dale Garrison.
Ha cercato di salvarlo. Non lo ha ucciso.
Bennett si sposta verso il giudice. Per  una brutta situazione,
vero? Trovarsi in ufficio col defunto? Proprio per questo
Langdon Trotter ha predisposto quella trappola. E adesso il
primo assistente del suo rivale viene processato per omicidio. Il
procuratore generale uccide il ricattatore e favorisce la propria
campagna elettorale in un colpo solo. Perfetto. O meglio, quasi
perfetto. C' ancora una persona che pu rovinare il suo piano.
Lyle Cosgrove. Che per, per buona sorte di Trotter, adesso 
morto.
Giunge le mani come in preghiera. L'analogia potrebbe essere
molto pertinente. Vostro onore, Jon Soliday non ha ucciso
Dale Garrison.
Ben si rimette a sedere e beve ancora. Erica Johannsen si alza.
Vostro onore, il signor Carey ha avanzato tante accuse.
Tutti questi fatti mi giungono nuovi. Chiedo rispettosamente
un rinvio.
Ben ribatte senza alzarsi. Nulla nella mia esposizione richiede
la notifica all'altra parte, vostro onore. Non c' un alibi. Non
ci sono nuovi testimoni. Langdon Trotter  sulla nostra lista. E,
a essere franco, trovo leggermente in malafede l'asserzione di
sorpresa. L'accusa ha sempre avuto il memorandum sui documenti
di candidatura del procuratore generale. Se ha scelto di
non indagare in merito, nel migliore dei casi  negligenza. Nel
peggiore, qualcosa d'altro.
Signor Carey... comincia il giudice.
Non c' sorpresa, vostro onore. Niente di ingiusto da parte
nostra. Non siamo tenuti a rivelare la nostra teoria sul caso.
Faremo una pausa di mezz'ora, stabilisce Nicole Bridges.
Dopo di che, signor Carey, potr chiamare il suo primo testimone.
Grazie, vostro onore.
E, signor Carey... aggiunge il giudice. Nulla di tutto ci
che ha detto nella sua dichiarazione d'apertura  una prova. Mi
aspetto che lei convalidi coi fatti ogni sua asserzione.
Certo, giudice, risponde Ben. Poi mi guarda. Ci chiediamo
tutti e due se riusciremo a farlo.
La difesa chiama a deporre il senatore Grant Tully.
Sento rimbombare fioco il nome dal fondo dell'aula: un ufficiale
giudiziario o qualcun altro che strilla in corridoio. Mi giro
a guardare. Deve esserci almeno una dozzina di giornalisti.
Grant Tully si trova qui da due ore. Non voleva essere accolto
dalla marea di reporter che hanno sentito la dichiarazione
iniziale di Bennett. La stampa lo aspettava. Invece Grant  passato
dall'ingresso privato dei giudici, con uno dei giuristi che
ha aiutato a fare eleggere. Poi  rimasto nell'ufficio del conservatore
del registro di contea, un nostro alleato, un buon amico
del senatore, al decimo piano.
Grant Tully ha l'aspetto di sempre, quello di un uomo molto
normale.  attraente e giovanile per, probabilmente per l'et,
non emana puzzo di potere come i politici pi anziani. Meglio
per me. Fa un ottimo effetto, e con discrezione. Il giudice gli porge
omaggio: saluta il senatore con un buon pomeriggio e ha
un'espressione rispettosa. Non  stata eletta con l'aiuto di Grant,
ma lui potrebbe sempre darle parecchie rogne, se volesse. Potrebbe
parlare col capo dei giudici delle corti del circuito giudiziario,
che assegna le sedi. Bridges potrebbe trovarsi destinata ai turni
serali e notturni per i casi legati alla droga, se qualcuno lo volesse.
Bennett sottopone il senatore agli esercizi di riscaldamento:
nome, grado, numero di matricola. So che lei  nel mezzo di
una campagna elettorale, prosegue. Perch non veniamo direttamente
a quella?
Grant indossa la sua espressione pubblica. Sar doloroso,
ma se la caver.
Giugno del 1979, dice Bennett. Lei e Jon Soliday avete
diciassette anni.
Infatti.
Vi recate in una citt della contea di Summit, oltre il confine
di Stato.
Infatti.
Avete incontrato qualcuno a quel party?
S. Abbiamo incontrato un certo Lyle, un certo Rick, e una
ragazza che si chiamava Gina.
I cognomi? chiede Ben.
Non ho afferrato i cognomi.
Il Lyle che ha menzionato  un certo Lyle Cosgrove?
Non lo so. Potrebbe esserlo.
Ben non andr a fondo su Rick, che adesso sappiamo essere
Brian O'Shea, l'uomo che si  introdotto in casa di Ben. Non
ha accennato alla vera identit di Rick nemmeno nella dichiarazione
iniziale. Non abbiamo bisogno di approfondire, e gi ci
sono molte cose che con ogni probabilit non riusciremo a dimostrare.
Molto bene. Alla fine della serata, senatore, lei ha lasciato il
party?
S.
Con chi se n' andato?
Sono uscito con Rick, credo.  passato tanto tempo.
Grant non  stato troppo lieto di sentire riemergere il nome di
Rick in questo caso. Ma non si poteva fare molto.
Se n' andato con Rick? chiede Ben. O con Lyle? Forse
 un po' confuso. Ha dovuto digerire in poco tempo parecchie
informazioni sul 1979.
Sono uscito con Rick, risponde Grant.
Ne  certo? Ricorda di essersene andato con Rick sulla sua
automobile?
Lo ricordo. Per quanto si possa ricordare un fatto cos insignificante
che risale a tanto tempo fa.
Bene. Ben abbassa il tono. Lei aveva bevuto.
S,  vero. Avevo bevuto birra.
Ma Rick no.
No.
Cos Rick l'ha riportata a casa.
Esatto.
Per gli elettori non sar uno choc scoprire che un diciassettenne
beve birra. Ne possiamo guadagnare senza nuocere a
Grant. Sono altre le cose che potrebbero danneggiarlo.
E gli altri? Gina e Lyle e Jon?
Sono usciti separatamente.
Perch lei non  andato con Jon?
Mi risultava che la signorina avesse invitato Jon a casa sua.
Intende Gina Mason?
Gina, s.
Chi glielo ha detto? Che Gina volesse ricevere una visita di
Jon?
Non so, signor Carey. Uno degli altri ragazzi... Lyle o Rick.
E poi cos' successo?
Grant scrolla le spalle. Io sono tornato a casa.
Vediamo di essere chiari su questo punto, senatore. Lei e
Rick siete saliti sulla sua automobile. Jon e Lyle sull'auto del secondo.
Gina era gi rientrata a casa prima di voi.
Esatto.
Per Gina aveva invitato a casa sua Jon.
S.
D'accordo. Ora, lei ha saputo che la ragazza, Gina Mason,
era morta quella notte?
L'ho saputo. Ovviamente, mi  dispiaciuto molto.
Ha parlato dell'incidente con la polizia?
Ho parlato con qualcuno dell'ufficio dell'investigatore. S.
Bene. Le risulta che il signor Cosgrove sia stato interrogato?
S.
Sa se il signor Cosgrove avesse un avvocato?
S. Il signor Cosgrove, il Lyle che conoscevo, aveva un avvocato.
Dale Garrison.
Come mai ha assunto Garrison?
Mi ha chiesto se potevo raccomandargli qualcuno. Gli ho
fatto il nome di Dale.
Senatore, quali erano all'epoca i suoi sentimenti? Riteneva
Jon colpevole o innocente?
Grant taglia l'aria con una mano. Non ero presente, quindi
non potevo sapere. Per ritenevo, uno, che Jon Soliday fosse il
mio migliore amico, qualcuno di cui mi fidavo e che rispettavo.
Qualcuno che non sarebbe mai stato capace di commettere un
simile atto di violenza. Mai. E due, sapevo che si trovava sotto
l'influsso di droga e alcool, ma anche in quelle condizioni non
avrei mai pensato che potesse fare qualcosa del genere. Non lo
pensavo allora, non lo penso oggi.
Senatore, lei  al corrente di questa supposta lettera di ricatto?
S.
Senatore, sgomberiamo il campo. Le voglio mostrare questo
reperto. Lascia il leggio, viene a prendere la lettera, ne passa
copie al giudice e al testimone. La legga.
Grant obbedisce.
Ora, senatore, lei era al corrente dell'esistenza di questa lettera?
S, vagamente.
Mi permetta di farle una domanda, signore.  possibile che
questa lettera si riferisca a ci che  accaduto nel 1979? Ben
avanza di un passo.  possibile che Dale Garrison minacciasse
Jon Soliday di raccontarle qualcosa che lei gi non sapesse del
1979? Un segreto?
Obiezione, ribatte l'accusa. Speculativa.
Accolta.
La lettera parla di un senatore, vostro onore.
Il che non rende meno ipotetica la sua domanda, avvocato,
dice il giudice. Proceda.
Bennett si blocca per un attimo. Ritrova il controllo, cerca la
domanda giusta.
Senatore, sappiamo che il signor Garrison era l'avvocato di
Lyle Cosgrove nel 1979.
S, infatti.
 possibile, senatore, che Garrison minacciasse di dirle che
Jon si era reso colpevole di un crimine nel 1979?
Obiezione. Johannsen  in piedi. Richiede ipotesi.
No, non  vero, replica all'istante Ben. Penso che la risposta
del senatore lo dimostrer.
Canceller la domanda se richiede un'ipotesi. Il giudice
annuisce a Grant. Senatore.
Grant ricambia il cenno, poi torna a guardare Bennett. Non
c' nulla di relativo al 1979 che non sia gi stato discusso da
Jon, Dale e me. Sappiamo tutti che esiste una minima possibilit
che sia accaduto qualcosa tra Jon e la giovane signora, dato
lo stato alterato di Jon. Una possibilit estremamente minima.
Ma tutti noi crediamo che Jon non abbia fatto niente di male.
Non c' mai stata una discussione del genere. Grant mi sta
coprendo.
Ma, senatore, chiede Ben, non potrebbe essere proprio
questo il punto? Lei non pensava che Jon fosse colpevole di
qualcosa, ma Dale non poteva essere in possesso di informazioni
diverse?
Dale sapeva benissimo che non mi interessa resuscitare il
passato. Ho detto chiaramente a lui e a Jon che ci che era accaduto
doveva restare nel passato. Dale sapeva benissimo che
non avrei discusso dell'argomento. Lo sapeva anche Jon. Non
correva alcun rischio.
Nemmeno questo  vero, per non  troppo lontano dalla
realt. E nessuno metter in discussione la testimonianza.
Senatore,  possibile che Dale minacciasse semplicemente di
rivelare il suo coinvolgimento, per quanto incidentale? Non 
l'argomento pi gradevole che si possa immaginare. E lei si candida
alla carica di governatore.  possibile che Dale stesse per
svelare che in passato si era verificato un episodio che ha comportato
la morte di una ragazza, forse un caso di stupro e omicidio,
e che lei e Jon Soliday eravate coinvolti? La vostra amicizia
potrebbe essere scambiata per complicit.
No, non  possibile, risponde Grant. Dale era uno dei
miei amici pi intimi. Lo era anche di mio padre. E, cosa pi
importante, signor Carey, se Dale avesse avuto bisogno di denaro,
glielo avrei dato io. Gli sarebbe bastato chiedere. Scuote
la testa, come se l'idea fosse ridicola. Dale Garrison non
avrebbe mai ricattato n Jon Soliday n me.  assurdo.
Va bene, senatore. Parliamo delle elezioni a governatore.
Delle primarie.
Grant spiega l'essenziale: lui e Trotter hanno vinto la nomina
per la candidatura a governatore, io ho controllato la documentazione
di Trotter e ho riscontrato un problema.
Da quanto mi ha spiegato Jon, dice, significava che le
petizioni di Trotter non erano valide. La dichiarazione di candidatura
deve essere firmata, e la fotocopia di una firma non 
una firma. Non vale pi di un foglio bianco.
Il giudice corruga la fronte. Sta riflettendo sul problema legale.
Il che significa che il procuratore generale poteva essere
escluso dalla candidatura, se lei avesse fatto ricorso?
S.
Ha chiesto una seconda opinione sulle conclusioni di Jon?
Non la chiamerei una seconda opinione. Jon conosce la
materia meglio di chiunque altro. La definirei un'altra prospettiva.
La prospettiva di chi?
Di Dale Garrison.
Dale Garrison ha steso un memorandum sull'argomento?
S.
Vostro onore, far ricorso al computer di Garrison, se l'accusa
preferisce. Ben distribuisce una copia del memorandum
sull'Asso. Reperto due della difesa per l'identificazione.
Questa copia va bene, dice Johannsen. Ben gliel'ha mostrata
durante la pausa. Lei ha controllato sul computer. Ben
distribuisce copie a tutti.
Il memorandum  questo, risponde Grant. Dale conveniva
con Jon. L'errore nella dichiarazione di candidatura era determinante.
Come le  pervenuto il memorandum?
Dale lo ha trasmesso per corriere al nostro ufficio. Credo lo
abbia mandato a Jon.
Quando  accaduto, senatore?
Il quattro agosto.
E come mai ricorda quel giorno?
Perch quando Dale mi ha mandato la busta col memorandum
ha incluso anche un biglietto d'auguri per il mio compleanno.
Anzi, signor Carey, credo sia stato lei a consegnarmelo.
Il mio compleanno  il dieci agosto. E ricordo di avere pensato
che Dale era in anticipo di sei giorni. Un'idea che mi  venuta
al momento e rammento nitidamente.
Ho visto anch'io il biglietto d'auguri. Bene. La data  perfettamente
stabilita. Per noi  d'importanza cruciale, perch deve
risultare il pi antecedente possibile alla morte di Dale. Garrison
deve avere avuto il tempo di ricattare Trotter, e Trotter di
contattare Lyle Cosgrove, poi spedire la lettera di ricatto a me,
quindi fare uccidere Dale. Dale ci ha inviato il memorandum il
4 agosto ed  morto il 18. Trotter ha avuto due settimane per
architettare e realizzare il suo piano.
Quindi, senatore... Ben appoggia le mani ai fianchi. A
quel punto lei aveva la possibilit di presentare ricorso sui documenti
di Trotter.
Infatti.
Avrebbe potuto fare escludere dalla candidatura il suo avversario.
S, avrei potuto.
Ha presentato ricorso?
No. Non  cos che voglio diventare governatore. Gli elettori
devono poter scegliere.
La decisione  stata comunicata a Dale?
S. L'ho informato io stesso. E anche Jon. Dale sapeva che
non avremmo usato quell'errore.
Non del tutto vero. Grant aggira la verit a mio favore un'altra
volta.
Quando  accaduto? Quando ha detto a Dale Garrison che
non avrebbe presentato reclamo per i documenti di Trotter?
Non ricordo la data esatta, risponde il senatore. Per 
stato sempre prima del mio compleanno. Perch l'ho ringraziato
del biglietto e gli ho detto che al compleanno mancava qualche
giorno. Ci abbiamo scherzato. Abbiamo scherzato sul desiderio
che i compleanni non arrivino mai.
Quella conversazione non c' mai stata, ovviamente. Ci stavamo
ancora chiedendo se usare l'Asso. Grant non aggira pi
la verit; mente per me. A suo giudizio, ne sono certo, il fine
giustifica i mezzi: un concetto che ha gi usato in mia difesa.
Quindi  stato tra il quattro agosto e il dieci, giorno del suo
compleanno, che lei ha detto a Dale di lasciar perdere.
Esatto.
 stato deciso sul punto? O vago?
Sono stato molto deciso. Gli ho detto che non avremmo
presentato un esposto per la documentazione di Trotter. Fine
della discussione.
Il signor Garrison ha obiettato?
Al contrario. Ha detto che facevo la cosa giusta.
Obiezione. Diceria, interviene Erica Johannsen.
Non  diceria, giudice, ribatte Ben. Sto solo chiarendo le
reazioni di Dale Garrison. Dale Garrison era lieto che il senatore
Tully non volesse usare l'informazione perch cos lui restava
libero di ricattare il procuratore generale Trotter.
Respinta, decide il giudice. Guarda l'accusa. Non  diceria.
Ben riprende: A lei risulta, senatore, che Dale abbia deciso
di usare l'informazione sui documenti di candidatura di Trotter
in qualche altro modo?
No, non mi risulta.
Sa, per esempio, se Dale Garrison abbia usato l'informazione
per ricattare il procuratore generale?
No, affatto.
Pu asserire con certezza che Dale Garrison, dopo la vostra
conversazione, era sicuro che lei non avrebbe mai usato l'informazione?
Obiezione, tuona Johannsen. Al senatore si chiede di
ipotizzare sulle opinioni di un'altra persona.
Accolta.
Okay, dice Ben. Allora, lei ha detto al signor Garrison
che non l'avrebbe mai usata?
Questa  diceria, scatta l'accusa.
Se  un'obiezione, signora Johannsen,  accolta.
Ben infila le mani in tasca. Non ho altre domande.
Il giudice guarda l'orologio. Le undici meno un quarto.
Troppo presto per il pranzo. Signora Johannsen?
Grazie, vostro onore.
Mi chino su Ben. Abbiamo ottenuto tutto quello che ci serviva?
Lui annuisce. Grant ha affossato l'idea che uno di noi due
potesse essere ricattato per lo stupro. Ha chiarito che Dale
Garrison sapeva che non avremmo usato l'Asso, il che lo lasciava
libero di ricattare Trotter.
Erica Johannsen si alza lentamente. Mi sarei aspettato pi
rabbia. Ma la mia opinione su di lei  che non sia coinvolta nel
lato sporco del caso. Credo che le interessi trovare il vero colpevole,
pi che vincere. Non avrei mai pensato di poter dire
una cosa simile di un pubblico ministero. Forse sta ripensando
l'intero caso.
Senatore Tully, comincia, lei non ha idea se Langdon Trotter
abbia qualcosa a che fare con quella lettera ricattatoria, vero?
L'ho ribadito varie volte, avvocato.
Non pu escludere la possibilit che la lettera fosse in effetti
indirizzata all'imputato.
Quel che ho cercato di dimostrare  che la cosa non avrebbe
senso.
Per, senatore, lei non sa se il segreto che nessuno conosce
si riferisca a lei, esatto?
Non ne sono certo.
Il punto  proprio questo, no? Lei non sa. Per il ricattatore
l'avrebbe informata.
Se lo dice lei, ribatte Grant. Non  impossibile.
Quindi questa lettera potrebbe essere stata scritta da Dale
Garrison all'imputato. Non  vero?
A parte il fatto che  un'idea priva di logica? S,  possibile.
Quindi  possibile che questo segreto non abbia nulla a
che fare con la dichiarazione di candidatura.
L'ho gi detto io stesso.
L'accusa esamina gli appunti. Senatore, lei non pu ricordare
esattamente la data del quattro agosto come il giorno in
cui il signor Garrison ha spedito il memorandum all'imputato
per corriere, non  cos?
Avvocato, ho detto di ricordare la data.
Per il rapporto col suo compleanno?
Infatti. Ricordo che il signor Carey mi ha dato la lettera, e
abbiamo scherzato sull'anticipo di Dale.
Bene, mormora Ben.
Johannsen scruta quello che ha scarabocchiato sul taccuino
con aria un po' moscia. E per l'altra cosa, senatore. Per l'omicidio
del 1979.
Ritengo sia stato stabilito che si  trattato di un'overdose,
avvocato.
L'accusa sorride al chiarimento. Sta dicendo alla corte che
non le interesserebbe pi sapere che il signor Soliday ha ucciso
quella giovane donna?
Non  ci che ho detto. Quel che ho detto  che, in primo
luogo, non credevo allora e non credo oggi che abbia fatto una
cosa simile. Oltre a questo, non sono particolarmente interessato
a qualcosa che  accaduto pi di vent'anni fa. So che Jon
Soliday  un uomo stimabile, un uomo per bene, un caro amico.
Se per caso fosse successo qualcosa quella notte, tenendo presente
che Jon era giovanissimo e in uno stato alterato come mai
l'ho visto in vita mia, credo che lo perdonerei. Potrei mettermi
a strillare e fargli la predica. Ma lo perdonerei. Per ci abbandoniamo
a un'ipotesi del tutto esagerata quando diciamo che
potrebbe avere fatto qualcosa di male. La conclusione delle autorit
della contea di Summit  stata diversa.
Erica Johannsen annuisce. E lo terrebbe ancora come suo
primo legale? Anche se fosse un assassino?
Grant, e l'aula piena di giornalisti, riflettono sulla domanda.
Jon  il mio primo consulente. Non avevo intenzione di modificare
la situazione.
E se lei fosse eletto governatore, aveva gi intenzione di fare
dell'imputato il primo consulente del governatore?
S. Ovvio.
L'imputato lo sapeva?
S, suppongo Jon lo sapesse.
E se dovesse apprendere che il suo avvocato ha preso parte
a un omicidio, non modificherebbe la decisione di tenerlo
con s?
Buona domanda. Cosa pu rispondere Grant?  un interrogativo
che non mi sono posto, ammette.
Quindi  possibile, senatore, che se l'imputato avesse commesso
un omicidio nel 1979, e qualcuno la informasse, lei lo licenzierebbe.
Grant inspira. Le ho detto che lo perdonerei. Perch era
sotto l'effetto di alcool e droghe e perch era cos giovane. Ma
assolutamente non credo che abbia fatto qualcosa di male.
Lo perdonerebbe, s. Ma gli permetterebbe di assumere
una delle cariche pi alte del nostro Stato? Senatore, sta dicendo
alla corte che lei, con certezza assoluta, terrebbe un assassino
come suo primo legale?
Penso di non poter rispondere con certezza.
Se avesse saputo di sicuro che ha commesso un omicidio, in
qualunque momento della sua vita, lo avrebbe licenziato, non 
cos?
Obiezione, scatta Ben. Il teste ha gi risposto.
Proceda, ordina il giudice. Respinta.
Per me sarebbe una grossa preoccupazione, suppongo, riconosce
Grant. Che altro pu dire? Sta parlando all'intero Stato.
Come pu garantire che terrebbe con s un assassino?
Bene, senatore. Quindi  possibile che l'imputato perda il
lavoro, se lei apprendesse questa verit.  possibile. 
Immagino sia possibile.
E se l'informazione diventasse di dominio pubblico, per
l'imputato sarebbe difficile trovare qualunque lavoro nell'amministrazione
del nostro Stato, non  vero?
Non so se sia vero o no.
Chi lo aiuterebbe a trovare un lavoro, senatore? Lei aiuterebbe
un colpevole di omicidio e di stupro a trovare un lavoro,
se non fosse con lei?
 un amico, dice, un amico che ha commesso un errore
quando era molto vulnerabile. Era giovane e confuso e sotto
l'effetto di alcool e droga. Non sapeva... Il senatore si blocca.
L'aula  muta.
Ges Cristo, borbotta Ben. Mi raggelo. Grant si rende
conto di ci che ha detto. Non ha parlato in via d'ipotesi. Lo ha
dato come un fatto certo. Io ho ucciso Gina Mason. Cosa sa
Grant che non mi ha mai rivelato?
Quello che volevo dire... riprende.
L'imputato ha commesso quell'omicidio, non  cos? incalza
Johannsen. Lo ha appena affermato.
No. Grant si protende. No. Quello che volevo dire era
che se venissi a scoprire che le cose sono andate cos, continuerei
a considerarlo un amico.
Non mi interessa cosa volesse dire, signore. Risponda alla
mia domanda. Lei  sotto giuramento.  a conoscenza del fatto
che l'imputato ha commesso quell'omicidio?
Grant non batte ciglio. No. Non ne sono a conoscenza.
Qualcuno le ha mai detto che l'imputato ha commesso l'omicidio?
Grant mi guarda.
Obiezione, strilla Ben. Diceria.
Non  mia intenzione appurare la verit dei fatti, prosegue
Erica Johannsen, muovendosi verso il senatore. Si tratta solo
dello stato mentale del teste. Il punto...
Bridges alza la mano. L'obiezione  respinta.
Erica Johannsen torna ad affrontare il senatore con rinnovato
vigore. Risponda alla domanda, tenendo presente che  sotto
giuramento. Senatore Tully, qualcuno le ha mai detto che Jon
Soliday ha ucciso quella ragazza nel 1979?
Grant si inumidisce le labbra. Il momento di silenzio  assordante;
di pi forte c' solo il pulsare delle mie tempie.
No, risponde.
Sa con certezza che non ha commesso l'omicidio?
Credo di non saperlo.
E se sapesse che l'imputato ha commesso l'omicidio,  possibile
che lei riprenda in considerazione l'idea di tenerlo nel
suo staff.  possibile che lo licenzi.
Suppongo sia possibile.
E Jon Soliday lo sapeva, vero, senatore?
Obiezione, tuona Ben. Domanda priva di fondamento.
Erica Johannsen si mette a sedere mentre il giudice accoglie
l'obiezione. Ho concluso, dice.
Signor Carey? chiede il giudice. Altre domande?
Qualcuna.
Il giudice guarda l'orologio. Pi di cinque o dieci minuti?
 probabile.
Allora pranziamo. In aula tra un'ora.
Bennett e io conferiamo brevemente con Grant in aula. La
stampa aspetta fuori.
Non ho potuto fare di pi, dice Grant. Mi spiace, Jon.
Ovvio che non hai potuto, ribatto. Non puoi ammettere
che terresti come collaboratore un assassino.
Sei stato perfetto, interviene Ben. Ti far qualche altra
domanda per alleggerire la situazione.
Ehi! Grant mi batte il dorso della mano sulla camicia.
Scusa per quel lapsus.
Non c' problema, rispondo, e mi guardo bene dal chiedergli
se abbia detto la verit. La quantit di cose che sono in
grado di affrontare al momento  quella che .
Decidiamo sia meglio non farci vedere assieme. Ci ritroveremo
in aula. Ben e io ci incuneiamo in un notevole ammasso di
giornalisti. Per loro  una giornata grassa, tra la dichiarazione
iniziale di Ben e la testimonianza del senatore Tully. Entro sera
le notizie esploderanno a livello nazionale. Un candidato al posto
di governatore accusato d'omicidio. L'altro candidato legato
allo stesso omicidio. Diventeremo lo zimbello dell'intero Paese.
In quanto alle elezioni, ormai  chiaro: Grant Tully  finito.
Non riusciremo mai a provare che Langdon Trotter sia colpevole
dell'omicidio di Dale, a meno di trovare una pistola fumante.
E Trotter  troppo furbo per lasciarne in giro. Potremmo
arrivare al ragionevole dubbio, ma Trotter sosterr che le
nostre accuse sono il tentativo disperato di un criminale di salvarsi
con ogni mezzo possibile. Nel migliore dei casi, otterremo
un piacevole, discreto Non colpevole dal giudice Bridges, e
Trotter potr ricamarci su come vorr. Nel peggiore, trascorrer
in carcere il resto della vita.
In entrambi i casi, Grant Tully ha avuto un ruolo, per quanto
marginale, in un episodio sospetto del 1979. Non ne ha mai
parlato, non l'ha mai raccontato. E non sar difficile dedurre
che i Tully hanno fatto qualcosa pi che dare il nome di Dale
Garrison a Lyle Cosgrove. Lo hanno assunto e spedito alla contea
di Summit per salvare me. Lo so ora e l'ho sempre saputo.
La gara per il posto di governatore  chiusa. E Grant, che senza
dubbio se ne rende conto, poco fa ha chiesto scusa a me.
E io non ho nemmeno il tempo di starci male.
Ben e io ci spostiamo al Maritime Club, il club del senatore,
dove Grant ha prenotato per noi da due settimane un salottino.
Non lo abbiamo ancora usato, ma pensavamo potesse giungere
il momento di avere bisogno di privacy, e dopo le rivelazioni di
stamattina quello  pi o meno l'unico posto dove possiamo
andare.
Ben sapeva come sarebbe finita oggi, cos ha preparato dei
panini: tacchino con senape. Sediamo in poltrone in pelle,
ignoriamo le stravaganti decorazioni e il piccolo pianoforte a
coda d'annata. Abbiamo l'aria di chi ha visto uno spettro.
Che mattinata pazzesca, mormoro mentre Ben toglie il cellophane
al primo sandwich. Credi che il giudice abbia abboccato?
Credo che ritenga la teoria plausibile. Ha senso. Darle senso
non  la parte difficile. Dobbiamo renderla pi credibile. Ci
servono fatti. E non li abbiamo. Non ancora. Ma ci occorrono
in fretta.
Bennett ha emesso i mandati solo ieri. Non volevamo preavvertire
l'accusa della nostra tesi, puntare l'indice su Trotter,
cos abbiamo dovuto aspettare. Controlleremo tutto: i rendiconti
bancari di Trotter, i conti personali, quelli legati al suo
lavoro e alla politica. I tabulati telefonici di casa, dell'ufficio,
della sede della sua campagna elettorale, del cellulare: ci serve
una telefonata da o a Dale Garrison o Lyle Cosgrove o Brian
Rick O'Shea. Ben ha persino spedito un mandato all'azienda
di ricerche legali computerizzate che tutti usano, per esaminare
le ricerche che gli avvocati di Langdon Trotter potrebbero
avere condotto nel periodo rilevante. Speriamo di trovare
una ricerca che comprenda le parole dichiarazione di candidatura
o originale o fotocopia o qualcosa di affine. Qualunque
dato possa indicare che Trotter si stava informando dopo
che Dale Garrison ha cominciato a ricattarlo. Ignoriamo il
fatto che il segreto professionale tra avvocato e cliente possa
vietarci l'uso di queste informazioni; speriamo che la semplice
opposizione di Trotter possa portare un po' dalla nostra parte
il giudice. Adesso capisco meglio perch Bennett abbia preferito
un processo senza giuria: chi deve decidere viene anche
informato di ogni contestazione legale.
Lang Trotter non  diventato procuratore generale perch 
scemo, dico. Non troveremo niente.
Non dirlo, Jon. Ben mi passa un panino molliccio. Comunque,
ci basta il ragionevole dubbio.
Il giudice mi ritiene un assassino. Addento il sandwich ma
non ho appetito. Mi ritiene un assassino, e l'accusa ha chiarito
alla perfezione il punto. Se Grant lo venisse a sapere, non
avrebbe scelta: dovrebbe licenziarmi.
Non lo farebbe.
Probabilmente no, convengo. Ma non pu ammetterlo in
pubblico. Scuoto la testa. Avevo movente e occasione. Il giudice
lo sa, sa che ero l'unica persona presente in quell'ufficio
per colpa mia. L'ho detto io ai poliziotti. E sa del 1979 perch
glielo abbiamo detto noi.
Lo avrebbero scoperto, dice Ben. Era solo questione di
tempo. Avevano gi stabilito un minimo collegamento fra te e
Lyle. Dovevano solo indagare un po' per sapere del 1979. E
avrebbero ottenuto la documentazione dell'epoca. Tu eri sospettato,
Jon, anche se non ti hanno arrestato. Ne usciamo meglio
se affrontiamo la cosa di petto, se diamo l'impressione di
non avere niente da nascondere.
Non abbiamo niente da nascondere. Butto via il panino,
salto su dalla poltrona. Porca miseria, abbiamo rovinato le elezioni
a Grant e probabilmente non ci abbiamo guadagnato nulla!
Non possiamo incastrare Trotter. Il giudice  pronto a condannarmi.
Ben mi fissa, con la bocca piena.
Mi siedo sullo sgabello del pianoforte. Scusa per il panino.
Non ho molto appetito nemmeno io. Rimette il sandwich
nel cellophane. Si frega le mani, poi le stringe tra le ginocchia.
Jon, tu vuoi che io faccia tutto il possibile per vincere. Lo sto
facendo. E continuer. Vinceremo.
Come diavolo puoi dirlo? sussurro: aria che esce da un
palloncino sgonfio. Sul soffitto ci sono decorazioni arzigogolate,
design italiano, credo. La domanda  retorica. Il mio avvocato
pu dirmi ben poco.
Dopo il processo me ne andr, Jon.
Lo guardo. Questa non me l'aspettavo.
Do le dimissioni e lascio la citt.
Quando lo hai deciso?
Scrolla le spalle. Non so. Ci penso da un po'.
Dove andrai? Cosa farai?
Non so. Per lascio la grande citt. Magari trover un posto
da pubblico ministero da qualche parte. Non so.
Potrei avere bisogno di te.
Per cosa? Un appello? Non sarai condannato, Jon. Vinceremo.
Allora perch te ne vai? Se vincerai sarai una celebrit.
Il mio nome sar fango. Sto facendo a pezzi Lang Trotter, o
almeno ci provo. Chi mi vorr?
Una prospettiva ingenua. Tutti gli studi specializzati in diritto
penale della citt, per cominciare. Entro stasera, la CNN, il
Times, il Wall Street Journal si occuperanno di questo caso...
Sarai una star.
Non  il mio stile. Bennett ha un sorriso schivo. Forse ho
scelto un momento strano per dirtelo, ma volevo lo sapessi. 'Voglio
anche tu sappia che ti ritengo innocente e credo che tu non
abbia ucciso Gina Mason. Lo credo davvero.
Be'... Grazie.
E ti prometto che ne usciremo vincitori.
Lascio il piano, mi siedo sul divano accanto al mio avvocato.
Prima di dirci addio, magari potremmo lavorare sulla mia deposizione.
Sono io il prossimo teste, se non sbaglio.
Bennett annuisce, prende dei fogli dalla borsa. La prima cosa
che ti chieder  se hai ucciso Dale Garrison. Qual  la risposta?
No, non ho ucciso Dale Garrison, dico. Mi giro verso il
giudice e lo ripeto. Poi: Giudice, giuro su Dio che non l'ho
fatto.
Bennett soryde. L'ultima parte  un'idea mia. All'inizio a lui
non piaceva molto, ma la sua prima regola  essere naturali, cos
mi ha dato retta.
Siamo pronti, Jon. Abbiamo provato la deposizione un centinaio
di volte.
Okay. Hai ragione.
Bennett fissa il vuoto. Sai una cosa, Jon? Probabilmente sei
il migliore amico che io abbia mai avuto. Mi guarda. Immagino
che questo ti sorprenda. Sorprende me. Al principio non
credevo nemmeno che mi saresti piaciuto.
Lo scruto.  un momento strano per dire una cosa simile,
ma la tensione estrema di questo processo ha fatto emergere in
me pi di un'emozione inattesa. E apprezzo il sentimento, anche
se adesso mi serve pi un avvocato che un amico.
Guardo l'orologio, le lancette malvage che stanno per segnare
la fine della pausa di un'ora. Restano solo quindici minuti,
poi dovr tornare in aula e convincere il giudice Nicole Bridges
della mia innocenza.
Bennett sfoglia gli appunti mentre Grant Tully torna al banco
dei testimoni. Il giudice gli ricorda che  ancora sotto giuramento.
Pronto? chiedo a Ben.
Lui mi guarda. Non sorride, non tenta di rassicurarmi. Ha
un'aria tormentata, un viso teso e solenne, occhi rossi e umidi.
Lascia la cartella aperta, si alza.
Senatore, stamattina la signora Johannsen le ha chiesto se
sappia per certo di avere ricevuto il memorandum di Dale
Garrison il quattro agosto, il memorandum sulle petizioni di
Trotter.
S.
E lei ha detto di ricordare con esattezza di averlo ricevuto il
quattro.
S.
Lo ricorda per il biglietto d'auguri che Dale Garrison le ha
mandato assieme al memorandum.
S, esatto. Era in anticipo.  il primo biglietto d'auguri che
ho ricevuto.
E ricorda che sono stato io a consegnarle quel biglietto.
S, infatti. Suppongo sia stato perch Jon aveva aperto il
pacchetto di Dale e trovato il biglietto.
Esatto, dice Ben. E io ricordo di avere accidentalmente
aperto il biglietto prima di rendermi conto che era per lei.
Direi che  cos. Quasi tutta la mia posta viene aperta prima
che io la veda. Anche se di solito  la mia segretaria a farlo, non
il mio avvocato. Aprire la posta non rientra nelle competenze
di un legale.
Una risatina dal pubblico. Il senatore  pi composto. Non
so immaginare come possa avere quell'aria distesa, dopo le rivelazioni
di stamattina. Probabilmente ha trascorso l'intera ora
del pranzo al telefono con Don Grier, il suo addetto stampa, a
cercare di elaborare una strategia.
Ben non sorride nemmeno. Senatore, ricorda che stamattina
la signora Johannsen le ha domandato se le risulti per certo
che Langdon Trotter ha mandato la lettera di ricatto a Jon?
Ricordo, s.
E lei ha detto di non poterne essere sicuro.
Esatto.
Ben si avvicina a Grant e gli porge una copia della lettera. E
ritengo sia stato lei a sottolineare che non sappiamo nemmeno
a chi si riferisca questa lettera.
Direi che  cos.
Ben fissa intensamente la copia della lettera. Ne prendo
un'altra dalla sua cartella e la rileggo anch'io.
Credo di essere l'unico rimasto a conoscere il segreto che
nessuno conosce. Penso che 250.000 dollari potrebbero
bastare. Un mese dovrebbe essere sufficiente. Non voglio
fare ipotesi sulle tue fonti di reddito, ma immagino che se
esiste qualcuno capace di attingere ai fondi delle campagne
elettorali senza essere scoperto, quello sei tu. Oppure
potrei sempre parlare col senatore.  questo che vuoi?
Un mese. Non cercare di contattarmi. Sar io a iniziare
ogni comunicazione.
In effetti, dice Ben, la lettera parla di un senatore. Non
dice Grant Tully, vero?
No. Grant mette gi la lettera e guarda Bennett.
Quanti senatori sono al momento in carica nel nostro Stato?
Trentotto.
Quindi potrebbe riferirsi a uno qualunque di loro.
 ovvio.
Bennett si mette a passeggiare dietro il leggio. Per la verit,
la lettera potrebbe riferirsi anche a un ex senatore, non 
vero?
Suppongo di s.
Gli ex senatori spesso continuano a essere chiamati col vecchio
titolo, no?
Grant Tully fa una pausa. I suoi occhi guizzano verso di me,
poi tornano su Ben. S.
Ci sono molti ex senatori, giusto?
S, molti.
La lettera potrebbe riferirsi anche a uno di loro.
Suppongo di s.
Il mio sguardo cade sui documenti sul lato del tavolo di Ben.
Dopo che ha preso la lettera di ricatto, il primo documento in
cima  il memorandum che Cal Reedy ha preparato per noi, il
sommario dei precedenti di Lyle Cosgrove.
Nessun precedente giovanile rintracciato. Patente di guida revocata
il 18/12/78, dopo condanne per guida in stato di ubriachezza
il 24/2/78,29/8/78, e un terzo arresto il 4/11/78. L'ultima
volta si  dichiarato colpevole. Ha accettato il ritiro della patente
per cinque anni.
Arrestato per violenza sessuale il 19/6/81. Si  dichiarato colpevole
di semplice aggressione. Condannato a quindici mesi in
un carcere di media sicurezza.
Arrestato il 15/4/88 per rapina a mano armata. Condannato
il 28/8/88. Dodici anni di reclusione. Libert sulla parola il
22/7/00.
Bennett ha tracciato un cerchio attorno a una frase del primo
paragrafo: Ha accettato il ritiro della patente per cinque anni.
La mia testa si alza di scatto, in direzione di Bennett Carey.
Senatore, suo padre  un ex senatore, giusto?
Chiedo scusa, vostro onore. Sono balzato in piedi. Potrei
scambiare una parola col mio avvocato?
Ma certo.
Bennett mi scruta incuriosito, poi mi raggiunge.
Che diavolo vuoi fare? gli sussurro. Torna a sedere.
Sto evidenziando che la lettera poteva alludere al...
Conosco la tua tesi, Ben. La conoscono tutti. Fermati. Siediti.
Siediti, Jon, ribatte lui. Fidati del tuo avvocato. Si allontana,
veleggia verso il banco dei testimoni. Si gira a scoccarmi
un'occhiata: sono ancora in piedi in mezzo all'aula, senza un
motivo. Mi rimetto a sedere.
Senatore? dice Ben.
S, signor Carey, mio padre  un ex senatore.
Ed  ancora noto come senatore, no?
S, infatti.
Quindi... Bennett espelle una risata. La lettera potrebbe
riferirsi a suo padre.
Grant sorride, non per essere cordiale. Immagino che in
teoria sia possibile, s.
Insomma, forse la lettera allude a un segreto che lei nascondeva
a lui.
Non ho segreti per mio padre.
Oh, certo, lo so. Per il punto  che questa lettera potrebbe
essere stata scritta a lei, no, senatore? Per minacciare di rivelare
un segreto che lei non voleva far conoscere a suo padre?
Balzo di nuovo in piedi. Vostro onore, voglio concludere
questo interrogatorio. Abbiamo terminato. Non autorizzo il
mio avvocato a procedere.
Il giudice inarca le sopracciglia. Sposta lo sguardo da Ben a
me. Signor Carey?
Non ho concluso, vostro onore.
Forse lei e il suo cliente volete consultarvi.
D'accordo. Ben scrolla le spalle e torna da me.
Lo tiro vicino e gli sussurro all'orecchio: Che cazzo stai facendo?
Difendo il mio cliente.
Lo hai gi fatto, Ben. Siediti.
Volevi che facessi tutto il possibile, mormora rauco. 
quello che...
Non questo.
E perch no, Jon? Di cosa hai paura?
Gli scrollo il braccio. Rimettiti a sedere.
Allunga il viso verso di me. E cos vicino che quasi mi sfiora
l'orecchio. Se puoi guardarmi negli occhi e dirmi che l'idea
non ti  mai passata per la mente, se puoi guardarmi negli occhi
e giurarlo su Dio, torner a sedere. Si scosta e mi fissa.
Sono senza parole. I battiti furibondi del cuore mi rimbombano
nella testa; il ritmo delle pulsazioni riverbera nell'intero
corpo. Escono suoni da ogni parte del mio essere, tranne che
dalla bocca.  come non avessi mai visto l'uomo che mi sta davanti.
La sua espressione, pi che intensa,  quasi amareggiata.
Resta muto, ma il suo petto sussulta. Un rivolo di sudore scende
a zigzag dall'attaccatura dei capelli.
Come pensavo, dice.
Siamo pronti, avvocato? chiede il giudice.
Ben non si rivolge alla corte. Parla a me. Credo di s, vostro
onore.
Crollo a sedere. Perch ho le ginocchia molli, non per un atto
cosciente.
Il mio avvocato avanza nell'aula, le mani dietro la schiena.
Senatore, mi sembra che eravamo rimasti all'idea che questa
lettera potesse minacciare lei. Che minacciasse di raccontare a
suo padre, il senatore, un segreto. Giusto?
Lei si  interrotto a quel punto, signor Carey. Immagino
stesse facendo un esempio a livello di pura ipotesi. Perch di
certo non  vero. Grant  rosso in volto, ma  pi arrabbiato
che preoccupato, a mio giudizio. Si gira verso di me. Io distolgo
lo sguardo, poi lo riporto su lui. I nostri occhi si scrutano
quando arriva la domanda successiva.
Lei ha accesso ai fondi della sua campagna elettorale, esatto,
senatore?
Non direttamente, no.
Per dice ai suoi quando e per cosa spendere,  cos?
Ho voce in capitolo,  ovvio.
Bene. Allora parliamo di suo padre, il senatore. A quanto
le risulta, qual era la posizione di suo padre sul supposto omicidio
con stupro del 1979?
La sua posizione? Non capisco cosa intenda.
Suo padre pensava che Jon fosse colpevole di stupro e omicidio?
Ritengo di no. Ma dovrebbe chiederlo a lui.
Allora, per quanto risulta a lei, qual era la posizione di suo
padre sul suo coinvolgimento?
Il senatore si ritrae. Gli occorre un istante per essere sicuro
di avere sentito bene la domanda. Il mio coinvolgimento?
 quello che le ho chiesto.
Io non ero affatto coinvolto. Sono tornato a casa.
Ed  questo che ha detto a suo padre, vero?
Be'... certo. Grant mi guarda.
Quindi suo padre pensava che lei non avesse nulla a che fare
con ci che era successo alla giovane donna.
Io non ho avuto nulla a che fare con la sua morte.
Ed era questo che pensava suo padre.
Obiezione. Erica Johannsen si alza. Avrebbe potuto obiettare
altre volte. Anche lei si trova colta alla sprovvista. Obiezione.
Richiede ipotesi.
Accolta.
Senatore? incalza Ben. Non ha detto a suo padre di non
avere nulla a che fare con la morte della ragazza?
La domanda  gi stata posta. Bennett non  il solito modello di cortesia. Non  affatto se stesso. In lui ci sono un'animazione,
un'emotivit che non ho mai visto.
Certo, ho detto a mio padre che non avevo nulla a che fare
con la morte della ragazza, risponde Grant. Gli ho detto
questo.
Ma Dale Garrison... Bennett agita l'indice, alza la voce.
Dale sapeva dell'altro, non  vero?
Proprio non capisco, Bennett.
Torniamo al 1979, senatore. Ben si avvicina a Grant. Lei
con chi ha lasciato il party?
Me ne sono andato con Rick.
Davvero? Bennett si dimostra platealmente confuso. Recita.
Teatralit da tribunale. Rick l'ha portata a casa?
Esatto.
E pi tardi Lyle ha riaccompagnato Jon a casa, sulla sua
auto?
Non so dire con certezza cosa abbiano fatto loro.
Per la storia  stata questa, no, senatore? Il racconto a cose
fatte? Jon  ripartito con Lyle Cosgrove, e lei con Rick?
L'accusa fa un'obiezione. Il giudice la accoglie. Io comincio
a grattarmi con furia la fronte. Fisso il tavolo, a pochi centimetri
dal mio viso.
 sicuro?  sicuro che sia stato Rick a riportarla a casa?
S, lo sono.
Un viaggio di almeno quarantacinque minuti, esatto? Ben
agita una mano. Avrete dovuto prendere l'interstatale.
 cos, s. Grant  paonazzo. Non si aspettava una cosa simile
da Bennett, e adesso capisce dove voglia andare a parare.
Avete preso la sua automobile. Lei si  recato al party nella
contea di Summit sulla sua auto, giusto? Con Jon.
Grant si muove sulla sedia. S.
Quindi, se Rick l'ha riaccompagnata con la sua auto, come
ha fatto a tornare a casa? Ha fatto l'autostop?
Grant apre le mani. Il tono della risposta  fiacco. Questo
non glielo so dire.
E, senatore... Ben si sposta di lato, si ferma. Lei cosa direbbe
se le dicessi che all'epoca Lyle Cosgrove non possedeva
un'automobile?
I miei occhi, di loro spontanea volont, tornano al memorandum
su Cosgrove.
Ha accettato il ritiro della patente per cinque anni.
Obiezione, tuona l'accusa. Presume fatti non dimostrati.
Richiede ipotesi.
Accolta, risponde il giudice, con scarsa convinzione.
Lei non sapeva, senatore, che a Lyle Cosgrove  stata revocata
la patente nel 1978? Una revoca di cinque anni?
No, in effetti non lo sapevo, signor Carey.
Allora, come ha fatto Jon a tornare a casa quella notte, senatore?
Anzi, com' arrivato a casa di Gina?
Obiezione.
Accolta, ribatte subito Bridges.
Bennett alza le mani, le lascia ricadere sui fianchi. Fissa il testimone,
che sta facendo ogni sforzo possibile per ricomporsi.
Lascia passare un attimo, per amore dell'effetto teatrale, prima
di porre la domanda inattesa. La domanda che in realt io stesso
potrei fare.
La verit, comincia,  che quella notte anche lei  andato
a casa di Gina. Non  cos?
Cosa? Grant si solleva dalla sedia. Si gira verso il giudice.
Vostro onore, il modo di procedere  ingiusto. Non ero
infor... Scuote la testa e si rimette gi.
Non era informato che il suo interrogatorio sarebbe andato
cos. Ecco cosa voleva dire. Non era informato che un avvocato
amico, un suo dipendente, se la sarebbe presa con lui.
Per senza dubbio capisce che non si tratta di una base legittima
per rifiutarsi di rispondere. E se si appellasse al quinto
emendamento, domani ci sarebbero titoli in prima pagina. 
intrappolato. E io, di colpo, mi trovo riluttante a correre in
sua difesa.
No. Non  assolutamente vero che io sia andato a casa di
Gina. Grant mi lancia un'occhiata di sbieco. Non so che tipo
di espressione gli restituisco. Non so pi niente.
Rick ha accompagnato Jon, giusto? E lei e Lyle li avete seguiti?
Non  andata cos?
No, signor Carey.
Bennett si sposta pi vicino al teste. Nella stanza di Gina
eravate presenti anche lei e Rick, non  vero?
No, signore.  completamente falso. ... Grant guarda il giudice.
 assurdo.
Oh, all'inizio lo avete lasciato fare. Uno di voi  andato a riprenderlo
e lo ha trovato nella camera da letto di Gina, addormentato.
Giusto? E uno di voi lo ha fatto passare dalla finestra,
giusto?
Non so di cosa stia parlando. Io sono tornato a casa. Grant
batte un pugno sulla balaustra del banco dei testimoni.
Poi, continua Ben, girandosi verso il pubblico, dopo che
Jon ha finito,  venuto il turno di un altro. Si volta di nuovo
verso Grant. Chi  stato il secondo, senatore? Lei? Rick?
Non sono costretto ad ascoltare queste infamie. Non sono
tenuto a subirle.
Senatore, se ha qualcosa da nascondere... Bennett guarda
il giudice. Forse, vostro onore, dovremmo informare il senatore
Tully del suo diritto a non autoincriminarsi. Riporta lo
sguardo su Grant. Vuole appellarsi al quinto emendamento,
senatore?
Assolutamente no. Non ho nulla da nascondere.
Allora, poi  toccato a Rick? insiste Ben. E le cose hanno
preso una brutta piega, vero? E Gina  morta.
Grant cerca di fare il punto. Esamina le proprie opzioni, e
arriva alla mia stessa conclusione: non pu fuggire. Non so
niente di tutto questo.
Ma Jon... Ben mi indica, Jon dormiva in automobile. Ce
l'ha fatta a stento a uscire dalla finestra di Gina.
Ripeto, avvocato, io non so niente...
Cos Jon  diventato il capro espiatorio. Bennett si stacca
dal banco dei testimoni, si rivolge un'altra volta all'intera aula.
Il figlio di un senatore non pu restare coinvolto in una storia
del genere. Quindi lei ha convinto Lyle a dichiarare di essersi
recato l con Jon.
No.
Lei e Rick avete avuto rapporti sessuali con Gina, e dovevate
restarne fuori. Non c'era alcuna prova a implicare Lyle, cos lei
ha raccontato che era stato lui ad accompagnare Jon da Gina.
No. No.
Com' andata? incalza Ben. Ha pagato Lyle? Rick gli ha
offerto cocaina gratuita per il resto della vita?
Obiezione. Vostro onore, obie...
Accolta.
Bennett si placa per un solo attimo. Lei ha elaborato il piano
quella stessa notte, continua. Eravate voi tre, Lyle e Rick e
lei, con Jon che dormiva in auto, e una ragazza morta. Lei dice
a Lyle di raccontare che  stato l, ci  semplicemente andato,
senza fare niente, e la storia sar che Grant Tully e il suo amico
Rick sono tornati a casa. Punto e basta.
Non c' una sola briciola di verit. Gli occhi del senatore
guizzano nella mia direzione ma non si fermano.
In effetti, la polizia non ha mai sentito parlare di Rick, vero?
Non ne ha idea.
 stato lei a fare in modo che il suo nome non spuntasse,
esatto, senatore? Perch Rick significava cocaina, e lei non poteva
essere collegato alla cocaina. Poi ha fatto girare tutte le
ruote politiche possibili. Ha convinto il coroner a non concludere
niente di preciso. Ha convinto la pubblica accusa a lasciare
cadere il caso. Ha messo in trappola il suo migliore amico,
per si  anche assicurato che ne uscisse indenne. Bennett
punta l'indice su me. Lo ha portato a credere di aver fatto
qualcosa di male. Il suo migliore amico.
Grant deglutisce. Johannsen si alza e obietta: domande multiple,
e la difesa sta tenendo un'arringa. Il giudice accoglie. Sull'aula
cala il silenzio.
Lo spezza Grant, schiarendosi la gola. Sta insinuando che il
suo cliente si sia reso colpevole di falsa testimonianza a quel
processo, a quell'udienza? Jon non ha testimoniato di essere
stato a casa della ragazza, averle dato il bacio dell'arrivederci,
essere salito sull'auto di Lyle e ripartito? E che io non ero presente?
Sto suggerendo che il mio cliente non ricordava nulla di
quella notte, al di l dell'essere entrato in camera di Gina e avere
avuto un rapporto sessuale con lei. Sto suggerendo che il resto
gli  stato messo in bocca da lei e dalle persone che lavoravano
per lei.
Obiezione.
Accolta.
Bennett annuisce. Nel 1979, lei ha mandato Dale Garrison
a mettere Lyle Cosgrove in sintonia con lei. Doveva tenere fuori
dai fatti lei e Rick, e farne emergere pulito Jon.
No, signore.
Ed  questo il segreto che nessuno conosce, non  vero,
senatore? Dale Garrison lo conosceva. Lyle Cosgrove gli ha
detto la verit, coperto dal segreto professionale tra avvocato e
cliente. Dale sapeva che la storia raccontata da Lyle all'accusa
era fasulla. Sapeva che lei era coinvolto nella morte di Gina.
No, signor Carey. Assolutamente no.
Dale Garrison minacciava di raccontare la verit a suo padre,
al senatore. Non  cos, senatore Tully?
 tutto completamente sbagliato. Grant scuote la testa,
quasi per riflesso automatico, stordito dalle accuse.
Ha fatto fare il lavoro sporco da Lyle Cosgrove, non  cos?
Non lo conoscevo nemmeno.
Non avevate una lunga storia alle spalle, senatore? Voi due
andavate agli stessi party nel 1979.
Dopo quella volta non ho pi frequentato Lyle.
Per lo ha tenuto sotto controllo, no? Sapeva che era uscito
di prigione. Lo ha assoldato per uccidere Dale Garrison, l'uomo
che la ricattava.
No. No. Grant alza gli occhi sul giudice. Vostro onore,
non so nemmeno come rispondere.
O forse lo ha ucciso lei. Forse voleva incastrare Jon per l'omicidio.
Un'idea completamente sbagliata, Bennett.
Ben si ferma per qualche secondo vicino al banco della giuria.
Dale Garrison le ha inviato la lettera ricattatoria nel biglietto
d'auguri che accompagnava il memorandum, non  cos?
Nella stessa busta consegnata dal corriere.
Io non ho mai visto nessuna lettera ricattatoria.
Per il biglietto di auguri le  arrivato, giusto? Gliel'ho consegnato
io.
Ricordo che Dale mi ha spedito un biglietto d'auguri. Ho
testimoniato di mia spontanea volont in merito.
Grant ha testimoniato per stabilire la data in cui Dale gli ha
trasmesso il memorandum sull'Asso. Per dimostrare che Dale
Garrison avrebbe avuto tutto il tempo necessario per ricattare
Lang Trotter. Bennett ha fatto presente al senatore che doveva
ribadire nel modo pi certo quella data.
Grant  caduto in un agguato.
Infatti, dice Ben. E il biglietto d'auguri era gi aperto, come
ha detto lei. L'avevo aperto io inavvertitamente perch stava
nel pacchetto del memorandum. Poi ho capito di cosa si
trattasse e l'ho dato a lei.
Grant scuote la testa. A questo punto deve avere il capogiro.
Come me.
E lei si  chiesto se io avessi aperto il biglietto e letto la lettera
che conteneva, non  vero?
Non c'era nessuna lettera. Non ricordo lettere.
Cos, anch'io diventavo una minaccia per lei. E lei ha mandato
l'altro suo amico del 1979, Brian O'Shea, a uccidermi.
Cosa.?
Ricorda che una notte qualcuno si  introdotto in casa mia?
Ricordo.
E la persona che  entrata si chiamava Brian O'Shea.
Ho saputo che...
Brian O'Shea, ripete Ben. Rick. Rick O'Shea Ricochet.
Usava quel soprannome.
Non capisco di cosa stia parlando.
Non ricorda Rick, senatore? Il suo spacciatore di droga del
1979?
Questo  oltraggioso, avvocato. Calunnia. Nulla di tutto
questo  vero. L'ultima frase di Grant  indirizzata ai giornalisti.
Lei pensava che io potessi essere al corrente della lettera di
ricatto, vero? Non poteva permettere che restassi in circolazione,
non  cos, senatore?
... Grant si alza.  assurdo, e lei lo sa benissimo. Si sta
inventando tutto.
Lei aveva persone sulle quali contare, incalza Ben. Persone
che hanno dimostrato di cosa fossero capaci quando l'hanno
coperta nel 1979. Lyle Cosgrove uccide Garrison, O'Shea
dovrebbe uccidere me. E, per avere il controllo totale, lei incastra
il suo primo assistente, Jonathan Soliday, un uomo che l'ha
servita fedelmente. Sa gi che se dovesse emergere qualcosa a
suo carico, Jon la protegger.
Non  vero. Grant guarda me, non Bennett. Non lo avrei
mai fatto.
Lei ha stuprato Gina Mason, dice Ben. Lei l'ha uccisa.
No.
No? Ben scimmiotta. Gina voleva essere violentata da tre
ragazzi e morire soffocata?
Io non c'entravo niente.
Era ci che credeva suo padre, vero? Ci che Jon Soliday
ha creduto per tutti questi anni. E lei doveva salvaguardare
quella convinzione.
Mio padre lo ha creduto perch era vero.
Lei sa che Lyle Cosgrove  morto, esatto, senatore?
Il cambio di argomento d un sollievo minimo, ma solo minimo,
a Grant. L'ho sentito dire.
Ha anche sentito, senatore, che la polizia ha trovato una
busta chiusa che conteneva un paio di mutandine femminili?
No... No, non lo sapevo. Il senatore si gratta in viso.
Vuole provare a indovinare a chi appartengono quelle mutandine,
senatore?
O... Obiezione. Erica Johannsen si alza lentamente. Ha
subito una serie di bordate come tutti i presenti. Ha lasciato
passare sotto silenzio una domanda scorretta dopo l'altra, travolta
dalla valanga.
Ritiene ci sia ancora del DNA su quelle mutandine, senatore?
Basta cos, signor Carey, ordina il giudice. Accolgo l'obiezione.
Bennett fissa il senatore per un lungo minuto. Tenta di intercettare
gli occhi di Grant, che non guarda nella sua direzione.
Ho concluso col teste, dice Ben.
Resta in piedi al centro dell'aula, ansante. Il senatore urla dinieghi,
denuncia furibondo il tranello. Il giudice decide di aggiornare
il processo a domani.
A passi lenti, il mio avvocato torna al tavolo della difesa. Sistema
delicatamente la lettera di ricatto sul fascio di documenti che
ha di fronte, mi parla mentre io ho gli occhi posati sul tavolo.
Adesso abbiamo concluso, dice.
Disastro attorno a noi. Erica Johannsen ruota sui tacchi e allontana
i suoi assistenti. Grant Tully, dopo avere smesso di denunciare
quelle ipotesi assurde a uno stenografo che non scrive
pi, a un giudice che ha lasciato lo scanno, lascia il banco dei
testimoni senza guardare nella mia direzione e fende il branco
di giornalisti-avvoltoi. L'ufficiale giudiziario ballonzola verso la
folla, tenta inutilmente di fare rispettare l'ordine che vieta le
domande dei reporter in aula. La stampa lancia bombe al senatore,
qualcuna anche a me. Altri spettatori che non fanno parte
dei media commentano tra loro lo spettacolo.
Tutto si esaurisce in meno di quindici minuti. Probabilmente
perch il senatore  riuscito a liberarsi dalla massa umana, ed 
chiaro che n io n Bennett parleremo, per cui i giornalisti trovano
inutile indugiare in aula. Pare uno di quei vecchi film, con
i reporter che corrono ai telefoni pubblici a dettare l'articolo,
solo che adesso usano i cellulari per inviare e-mail.
Guardo Bennett. La consapevolezza, la nitidezza del quadro
generale mi invadono a ondate.  tutto cos ovvio, e cos travolgente,
da togliermi il fiato.
Io non avrei mai avuto il coraggio di affrontare la verit,
ammetto.
Non avrebbe avuto senso parlartene prima, dice Ben.
Non mi avresti mai permesso di dargli addosso.
Bel lavoro. Hai messo assieme tutti i pezzi da quella revoca
della patente.
Lui raccoglie le sue carte. Sapevo che tu non potevi essere
responsabile della morte di quella ragazza. E sapevo che Tully
ne era capace. Con lui, hai sempre chiuso gli occhi su certe
cose.
Annuisco. Certo, ha funzionato. Tutto ha funzionato alla
perfezione. Ne  venuta fuori una bella storia.
Un giornalista speranzoso sporge la testa. Gli faccio segno di
no senza commentare, e quello sparisce.
Bel lavoro, ripeto. Abbiamo il ragionevole dubbio. Gli
porgo la mano. Fai buon viaggio, ovunque tu vada.
Bennett, che sta infilando una cartella nella ventiquattrore, si
ferma. I suoi occhi si alzano su me.
Lascio scendere sul tavolo la mano tesa. Immagino che l'addio
dell'intervallo di pranzo abbia effetto immediato.
Eh? Bennett Carey raddrizza le spalle. Mi soppesa con occhi
chiari, vibranti. Si rende conto all'improvviso di trovarsi ancora
in un'aula di tribunale. Per quanto si sforzi, non riesce a
controllare il senso di urgenza dello sguardo che guizza attorno.
Le sue dita tracciano un cerchio nell'aria. Fa una smorfia,
confuso. Jon, abbiamo ancora un giorno o due...
Vai, gli dico.
La sua espressione si indurisce. Scruta il mio volto con una
curiosit da ragazzino.
Non sar condannato, continuo. Lo sappiamo tutti e
due. Troveranno il fascicolo del 1979 al massimo entro un giorno.
Capiranno tutto.
Bennett annuisce. Lento, confuso.
Tutto, Ben.
Il mio avvocato deglutisce. Sembra non capire.
Per come  finita, vado avanti, tutti hanno avuto quello
che si meritavano. Dale Garrison  morto. Lyle e Rick sono
morti. Le ambizioni di Grant Tully sono stracciate. E io...
be'... Scrollo le spalle. Io me la sono fatta addosso pi di una
volta. Alzo la destra. Me lo meritavo, fino a un certo punto.
Anch'io ho fatto qualcosa di orribile, anche se non l'ho uccisa.
Il ricordo mi ha sempre perseguitato, Ben. Ma per un po' l'ho
ignorato. Non accadr pi. Non dimenticher mai le cose che
ho fatto.
Ben non ribatte. Resta a fissare lo scanno del giudice, vuoto.
Per me  importante che tu lo sappia, Bennett.
A queste parole, si gira verso di me. Ha gli occhi lucidi, il
primo segno di vulnerabilit che mi mostra. Apre le labbra, ma
non traduce in parole una risposta. Si limita ad annuire. Non
mi aspetto qualcosa di pi da lui. Non me la posso aspettare.
Perci, vattene, gli dico. Prima che capiscano chi  il fratello
di Gina Mason.
William Bennett Carey riflette sull'avvertimento, anche se
non pare troppo preoccupato. Infila la mano nella tasca interna
della giacca, estrae una piccola audiocassetta che mette sul tavolo.
Una mossa sensata, convengo. Adesso ti conviene affrettarti.
L'espressione di Bennett si fa calma, quasi placida. Si alza, si
stira. Di nuovo, fa per parlare, ma non trova le parole. Per
gliele posso leggere in faccia. Niente riporter Gina in vita,
niente canceller il dolore, ma almeno c' un vago senso di soddisfazione.
Fa per tendere la mano, ma capisce che  un gesto
inopportuno. Mi scocca una lunga occhiata, pi lunga e pi
consapevole, ma per molti aspetti non diversa da quella che mi
ha rivolto vent'anni fa. Poi prende la ventiquattrore ed esce in
silenzio dall'aula.


NOVEMBRE 2000.

Il giudice Nicole Bridges convoca le parti nel suo ufficio. Io entro
col mio nuovo legale, Paul Riley, uno dei migliori avvocati
difensori della citt. Erica Johannsen arriva sola.
Il giudice non indossa la toga. Porta una blusa rosso scuro. I
capelli sono raccolti in due trecce. Tiene le mani sulla scrivania.
Volevo una procedura informale, in fase iniziale, dice. Consideratela
un'offerta. Niente di ammissibile in aula. Conoscete
la procedura.
Certo, giudice, replica Paul Riley. I suoi capelli sale e pepe
sono pettinati alla perfezione come sempre. La sua cravatta costa
pi del mio vestito.
Lo Stato accetta un rigetto finale, dice Johannsen.
Il giudice annuisce. Chiaritemi i termini. Prima lei, signora
Johannsen.
Vostro onore, ricorder di aver sentito parlare di un omicidio
del 1979, alla fine del processo.
Il giudice ride, e in risposta tutti noi come minimo sorridiamo.
S, credo di ricordarlo, avvocato.
Il pubblico ministero gesticola. Adesso sappiamo che il difensore
del signor Soliday, William Bennett Carey,  cresciuto
con la ragazza che era la vittima in quel caso, Gina Mason. Dopo
la morte dei genitori in un incidente stradale quando lui aveva
due anni, il signor Carey  andato a vivere con la zia, la madre
di Gina Mason. Gina era sua cugina.
Carey ha cambiato cognome? chiede il giudice.
No, non lo ha mai fatto. Johannsen appare sorpresa. Una
volta diventato avvocato, ha soltanto usato il suo secondo nome.
Carey  sempre stato il suo cognome. Non  mai stato formalmente
adottato. Ai tempi dell'indagine sul delitto, sui rapporti
di polizia risultava come Bill Mason. Un errore. Gina aveva
sempre detto che era suo fratello. Lui chiamava Gina sua sorella.
Tutti e due chiamavano mamma la signora Mason. La
polizia non ha mai avuto motivo di credere il contrario. Che ragione
poteva esserci?
D'accordo. Proceda.
Riteniamo che il signor Carey abbia messo in atto un piano
per punire le persone coinvolte nel crimine. Brian O'Shea  stato
la prima vittima. Abbiamo appreso che il signor Carey lo ha contattato
e lo ha pagato perch si introducesse in una casa. Non ha
specificato chi fosse il proprietario o, se lo ha fatto, ha mentito.
Comunque, si trattava della casa del signor Carey stesso.
L'espressione solenne del giudice si sgretola. Per un attimo
sembra che stia per sorridere. Bennett  un diavolo astuto. Il
signor Carey ha pagato qualcuno perch si introducesse a casa
sua.
S, vostro onore. Da un amico di O'Shea abbiamo saputo
che Carey gli ha versato cinquemila dollari per penetrare in casa
sua e rubare un oggetto di valore dalla camera da letto. Ci ha
parlato di un oggetto d'antiquariato, un orologio. Era quello
che O'Shea cercava quando  entrato in camera da letto.
Suppongo che O'Shea non si aspettasse di trovare qualcuno
in casa? chiede Bridges.
Esatto, vostro onore. Carey ha colto di sorpresa l'intruso.
E la sua  parsa una reazione del tutto giustificabile. Il giudice
annuisce. Non si pu impedire a qualcuno di sparare a
chi si  introdotto nella sua camera da letto.
Il suo piano era uccidere O'Shea in camera, aggiungo.
Johannsen mi guarda, ma questo  un colloquio informale,
quindi non mi scuso. Avrebbe destato meno sospetti. O'Shea
non  morto subito...  corso gi per le scale e Bennett ha dovuto
inseguirlo. Non poteva lasciarlo uscire di l vivo.
Devono essere stati i cinque minuti pi strani della vita di
Brian O'Shea. Entra in una casa e scopre che il tizio che lo ha
assoldato gli punta contro una pistola. Ecco perch il detective
ha chiesto pi volte a Ben se l'uomo avesse urlato. I vicini devono
averlo sentito. Probabilmente ha gridato a Ben qualcosa
come: Ma che diavolo stai facendo? Perch mi vuoi sparare?
D'accordo. Il giudice ci guarda. Ma perch non ha ucciso
quell'O'Shea come ha fatto con Garrison e con l'altro uomo,
Cosgrove?
Johannsen mi guarda. Lascio la risposta a lei. Abbiamo parlato
con persone vicine a O'Shea, dice. O'Shea pensava di lavorare
per una persona molto potente, un suo vecchio amico.
Il senatore Tully, ipotizza il giudice.
Era ci che avrebbe voluto far credere Ben, confermo.
Nella realt dei fatti,  stato scagionato subito per legittima difesa.
Ma se le cose non fossero andate cos, ci sarebbe stata
un'indagine. E prima o poi, probabilmente pi prima che poi,
la polizia avrebbe parlato con gli amici di O'Shea e sarebbe saltato
fuori il nome del senatore Tully.
Noi avevamo una teoria diversa, interviene Johannsen.
La polizia pensava che Brian O'Shea avesse cercato di ammazzare
Carey perch questi, quando lavorava per la procura
della contea, aveva perseguito il fratello di O'Shea. Sean
O'Shea venne condannato per possesso di eroina a scopo di
spaccio. Per sostenne che Carey e altri lo avessero incastrato.
Che avessero messo prove false in casa sua. Il suo ultimo appello
era stato respinto da poco quando Brian O'Shea  penetrato
in casa di Carey.
Quindi avete pensato che l'effrazione fosse una vendetta.
Il giudice trae un profondo respiro.  rimasta molto colpita da
questa vicenda. E ne ha viste tante, senza dubbio: cose orribili,
cose brillanti. Il suo ufficio sta prendendo in considerazione
l'ipotesi che il signor Carey abbia davvero sistemato prove false,
adesso che sappiamo ci che sappiamo?
Abbiamo controllato. Non riteniamo che O'Shea sia stato
incastrato. Le prove da sistemare sarebbero state troppe. In casa
sua  stato rinvenuto di tutto: bilance, cercapersone, sacchetti,
siringhe. La polizia lo controllava da mesi. Era un vero spacciatore.
Allora si  trattato di una semplice coincidenza?
Be', sono certa che Carey sia stato pi che lieto di venire
assegnato alla squadra che doveva occuparsi del fratello di
O'Shea. Per non penso lo abbia incastrato. Giudice, capisco
la sua preoccupazione, ma ho controllato personalmente
il fascicolo. Ho parlato con tutti, compreso il difensore di
O'Shea. Voglio accertare i fatti quanto lei.
Lo credo. Erica Johannsen  una donna a posto. Non faceva
parte del lato oscuro del processo. Non sapeva che la lettera di
ricatto si poteva rivoltare contro Lang Trotter. Ignorava l'errore
nella dichiarazione di candidatura di Trotter. Quando l'avvocato
che aveva cominciato il lavoro dell'accusa, Dan
Morphew, ha gettato la spugna,  entrata in gioco lei con una
preparazione scarsa, e ha ricevuto istruzioni.
Bennett non avrebbe incastrato il fratello di O'Shea, aggiungo.
Non  da lui. Si  limitato a farla pagare alle persone
che lo meritavano.
Il giudice scuote la testa e invita l'accusa a continuare.
Morto O'Shea, il nome successivo sulla lista era l'avvocato
di Cosgrove, Dale Garrison, prosegue Johannsen. E, quando
Carey lo ha ucciso, ha incastrato il signor Soliday.
Bridges alza l'indice. Questo lo capisco, per... Chi ha fatto
tornare il signor Soliday negli uffici di Garrison?
Bennett, rispondo. Prendo di tasca la cassetta che Ben mi
ha dato quel giorno in aula, prima di partire. Ha un registratore,
giudice?
S.
Ascoltiamo questa, allora.
Il giudice inserisce la cassetta nell'apparecchio.
Abbiamo anche una trascrizione della telefonata, dice
Johannsen. Ne porge una copia al giudice. Alcune parole sono
smozzicate. Abbiamo fatto del nostro meglio.
Il giudice sistema il registratore sulla scrivania e preme PLAY.
Legge la trascrizione mentre ascolta.
Dale Garrison.
[Scariche per quattro secondi]
Vuoi salire un attimo?
[Scariche per cinque secondi]
Parliamone.
[fine della trascrizione]
Il giudice mi guarda. Suppongo sia stata questa la conversazione
al telefono cellulare che l'ha riportata all'ufficio di Garrison.
Infatti, confermo.
La telefonata  stata registrata? Ho sentito una sola voce.
Era la voce di Dale, dico. Registrata su nastro. Non so
come Ben si sia procurato la registrazione, ma non deve essere
stato difficile. Probabilmente ha tagliato e montato diverse conversazioni.
Sorrido debolmente. Ho parlato con un registratore,
giudice.
 stato Carey a chiamarla?
Gi. Si era nascosto negli uffici di Garrison. Quando io sono
uscito,  andato da Dale e lo ha strangolato, poi mi ha chiamato.
Ha avvicinato il registratore al telefono. Dal mio cellulare
dava l'impressione di una linea disturbata. E Bennett si 
concesso un certo tempo. Io ero a due isolati di distanza.
Il giudice corruga la fronte. Chiude gli occhi un istante.
Non deve essergli occorso molto. Dale era malato, vecchio.
E lei ha visto Carey: ha un fisico da commando. Ha fatto in fretta.
Poi  uscito dalla porta che d sul corridoio.
Mi sembra un comportamento incredibilmente rischioso,
nota Bridges. E non del tutto plausibile.
Giudice, come ha detto Bennett mentre mi difendeva...
Sorrido all'ironia dell'affermazione. Era proprio quello il senso
dell'operazione: rendere il tutto non plausibile. La mia storia
suonava assurda. Sembravo colpevole.
Lo capisco, signor Soliday. Quel che volevo dire  che era
rischioso per Carey ipotizzare che lei non lo incontrasse l.
Annuisco. Certo. Ma secondo me Bennett era pronto all'eventualit.
Il giudice mi guarda. Intuisce, dischiude le labbra.
Io mi sento attraversare da un brivido. S, avrebbe ucciso anche
me. Due avvocati morti, legati al senatore Grant Tully. Gli
unici a conoscere un brutto segreto del suo passato. Sarebbe
stato facile incolpare Grant Tully.
Oh, sospira Bridges.
Riparto. Ma non era questo che Bennett voleva. Non voleva
uccidermi, ma incastrarmi. E voleva che poi tutte le prove puntassero
in direzione di Grant Tully. Aspettava di vedere cosa
avrei fatto, di scoprire se avrei accusato l'uomo che definivo il
mio migliore amico.
Capisco.
Per tutti gli anni dalla morte della sorella, anzi dovrei dire
della cugina, Bennett ha pensato che io coprissi il ruolo avuto
da Grant Tully. Credeva avessi confessato di essere l'unica persona
presente in casa di Gina per fedelt a Grant. Secondo lui,
forse mi aspettavo che Grant mi portasse al traino della sua carriera.
Ma la verit  che ero convinto di essere l'unica persona
presente. Non ricordavo nulla, e Grant lo sapeva. Cos ha convinto
gli altri a dire che in casa di Gina c'ero solo io, e hanno
obbedito.
Quindi, a un certo punto, continua il giudice, Carey ha
scoperto che lei  stato raggirato, per cos dire.
Infatti. Il momento a casa mia, quando ho fatto al mio avvocato
le rivelazioni sul 1979, mi si cristallizza davanti agli occhi.
Bennett  rimasto sconvolto,  uscito come in trance, non
per il possibile stupro o omicidio, non per la droga, non per la
mia falsa testimonianza. Lo ha stravolto scoprire che io non ricordavo
niente dell'accaduto dopo che avevo lasciato la casa di
Gina. Me lo ha fatto giurare pi volte. Allora ha capito che ero
solo una pedina, un capro espiatorio messo in trappola da
Grant e dagli altri.
Quello, proseguo, e il fatto che gli piacevo sono gli unici
motivi per i quali sono ancora vivo. Scruto l'espressione di
giudice e pubblico ministero. Ma per tutti quegli anni Bennett
ha pensato che io facessi parte del complotto, per lealt a
Grant. Cos mi ha messo nei guai per l'omicidio di Garrison,
ha lasciato che si accumulassero prove contro il senatore, ed 
rimasto a guardare cosa avrei fatto. Mi ha dato un'altra possibilit
di implicare Grant Tully.
 stato Carey a rubare il cellulare?
Johannsen annuisce. Pensiamo di s. Si  messo una parrucca
rossa e una giacca di jeans per impersonare Cosgrove.
E ha rispedito alla donna la borsa con tutto il resto del contenuto,
aggiungo.  questo che intendo: non voleva fare del
male a nessun altro. Probabilmente gli  dispiaciuto moltissimo
doverle rubare il cellulare. Sono pronto a scommettere che
quando ha restituito la borsa ha messo un po' di soldi in pi,
per coprire il costo del telefono.
Priorit molto nette, osserva il giudice. La stessa reazione
che ho avuto io. Mette le mani sulla scrivania. A questo punto,
Carey ha il controllo totale. Ha ucciso Garrison e difende l'imputato.
Dopo di che, immagino, ha ucciso Lyle Cosgrove.
S, rispondiamo all'unisono Erica Johannsen e io. E, aggiungo,
ha messo la busta con le mutandine di Gina nell'appartamento
di Lyle.
Non menziono la mia intrusione a casa di Cosgrove, dove ho
trovato la lettera molto compromettente che Garrison avrebbe
scritto a Lyle per implorarlo di non riportare a galla il passato.
Naturalmente,  stato Bennett a scriverla e a nasconderla nell'appartamento
per farmela trovare, dopo avermi ficcato in testa
un buon modo per entrare di soppiatto... Digli che sei dell'Amministrazione
Carceraria e ti consegneranno la chiave.
Quindi ha surriscaldato ancora di pi la situazione, mi interrompe
il giudice. Ha fatto apparire nuove prove.
Esatto.
Comunque, continua Bridges, era un piano molto azzardato.
Una volta entrato in gioco Lyle Cosgrove, chiunque
avrebbe potuto scoprire il caso del 1979. Avrebbero cominciato
a indagare sui testimoni dell'epoca, e non ci sarebbe voluto
molto per accertare che il bambino era Bennett Carey. Specialmente
visto che non si era preso il disturbo di cambiare cognome.
Annuiamo tutti, in silenzio.
Era azzardato, convengo. Ma l'obiettivo prioritario di
Bennett era fare emergere la verit sul 1979. L'obiettivo secondario
era punire. Ha ucciso i due ragazzi del 1979 e il loro avvocato,
ha rovinato le possibilit del senatore Tully di diventare
governatore, e... Mi fermo. Di certo ha fatto sudare me. Alzo
la mano. Quello che dobbiamo capire, penso,  che a Bennett
Carey non interessavano i dettagli, non gli importava cosa
sarebbe esattamente successo. Tante cose potevano andare in
un modo o in un altro. Lui stesso poteva essere scoperto. Ma
tutto era secondario rispetto all'idea di rivelare la verit, in qualunque
modo.
Avremmo trovato quelle informazioni sul 1979 entro un
giorno o due, dice Erica Johannsen. Avevamo appena saputo
della morte di Lyle Cosgrove. Ricorder che volevo un rinvio.
Bella pugnalata. Ha perso, ma affonder con stile.
Probabilmente sarebbe occorso pi di un giorno per collegare
Bennett a quei fatti, ribatto. E anche se aveste scoperto
tutto e lo aveste arrestato, non credo gliene sarebbe importato.
Aveva avuto quello che voleva.
A proposito, avete idea di dove si trovi Carey? chiede il
giudice.
No, risponde Johannsen.  uscito dall'aula quel giorno e
nessuno lo ha pi visto. Abbiamo trovato un'auto che aveva noleggiato
in un'oasi, nei pressi del confine nord. Non ci risulta
abbia prenotato voli, ma la verit  che ha un grosso vantaggio
su di noi.
Quando Bennett  uscito dall'aula, avrei potuto inseguirlo.
Avrei potuto correre dal giudice, far chiamare un ufficiale giudiziario
o un poliziotto per arrestarlo. Non l'ho fatto. E quando,
il mattino dopo, il giudice mi ha chiesto dove fosse il mio
avvocato, ho fatto il finto tonto, ho risposto di non averne idea.
Alla fine, Bridges  stata costretta ad aggiornare il processo,
con la promessa di una citazione per oltraggio alla corte per
Bennett Carey.
Ho aspettato il mattino dopo per informare Erica Johannsen.
Le ho detto di sospettare che Bennett fosse collegato a Gina
Mason e che poteva essere fuggito.
In altre parole, ho dato un bel vantaggio a Bennett.
Abbiamo parlato col giudice, che ha accettato di sospendere
il processo per un altro giorno. A Johannsen sono bastate ventiquattro
ore per ottenere conferma dell'identit di Bennett; il
che, unito al fatto che Bennett risultava scomparso, dava ampio
motivo di sospettare che il procuratore della contea stesse perseguendo
l'uomo sbagliato. Il processo  stato sospeso per permettere
un'indagine. All'accusa sono occorse tre settimane
buone per mettere a posto tutte le tessere. Un paio di giorni fa,
Erica Johannsen mi ha telefonato per informarmi che il suo ufficio
lasciava cadere le imputazioni.
Il giudice guarda Johannsen. Suppongo che la lettera di
estorsione fosse falsa.
S, risponde lei. Riteniamo che Carey l'abbia spedita al signor
Soliday.
Ed  stato sempre Bennett a spostare il mio appuntamento
con Garrison da gioved a venerd sera, aggiungo.
D'accordo, dice Bridges. D'accordo. E siete certi di tutto
questo.
Ne siamo convinti, replica il pubblico ministero. Sappiamo
che Carey era il cugino di Gina, anzi il fratello, per come la
vedevano loro due. Riteniamo si sia trovato ad assistere allo stupro
che poi si  trasformato in omicidio.
Ammesso che si sia trattato di stupro e omicidio, interviene
Paul Riley. Le prove non sono conclusive.
Non sono conclusive. Johannsen alza gli occhi al cielo.
Paul  appena diventato il mio difensore, ma non credo si sbagli.
Tendo a credere che in quella stanza sia successo qualcosa
tra Lyle, Rick, Grant e Gina. Ma tre di loro sono morti, e Grant
non ritratter mai ci che ha detto, comunque stiano le cose,
perch  una figura pubblica e non se lo pu permettere. 
questo il lato ironico delle azioni di Ben. Il suo unico scopo era
fare emergere la verit, ma l'unica verit  che non sapremo
mai. Avremo soltanto la prospettiva di un bambino di otto anni
che probabilmente non capiva ci che vedeva. E anche se potessimo
chiedere a Lyle o Rick cosa veramente credano, non sono
certo che la vedrebbero come l'ha vista Gina. Tutti loro, i
ragazzi e Gina, erano talmente imbottiti di droga che la realt
potrebbe apparire confusa persino a un osservatore spassionato.
Penso che ci che crede Ben sia probabilmente vero, ma
non ne ho la certezza.
Faccio scorrere un dito sul petto. Quando Bennett, o Billy,
era bambino, dopo che sua sorella... sua cugina... Sospiro. Ci
siamo capiti. Quando era bambino, si  tagliato con un coltello
da cucina. Sulle braccia e sul petto. Ho visto una delle cicatrici
quando sono stato a casa sua, dopo che aveva sparato a O'Shea.
In effetti mi ha detto che la cicatrice aveva vent'anni.
Nell'insieme, dichiara Johannsen, abbiamo la certezza
del ragionevole dubbio. Non riteniamo il signor Soliday colpevole
di alcun crimine.
Quelle parole dovrebbero avere un significato pi ampio.
Molto bene, fa il giudice. Signor Soliday...
Ho mentito, dico.
Scusi?
Ho mentito sotto giuramento nel 1979. Non ricordavo molto
di ci che ho detto. Ho commesso falsa testimonianza.
Oh! Nicole Bridges guarda me, poi gli altri avvocati. Temo
di non sapere esattamente cosa dire. Fissa l'accusa.
Il fatto non  avvenuto nella nostra giurisdizione, le viene
in aiuto Johannsen, ma suppongo che il termine di prescrizione
sia spirato.
 cos, dice Paul. Non voleva che io ne parlassi.
 una cosa con la quale dovr fare i conti lei, stabilisce il
giudice. Spero sia qualcosa che non la lascer mai.
Non mi lascer. Questo posso prometterlo. Mi alzo con gli
altri avvocati, pronto a marciare in aula e provvedere alle stipulazioni
necessarie perch l'avvocato della contea mi prosciolga
in via ufficiale.
...
.
...
Tracy entra nel ristorante con una borsa a tracolla e una valigia
in mano. Quando mi trova in un spar, mi saluta con un bacio
sulla guancia. E il massimo di affettuosit che mi abbia dimostrato,
e questa volta di sua iniziativa. Ci sediamo ma non apriamo
i men.
Tracy  tornata a lavorare due settimane fa, dopo il colpo di
scena al mio processo, quando  stato chiaro che io ero salvo.
Ci siamo salutati molto in fretta perch, da quanto ho capito,
aveva raggiunto i limiti di ferie concessi dai capi: era stata via
tre intere settimane subito dopo la promozione. Ho insistito
per farla ripartire. Mi ha detto che si sarebbe fermata in citt di
l a un paio di settimane, lungo la strada per Atlanta, e ci saremmo
salutati come si deve.
Hai un bell'aspetto, mi dice.
Decisamente migliore dell'ultima volta che ci siamo visti.
Sorrido al tavolo, ma  tempo di alzare gli occhi. Senti, Tracy...
grazie.
Di cosa? Lei sfiora il bicchiere d'acqua che ha davanti. Di
essere venuta in citt?
Di esserci rimasta. Buttando quasi un mese di vita. Anche
se io ho avuto a stento il tempo di dirti due parole. Sospiro.
Grazie di essere stata al mio fianco.
Vedo che l'ho offesa. Cosa ti aspettavi, Jon?
 esattamente ci che mi aspettavo. Ma lo apprezzo lo
stesso.
Lei fa un cenno con la mano. La cameriera prende le ordinazioni
dei drink. Rimandiamo il pranzo.
Tracy ha qualcosa da dire. Per certi versi, adesso  un'estranea;
per altri non lo sar mai. Ci tuffiamo nelle chiacchiere e io
non la aiuto molto. Lei lotta tra s, ma  chiaro a entrambi che
ha bisogno di esternare qualcosa.
Io sono cambiata, dice. Tu, no.
Le chiavi di lettura possibili sono pi di una. La colpa potrebbe
essere di entrambe le parti. Ma non la sta scaricando su
di me. Vuole dirmi che io ero quel che ero sin dal primo giorno,
e lei lo sapeva.
Sei cresciuta, le dico. Niente di male in questo. Io sarei
dovuto crescere con te.
Apprezza il commento. Ma non  soddisfatta.
Ti ho fatta sentire un secondo violino, continuo. Anche
se non ti ho mai considerata tale. Ma non ho capito. Credo che
tu abbia cercato di dirmelo in molti modi.
Mi guarda negli occhi. Non abbiamo mai discusso sul serio il
motivo della nostra separazione. Quando  arrivata la fine, 
stata talmente ovvia che  bastato accennarne, e amen. Colpa
mia. Come le ho detto, i segni premonitori c'erano. Per non
volevo vederli.
Ho sposato un uomo che lavora in politica, sospira lei.
Sapevo che per met dell'anno saresti stato via. Sapevo che
non avresti lasciato Grant. Sapevo quanto amassi quella vita.
Le prendo una mano. Avevi tutti i diritti di chiedere di pi.
Le cose non sono scolpite nella pietra, Trace. I rapporti si evolvono.
 solo che tu hai sposato un Neanderthal. Sorrido. In
questo avevi ragione.
Socchiude gli occhi. Tracy sa essere emotiva, ma non lo sar
ora.  una donna forte, e poi il pozzo di lacrime del nostro matrimonio
si  prosciugato da un pezzo.
Pensi che abbiamo commesso un errore? sussurra.
Mi costringo a non staccare lo sguardo, a mostrarmi risoluto.
Errore  il termine sbagliato.  congelato nel tempo, quasi
un anno fa. La domanda importante : cosa facciamo adesso?
Ma conosco la mia Tracy. Ha sempre saputo maneggiare le
parole, ed  la persona pi coraggiosa che io abbia mai incontrato.
Ha formulato la domanda per concedermi il massimo
spazio. Ha persino aperto la porta a ci che pensa io possa dire.
Vuole da me la verit. Vuole sapere cosa provo.
So cosa prova lei. L'ho capito nel momento in cui abbiamo
deciso di lasciarci, dall'espressione che aveva. Il divorzio non la
rattrista. Vuole solo sapere che anch'io lo accetto bene.
Torna da me, Tracy Soliday. Lasciami dimostrare quanto sei
importante per me. Dammi l'occasione di fare ammenda per
tutto quel tempo. Permettimi di fare correre le mie mani nei
tuoi capelli e stringerti e accarezzarti e inebriarmi di te e farti
ridere. Facciamo dei figli e invecchiamo assieme. Teniamoci per
mano sulla spiaggia e accompagniamoci a vicenda nel sonno.
Io ti amer sempre, Tracy. Stringo forte la sua mano, e lei
ricambia la stretta. Per molti versi, questo  uno dei momenti
pi brutalmente onesti del nostro rapporto, e per molti versi
uno dei pi falsi. Porta avanti la tua vita. Tienimi solo informato
ogni tanto. Sii felice.
Lei inspira. Sollievo.  ci che desiderava sapere sin dall'inizio,
ci che voleva chiedermi, ma appena tornata in citt non
poteva. Ha avuto la risposta che voleva.
Anch'io ti amo, dice.
Lo so. Annuisco in direzione della porta. Vai a prendere
il tuo aereo.
Lei non sorride. Lascia il spar, armata di valigia. Mi guarda
un'ultima volta. E quando esce dal ristorante, Tracy Stearns
non si gira a lanciarmi un'occhiata.
...
.
...
Coi risultati del sessantaquattro per cento dei seggi elettorali,
Newscenter Four  pronta a fare una proiezione sul vincitore
delle elezioni a governatore...
La giornata elettorale  stata solitaria. Come primo avvocato
del partito democratico di questo Stato, di solito subisco raffiche
di telefonate e spengo incendi sin da quando aprono i seggi,
alle sei del mattino. Una macchina per il voto si  rotta. Un
presidente di seggio non lascia entrare i nostri osservatori. Un
poliziotto strappa i nostri manifesti. I repubblicani distribuiscono
volantini e opuscoli a meno di trenta metri dai seggi. Ce
una fila di elettori davanti alla porta del seggio tale, e ci occorre
l'ordine di un giudice per farlo restare aperto.
Quest'anno, niente. Non so chi si occupi di queste cose per
Grant Tully o per la miriade di candidati alla Camera e al Senato
dello Stato. So solo che non sono io.
Comunque, almeno nel finale, queste elezioni mancano di
suspense. Non sono nemmeno le nove e trenta e stanno gi per
annunciare il nuovo governatore. Una frana, com'era prevedibile.
 probabile che il senatore Grant Tully non avrebbe vinto
in ogni caso, ma i sordidi dettagli del suo incontro con una ragazza
inerme nel 1979 e il processo per omicidio del suo primo
assistente, per non parlare delle insinuazioni sul suo stesso
coinvolgimento in quell'omicidio, lo hanno condannato.
Con qualcosa in pi o in meno a seconda dei conteggi finali,
Grant avr poco pi del trenta per cento dei voti. Il candidato
indipendente, Oliver Jenson, che ha molto beneficiato di un
processo che implicava potenzialmente i due rappresentanti dei
partiti maggiori, arriver quasi al venti per cento. E il procuratore
generale Langdon Trotter dovrebbe totalizzare il cinquanta.
Grant Tully passer alla storia come il candidato di uno dei
due partiti maggiori che ha ricevuto il minor numero di voti
nelle elezioni a governatore dai tempi della Ricostruzione.
Per esplicitare l'ovvio, i democratici non lo ricandideranno
mai pi.
Grant dipendeva dai democratici in citt e dal voto dei sindacati
del sud. Sulla carta, aveva tutte le sponsorizzazioni giuste,
ma so che sono voci. Era merce avariata. Al lavoro pre-elettorale
 mancata la consueta urgenza, soprattutto ci che ci si
aspetterebbe per conto dell'uomo che controlla il Senato del
nostro Stato.
Per lui  gi una fortuna non essere perseguito per lo stupro
e l'omicidio di Gina Mason. Ma non ci sono vere prove. Lyle
Cosgrove e Brian O'Shea sono morti. Gina Mason  morta. Il
suo fratello/cugino Bennett  irreperibile. Le mutandine rinvenute
nell'appartamento di Lyle, piazzate l da Bennett, non recavano
tracce di DNA. Era tutto un bluff.
Siccome Grant si  presentato come governatore a met del
suo mandato di senatore, dovr farsi rieleggere al Senato solo
fra due anni. Due anni sono un'intera vita, in politica. Del resto,
con l'organizzazione che ha in mano, potrebbe vincere la
rielezione a occhi chiusi. Se  questo che vuole.
I miei carlini, Jake e Maggie, hanno trascorso un paio di felici
settimane con me a casa. Maggie mi ha appena appoggiato il
muso rincagnato sul volto; cerca di svegliarmi perch vuole
uscire. Jake  pronto a saltare gi dal divano. Va bene. Non
hanno bisogno di sentire altro. Guardo l'orologio: quasi mezzanotte.
I dati sulle elezioni continuano a passare in televisione.
Un tempo, questa era una delle notti pi elettrizzanti della mia
vita. Oggi, non sono nemmeno riuscito a stare sveglio.
Quando rientro dopo avere lasciato uscire i cani, squilla il
campanello. Guardo fuori dalla finestra panoramica. Riconosco
l'automobile.
Apro la porta a Grant Tully. Non ci siamo pi parlati dopo
quel giorno in aula. Lui non mi ha chiamato, io non l'ho chiamato.
Non l'ho nemmeno sputtanato coi giornalisti. Mi sono
chiuso nel mio guscio.
Hai un minuto per un vecchio amico? chiede. Ha un
aspetto migliore di quanto mi aspettassi. Be', almeno adesso 
finita. Completamente.
Sicuro, rispondo. Se ne vedr uno, gli conceder il minuto.
Ma apro la porta.
Grant entra, per non si siede. Restiamo vicini sulla soglia.
Giunge le mani. Ho lasciato cadere la colpa su te, ammette.
S. Mi spiace.
Non ero certo che avrei mai sentito queste parole da Grant.
Avresti potuto dirmelo.
Non allora, Jon. Il figlio di un senatore? Non importava
nulla che fossi colpevole o innocente.
Mi hai lasciato pensare cose orribili di me. Non fosse stato
per Bennett, le avrei sempre pensate. Avrei trascorso l'intera
esistenza a chiedermi se sono un assassino.
Conosco la sensazione.
Cosa significa, Grant? Dimmi la verit.
I suoi occhi si staccano dai miei. La verit  che non sono
sicuro. Ha la cravatta allentata, il colletto slacciato.  sconfitto,
per pi di un verso. Torna a guardarmi. Ricordo di essere
stato l. Non ricordo se... Alza le mani. Non lo so. L'unica
cosa che posso dire  che sul momento sembrava un... un grosso
party o qualcosa di simile. Cristo, di certo lei non sembrava
il tipo di ragazza alla quale potesse dispiacere.
La mia occhiata lo gela. Perch non cancelliamo l'ultimo
commento dagli atti, senatore?
Grant, mi corregge. Come sempre. Torna a lavorare con
noi, Jon.
Non rispondo.
Grant si invita da solo al divano e si concede una pausa. Te
lo giuro, Jon, non ricordo che qualcuno abbia fatto qualcosa
come... come...
Come strangolarla?
Dio. Sospira, mostra una vaga traccia di rimorso, ma subito
corre alla propria difesa. Senti, tieni presenti le circostanze.
Nessuno di noi era nemmeno vagamente vicino a uno stato di
sobriet.
Non parlo. Aspetto che sia lui a raccontare.
Non sono stato io, Jon. Non l'ho mai toccata. Credo sia stato
Rick. Facevano sesso sul pavimento. E non  che io stessi a
guardare. Grant si arrende al ricordo. All'improvviso, non
parla pi con me; recita semplicemente gli eventi. S, sembrava
un rapporto un po' rude. Forse lei non voleva che lui le stesse
sopra. Poi, di colpo, qualcuno ha cominciato a ripetere Oh,
merda. Gina stava... Gira la testa di scatto, chiude gli occhi.
Stava vomitando.
Grant annuisce. Non so. Forse Rick le teneva una mano sulla
gola. A ripensarci, s. Lei  stata male, ha cominciato a soffocare...
E voi tre siete scappati.
Annuisce. Si alza dal divano, cammina in cerchio.
Con me che dormivo sul sedile posteriore dell'automobile.
Un forte sospiro di Grant, che mi gira la schiena. Si volta lentamente,
mi fissa negli occhi.
Ti giuro che non l'ho mai toccata. Ho solo dovuto rimediare
al disastro. Sarei stato processato assieme a quei due, e per
mio padre sarebbe stato uno scandalo enorme. Te lo puoi immaginare.
E come no, ribatto. Cos hai scaricato tutto su me.
Sapevo di poterti fare uscire pulito. Dopo un lungo momento
senza una mia risposta, assume un tono pi implorante.
D'accordo, ti ho fottuto. Mi spiace.
Immagino che questo dovrebbe bastarmi. Un senatore non
si umilia spesso. Il suo sforzo dovrebbe essere tutto ci che mi
occorre.
Devo ammettere alcune cose. Ha pagato la cauzione per me
quando mi hanno arrestato. Mi ha tenuto nel suo staff con la
massima imperturbabilit. Era pronto a rischiare voti per restare
al mio fianco. Non ha riconosciuto il nome Brian O'Shea
pi di quanto lo abbia riconosciuto io. Non sapeva cosa complottasse
Bennett. Aiutarmi non  stato un atto egoista. Lo ha
fatto da amico.
Per mi sento ancora un poco cattivo e arrabbiato. Non so
quale sar il futuro mio, o di Grant. So soltanto che non si decider
stanotte.
Mi sposto di lato, mi avvio verso la porta. Grant afferra l'antifona.
Forse volevo che tu mi fossi riconoscente, dice. Ero stato
io a farmi avanti per te. A salvarti. S, lo ammetto. L'idea mi piaceva.
Okay?
Indico la porta con la mano.
Tirami un pugno. Fa' qualcosa....
 davvero turbato. Ha bisogno del mio perdono. Pu trovare
altri avvocati. Chiunque  in grado di imparare le leggi elettorali.
Per sente di avere perso qualcosa. Ha appena subito la
pi grossa sconfitta elettorale della sua vita, e si preoccupa della
nostra amicizia.
Torna a casa, gli dico. Devo andare a prendere i cani.
Annuisco a Grant: il mio primo gesto che non sia duro.
Ci parleremo pi avanti? chiede.
Vedremo, rispondo, allontanandomi.
I demoni giungono sempre di notte.  allora che sento Gina
urlare, anche se in realt non l'ho mai sentita.  allora che gli
echi della paura risuonano nel mio petto, creando un crescendo
di panico tanto assordante che per un momento non ricordo
pi dove mi trovo.
Ma tutto  tranquillo nel cimitero dove Gina Mason riposa
per sempre. Un bel posto, per tenuto male. Il tipo di posto
dove qualcuno che non  ricco seppellisce la figlia.
Gina Mason. 1960-1979. Una bella anima.
Aveva diciannove anni quando  morta. Era l'unica cosa che
io sapessi. Non sapevo nient'altro di lei, di tutte le cose che ne
facevano un essere umano. Ho visto sesso e desiderio. Forse ho
visto anche una promessa, in tutti e due.
Mi chino sulla lapide senza un motivo particolare, faccio
scorrere le dita sulle parole lasciate dalla sua famiglia perch il
mondo sapesse di lei. La mia mano sfiora l'erba, e l'indice incontra
una spina. Sulla tomba c' una rosa. Fresca.
Probabilmente  stata deposta oggi.
Una mossa poco astuta. La polizia, dopo il ritrovamento dell'auto
abbandonata, pu anche pensare che Bennett fosse diretto
a nord, ma questo non impedir agli agenti locali, forse
persino all'FBI, di fare un salto al cimitero ogni tanto. Se trovassero
il minimo indizio che Bennett si  fermato qui per una visita,
comincerebbero a battere l'intera regione. Sua zia, la donna
che lo ha cresciuto,  morta per una malattia del fegato quattro
anni fa: uno dei molti particolari sulla vita di Ben emersi dopo
la conclusione di questa sciarada. Lui  l'unico parente che resti
a Gina. Tanto valeva che lasciasse un biglietto da visita sulla
tomba.
Resto immobile. Un brivido mi percorre. Se non ho altro da
imparare da tutto ci che  accaduto, almeno dovrei avere capito
che Bennett Carey non va sottovalutato. Ci rifletto su, e mi
appare chiaro. Ovvio. In lui c' come minimo una parte che
vuole che lo arrestino. Lo ha sempre voluto. Dopo la sua fuga,
la storia  rimasta in sospeso, non c' stata una spiegazione totale.
Il pubblico, i media carnivori, hanno solo i dinieghi di
Grant Tully, l'asserzione del mio nuovo avvocato che le prove
non sono conclusive. Se Bennett venisse catturato, la stampa
penderebbe dalle sue labbra, dal resoconto di ci che  accaduto
nel 1979. E, a voler essere sinceri, lui avrebbe poco da perdere.
A Bennett non interessa il proprio destino. Gli  stata
comminata una condanna a vita quando aveva otto anni, e continuer a scontarla, anche adesso.
Frugo nella tasca della giacca, trovo una busta vuota e una
penna. Scrivo il messaggio per Ben e lo metto vicino alla rosa,
sotto un sasso che fermi la carta. Le semplici parole che direbbe
Gina Mason, ne sono certo, se potesse. Ma mentre torno all'automobile,
cercando la via nell'abbraccio delle tenebre e delle
ombre, mi rendo conto che Ben non seguir mai il mio consiglio;
e, se fossi onesto con me stesso, ammetterei che nemmeno
io l'ho fatto. Forse  finalmente giunto il momento, per tutti e due.
Vai avanti con la tua vita.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Ringraziamenti.
...
.
...
Il periodo nel quale ho lavorato come avvocato del presidente della Camera dei rappresentanti dell'Illinois mi  stato utilissimo per creare
il background e il contesto di questo romanzo. Attingendo a quel background ho creato episodi e storie che sono solo il frutto della mia
immaginazione. Questa  un'opera di narrativa. Nulla di ci che  narrato nel romanzo  mai realmente accaduto.
Devo ringraziare molte persone per la partecipazione diretta o indiretta alla stesura di questo romanzo. Mike Kasper, amico e talora
mentore, ha letto una bozza e mi ha fornito ottimi commenti. Ed Nystrom, il mio futuro suocero, ha letto la prima stesura e mi ha dato eccellenti
opinioni che hanno cambiato il romanzo. Jim Jann con le sue osservazioni mi ha permesso di dare alla storia una profondit che non aveva.
Il dottor Ronald K. Wright, un patologo legale di fama internazionale, ha offerto informazioni molto creative e competenti sugli aspetti
scientifici dell'omicidio che si verifica nel romanzo. Grazie del tuo tempo e dell'entusiasmo.
Molti dei soliti sospetti hanno letto le stesure iniziali e fornito critiche e incoraggiamenti: Dan e Kristin Collins, Jim e Jill Kopecky, e Jim
Minton. Grazie a tutti voi per l'impatto che avete avuto su questo libro.
Mia madre, Judy Ellis, e mia sorella, Jennifer Taylor, hanno ancora una volta assunto il ruolo di lettori armati di spirito critico e di affettuosi famigliari.
Grazie ai miei colleghi avvocati, Lisa Starcevich, David Williams, Doug Bax e Dan Collins, per il sostegno e l'entusiasmo per il mio altro lavoro.
Gli avvocati e gli amici del decimo piano di 111 West Washington non possono sapere quanto abbiano influenzato me e questo romanzo.
Grazie in particolare a William Harte, un leggendario avvocato di Chicago, per tutto ci che mi ha insegnato sul mestiere.
Grazie ancora al mio agente, Jeff Gerecke, per la mano salda.
Grazie al mio editor, David Highfill, per gli ottimi consigli e l'amicizia. E, come sempre, l'ultima parola  per la mia futura moglie, Susan.
Grazie della bellezza che porti nella mia vita. Niente di tutto questo significherebbe qualcosa senza di te.
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FINE.